Il cedolino di fine anno include la retribuzione ordinaria, la tredicesima mensilità (tassata senza detrazioni da lavoro dipendente) e il pagamento delle festività (con maggiorazione se lavorate o quota extra se cadenti di domenica). Il netto finale può subire variazioni a causa del conguaglio IRPEF (a debito o credito) e dell’eventuale erogazione di premi di risultato tassati al 5% o Fringe Benefit.
Dicembre è il mese più atteso dai lavoratori, ma spesso anche il più incompreso. Tra festività, tredicesima mensilità e premi di risultato, il cedolino si arricchisce di voci positive. Tuttavia, molti restano delusi guardando il “netto in tasca“: perché l’importo è inferiore alle aspettative? Spesso la colpa è del conguaglio IRPEF o della tassazione separata sulla gratifica natalizia.
In questa guida completa aggiornata al 2025/2026, analizziamo voce per voce la busta paga di fine anno per aiutarti a verificare la correttezza degli importi accreditati.
Indice degli argomenti
Le festività di Dicembre in busta paga: giorni lavorati e non
Le festività nazionali (come Natale e Santo Stefano) sono giorni “rossi” in calendario che garantiscono al lavoratore il diritto all’astensione dal lavoro mantenendo la normale retribuzione. Se la festività cade in un giorno lavorativo (infrasettimanale), viene pagata come una normale giornata di lavoro. Se invece cade di domenica (o nel giorno di riposo), spetta una quota aggiuntiva in busta paga (c.d. festività non goduta).
Come leggere il cedolino: festività godute vs lavorate
Dicembre porta con sé festività importanti (Immacolata, Natale, Santo Stefano). Il trattamento economico varia a seconda che tu lavori o resti a casa:
- Festività goduta (non lavorata): Se resti a casa in un giorno festivo infrasettimanale (es. Natale cade di Giovedì), riceverai la tua retribuzione ordinaria, senza variazioni. In pratica, vieni pagato come se avessi lavorato .
- Festività lavorata: Se il tuo CCNL prevede il lavoro nei giorni festivi e presti servizio (es. nella GDO o Sanità), hai diritto alla retribuzione ordinaria più una maggiorazione specifica per lavoro festivo (es. +20%, +30% o +50% a seconda del contratto).
- Festività coincidente con la domenica: Se una festa (es. l’Immacolata l’8 dicembre) cade di domenica, in busta paga troverai una voce extra: viene pagata come una giornata di lavoro in più (1/26 della retribuzione mensile).
La tredicesima mensilità: calcolo e scadenze
La Tredicesima (o gratifica natalizia) è una mensilità aggiuntiva erogata solitamente entro il 25 dicembre. Non matura “automaticamente” in misura piena, ma si calcola in base ai mesi effettivamente lavorati durante l’anno (ratei). Per maturare un rateo mensile, è necessario aver lavorato almeno 15 giorni nel mese di riferimento .
Come si calcola l’importo lordo?
Il calcolo di base è semplice: si prende la Retribuzione globale di fatto (stipendio lordo mensile) e la si moltiplica per i mesi lavorati, dividendo poi per 12.
- Esempio: Se hai lavorato tutto l’anno (12 mesi su 12), la tredicesima lorda sarà esattamente uguale a uno stipendio mensile lordo.
- Attenzione alle assenze: Alcune assenze (come maternità obbligatoria e infortunio) fanno maturare la tredicesima. Altre (come aspettativa non retribuita, assenze ingiustificate o cassa integrazione a zero ore oltre certi limiti) non fanno maturare i ratei, riducendo l’importo finale.
Perché il netto della tredicesima è più basso? (calcolo pratico)
La tredicesima mensilità è più tassata dello stipendio ordinario perché su di essa non si applicano le detrazioni da lavoro dipendente né quelle per i familiari a carico. Di conseguenza, a parità di importo lordo, il netto in tasca della gratifica natalizia risulta sempre inferiore rispetto alla busta paga mensile standard.
Molti lavoratori restano sorpresi vedendo che, pur avendo un lordo uguale allo stipendio normale, il bonifico della tredicesima è più leggero. Vediamo i numeri reali per capire la differenza.
Esempio di calcolo: stipendio vs tredicesima
Ipotizziamo un impiegato con una retribuzione lorda mensile di € 2.000 (circa € 26.000 di RAL).
| Voce | Stipendio Ordinario (Novembre) | Tredicesima (Dicembre) |
| Retribuzione Lorda | 2.000 € | 2.000 € |
| Contributi INPS (9,19%) | – 184 € | – 184 € |
| Imponibile Fiscale | 1.816 € | 1.816 € |
| IRPEF Lorda (stima 23-35%) | – 417 € | – 417 € |
| Detrazioni Lavoro Dipendente | + 120 € (spettano) | 0 € (NON spettano) |
| Detrazioni Figli a Carico | + 50 € (spettano) | 0 € (NON spettano) |
| Netto in Tasca (Stima) | ~ 1.569 € | ~ 1.399 € |
Su un identico lordo di € 2.000, la tredicesima netta è inferiore di circa € 170 proprio a causa dell’assenza delle detrazioni fiscali.
