Ecommerce in Regime Forfettario: il registro corrispettivi

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Gestione fiscale di un Ecommerce in Regime Forfettario. Adempimenti contabili e tenuta del Registro dei Corrispettivi. Tutte le informazioni utili se vuoi aprire un Ecommerce sfruttando i vantaggi del Regime Forfettario.

Una delle domande che maggiormente mi arrivano sull’argomento E-commerce è se sia possibile operare con il Regime Forfettario.

La risposta a questa domanda non può che essere positiva.

Il Regime Forfettario è il regime di vantaggio per le partite IVA di minori dimensioni. Questo regime porta con se una serie di semplificazioni che si riflettono in modo positivo anche nell’attività di Ecommerce. Per questo devi necessariamente prendere in considerazione questo regime per la tua attività.

L’aspetto su cui devi prestare attenzione è che con questo regime non puoi dedurti analiticamente i costi. Questo potrebbe essere uno svantaggio. Per questo ti occorre un’analisi completa con un Commercialista esperto (al termine della guida il link per contattarmi).

Adesso, invece, voglio mostrarti quali sono gli adempimenti fiscali per i soggetti in Regime Forfettario che operano nel settore delle vendite online.

In particolare vederemo quando è obbligatorio emettere Fattura e quando invece vige l’esonero, quindi l’utilizzo del Registro dei Corrispettivi.

Cominciamo!

Ecommerce Regime Forfettario
Ecommerce Regime Forfettario

ECOMMERCE IN REGIME FORFETTARIO: DISCIPLINA FISCALE


L’attività di Ecommerce o di vendita online può essere effettuata anche attraverso il Regime Forfettario.

Ad oggi il settore del commercio online è tra i più diffusi dell’economia. Tuttavia, ci sono tantissime imprese del settore che chiudono ogni giorno dall’elevata concorrenza nel settore.

Restare in questo ambito a lungo non è semplice. Per questo motivo anche la leva fiscale può fare la differenza per restare sul mercato.

Il Regime Forfettario offre sicuramente interessanti vantaggi per chi opera in Ecommerce, ma bisogna prestare attenzione. Se possiedi già un negozio fisico e vuoi passare anche al canale di vendita online il Regime Forfettario non è il miglior regime fiscale per te.

Al contrario, se operi solo online e non hai grossi costi di gestione (è il caso ad esempio di alcuni ambiti del dropshipping), il Regime Forfettario può esserti di aiuto.

ECOMMERCE DIRETTO E INDIRETTO

Senza entrare in dettaglio, possiamo dire che il mondo dell’Ecommerce può essere suddiviso in due ambiti:

  1. E-commerce diretto. Per commercio elettronico diretto si intendono le transazioni riguardanti beni immateriali. Ci riferiamo, dunque, alla vendita non di prodotti digitali, come nel caso di un e-book, di un brano musicale scaricabile in formato mp3, di un software o di un app per smartphone e via di seguito.
  2. E-commerce indiretto. Il commercio elettronico indiretto riguarda, invece, la vendita di beni materiali. In questo caso, soltanto la transazione avviene per via telematica, come per i venditori che utilizzano il servizio Amazon FBA, mentre la cessione del prodotto in questione (dai generi alimentari al paio di calzature, dal cellulare ai gioielli artigianali) segue i canali tradizionali (spedizione e consegna al cliente).

Un’ulteriore differenza riguarda l’acquirente finale, a seconda che esso sia un cliente privato (B2C) o un soggetto passivo IVA (B2B). Vediamo, dunque, quali sono gli adempimenti necessari, in base al tipo di operazione per l’Ecommerce in Regime Forfettario.

Per approfondire: E-commerce: guida alla disciplina fiscale

ECOMMERCE NEL REGIME FORFETTARIO

Il Regime Forfettario è un regime fiscale agevolato per le piccole Partite IVA, ovvero per i commercianti, gli artigiani e i professionisti.

Si tratta di operatori con fatturato annuo non superiore ai € 65.000. Chi sceglie di assoggettarsi al regime forfettario, usufruisce di svariati vantaggi – sia fiscali che amministrativi – come, ad esempio:

  • Versamento di un’imposta sostitutiva (di IRPEF, e addizionali) con aliquota fissa al 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività;
  • L’esonero da Indici Sintetici di Affidabilità (ISA), esterometro, ecc.;
  • Nessun obbligo di tenuta dei registri IVA, ne della Fatturazione Elettronica.

Tra le agevolazioni offerte ai cosiddetti forfettari, vi è anche l’esenzione IVA. Le operazioni – siano esse cessioni di beni o prestazioni di servizi – non sono, dunque, soggette all’Imposta sul Valore Aggiunto, che non deve essere indicata in fattura.

Se operi in Ecommerce in Regime Forfettario questo vantaggio si traduce nella possibilità di offrire prezzi più bassi e concorrenziali.

