Fiscalità formazione online: guida per creator e edupreneurs

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Dalla scelta tra lavoro autonomo e impresa alla gestione dell’IVA estera: la guida operativa per mettere in regola il tuo business digitale nella formazione online senza rischi.

Il settore dell’e-learning è esploso, ma la normativa fiscale non ha un codice attività univoco per chi vende formazione online. Il risultato? Una confusione enorme tra chi si definisce “libero professionista” ma fiscalmente sta gestendo un e-commerce, e chi vende su piattaforme internazionali ignorando di dover versare l’IVA in altri Paesi UE.

Questa guida scioglie ogni dubbio normativo, distinguendo nettamente tra la vendita di corsi dal vivo (sincroni) e quelli pre-registrati (asincroni), e analizzando l’impatto fiscale delle diverse piattaforme tecnologiche.

Infografica Fiscalità Formazione Online: differenze tra corsi live e registrati, codici ATECO e gestione IVA
Schema riassuntivo: Inquadramento fiscale per creator e edupreneurs.

Formazione online: professionista o imprenditore digitale?

Il primo errore che commette il 90% dei formatori è aprire la partita IVA con il codice ATECO sbagliato. Non basta dire “sono un formatore“. Per il Fisco, la modalità di erogazione cambia la natura del reddito.

  • Professionista (lavoro autonomo): Prevale l’elemento intellettuale e umano in tempo reale.
  • Imprenditore (reddito d’impresa): Prevale l’organizzazione e l’automazione del prodotto.

La distinzione tecnica: sincrono vs asincrono

L’Agenzia delle Entrate e la normativa IVA UE (Regolamento UE n. 282/2011) hanno tracciato una linea netta basata sull’intervento umano.

Snippet-Ready Block: La distinzione fiscale tra corsi online dipende dall’intervento umano. Se il corso è tenuto in diretta (streaming, webinar) con interazione attiva tra docente e studenti, si configura come attività professionale (consulenza/formazione). Se il corso è pre-registrato e fruibile on-demand in modo automatizzato, si configura come commercio elettronico diretto (attività d’impresa), poiché l’intervento umano è minimo o assente al momento della fruizione.

Caso A: corsi in diretta (webinar, coaching, masterclass live)

Se insegni su Zoom o Google Meet in diretta, rispondi alle domande e interagisci, stai svolgendo una prestazione di servizi intellettuale.

  • Inquadramento: libero professionista.
  • Cassa previdenziale: Gestione Separata INPS (o Cassa di appartenenza se iscritto a un Ordine, es. Psicologi).
  • Codice ATECO: solitamente 85.59.20 (Corsi di formazione e aggiornamento professionale)

Caso B: corsi pre-registrati (Udemy, Teachable, Video-corsi)

Se il cliente paga, scarica o accede a un’area riservata e guarda video già pronti senza la tua presenza, stai vendendo un prodotto digitale automatizzato. Non vieni pagato per il tuo tempo, ma per l’accesso al contenuto.

  • Inquadramento: attività d’impresa (commerciante).
  • Cassa Previdenziale: Gestione Commercianti INPS (con minimale fisso obbligatorio, salvo riduzioni per forfettari).
  • Codice ATECO: 47.91.10 (Commercio al dettaglio via internet).
  • Adempimenti extra: iscrizione in Camera di Commercio (CCIAA) e SCIA comunale.

Consiglio operativo: Molti creator iniziano con corsi live (Professionista, costi fissi bassi) per poi scalare con videocorsi (Impresa). Attenzione al “mix“: se vendi entrambi, potresti dover gestire una doppia contabilità o un’attività prevalente.

Qual è il codice ATECO per vendere corsi online?

Il codice ATECO dipende dalla modalità di erogazione. Per i corsi in diretta (webinar, coaching) si usa il codice 85.59.20 (Corsi di formazione e aggiornamento professionale), inquadrabile come attività professionale. Per i video-corsi pre-registrati (on-demand) si deve usare il codice 47.91.10 (Commercio al dettaglio via internet), che configura un’attività d’impresa (e-commerce).

Qual è la differenza fiscale tra webinar e videocorsi?

La differenza risiede nell’intervento umano. Possiamo distinguere tra:

  • Corsi in diretta (sincroni): Se c’è interazione live docente-studente, è lavoro autonomo (Professionista, ATECO 85.59.20).
  • Corsi registrati (asincroni): Se il corso è automatizzato on-demand, è attività d’impresa (E-commerce, ATECO 47.91.10).

