Home IVA nei rapporti con l'estero Esterometro 2022 (da luglio) per le operazioni transfrontaliere

Esterometro 2022 (da luglio) per le operazioni transfrontaliere

Esterometro: la comunicazione delle fatture attive e passive con controparti estere, procedura, soggetti obbligati ed esonerati, dati e sanzioni con ravvedimento.

78

A partire dal 1º gennaio 2019 è in vigore l’obbligo di emissione della fattura elettronica per tutte le operazioni tra privati (B2B e B2C). Questo secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 909, lettera a) n) 4 Legge n 205/17. Dall’obbligo di fatturazione elettronica rimangono escluse le fatture emesse e ricevute nei confronti/da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. Per questo motivo si è reso necessario introdurre un nuovo adempimento legato alla comunicazione di questo tipo di fatture, l’esterometro. Questo adempimento è stato poi oggetto di modifica dal parte del comma 1-bis dell’art. 16 del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124. Questa disposizione ha modificato la periodicità di presentazione dell’esterometro, portandola a cadenza trimestrale.

Sul tema l’art. 1, co. 1103 della Legge n. 178/20 ha previsto una revisione della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere di cui all’art. 1, co. 3-bis del D.Lgs. n. 127/15 a decorrere dalle operazioni effettuate dal primo gennaio 2022. Questo termine è stato differito al 1° luglio 2022 da un emendamento approvato in sede di conversione del D.L. n. 146/21 ad opera dalla Legge n. 215/2021 (art. 5, co. 14). In particolare, i dati delle operazioni transfrontaliere devono essere trasmessi utilizzando esclusivamente il Sistema di Interscambio e il formato XML, attualmente adottato per le fatture elettroniche. L’obbligo comunicativo è facoltativo per tutte le operazioni per cui è stata emessa una bolletta doganale, oppure emessa o ricevuta una fattura elettronica mediante Sistema di Interscambio.

Andiamo ad analizzare, quindi, tutte le informazioni relative alla nuova comunicazione periodica delle operazioni effettuate con controparti aventi sede in un Paese estero.

Che cos’è l’esterometro? – comunicazione delle operazioni transfrontaliere

Il fatto che l’obbligo di fatturazione elettronica delle operazioni attive e passive riguardi soltanto le operazioni concluse con controparti residenti comporta alcune conseguenze. Prima tra tutte l’impossibilità per l’amministrazione finanziaria di tracciare tutte le operazioni effettuate dalle imprese o dai professionisti italiani con controparti estere (sia UE che Extra-UE). Per questo è stato introdotta una comunicazione periodica volta a monitorare le operazioni estere. Come detto, tali operazioni rimangono escluse dall’obbligo della fatturazione elettronica e spesso le frodi fiscali sono perpetrate con l’ausilio di operatori esteri. Per tale motivo si è resa necessaria questa nuova comunicazione.

L’esterometro, infatti fa riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso soggetti esteri che non sono tenuti a doversi identificare in Italia per operare. La comunicazione c.d. esterometro è una comunicazione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere da inviare all’Agenzia delle Entrate.

L’art. 1, co. 1103, Legge n. 178/20, ha modificato l’art. 1, co. 3-bis del D.Lgs. n. 127/154 prevedendo l’utilizzo di un unico canale di trasmissione per inviare (non solo le fatture elettroniche), ma anche i dati delle operazioni con l’estero (eliminando l’obbligo comunicato delle operazioni transfrontaliere). In particolare, le operazioni effettuate con controparti estere a partire dal 1° luglio 2022 (Legge n. 215/2021) devono essere trasmessi all’Amministrazione finanziaria utilizzando:

  • Il Sistema di Interscambio; e
  • Il formato XML.

Sostanzialmente, si assiste ad una equiparazione del canale di invio rispetto a quanto avviene per le fatture elettroniche.

Quali sono i soggetti obbligati ed esclusi dall’esterometro?

Sono obbligati alla trasmissione dell’esterometro gli operatori IVA obbligati all’emissione della fatturazione elettronica. Questo con particolare riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. La norma prevede quindi l’assoggettamento a fatturazione elettronica per i soggetti identificati, escludendoli, di conseguenza, dall’esterometro. Sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica i contribuenti che applicano un regime fiscale di vantaggio o un regime forfettario ovvero il regime speciale degli agricoltori. Sono esclusi, inoltre, i soggetti non residenti e non stabiliti in Italia. Il comma 3-bis dell’articolo 1, del D.Lgs. n. 127/2015 prevede che:

I soggetti passivi di cui al comma 3 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3. La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione

Comma 3-bis articolo 1 Dlgs n 127/15

I soggetti obbligati dovrebbero essere quelli residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato direttamente ex art. 35-ter del DPR n. 633/1972 o per mezzo di rappresentante fiscale. La Circolare n. 13/E/2018 ha invece escluso i soggetti non residenti identificati ai fini IVA specificando:

Ne consegue che, a sensi della normativa comunitaria, tra i soggetti ‘‘stabiliti’’ non possono essere inclusi i soggetti non residenti meramente identificati. Questo, a meno
che non possa essere dimostrata l’esistenza di una stabile organizzazione”

Circolare n 13/E/2018 Agenzia delle Entrate
DETTAGLIO DEI SOGGETTI OBBLIGATI ED ESCLUSI

Per approfondire i soggetti obbligati ed esclusi ti lascio a questo articolo dedicato: “Soggetti obbligati ed esclusi dall’esterometro“.