Bonus, fringe benefit e premi di risultato
Dicembre è anche il mese in cui le aziende erogano eventuali premi variabili. Ecco come vengono tassati nel 2025/2026:
- Premi di Produttività (PDR): Se la tua azienda ha un accordo di secondo livello, il premio di risultato (fino a 3.000 €) gode di una tassazione agevolata al 5% (invece dell’aliquota IRPEF ordinaria che parte dal 23%). È un vantaggio netto notevole.
- Fringe Benefit (Welfare): I beni e servizi erogati dall’azienda (buoni spesa, auto, rimborso utenze) sono esenti da tasse fino alle soglie annuali stabilite dalla Legge di Bilancio (es. soglia ordinaria 1.000 € o maggiorata 2.000 € per lavoratori con figli, da verificare con la normativa vigente a fine anno). Superata la soglia, l’intero importo diventa imponibile.
Leggi anche: fringe benefit.
Il conguaglio IRPEF di fine anno
Il vero “spauracchio” della busta paga di dicembre è il Conguaglio Fiscale. Durante l’anno, l’azienda calcola le tasse (IRPEF) mese per mese su un reddito presunto. A dicembre, conoscendo il reddito reale definitivo, ricalcola tutto.
- Conguaglio a credito (positivo): Se durante l’anno ti sono state trattenute più tasse del dovuto, riceverai un rimborso in busta paga.
- Conguaglio a debito (negativo): Se hai pagato meno tasse del dovuto (magari per aver cambiato lavoro o ricevuto bonus extra che ti hanno fatto scattare di scaglione), la differenza verrà trattenuta tutta insieme a dicembre. Questo può ridurre drasticamente, o addirittura azzerare, lo stipendio netto.
Errori e strategie operative
In anni di consulenza fiscale, ho visto buste paga di dicembre “incomprensibili” che nascondevano errori o situazioni evitabili. Ecco i miei consigli pratici:
1. Controlla i “Ratei” se sei stato assunto quest’anno. Se hai iniziato a lavorare a metà anno (es. 1° luglio), non hai diritto alla tredicesima piena, ma solo a 6/12 (metà importo). Verifica che il calcolo dei ratei corrisponda ai mesi effettivamente lavorati (si considera mese intero se lavorato per almeno 15 giorni). Un errore qui è frequente nei passaggi di contratto.
2. La “Trappola” del Bonus Ex Renzi (trattamento integrativo). Se il tuo reddito annuo supera di poco i 15.000 € o i 28.000 € a causa di straordinari o premi pagati proprio a dicembre, potresti dover restituire il trattamento integrativo (ex Bonus Renzi) percepito indebitamente durante l’anno.
Strategia: Se prevedi di essere al limite della soglia, chiedi al datore di lavoro (già a ottobre/novembre) di non applicare il bonus mensilmente ma di fare il calcolo solo a conguaglio. Meglio riceverlo tutto insieme alla fine che doverlo restituire.
3. Ferie non godute: Occhio alla scadenza. Dicembre è spesso il termine ultimo per godere delle ferie maturate negli anni precedenti (spesso entro i 18 mesi successivi). Controlla il contatore ferie nel cedolino: se hai un residuo elevato in scadenza, l’azienda potrebbe obbligarti a smaltirle durante le feste natalizie.
Domande frequenti
Per i lavoratori dipendenti del settore privato, la data di erogazione è stabilita dai singoli CCNL, ma solitamente avviene entro la vigilia di Natale (tra il 15 e il 20 dicembre). Per i pensionati, viene erogata insieme alla pensione di dicembre (quindi a inizio mese).
No. Hai diritto alla liquidazione di tutti i ratei di tredicesima maturati fino al momento delle dimissioni. Se hai lavorato da gennaio a novembre, riceverai 11/12 dell’importo nella busta paga di chiusura rapporto (insieme al TFR e ferie non godute).
Non esattamente “doppio”, ma vengono retribuite come una giornata lavorativa aggiuntiva (1/26 della retribuzione mensile). In pratica, la busta paga sarà più ricca perché contiene il normale stipendio più la quota per la festività non goduta.
Succede spesso se hai avuto più Certificazioni Uniche (es. cambio lavoro, cassa integrazione diretta INPS) e i sostituti d’imposta non hanno conguagliato i redditi, oppure se hai percepito redditi extra che ti hanno fatto saltare nello scaglione IRPEF successivo (es. dal 23% al 35%).
Riferimenti normativi
Per garantire la massima affidabilità, questa guida si basa sulle seguenti fonti legislative aggiornate:
- CCNL di Categoria: Per la disciplina specifica delle festività lavorate e non godute.
- Legge 260/1949 e Legge 90/1954: Normativa base sul trattamento economico delle festività.
- Accordo Interconfederale per l’industria 1937: Istituzione della tredicesima mensilità (poi estesa agli altri settori).
- Legge di Bilancio 2024/2025 (L. 213/2023): Norme sulla tassazione agevolata al 5% per i premi di risultato e nuove soglie Fringe Benefit.
- TUIR (D.P.R. 917/1986): Artt. 23 e 51 per la determinazione del reddito da lavoro dipendente e conguaglio fiscale.