Gestione IVA nella vendita di corsi: B2B, B2C e territorialità

Una volta individuato l’inquadramento dell’attività si passa alla gestione dell’IVA nella formazione online. Vendere online significa avere potenzialmente clienti in tutto il mondo. Come si applica l’IVA? La regola cambia radicalmente a seconda che tu venda a un’azienda (B2B) o a un privato (B2C) e a seconda del prodotto (Live vs Asincrono).

Tabella 1: territorialità IVA per formatori digitali

Ecco lo schema riassuntivo per non sbagliare fatturazione.

Tipologia clienteTipologia corsoRegola IVA (territorialità)Indicazione in fattura
Cliente B2B (Partita IVA Italiana)QualsiasiIVA Italia (o esente se Forfettario)IVA ordinaria o “Op. in franchigia L. 190/14”
Cliente B2B (UE – VIES)QualsiasiReverse Charge (Tassazione a destino)“Inversione contabile, art. 7-ter DPR 633/72”
Cliente B2B (Extra UE)QualsiasiFuori Campo IVA“Operazione non soggetta, art. 7-ter DPR 633/72”
Cliente Privato (B2C) ItalianoQualsiasiIVA Italia (o esente se Forfettario)IVA ordinaria o dicitura Forfettario
Cliente Privato (B2C) UECorso LIVEIVA Italia (Tassazione dove risiede il prestatore*)IVA italiana o dicitura Forfettario
Cliente Privato (B2C) UECorso Pre-registratoIVA del Paese del Cliente (es. Germania 19%)Serve Regime OSS (vedi sotto)
Cliente Privato (B2C) Extra UEQualsiasiFuori Campo IVA“Operazione non soggetta art. 7-septies”

*Nota: Per i corsi LIVE B2C, la regola generale prevede la tassazione nel paese del prestatore (Italia), salvo eccezioni specifiche per eventi fisici.

Leggi anche: Servizi digitali complessi: territorialità IVA e imposte sui redditi.

Il Regime OSS (One Stop Shop) e la soglia dei € 10.000

Se vendi corsi pre-registrati (servizi elettronici TTE) a privati consumatori in UE:

  1. Sotto i € 10.000 annui di vendite UE: Puoi applicare l’IVA italiana (o 0% se sei forfettario). È una semplificazione enorme per chi inizia.
  2. Sopra i € 10.000 annui: Devi applicare l’IVA del paese di residenza del cliente (es. Francia 20%, Ungheria 27%, etc).

Per evitare di aprire una Partita IVA in ogni paese europeo, devi iscriverti al Regime OSS. Questo ti permette di dichiarare e versare tutta l’IVA estera trimestralmente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate italiana.

Quando serve il regime OSS per vendere corsi? Il regime OSS è necessario per i formatori che vendono corsi pre-registrati (prodotti digitali) a privati consumatori (B2C) residenti in altri Paesi UE, se il fatturato complessivo delle vendite intracomunitarie supera la soglia di 10.000 euro annui. Al di sotto di tale soglia, è possibile applicare l’IVA italiana.

Il ruolo delle piattaforme: marketplace vs tech provider

Non tutte le piattaforme sono uguali. La scelta del software impatta direttamente sui tuoi obblighi fiscali. Dobbiamo distinguere tra chi agisce come Merchant of Record (MoR) e chi è solo un fornitore tecnologico.

Marketplace “merchant of record” (Es. Udemy, Domestika, Skillshare)

Cosa significa merchant of record per i corsi online? Il Merchant of Record (MoR) è l’entità legale autorizzata a rivendere beni o servizi al cliente finale. Piattaforme come Udemy o Skillshare agiscono da MoR: incassano il pagamento dallo studente, gestiscono l’IVA globale e versano al creatore una commissione netta, semplificando la gestione fiscale del formatore.

In questo scenario, tu non vendi al cliente finale. Tu vendi la licenza di distribuzione alla piattaforma, e la piattaforma vende allo studente.

  • Vantaggio fiscale: È lo scenario più semplice. Non ti preoccupi dell’IVA di ogni singolo studente tedesco o spagnolo.
  • Il flusso di fatturazione: Tu emetti una sola fattura mensile cumulativa nei confronti della piattaforma (spesso con sede in USA o Irlanda).
    • Se Udemy è in USA: Fattura “Fuori Campo IVA art. 7-ter“.
    • Se Udemy è in Irlanda (per creator UE): Fattura intracomunitaria in “Reverse charge“.
  • Obbligo: Iscrizione al VIES (per fatturare in UE) o semplice fattura estera. Niente gestione OSS.