La disciplina dell’esterometro 2022

Per le operazioni con l’estero effettuate a partire dal 1° luglio 2022 i dati delle operazioni transfrontaliere devono essere trasmessi utilizzando esclusivamente il Sistema di Interscambio e il formato XML, adottato per l’invio delle fatture elettroniche. Le specifiche tecniche di invio della comunicazione precisano quanto segue:

  • Per le fatture attive relative alle operazioni effettuate nei confronti di soggetti non stabiliti in Italia, si deve emettere una fattura elettronica indicando nel campo “codice destinatario” il codice “XXXXXXX” (sette volte X);
  • Per le fatture passive, ricevute in modalità analogica dai fornitori esteri, il soggetto italiano è chiamato ad emettere un documento elettronico di tipo “TD17“, “TD18” e “TD19“, da trasmettere al Sistema di Interscambio. Deve essere evidenziato che rimane possibile l’integrazione analogica della fattura cartacea ricevuta, al pari dell’emissione dell’autofattura in formato analogico, con successiva trasmissione del documento in formato XML mediante Sistema di Interscambio.

Sul punto il provvedimento n. 293384 del 28 ottobre 2021 dell’Agenzia delle Entrate ha definito le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati dell’esterometro, aggiornando con le nuove disposizioni normative i precedenti provvedimenti (Provvedimento n. 89757/2018). In particolare, viene specificato anche che, l’obbligo comunicativo è facoltativo in caso di:

  • Operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale; oppure
  • Viene emessa ricevuta o una fatturazione elettronica mediante il Sistema di Interscambio.

Fatturazione verso soggetti non stabiliti in Italia

L’art. 1, co. 3 del D.Lgs. n. 127/15 non prevede obbligo di emissione (o ricezione) della fattura elettronica per operazioni con soggetti non stabiliti in Italia. La fattura elettronica, in questi casi, è obbligatoria dal 1° luglio 2022, tenendo presente che la controparte continuerà a pretendere la fattura cartacea. Unica eccezione riguarda l’interscambio con San Marino, in quanto in questo caso la fattura elettronica è riconosciuta ufficialmente da entrambi i Paesi.

Fatturazione passiva

A partire dal 1° luglio 2022 per le fatture passive vi è la necessità di predisporre un documento elettronico con codice TD17 per i servizi resi da soggetti UE/extra-UE o TD18 per gli acquisti intracomunitari di beni o TD19 per gli acquisti interni di beni da fornitori esteri. Questo al fine di comunicare i dati-esterometro nei termini previsti. Tuttavia, nulla vieta di continuare anche ad operare in modalità analogica, stampando le fatture estere ed integrandole manualmente o emettendo autofattura cartacea (anche se questo non avrebbe molto senso). Sul punto vedasi la guida dell’Agenzia delle Entrate sulla fattura elettronica (versione 4 febbraio), la quale conferma che non vi è obbligo di integrazione elettronica delle fatture in caso di reverse charge interno.

I documenti TD17, TD18 e TD19 sono delle fatture?

Per risponde a questa domanda, è necessario distinguere due ipotesi: il caso in cui il fornitore sia residente all’interno della UE, dal caso in cui non lo sia.

L’art. 218 della direttiva 112/2006 (direttiva IVA), rileva infatti che “Ai fini della presente direttiva gli Stati membri accettano come fattura ogni documento o  messaggio cartaceo o elettronico che soddisfa le condizioni stabilite dal presente capo”. In sostanza, i documenti ricevuti da fornitori UE, sono a tutti gli effetti delle fatture, perché appunto prodotte conformemente alla direttiva 112/2006, e infatti al cessionario/committente italiano è richiesto di integrare i suddetti documenti con l’aliquota e l’imposta, senza alcun obbligo di emissione della “fattura in unico esemplare” ex art. 21 , quinto comma, DPR n. 633/72, come invece nel caso del fornitore extra-UE. In caso quindi di fornitore UE, i documenti trasmessi a SDI contraddistinti dai codici TD17, TD18 e TD19, non sono da considerarsi delle fatture, quanto piuttosto delle comunicazioni utili ad inviare all’amministrazione finanziaria i dettagli dell’operazione svolta.

In caso invece di fornitore extra-UE, la cosa cambia, e infatti il committente italiano che ha acquistato servizi da soggetti extra-UE, dovrà emettere, oppure assicurarsi che venga emessa, la “fattura in unico esemplare” ex art. 21, quinto comma, DPR n. 633/72, comunemente denominata “autofattura”. In questo caso quindi, il solo documento che potremmo definire fattura da un punto di vista fiscale, è il file TD17 o TD19 trasmesso a SDI.

