fondo impresa femminile

Il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha firmato il Decreto interministeriale insieme al Ministro dell’economia e delle Finanze Daniele Franco e al Ministro per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti che rende operativo il Fondo Impresa Donna per dare attuazione all’introduzione del Fondo Impresa Donna 2022.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 dicembre 2021, il decreto istituisce il fondo predisposto dalla Legge di Bilancio 2021, che aveva stanziato 40 milione volto a sostenere ed incentivare le imprese femminili.

Il Fondo Impresa Donna è stato esteso grazie al contributo proveniente dall’Unione europea. Ai 40 milione si aggiungono infatti le risorse PNRR, 400 milioni, destinate all’imprenditoria femminile. 

Il Ministero, con suddetto strumento, intente spuntare un ulteriore obiettivo del PNRR. Come sappiamo, il programma volto a ottenere lo stanziamento di fondi per la ripresa economica a seguito dell’emergenza sanitaria, presuppone che ciascuno Stato debba raggiungere una serie di obiettivi programmatici.

Tale operazione è già stata messa in atto già per i bandi IPCEI sui progetti strategici altamente tecnologici nei settori delle batterie e dei semiconduttori, mentre è già stata avviata la riforma della proprietà industriale.

Cos’è il Fondo impresa femminile?

Il Fondo a sostegno dell’impresa femminile è stato istituito dall’articolo 1, comma 97, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 con una dotazione di 40 milioni di euro, al fine di promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e di massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Il Fondo è istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, che si avvale, in qualità di Soggetto gestore, dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia.

A chi si rivolge il Fondo impresa femminile?

Il Fondo è volto a sostenere imprese femminili di qualsiasi dimensione, con sede legale e/o operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, già costituite o di nuova costituzione, attraverso la concessione di agevolazioni nell’ambito di una delle due seguenti linee di azione:

  1. incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili, ovvero le imprese femminili costituite da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, e le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione. Possono presentare domanda, inoltre, le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa femminile.
  2. incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili, ovvero le imprese femminili costituite da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, e le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione

L’agevolazione

Le agevolazioni sono concesse ai sensi e nei limiti dell’articolo 22 (“Aiuti alle imprese in fase di avviamento”) del Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione (Regolamento GBER) ovvero, per le imprese che non soddisfino le condizioni dei cui al predetto articolo 22 del Regolamento GBER, ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione (Regolamento «de minimis») e assumono la forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, anche in combinazione tra loro.

Il finanziamento, della durata massima di 8 anni, è a tasso zero e non è assistito da forme di garanzia.

La forma e la misura delle agevolazioni sono articolate in funzione delle linee di azione e dell’ammontare delle spese ammissibili previste nei programmi di investimento. In particolare:

  • per gli incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la sola forma del contributo a fondo perduto per un importo massimo pari a:
    • 80% delle spese ammissibili e comunque fino a euro 50.000,00, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili non superiori a euro 100.000,00;
    • 50% delle spese ammissibili, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori a euro 100.000,00 e fino a euro 250.000,00;
  • per gli incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la forma sia del contributo a fondo perduto sia del finanziamento agevolato e sono articolate come di seguito indicato:
    • per le imprese femminili costituite da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’’80% delle spese ammissibili, in egual misura in forma di contributo a fondo perduto e in forma di finanziamento agevolato;
    • per le imprese femminili costituite da oltre 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, le agevolazioni sono concesse come al punto precedente in relazione alle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante costituenti spese ammissibili sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.

Costituiscono spese ammissibili alle predette agevolazioni le spese relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, servizi cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale, personale dipendente ed esigenze di capitale circolante, alle condizioni e nei limiti stabiliti dal decreto interministeriale.

In aggiunta a tali agevolazioni, per le imprese beneficiarie sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di 5.000,00 euro per impresa fruibile in parte attraverso servizi erogati dal Soggetto gestore, in parte in forma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici presso terzi.

Fondo impresa Donna 2022: a chi spetta?

Il progetto costituisce un intervento cardine inserito tra le linee d’intervento del Ministero dello sviluppo economico nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito della missione “Inclusione e coesione”. Il fondo Impresa Donna ha lo scopo di raggiungere uno degli obiettivi principali imposti al Governo dalle istituzioni comunitarie.

Proprio per tale ragione che la Legge di Bilancio 2021 aveva introdotto tale strumento, che ha solo di recente visto attuazione con il decreto del 16 dicembre 2021.