Attenzione, tuttavia, a non verificare una delle cause di esclusione dal Regime. Ne parlo approfonditamente in questo contributo: “Cause di esclusione dal Regime Forfettario“.

I VANTAGGI DEL REGIME FORFETTARIO PER LE VENDITE ONLINE

Per i venditori online che non superano i € 65.000 di fatturato annuo il Regime Forfettario costituisce l’opzione fiscale più conveniente.

Con questo regime è possibile beneficiare di un importante vantaggio come l’esenzione IVA. Questo significa poter offrire prezzi di vendita competitivi per il mercato.

Inoltre, i contribuenti in Regime Forfettario pagano un’imposta sostitutiva del 5%, per i primi cinque anni di attività. Successivamente l’aliquota passa al 15% a regime.

L’aliquota si applica sul reddito imponibile. Reddito che nel caso devve vendite online è pari al 40% del fatturato annuo.

Ad esempio, se vendi un bene a € 1.000 il tuo reddito, su cui paghi tasse e contributi è di € 400, mentre € 600 sono i tuoi costi forfettari. Questo significa che se il bene venduto (e i relativi costi diretti ed indiretti) sono inferiori a € 600 hai un grande vantaggio ad applicare questo regime fiscale. In caso contrario, il regime potrebbe rimanere sempre conveniente, ma è opportuno che tu effettui qualche riflessione con il tuo Commercialista.

Nel caso ti consiglio di effettuare una simulazione per confrontare l’utilizzo del Regime Forfettario con la Contabilità Semplificata. Se farai ogni anno questo tipo di simulazione potrai essere certo di utilizzare sempre il regime fiscale migliore per te.

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ASPETTI CONTABILI PER GLI ECOMMERCE IN REGIME FORFETTARIO

Anche gli adempimenti contabili in Regime Forfettario sono semplificati. Il tutto, quindi, si traduce in un ulteriore vantaggio sia di ordine pratico che economico.

I costi gestione di una Partita IVA in Regime Forfettario sono relativamente contenuti.

Aspetto importante è che rispetto ad altri regimi fiscali non vi sono obblighi legati alla Fatturazione Elettronica. Proprio su questo aspetto, una particolarità è legata alla tenuta del Registro dei Corrispettivi per gli Ecommerce in Regime Forfettario.

Proprio questo è un aspetto che spesso crea problemi, ovvero se il titolare di un Ecommerce in Regime Forfettario sia tenuto ad emettere fattura, o se può operare con le stesse semplificazioni previste per le vendite per corrispondenza.

Ecco, vediamo di offrire una risposta certa a questo dubbio che manifestano tantissimi lettori.

IL REGISTRO DEI CORRISPETTIVI NELL’ECOMMERCE

Il Registro dei Corrispettivi è un documento fiscale obbligatorio in cui si annotano i corrispettivi giornalieri di vendita.

I soggetti titolari di partita IVA esonerati dall’obbligo di fatturazione, come ad esempio i commercianti al minuto (ristoranti, parrucchieri, tabaccherie, edicole, etc), al posto della fattura rilasciano un documento.

Questo, in quanto la cessione viene documentata attraverso la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri.


Soltanto le categorie di operatori non obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi utilizzano il Registro dei Corrispettivi. Documento nel quale vengono riepilogate le operazioni effettuate giornalmente, suddivise per aliquote IVA. Nel Registro devono essere indicate anche le vendite per le quali è stata emessa fattura.

Questa stessa disciplina si rende applicabile anche nel settore delle vendite online. Dunque, ne sono interessati anche i titolari di Ecommerce per i quali non vi è obbligo di emissione della fattura. Bensì l’obbligo di effettuare corrispettivi telematici, oppure la tenuta del Registro dei Corrispettivi se si opera in Regime Forfettario.

ECOMMERCE DIRETTO E CERTIFICAZIONE DELLE VENDITE

Partiamo con l’analisi della prima fattispecie, ovvero di un e-commerce diretto. L’obiettivo è quello di individuare la corretta modalità di certificazione delle vendite online.

In questo caso, occorre distinguere tra operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA ed operazioni verso soggetti privati:

  • Per le transazioni verso soggetti passivi IVA (operazioni B2B) è necessario l’emissione della Fattura Elettronica. La fattura deve essere emessa con modalità immediata (o nel caso differita).
  • Per le transazioni verso soggetti privati, invece, è necessario applicare la stessa disciplina delle vendite per corrispondenza, per le quali vige l’esonero da:
    • Obbligo di fatturazione. Questo a meno che la fattura non sia esplicitamente richiesta dall’acquirente al momento dell’ordine;
    • Obbligo di certificazione dei corrispettivi.

Pertanto, per le operazioni di Ecommerce diretto verso committenti privati, vi è l’obbligo di annotare le somme ed effettuare la trasmissione dei corrispettivi telematici. Per i soggetti non obbligati (Regime Forfettario) si deve utilizzare il Registro dei Corrispettivi.