I dati da trasmettere nell’esterometro

I dati che devono essere indicati riguardano le operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato. Si fa riferimento al tracciato ed alle regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche allegate al Provvedimento 30 aprile 2018 che, di fatto, ricalca le informazioni richieste per l’invio della fattura elettronica.

Dati da indicare nella comunicazione

  1. I dati identificativi del cedente/prestatore;
  2. I dati identificativi del cessionario/committente;
  3. La data del documento comprovante l’operazione;
  4. La data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  5. Il numero del documento;
  6. La base imponibile;
  7. L’aliquota IVA applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione (codice natura).

Codici natura operazione nell’esterometro e nella fattura elettronica

Nella tabella che segue riepilogo i principali codici relativi alla natura dell’operazione per l’esterometro.

 CODICENAUTRA DELL’OPERAZIONE 
 N1Escluse ex art. 15
 N2Non soggette
N2.1Non soggette ad IVA ai sensi degli art. 7 – 7-septies
N2.2Non soggette – Altri casi
 N3Non imponibili
N3.1Non imponibili – Esportazioni
N3.2Non imponibili – Cessioni intracomunitarie
N3.3Non imponibili – Cessioni verso San Marino
N3.4Non imponibili – Operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione
N3.5Non imponibili – A seguito di dichiarazione di intento
N3.6Non imponibili – Altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond
 N4Esenti
 N5Regime del margine/iva non esposta in fattura
 N6Inversione contabile/reverse charge
 N6.1Inversione contabile – Cessione di rottami e altri materiali di recupero
N6.2Inversione contabile – Cessione di oro e argento puro
N6.3 Inversione contabile – Subappalto nel settore edile
N6.4Inversione contabile – Cessione di fabbricati
N6.5Inversione contabile – Cessione di telefoni cellulari
N6.6Inversione contabile – Cessione di prodotti elettronici
N6.7Inversione contabile – Prestazioni comparto edile e settori connessi
N6.8Inversione contabile – Operazioni settore energetico
N6.9Inversione contabile – Altri casi
N7Iva assolta in altro Stato UE

Per le operazioni attive, il dato “Natura” dell’operazione deve essere valorizzato solamente nel caso in cui il cedente o prestatore non abbia indicato l’Iva in fattura, avendo inserito in luogo dell’imposta una specifica annotazione sul documento.

Per gli acquisti in reverse charge, oltre alla valorizzazione del campo “Natura dell’operazione“, devono essere compilati anche i dati riferiti all’aliquota e all’imposta.

La struttura dell’Esterometro è sostanzialmente quella dello Spesometro. L’unica differenza riguarda il fatto che i dati da trasmettere sono limitati a quelli che si riferiscono a rapporti con l’estero. Infatti, tutte le altre operazioni “nazionali” sono già conosciute all’Amministrazione Finanziaria attraverso il Sistema di Interscambio. Si tratta dell’hub da cui transitano tutte le Fatture Elettroniche.

Operazioni effettuate mediante emissione o ricezione di bolletta doganale

La predisposizione e l’invio dell’esterometro rimane facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale. Questo in quanto si tratta di operazioni già note all’Erario, e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche per mezzo del sistema di interscambio (SdI).

I termini per la trasmissione dell’esterometro

La Legge n. 178/2020, art. 1, co. 1103 ha previsto termini differenziati di trasmissione delle operazioni attive e passive, laddove:

  • Per le operazioni attive, la trasmissione deve avvenire entro i termini di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi. Vale a dire entro i 12 giorni dall’effettuazione della cessione o prestazione o entro il diverso termine previsto da specifiche disposizioni (es. il giorno 15 del mese successivo in caso di fatturazione differita);
  • Per le operazioni passive, la trasmissione deve essere effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione stessa. L’unica eccezione riguarda l’emissione dell’autofattura elettronica (es. servizio relativo ad un immobile ubicato in Italia ex art. 7-quater) ove il committente nazionale è chiamato ad emettere autofattura entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione (con controparte estera).

Queste tempistiche, di fatto, sono allineate con quelle connesse all’emissione della fattura elettronica. In questo modo la nuova tempistica di scadenza permette all’Agenzia delle Entrate la possibilità di elaborare in modo più completo e tempestivo le bozze dei registri IVA, delle liquidazioni periodiche e della dichiarazione annuale (precompilati).

Esterometro: le sanzioni per gli operatori dal 2022

L’art. 1 co. 1104 della Legge n. 178/20 ha modificato il regime sanzionatorio per le violazioni connesse alla comunicazione in esame, con riferimento alle operazioni effettuate dal 2022. L’art. 11, co. 2-quater del D.Lgs. n. 471/97 è novellato, prevedendo l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 2,00 euro per ciascuna fattura non trasmessa correttamente o non trasmessa tempestivamente e modificando il limite massimo. Il nuovo importo massimo della sanzione è pari a 400,00 euro su base mensile, riducibili alla metà (entro il nuovo limite massimo di 200,00 euro per ciascun mese), se la trasmissione dei dati è avvenuta entro i 15 giorni successivi ai termini previsti.