L’unico aspetto da considerare è che siamo all’interno di attività di impresa, non di attività professionale (per quanto abbiamo detto sopra).

Piattaforme tecnologiche (Es. Teachable, Kajabi, Thinkific, Kartra)

Qui la piattaforma ti “affitta” solo lo spazio web e il carrello, ma il venditore legale sei tu. La gestione fiscale in questo scenario cambia radicalmente:

  • Svantaggio fiscale: Sei responsabile di calcolare e versare l’IVA corretta per ogni singolo cliente nel mondo.
  • Come gestirlo:
    1. Devi usare un sistema che calcoli l’IVA al checkout in base all’IP del cliente (es. Quaderno, o le funzioni native di Teachable se attive).
    2. Se superi i € 10.000 di vendite B2C in UE, devi iscriverti all’OSS.
    3. Se sei in Regime Forfettario, le vendite estere dirette possono complicare la gestione, perché diventi esportatore di servizi digitali.

Nota bene (Teachable): Alcune piattaforme ibride come Teachable offrono l’opzione “Teachable Payments” agendo da MoR, ma trattengono commissioni più alte. Verifica sempre nei “Terms of Service” chi è il soggetto che emette la fattura allo studente: se è la piattaforma, sei salvo; se sei tu, devi attrezzarti. Le policy fiscali delle piattaforme citate possono variare.

Tassazione dei proventi: calcolo pratico e convenienza

La maggior parte dei formatori online inizia con il Regime Forfettario. È quasi sempre la scelta vincente per chi fattura sotto gli € 85.000, grazie all’assenza di IVA (che rende i prezzi più competitivi per i privati) e alla tassazione ridotta.

Vediamo due simulazioni reali per capire la differenza di “netto in tasca” tra un formatore consulente (professionista) e un venditore di videocorsi (commerciante).

Caso pratico 1: il coach/formatore live (professionista)

Immaginiamo questo scenario, di un formatore che vende sessioni di coaching e webinar live.

  • Regime: Forfettario Start-up (5% imposta sostitutiva per 5 anni).
  • Fatturato annuo: € 40.000.
  • Coefficiente di redditività: 78% (Codice Ateco 85.59.20).
  • Gestione previdenziale: Gestione Separata INPS (aliquota 26,07%).

Il calcolo delle imposte sul reddito è il seguente:

  1. Reddito imponibile: € 40.000 × 78% = € 31.200
  2. Contributi INPS: € 31.200 × 26,07% = € 8.133 (deducibili l’anno dopo, qui semplifichiamo deducendoli subito per vedere il netto reale a regime).
  3. Imponibile netto: € 31.200 – € 8.133 = € 23.067
  4. Imposta sostitutiva (5%): € 23.067 × 5% = 1.153

Totale imposte e contributi: € 9.286 Netto in tasca: 30.714 (incidenza fiscale totale ~23%)

Caso pratico 2: il creator di videocorsi (impresa e-commerce)

Immaginiamo il caso di un soggetto che vende un corso pre-registrato sul suo sito con Teachable.

  • Regime: Forfettario Start-up (5%).
  • Fatturato annuo: € 40.000.
  • Coefficiente di redditività: 40% (Codice Ateco 47.91.10). Nota: Il coefficiente è molto più basso, il che è un vantaggio enorme.
  • Gestione previdenziale: Gestione Commercianti INPS (Minimale fisso + eccedenza).

Il calcolo delle imposte sul reddito è il seguente:

  1. Reddito imponibile: € 40.000 × 40% = € 16.000
  2. Contributi INPS: Qui c’è il “minimale“. Si pagano circa 4.500 fissi all’anno anche se fatturi zero. Tuttavia, i forfettari possono chiedere la riduzione del 35%, portando il fisso a circa € 2.900. Dato che il reddito (€ 16.000) è di poco superiore al minimale (circa € 18.000), il soggetto paga solo il fisso ridotto: € 2.900.
  1. Imponibile netto: € 16.000 – € 2.900 = € 13.100
  2. Imposta Sostitutiva (5%): € 13.100 × 5% = € 655

Totale imposte e contributi: € 3.555 Netto in tasca: € 36.445 (incidenza fiscale totale ~9%)

Analisi differenziale

A parità di fatturato, l’attività di vendita corsi (impresa) nel forfettario è molto più conveniente grazie al coefficiente di redditività basso (40% contro 78%), a patto di superare la soglia minima di fatturato per coprire i contributi fissi INPS.