L’annotazione nel registro deve avvenire entro il giorno non festivo successivo a quello in cui è avvenuta la transazione.

Il venditore assoggettato al regime ordinario dovrà, inoltre, adempiere a tutti gli obblighi inerenti all’IVA.

ECOMMERCE INDIRETTO E REGISTRO COMMRISPETTIVI

In caso di E-commerce indiretto, ovvero con transazione economica che avviene online mentre il bene scambiato è oggetto materiale, gli adempimenti variano.

In particolare, le regole variano a seconda del committente finale, ovvero:

  • Per le operazioni verso soggetti passivi, sono richieste fatturazione e certificazione dei corrispettivi.
  • Per le operazioni verso clienti privati, anche qui, si applicano le medesime regole della vendita per corrispondenza. Dunque, il venditore è esonerato da:
    • Obbligo di fatturazione (tranne in caso di richiesta da parte dell’acquirente stesso);
    • Obbligo di certificazione dei corrispettivi.

Il titolare di un e-commerce indiretto dovrà, inoltre, annotare le vendite verso privati nel registro dei corrispettivi.

L’annotazione deve avvenire entro il giorno non festivo successivo a quello della transazione. Inoltre, qualora il venditore risulti assoggettato al regime fiscale ordinario, attendere a tutti gli adempimenti relativi alla liquidazione dell’IVA.

REGIME FORFETTARIO E REGISTRO DEI CORRISPETTIVI DI VENDITA

Nel Regime Forfettario, come più volte specificato, non vi è applicazione dell’IVA in fattura. Siamo in regime di esenzione IVA.

Questa esenzione si applica anche in caso di vendite online.

Al tempo stesso, i titolari di Ecommerce possono beneficiare delle medesime agevolazioni previste per il settore della vendita per corrispondenza, grazie alle quali non sono obbligati a rilasciare fattura.

Alla luce di tutto ciò, cosa accade a proposito di Regime Forfettario e Registro Corrispettivi?

Nel caso di transazioni effettuate nei confronti di soggetti privati, per le quali non è necessario emettere fattura (a meno che non venga richiesta dal cliente stesso), è sufficiente indicare le somme nel registro dei corrispettivi.

Attenzione, però!

I venditori online forfettari, infatti, specificheranno soltanto gli importi, ma non l’IVA!

Il Registro dei Corrispettivi, nel Regime Forfettario, deve pertanto contenere:

  • La somma delle transazioni effettuate giornalmente;
  • Le eventuali transazioni per le quali è stata già emessa la fattura (su richiesta del cliente).

L’annotazione delle somme deve avvenire entro il giorno successivo non festivo a quello dell’operazione.


REGIME FORFETTARIO ED ECOMMERCE FAQ

Con il Regime Forfettario posso aprire un E-commerce?

La risposta è positiva. I soggetti in Regime Forfettario possono aprire un Ecommerce. Il tutto beneficiando delle stesse semplificazioni che riguardano le vendite a distanza.

E’ conveniente il Regime Forfettario per un E-commerce?

Il Regime Forfettario per gli Ecommerce è conveniente quando vi sono volumi di fatturato annui sotto i € 65.000 e quando i costi relativi al prodotto venduto non superano il 60% del prezzo di vendita finale.

Come si certificano le vendite di un E-commerce in Regime Forfettario?

Un E-commerce in Regime Forfettario certifica le vendite a privati attraversi la tenuta del Registro dei Corrispettivi. Le vendite effettuate verso altre imprese devono essere certificate dall’emissione di Fattura.

Si applica il Registro dei Corrispettivi all’Ecommerce Forfettario?

La risposta è positiva il Registro dei Corrispettivi, nel Regime Forfettario, deve pertanto contenere: la somma delle transazioni effettuate giornalmente; le eventuali transazioni per le quali è stata già emessa la fattura (su richiesta del cliente). Nel Registro dei Corrispettivi i forfettari indicano solo l’importo della cessione, senza l’indicazione dell’IVA.

REGIME FORFETTARIO ED ECOMMERCE: CONSULENZA

In questo articolo ho cercato di riepilogarti tutte le informazioni utili per gestire in modo corretto il Regime Forfettario nell’Ecommerce.

La cosa importante è saper riconoscere la tipologia corretta di operazione di vendita effettuata. Solo in questo moto potrai capire quando emettere Fattura piuttosto che certificare la vendita nel Registro dei Corrispettivi.

Non preoccuparti, so bene che tutto questo non sia semplice!

Se hai intenzione di metterti in proprio ed aprire un’attività di vendita online o se sei già titolare di un sito e-commerce, contattami!

Potrai richiedermi una consulenza personalizzata. Questo sei per chiarire una volta per tutte i tuoi dubbi, oppure per avere un dottore Commercialista esperto che possa affiancarti nella tua attività.

Valuterò assieme a te l’opzione fiscale più vantaggiosa per la situazione e sarai seguito passo dopo passo.

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