La gestione del fondo sarà di appannaggio del Ministero, il quale sarà coadiuvato dal Comitato impresa donna istituito in Bilancio e da disciplinare con un apposito Decreto. Mentre, per quanto riguarda l’erogazione delle risorse alle donne che ne faranno richiesta, se ne occuperà Invitalia.

L’ente, per adempiere a questo nuovo onere, ha ricevuto al tal fine un sovvenzionamento di 1,3 milioni di euro.

Il Fondo Impresa Donna 2022 ha come scopo quello di incentivare l’imprenditoria femminile. Dunque, sarà rivolto a specifiche categorie di imprenditrici, che dimostrino il possesso dei relativi requisiti.

Il decreto attuativo ha, invero, previsto che possono accedere:

  • cooperative e società di persone con ameno il 60% di donne socie; 
  • società di capitale con quote e componenti del consiglio di amministrazione per almeno due terzi di donne; 
  • imprese individuali la cui titolare è una donna; 
  • lavoratrici autonome. 

Requisiti impresa

Le imprese potranno accedere a suddetto strumento predisponendo un programma di investimento, il quale deve essere realizzato entro due anni e con un tetto di spese ammissibili:

  • di 250mila euro per nuove imprese 
  • fino a 400mila per quelle già esistenti.

Inoltre, al fine di accedere al Fondo Impresa Donna, il decreto attuativo richiede anche che l’impresa possegga alcuni specifici requisiti. Infatti, è necessario che l’impresa debba:

  • sede legale e/o operativa in Italia
  • essere costituite da meno di un anno
  • sono ammesse anche le persone fisiche che intendono avviare l’attività purché, entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda, trasmettano documentazione sull’avvenuta costituzione. 
  • nel caso di lavoratrici autonome, l’apertura della partita Iva va presentata entro i 60 giorni dalla valutazione positiva della domanda

Requisiti progetto

Il progetto che dovrà essere presentato deve avere specifici requisiti. In particolare, sarà necessario riportare i seguenti dati:

  • dati e profilo dell’impresa femminile richiedente;
  • descrizione dell’attività;
  • analisi del mercato e relative strategie;
  • aspetti tecnico-produttivi ed organizzativi;
  • aspetti economico-finanziari.

Come presentare la domanda?

Le modalità di presentazione della domanda sono ancora incerte. Sul punto sarà necessario un successivo intervento, presumibilmente ad opera di INVITALIA che stabilirà le modalità di accesso a questo fondo.

Con ogni probabilità, le domande andranno presentate online attraverso la piattaforma di Invitalia. L’ente si occuperà inoltre della valutazione delle stesse secondo l’ordine di presentazione, in considerazione di appositi criteri.

Invitalia si occuperà di valutare:

  • il progetto imprenditoriale,
  •  le potenzialità del mercato di riferimento
  • l’innovazione tecnologica. 

L’esito della richiesta sarà comunicato mediante PEC. Laddove i fondi dovessero scarseggiare, potranno essere concessi contributi a carattere parziale.

Come funziona il Fondo Impresa Donna 2022?

Come affermato nel paragrafo precedente, il Fondo Impresa Donna è rivolto principalmente alle imprenditrici che intendano investire nella propria attività. Le imprenditrici potranno beneficiare secondo diverse modalità dei fondi stanziati con il predetto programma di incentivo.

In particolare potranno richiedere contributi a fondo perduto per avviare imprese femminili. Tuttavia, può esser ottenuto un incentivo anche secondo diverse modalità. Ad esempio, l’imprenditrice potrà ottenere anche dei finanziamenti a tasso zero o comunque agevolati.

In tal caso, invero, potrebbe essere particolarmente conveniente. Infatti, il decreto attuativo consente di ottenere sia contributi a fondo perduto e finanziamenti.

In proposito, la Legge di Bilancio, a decorrere dall’anno 2021 ha autorizzato la spesa annua di 0,8 milioni di euro dell’Ente nazionale per il microcredito per:

  • le attività istituzionali finalizzate alla concessione di finanziamenti per l’avvio;
  • l’esercizio di attività di lavoro autonomo;
  • di microimpresa.

Inoltre, sono state previsti anche degli incentivi per le imprese femminili che operino almeno da 36 mesi.

In questo caso, il beneficio verrà erogato come contributo a fondo perduto. Verrà determinato nella misura dell’80% della media del circolante degli ultimi 3 esercizi.

"Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

6 COMMENTI

  1. Le domande di agevolazione devono essere compilate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica che sarà messa a disposizione in un’apposita sezione del sito internet del Soggetto gestore, http://www.invitalia.it. L’apertura dei termini, le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione saranno definite dal Ministero dello sviluppo economico con provvedimento dedicato.

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