Qual è il coefficiente di redditività per i formatori forfettari? Il coefficiente di redditività nel regime forfettario varia in base alla modalità di erogazione: per i formatori professionisti (corsi live, consulenza – ATECO 85.59.20) il coefficiente è del 78%. Per i creatori di video-corsi pre-registrati (e-commerce – ATECO 47.91.10) il coefficiente è del 40%, garantendo un abbattimento forfettario dei costi del 60%.

Residenza fiscale: trasferimento all’estero ed esterovestizione

Molti formatori, appena iniziano a guadagnare cifre importanti, pensano al trasferimento all’estero (Dubai, Canarie, Cipro, Malta, etc). Il sogno è quello di poter incassare proventi senza ricevere una tassazione rilevante.

Non basta iscriversi all’AIRE e passare 183 giorni fuori dall’Italia. Per i business digitali, l’Agenzia delle Entrate applica controlli molto più stringenti sull’esterovestizione personale. Si tratta di tutte quelle situazioni in cui il trasferimento all’estero non corrisponde ad un trasferimento effettivo degli interessi personali economici e patrimoniali della persona. Di fatto ci si trasferisce solo per motivazioni fiscali senza spostare i propri interessi, magari trascorrendo anche periodi di tempo rilevanti in Italia.

I 3 indicatori di rischio per il formatore digitale

Se ti trasferisci a Dubai ma commetti questi errori, il Fisco italiano considererà te e la tua società estera come se fosse italiana (con sanzioni importanti):

  1. Il “luogo di direzione effettiva”: Chi prende le decisioni strategiche? Se vivi a Dubai ma torni a Milano ogni mese per fare le riunioni decisive con il team o per firmare i contratti grossi, la “testa” dell’azienda è in Italia.
  2. L’infrastruttura tecnologica e umana: Se la società è a Cipro, ma i server sono gestiti dall’Italia, il customer care risponde dall’Italia e i video vengono girati in uno studio a Roma, c’è un forte rischio di contestazione. La sostanza economica deve essere nel Paese estero.
  3. I clienti: Se il 100% dei tuoi studenti è italiano, il sito è solo in italiano e le campagne Facebook targettizzano solo l’Italia, l’Agenzia potrebbe argomentare che l’attività è incardinata nel territorio italiano, specialmente se non hai una struttura fisica reale all’estero.

Se decidi di espatriare, devi farlo “sul serio“. Chiudi le utenze in Italia, sposta il centro degli interessi vitali (famiglia, palestra, circoli sociali) e assicurati che la tua società estera abbia sostanza (ufficio, dipendenti o collaboratori in loco). Se stai pensando di lasciare l’Italia possiamo affrontare insieme l’argomento e valutare al meglio possibili soluzioni ed i requisiti da rispettare per operare nel rispetto della normativa.

Gli errori da evitare per la mia esperienza

Negli anni sono stati molti i casi di formatori, creator digitali e consulenti a cui ho fatto consulenza. Dall’analisi di tutte queste situazioni ho individuato alcuni errori che vengono commessi con maggiore frequenza.

Errore 1: “Faccio tutto come diritto d’autore: Tra le informazioni che si trovano online viene consigliato (erroneamente) di trattare la vendita di videocorsi come sfruttamento economico del diritto d’autore (tassazione agevolata, niente contributi fissi).

In pratica è rischiosissimo. Se hai un sito web, fai marketing, raccogli email e gestisci i pagamenti, questa è attività d’impresa organizzata. Il diritto d’autore puro si applica se cedi il corso a un editore (es. vendi i diritti a una casa editrice che si occupa di tutto) e tu ricevi solo una royalty passiva.

La vendita di corsi online è diritto d’autore? La vendita di corsi online tramite un proprio sito web o piattaforma gestita direttamente non rientra nel diritto d’autore (tassazione agevolata), ma si configura come attività d’impresa (commercio elettronico diretto) o lavoro autonomo, a seconda dell’intervento umano. Il diritto d’autore si applica solo in caso di cessione dello sfruttamento economico dell’opera a terzi (es. editore) senza attività organizzata di vendita da parte dell’autore.

Errore 2: Ignorare la “exit tax: Se il tuo business di formazione vale milioni (hai una brand reputation forte, una lista email enorme, proprietà intellettuale) e trasferisci la residenza societaria all’estero, l’Italia potrebbe chiederti di pagare le tasse sul plusvalore latente (Exit Tax, Art. 166 TUIR) al momento dell’uscita. È come se “vendessi” l’azienda a te stesso all’estero.