Repubblica di San Marino ed esterometro

Dal 1° gennaio 2019 gli operatori nazionali che intrattengono rapporti di interscambio di beni con operatori sanmarinesi devono continuare a ricevere o a emettere fatture cartacee su cui l’ufficio tributario di San Marino appone il proprio timbro.

L’acquisizione da parte dell’operatore italiano della fattura di vendita o di acquisto munita del visto dell’ufficio tributario sanmarinese costituisce infatti prova dell’avvenuta importazione o esportazione dei beni tra Italia e San Marino. Non essendo obbligati all’emissione delle fatture elettroniche gli operatori nazionali quando realizzano vendite o acquisti con residenti in San Marino devono predisporre l’esterometro. Tuttavia, quest’ultimo adempimento è superabile almeno per quanto riguarda la fatturazione attiva. Infatti, è prevista la possibilità di emettere fattura elettronica attiva verso l’estero apponendo nel codice destinatario il codice “XXXXXXX“. Ovviamente il soggetto non residente non potrà ricevere dallo SdI la fattura elettronica, né potrà prenderne visione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate a cui non può accedere, per cui è necessario che gli sia inviata una copia della fattura elettronica in formato cartaceo. Questo in modo da poterla presentare in triplice copia all’ufficio tributario.

Al contrario per gli acquisti presso operatori sanmarinesi gli operatori italiani non possono evitare la compilazione dell’esterometro. Al massimo nel caso in cui assolvano l’imposta con il meccanismo del reverse charge possono inviare allo SdI un documento elettronico realizzato in base alla fattura ricevuta dal fornitore sanmarinese munita del visto dell’ufficio tributario sanmarinese.

Fattura sanmarinese con IVA esposta

Negli acquisti di beni da San Marino il decreto del 24 dicembre 1993 contempla anche la possibilità di assolvere l’imposta mediante fatture con IVA prepagata che, se minute del timbro dell’ufficio tributario e dell’Agenzia delle Entrate di Pesaro, sono parificate ai fini degli adempimenti a fatture emesse da operatori italiani. Tuttavia, l’operatore italiano è tenuto, comunque, alla compilazione dell’esterometro.

Prestazioni di servizi da e verso San Marino

Per le operazioni di servizi attive con operatore sanmarinesi si deve seguire la procedura legata alla fatturazione verso operazioni extracomunitarie. Pertanto, l’operatore italiano può emettere la fattura elettronica nei confronti del soggetto sanmarinese con codice “XXXXXXX”, nel codice destinatario per evitare la compilazione dell’esterometro. In questo caso è comunque necessaria la copia cartacea della fattura da consegnare all’operatore sanmarinese. Allo stesso modo, nel caso in cui il committente soggetto passivo stabilito in Italia riceva una prestazione di servizi territorialmente rilevante, non avendo la necessità di acquisire una fattura proveniente dal prestatore sanmarinese, in quanto è obbligato ad autofatturarsi. In questo modo il soggetto passivo italiano può emettere un documento elettronico da inviare al sistema di interscambio. Ad ogni modo rimane obbligatoria la presentazione dell’esterometro.


ESTEROMETRO FAQ

Operatore sanitario italiano emette fattura verso non residente, va in Esterometro?

Il medico italiano che emette una fattura ad un soggetto privato estero deve inserire la fattura (emessa con modalità cartacea) nell’esterometro.

Le prestazioni di servizi generiche ex articolo 7-ter non rilevanti in Italia vanno in Esterometro?

L’operazione non è rilevante ai fini IVA in Italia, ma deve essere inserita in Esterometro. Questo a meno che l’operazione non transiti da Fattura Elettronica che transita da SDI.

Impresa che ha comprato da un privato francese un impiant o che si trova in Italia. Ho fatto autofattura, va in Esterometro?

Un soggetto passivo italiano che acquista un bene che si trova in Italia, non deve fare autofattura. Non si deve compilare l’Esterometro.

Soggetto Statunitense che vende all’impresa italiana un bene che si trova in Italia.

Articolo 17, comma 2, l’impresa italiana fa autofattura per adempiere agli obblighi IVA. L’operazione va in Esterometro.

Impresa italiana che fa ristrutturazione ad immobile in Francia. Va in Esterometro?

Operazione valida ai fini dell’articolo 7-quater, non rilevante ai fini IVA in Italia. L’operazione per il prestatore italiano va in Esterometro.

L’Esterometro lo deve presentare anche il soggetto che opera in Regime Forfettario?

Articolo 1, commi 3 e 3-bis Dlgs n 123/15. L’esterometro è dovuto dai soggetti indicati dal comma 3, ovvero tutti i soggetti passivi IVA ad esclusione di minimi e Forfettari.

Quali sono le informazioni da comunicare con lo Spesometro Fatture Elettroniche?

