Esenzioni TARI 2025: come fare per pagare di meno

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La TARI è la tassa sui rifiuti, entrata in vigore con la Legge n. 147/13 (art. 1 co. 641 – 668 e 686), ed è di competenza del Comunale. Solitamente la scadenza per il pagamento della prima rata è prevista nel mese di aprile. La scadenza, infatti, varia da Comune a Comune, in quanto non esiste una normativa nazionale sui termini di pagamento.

Oltre allo sconto sulla tassa sui rifiuti per le famiglie a basso reddito, coloro che vivono in condizioni di disagio economico possono accedere anche ad agevolazioni ed esenzioni. Sono previste sia a livello nazionale sia a livello locale alcune agevolazioni che riducono i costi della TARI.

Chi deve pagare la TARI?

La TARI è la tassa sui rifiuti ed è di competenza del Comunale. Viene pagata da chi occupa fisicamente gli immobili oppure, se questi siano vuoti, da chi ha su essi il diritto di proprietà. Il presupposto del pagamento della TARI non è la produzione effettiva di rifiuti, ma la mera possibilità di produrli dimorando nell’immobile soggetto a questa tassa. A dover effettuare il pagamento è l’utilizzatore dell’immobile, non il proprietario.

Esistono delle esenzioni dal pagamento legate al reddito del nucleo familiare. Possono presentare domanda di esenzione al 100% tutti i nuclei familiari che hanno un ISEE tra 0 e 6.250 euro. Potranno richiedere un’agevolazione del 50% i nuclei con un ISEE da 6.250 a 7.500 euro.

Esenzioni pagamento

Sono previste a livello nazionale una serie di agevolazioni ma anche a livello locale, che riducono i costi della tassa sui rifiuti. In particolare, se l’immobile è disabitato ed è in condizioni che non ne rendono possibile l’abitabilità, è possibile chiedere l’esenzione dal versamento di questa tassa. Per poterne beneficiare occorre che non ci siano elementi di arredo nell’immobile e che non ci siano allacci delle utenze di luce, acqua e gas.

Inoltre, occorre dimostrare che l’immobile sia oggettivamente inutilizzabile e, di conseguenza inidoneo a produrre rifiuti. Inidoneità che non deve essere presunta ma “riscontrabile in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o da idonea documentazione” (Corte di Cassazione, ordinanza n. 1711/2017).

A titolo esemplificativo sono inidonei a produrre rifiuti, per loro natura o per l’uso cui sono destinati e pertanto esenti dal pagamento:

  • Fabbricati oggettivamente inagibili e di fatto inutilizzati;
  • Fabbricati oggetto di ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo in presenza di regolare licenza, permesso, concessione o autorizzazione, limitatamente al periodo di validità del provvedimento e, comunque, non oltre la data di effettiva ultimazione dei lavori;
  • Locali stabilmente riservati ad impianti tecnologici ove non si abbia, di regola, presenza umana (quali cabine elettriche, vani ascensori, celle frigorifere, locali di essiccazione e stagionatura senza lavorazione, silos e simili);
  • Aree di impianti sportivi, siano essi aree scoperte o locali chiusi, dedicati alla pratica sportiva in senso stretto (rimangano invece oggetto di tassazione i servizi igienici, gli spogliatoi, gli uffici);
  • Edifici di esercizio pubblico del culto;
  • Aule adibite esclusivamente ad attività di catechismo.

Risultano poi escluse dal versamento anche le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva, come androni, scale, ascensori, stenditoi o altri luoghi di passaggio o di utilizzo comune tra i condomini.

Bonus TARI

Il bonus ti permette di beneficiare di una riduzione o di una esenzione dal versamento della tassa sui rifiuti. Possono beneficiarvi i cittadini con ISEE basso.

Il bonus rifiuti è stato introdotto dal decreto Fiscale 2020 (decreto legge n. 124/2019). Il DPCM che attua l’agevolazione è stato adottato il 21 gennaio 2025 ed è approdato in Gazzetta Ufficiale il 13 marzo. Tale agevolazione prevede una riduzione della spesa del 25% della TARI, o della tariffa corrispettiva per il servizio di gestione integrato dei rifiuti urbani altrimenti dovuta, a tutti i nuclei familiari che vivono in condizione di disagio economico. I requisiti per poterne beneficiare sono poi fissati a livello comunale. Possono accedere al bonus i nuclei familiari che siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • ISEE inferiore a 9.530 euro annui (20.000 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico);
  • Richiedente deve essere il titolare dell’utenza TARI per cui intende richiedere il beneficio, e deve essere residente stabilmente nell’immobile a cui tale utenza è collegata;
  • Regolarità nei pagamenti pregressi salvo comprovate situazioni di disagio economico, il contribuente deve, quindi, risultare in regola con il pagamento della TARI negli anni precedenti.

Riduzioni TARI

Oltre ai casi di esenzione TARI, sono previste riduzioni applicabili a livello nazionale, tra queste ci sono:

  • Riduzione proporzionale per coloro che provvedono in autonomia allo smaltimento dei rifiuti speciali, purché questi siano assimilabili a quelli urbani e il trattamento avvenga tramite operatori autorizzati;
  • Abbattimento fino all’80% della tariffa nei casi in cui il servizio di raccolta sia assente o fortemente inefficiente;
  • Sconto fino al 60% per le utenze collocate in zone particolarmente isolate o comunque distanti dai punti di raccolta predisposti dal comune.
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Elisa Migliorini
Elisa Migliorinihttps://www.linkedin.com/in/elisa-migliorini-0024a4171/
Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.
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