Errore 3: Non considerare l’IVA se vendi nel mercato UE: Una delle problematiche che vedo ignorare più spesso è quella legata all’applicazione dell’IVA per la vendita di videocorsi B2C quando il formatore è residente all’estero.

La credenza diffusa è che una volta trasferiti all’estero non ci si debba più preoccupare di niente, le vendite saranno senza IVA. Tuttavia, se ti rivolgi al mercato UE di privati consumatori, abbiamo visto prima che l’IVA è dovuta al superamento della soglia di € 10.000 (con applicazione del regime OSS). Ebbene, questo aspetto, molto importante ed oggetto di attenzione in tutta la UE, viene spesso sottovalutato. Tuttavia, se non attentamente pianificato può creare problematiche rilevanti.

Consulenza fiscale online

La normativa fiscale per i prodotti digitali è complessa e un errore di inquadramento (professionista vs e-commerce) o la mancata iscrizione al regime OSS possono costare caro in termini di sanzioni.

Non affidarti al “sentito dire” nei gruppi Facebook. Il team di Fiscomania.com è specializzato nella fiscalità del digitale e dell’e-learning. Offriamo una consulenza verticale che include:

  • Analisi del modello di business: Verifica se sei un professionista (Gestione Separata) o un imprenditore (commerciante) per evitare errori con l’INPS.
  • Check-up piattaforme: Analisi dei tuoi account (Udemy, Teachable, Kajabi, Hotmart) per capire chi deve emettere fattura e come gestire l’IVA.
  • Simulazione numerica: Calcolo preciso del netto in tasca (Forfettario o Ordinario) basato sul tuo fatturato reale.
  • Pianificazione estera: Se vendi fuori dall’Italia, ti spieghiamo come gestire le soglie IVA e il regime OSS senza sorprese.

Contattaci per ricevere il preventivo per una consulenza utile a risolvere i tuoi dubbi e pianificare al meglio la tua fiscalità.

    Ho letto l’informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

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    Stai pensando di trasferirti a Dubai o alle Canarie? Attenzione: per i business digitali, spostare la residenza non basta. Se la tua operatività, i server o le decisioni restano in Italia, rischi l’esterovestizione. Prima di fare le valigie, prenota una Consulenza di Pianificazione Fiscale Internazionale per valutare la fattibilità reale del tuo trasferimento e proteggere il tuo patrimonio.

    Domande frequenti

    Posso vendere il mio primo corso senza Partita IVA?

    Tecnicamente, la vendita di corsi tramite un sito web attivo 24/7 è considerata attività abituale e continuativa. Non esiste la soglia dei 5.000€ per l’e-commerce. Tuttavia, per un “lancio beta” limitato nel tempo (es. carrello aperto solo 3 giorni e poi chiuso), si potrebbe valutare la prestazione occasionale, ma è una zona grigia molto sottile.

    Le piattaforme come Hotmart o Clickfunnels fanno da sostituto d’imposta?

    Dipende. Hotmart agisce spesso come Merchant of Record (semplificando l’IVA), mentre Clickfunnels è solo un tool tecnico (devi gestire tu l’IVA). Leggi sempre i termini di servizio alla voce “Taxation” o “Reseller”.

    Se vendo ebook insieme al corso, cambia qualcosa?

    Sì. L’ebook ha l’IVA al 4% (se ha codice ISBN) o al 22% (se è semplice pdf scaricabile senza ISBN). Se vendi un “pacchetto” (corso + ebook), spesso si applica l’aliquota del bene prevalente o si deve scorporare il corrispettivo.

    Bibliografia normativa

    • D.P.R. 633/1972 (Decreto IVA): Art. 7-ter e 7-septies (Territorialità servizi digitali).
    • Regolamento di Esecuzione (UE) n. 282/2011: Art. 7 (Distinzione servizi elettronici vs educativi).
    • L. 190/2014: Commi 54-89 (Disciplina Regime Forfettario).
    • TUIR (D.P.R. 917/1986): Art. 73 (Esterovestizione) e Art. 166 (Exit Tax).
    • Circolare Agenzia Entrate n. 9/E del 2019: Chiarimenti sul forfettario e start-up.
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    Federico Migliorini
    Federico Migliorinihttps://fiscomania.com/federico-migliorini/
    Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.
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