Le informazioni da inserire nello Spesometro Fatture Elettroniche sono le seguenti:
– Tutte le fatture emesse. Questo a prescindere dalla loro registrazione o annotazione nel registro corrispettivi;
– Fatture ricevute + bollette doganali + fatture ricevute da contribuenti in regime forfettario;
– Note di variazione delle Fatture Elettroniche

Come si inviano i dati dello Spesometro?

I contribuenti per procedere all’invio devono indicare tutte le informazioni in un file chiamato Dati Fattura, in formato Xml. Circolare n 1/E/2017 delle Entrate.

Quali sono i codici Spesometro da utilizzare?

Operazioni Escluse –> N1 – Operazioni escluse IVA ex articolo 15;
Operazioni non soggette –> N2 – Operazioni non soggette IVA;
Operazioni non imponibili –> N3 – Non imponibile;
Operazioni esenti –> N4 – Esente;
Operazioni in Regime del Margine –> Regime del Margine IVA non esposta in fattura;
Reverse charge –> Inversione contabile IVA, Reverse charge;
IVA assolta in altro Stato –> IVA assolta in altro Stato.

La fattura pervenuta dal fornitore estero va allegata al TD17, TD18, TD19?

Ad oggi non vi è uno specifico obbligo di allegare al documento TD17, TD18 e TD19 l’originale della fattura pervenuta dal fornitore intracomunitario o extracomunitario, anche se in quest’ultimo caso, è certamente da suggerire di allegare al TD17 o TD19 l’originale del documento ricevuto dal fornitore extracomunitario.

In quale lingua compilare il campo <Descrizione>?

Il caso riguarda i documenti pervenuti da fornitori extracomunitari, e quindi, per esempio, se il servizio è stato prestato da un fornitore residente a Mosca, e quindi il documento ricevuto è in lingua russa, è ammissibile compilare il campo <Descrizione> del file TD17 riportando quanto indicato nel documento originale?
L’azienda italiana deve emettere la “fattura in unico esemplare” ex art. 21, quinto comma, DPR n. 633/72, e come rilevato dall’art.21 del medesimo decreto, “Le fatture redatte in lingua straniera sono tradotte in lingua nazionale, a fini di controllo, a richiesta dell’amministrazione finanziaria.” Quindi, si ritiene ammissibile sia compilare il campo <Descrizione> in lingua italiana (procedura da suggerire), sia riportare quanto indicato nel documento originale, purché venga poi tradotto in lingua italiana qualora richiesta dall’amministrazione finanziaria. 


Esterometro: le operazioni ed i soggetti interessati






78 COMMENTI

  1. Salve, una domanda: le risulta che sia possibile trasmettere l’esterometro per fatture passive, utilizzando il portale Fatture e Corrispettivi del sito Agenzie delle Entrate, entrando nella sezione “dati delle fatture” – “Crea nuovo file” – “dati fatture ricevute”? Intendo quindi immettendo una fattura alla volta nel sistema e non trasmettendo un file XML di riepilogo. Grazie mille in anticipo e cordiali saluti.

  2. Salve una domanda: la nota di debito emessa dal committente italiano nei confronti del fornitore estero (turco) per penalità a causa di merce difettosa, ma non restituita al mittente, va comunicata comunque con l’esterometro anche se la merce ricevuta risulta da bolletta doganale?
    Grazie.

  3. Buongiorno, una domanda: visto che come azienda a gennaio 2019 abbiamo acquistato da Amazon un prodotto spedito da Amazon, fatturato da una ditta tedesca con partita IVA italiana (totale euro 6,85 compresa IVA 22%) e non è stata emessa la fattura elettronica, sono comunque obbligato all’esterometro?
    Se si, considerando che è l’unica del mese e che il commercialista mi richiederebbe un compenso per l’esteromentro, mi può confermare che in caso di mancata comunicazione l’unica sanzione sarebbe di 2 euro?
    Grazie e saluti.

  4. Salve,
    in riferimento alla semplificazione dell’esterometro, dato che le fatture estere vanno registrate entro il 15 giorno del mese successivo alla ricezione, credo che il suo discorso, sicuramente valido, ma non può essere trimestrale, ma bimestrale, quindi al massimo si possono risparmiare 6 esterometri, meglio di nulla.

  5. Salve Francesco, il ragionamento è corretto, quello che ho scritto è un po’ “tirato” al massimo possibile per risparmiare, ma ovviamente la fattura estera devo registrarla entro il 15° giorno del mese successivo alla ricezione, quindi non sempre è possibile arrivare ai tre mesi, me ne rendo conto. Ho voluto cercare una soluzione, anche un po’ provocatoria, spero mi sia concesso.

  6. Buonasera,
    nel caso un cliente riceva una fattura svizzera (prestazione di servizi ricevuta) non soggetta a bolletta doganale, deve mettere questa fattura nell’esterometro oppure deve indicare l’autofattura relativa alla fattura citata per servizi ricevuti da soggetti extracomunitari?
    Grazie

  7. Buonasera, la fatturazione elettronica tra privati esenta dall’apposizione della firma elettronica sulle fatture emesse (al contrario di quanto previsto per la PA). Le fatture elettroniche tra privati destinate a soggetti non residenti e non identificati, con codice destinatario “XXXXXXX” NON FIRMATE ELETTRONICAMENTE, saranno ammesse in sostituzione dell’esterometro? Oppure la mancanza della firma elettronica avanzata è elemento essenziale per evitare l’adempimento dell’esterometro? Nel caso di specie, SDI ha accettato tutte le fatture emesse con codice XXXXXXX anche non firmate. Grazie molte

  8. La firma elettronica non ha niente a che vedere con la validità della fattura ai fini dell’esterometro. Tutte le fatture attive che transitano dal SDI sono esentate da esterometro, indipendentemente dalla firma digitale. Questa, invece, occorre per altri fini.

  9. Buongiorno
    la nostra azienda vende a paesi extracee in diversi modi ex works ma anche cpt. Possiamo inserire in esterometro anche in maniera facoltativa tutte le fatture emesse nei confronti di paesi extracee?

    grazie

  10. Buongiorno,
    in previsione della prima scadenza del 30.04, secondo lei sarò possibile un unico invio ( o meglio 2 , uno per le emesse e uno per le ricevute) con le fatture del trimestre oppure sarà necessario una comunicazione (due) pr ogni mese?
    Grazie

  11. Buongiorno, abbiamo letto su Il Sole 24 Ore che le fatture di acquisto di ristoranti non vanno inserite in esterometro. Le risulta? Ci domandiamo, a questo punto, se le fatture degli alberghi vadano inseriti o no.
    Grazie

  12. Sono un commerciante italiano che effettua vendite per corrispondenza a privati servendosi spesso del servizio di ebay.
    La fattura emessa da ebay deve essere dichiarata in esterometro ?

  13. Buongiorno, sono un consumatore senza partita IVA, a Febbraio ho acquistato dei prodotti direttamente dalla fabbrica in Cina. Ho ricevuto la merce via DHL, ed ho pagato i dazi doganali alla ricezione della merce. La mia domanda è, come consumatore devo compilare questo esterometro ?

  14. Buongiorno volevo sapere se secondo lei le fatture emesse per acconti su future esportazioni e quindi prive di bolla doganale che sarà emessa solo al momento della spedizione merce devono essere inserite in esterometro. Grazie

  15. Buonasera,
    avrei bisogno di una conferma: le fatture Extra UE per acquisto di merci (per le quali abbiamo registrato anche la relativa bolletta doganale) non rientrano nell’esterometro, giusto?

  16. Buonasera ,
    ho il caso di un acquisto da fornitore tedesco identificato con partita iva italiana ma non stabilito in Italia. Ho ricevuto fattura con iva al 22% : devo comunicare l’acquisto in esterometro ? E come identificativo del fornitore estero quale partita iva devo segnalare nel modello?
    Saluti,

    Paola.

  17. Buonasera,
    le pongo il mio caso: acquisto di servizio da un fornitore statunitense. io devo emettere autofattura. devo comunicare con esterometro l’autofattura registrata nel registro acquisti indicando il fornitore estero o posso indicare un fornitore fittizio creato ad hoc?
    grazie.

  18. Buonasera ,
    ho acquistato una licenza Microsoft ma non avendo fatto la registrazione al VIES mi è arrivata la fattura intestata alla mia azienda ma senza partita iva e con l’applicazione Dell’ iva al 22% : devo comunicare l’acquisto in esterometro ?
    Saluti,

    Barbara

  19. Buongiorno,
    ho ricevuto una fattura per prestazioni alberghiere effettuate su territorio inglese.
    La fattura riporta correttamente i dati della nostra società e di quella estera compresa la P.IVA, e da una verifica effettuata VIES la partita IVA GB risulta regolarmente attiva. La fattura è stata ivata dal paese in cui è stata emessa al 20%.
    Pensavo di registrare la fattura sul libro IVA con indicazione F.C.IVA ART. 7 -QUATER o eventualmente solo in contabilità.
    Il mio commercialista vuole farmi emettere autofattura e registrare sia in vendita che in acquisto imputando IVA italiana al 22%. Ritiene inoltre che la GB non è più da considerarsi paese comunitario e quindi va trattato come EXTRA-ue (cmq ai fini della registrazione come pensavo io questo non cambierebbe le cose..)
    Lei cosa ne pensa? Come devo procedere? Nel caso registri come F.C.IVA ART. 7- QUATER devo comnunque fare esterometro? Grazie

  20. Buongiorno
    in merito all’ultimo quesito posto dalla sig.ra Francesca per la fattura UK, questa fattura va in esterometro e come? Imponibile e IVA inglese al 20%, solo imponibile, solo il totale (imponibile + iva)? e come causale fattura TD01 o TD11?
    Grazie per la risposta

  21. Con l’esterometro ciò che rileva al fine di verificare l’obbligo di comunicazione non è tanto il regime territoriale dell’operazione, bensì la controparte dell’operazione, con conseguente inclusione nell’esterometro anche delle operazioni che ai fini IVA rilevano territorialmente in Italia (operazioni passive 7-quater). Quindi, qualora si decida di procedere ad annotare il documento (non tra le spese ma tra le fatture), è necessario includere l’operazione nella sezione “Dati relativi alle fatture ricevute – DTR” della comunicazione delle operazioni transfrontaliere, avendo cura di riportare il codice “N2” (operazione non soggetta) nel campo “Natura” dell’operazione.

  22. Buongiorno
    quindi mi conferma che va riportata con il codice N2 e con l’importo totale di imponibile + iva.
    Da rilevare comunque che non c’è corrispondenza tra il totale fatture estere ricevute ed annotate nel registro IVA acquisti e il totale delle fatture trasmesse con lo spesometro in quanto le fatture menzionate transitano solo in contabilità e non nei registri IVA.
    La ringrazio anticipatamente per la Sua risposta
    Giuseppe

  23. Il rischio di non presentare l’esterometro è legato sia alle sanzioni previste, ma anche alla possibilità di ricevere un accertamento fiscale in relazione alle operazioni non comunicate, che comunque verrebbero certificate dalla presentazione della dichiarazione IVA.

  24. Buonasera,
    ho questa situazione: fattura per licenza microsoft fornitore inglese senza partita iva (ci ha anche inviato una dichiarazione dove attesta il fatto di non essere in possesso di partita iva).
    Il commercialista ci ha fatto fare la registrazione non come fattura ma bensì come documento non iva.
    Rientra nell’esterometro?

    Grazie

  25. Buonasera vorrei avere un chiarimento su come predisporre il file esterometro. Io ho ricevuto un servizio da un fornitore estero inglese senza partita iva comunitaria. La fattura che questo mi ha inviato l’ho registrata con un autofattura con FUORI CAMPO IVA ART 2 COMMA 3 DPR 633. Ora nell’esterometro quali dati devo inserire quelli miei relativi alla autofattura o quelli del fornitore onglese? E se nel caso devo inserire i dati del fornitore inglese nel campo della partita iva cosa devo mettere se questo non ne ha una. La natura dell’iva in questo caso è fuori campo N2 o N6. Il tipo di documento è un TD01 autofattura o td11 fattura acquisto intracomunitario
    Grazie per la vostre cortesi risposte

  26. Salve Lucia, se la fattura ricevuta dal fornitore è priva di partita IVA perché il fornitore è sotto le soglie UK per la partita IVA, la fattura deve essere considerata come documento non IVA, quindi deve essere indicata solo in prima nota. Questo significa che tale documento non rileva ai fini dell’esterometro.

  27. Ho effettuato un acquisto tramite amazon DA FORNITORE CINESE che mi ha inviatodocumento per email indicando partita iva italiana, ma non ho ricevuto fattura elettronica. cosa devo fare esterometro?

  28. Salve Marco, prima di tutto chiederei la fattura al fornitore. Se si è identificato in Italia, come credo, questi non deve emettere fattura elettronica, e la fattura sarà con IVA italiana, quindi non va in Esterometro. Questo sempre se le indicazioni di partenza fornite sono corrette.

  29. BUONGIORNO ABBIAMO ESEGUITO UN LAVORO A BARCELLONA E ABBIAMO LE FATTURE DELL’ALBERGO SPAGNOLO CON IVA 10% PAGATE CON REGOLARE CARTA DI CREDITO. LE FATTURE SONO STATE REGISTRATE TRA LE SPESE DOCUMENTATE E NON AI FINI IVA E NON E’ STATO FATTO ESTEROMETRO .
    E’ CORRETTO ? O DOVEVANO ESSERE COMUNICATE IN ESTEROMETRO.
    RINGRAZIO E BUONA GIORNATA.

  30. Buonasera, abbiamo emesso una fattura ad una persona fisica residente in America ma in possesso di CF italiano, in quanto nato in Italia.
    Il programma di contabilità esclude questo documento dall’ esterometro in quanto privo di CF/PI, non considerando il CF da noi regolarmente inserito nell’anagrafica del cliente così come nella fattura.
    E’ corretta l’esclusione dalla comunicazione?
    Barbara P.

  31. Buonasera Federico, per prima cosa grazie per la precedente risposta. Ora approfitterei ancora della sua cortese disponibilità e le propongo un altro quesito. Abbiamo fatto un acquisto da un fornitore Inglese con p.iva comunitaria a maggio. La merce nonostante spedita a maggio a noi è arrivata causa ritardi a luglio, ma ha comunque documento di trasporto con data di maggio. Abbiamo poi richiesto fattura e questi ce l’hanno inviata ora il 11/08/19, ma anche questa purtroppo è datata a maggio. Ora ci chiediamo per l’esterometro dobbiamo far riferimento alla data di ricezione fattura (agosto) ricezione fattura e farlo entro il 30/09 oppure facciamo riferimento all’arrivo della merce a luglio e farlo entro il 31/08? Oppure potremmo registrarla ora con data agosto ma di competenza luglio (facendo riferimento alla data di arrivo merce) e integrarla nell’esterometro di luglio Oppure siamo fuori tempo perchè avremmo dovuto farlo a maggio visto che i documenti hanno quella data e non è dimostrabile la consegna del pacco a luglio? grazie per il suo consiglio

  32. Salve Lucia, in questo caso ci sono problemi legati alla ritardata registrazione della fattura. Questo si riflette poi sull’esterometro. Non posso farle consulenza in risposta ad un commento su questa fattispecie, ma se vuole può contattarci in privato per una consulenza.

  33. Riguardo all’ultimo quesito sulla registrazione tardiva delle fatture estere..leggevo anche in alto il suo commento “Quello che si può fare è sfruttare il fatto che le fatture nella comunicazione seguono la data di registrazione contabile e non quella di ricezione della fattura. Per questo motivo, è possibile registrare le fatture passive una sola volta a trimestre. In questo modo non si perde la normale detrazione dell’IVA ed è possibile inviare per un solo mese nel trimestre la comunicazione”
    MA quando è il termine di registrazione contabile di una fattura estera? E l’esterometro poi va fatto nel mese successivo alla regsitrazione di questa?

  34. Buongiorno, mi sono accorto di aver inviato l’esterometro relativo al mese di Maggio e Giugno con qualche dato errato relativo a 3 fatture.
    Vorrei procedere con la rettifica nel modo che segue: annullare il file inviato e inviare nuovo file corretto contenente anche le fatture non modificate e contestualmente pagare la sanzione di euro 2 per ogni fattura modificata.
    E’ corretto?
    Ringrazio per l’attenzione e cordialmente saluto.

  35. DOMANDO
    Prestazioni di servizio ricevute da San Marino ( fattura senza iva ), devo fare autofattura ma, nell’esterometro entrano solo i dati dell’acquisto art. 17 comma 2 oppure anche quelli dell’autofattura emessa ?
    Oppure l’autofattura emessa dev’essere inviata allo SDI ?
    Ringrazio anticipatamente
    Cordiali Saluti
    Ale

  36. Per le operazioni passive con San Marino gli operatori italiani non possono esimersi dalla compilazione dell’esterometro. Al massimo nel momento in cui venga assolta l’IVA con il meccanismo dell’inversione contabile possono inviare al SdI un documento elettronico realizzato sulla base della fattura ricevuta dal fornitore sanmarinese munita del visto.

  37. Buongiorno, leggendo gli aggiornamenti per il 2021 mi sembra aver capito che per le fatture passive, il codice natura va inserito solo per quelle fatture con IVA a 0 (es. operazioni di triangolazione senza sdoganamento art. 8 quindi N3.1).
    Per le fatture INTRA invece suppongo che non vada indicata la natura ma basti il codice fattura TD10 o TD11 a seconda che sia un bene o servizio.
    Ho capito bene questa nuova procedura?
    Grazie e buon lavoro

  38. Dal 1° gennaio 2021 il campo “Natura” non può accogliere il codice generico N2, N3 o N6, in analogia con quanto previsto per la fatturazione elettronica. Per questo motivo sono stati introdotti ulteriori codici di dettaglio. I seguenti:
    N2.1 non soggette ad Iva ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies del D.P.R. 633/1972
    N2.2 non soggette – altri casi
    N3.1 non imponibili – esportazioni
    N3.2 non imponibili – cessioni intracomunitarie
    N3.3 non imponibili – cessioni verso San Marino
    N3.4 non imponibili – operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione
    N3.5 non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento
    N3.6 non imponibili – altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond

  39. Salve, come sempre ottimo lavoro molto utile per un confronto anche avendo studiato la norma.
    Un piccolo dubbio: se il nostro fornitore sammarinese ha adottato la fatturazione elettronica da ottobre 2021, e nel IV trimestre abbiamo ricevuto sia fatture elettroniche che fatture analogiche (relative a settembre), in quello che dovrebbe essere l’ultimo esterometro è meglio non includere quelle elettroniche, già in possesso di SDI, per evitare duplicazioni? Grazie

  40. DOMANDA:
    Per la fattura di acquisto di carburante in territorio UE, quindi con IVA estera esposta e registrata nel reg.iva acquisti con codice iva art. 7,quale tipo documento è quello corretto da utilizzare? Grazie

  41. Domanda: Fattura di acquisto da un noto sito e-commerce con sede in UE ma partita iva italiana indicata in fattura non passante per SDI. Va fatta autofattura con il codice TD19? In caso affermativo come si bypassa il problema di validazione del relativo file xml visto che il TD19 non accetta partita iva italiana?
    Grazie

  42. Ciao Federico,
    ma per quanto riguarda invece gli Intrastat e l’esterometro della cessione di rottami all’estero vi è sempre obbligo?
    C’è una normativa specifica a riguardo?
    Grazie mille.

Lascia una Risposta