Home IVA Dropshipping: la disciplina fiscale e fatturazione

Dropshipping: la disciplina fiscale e fatturazione

91

Dropshipping: il vantaggio di avere un e-commerce senza la gestione del magazzino. La gestione dei prodotti viene affidata in outsourching direttamente al Dropshipper (di solito il produttore), con risparmio di tempi e costi. Normativa e la disciplina fiscale della vendita in Dropshipping.

Sei un Marketer, e stai pensando al tuo nuovo progetto di business?

Pensi che la gestione di un magazzino fisico possa schiacciare la tua attività?

In questi casi devi pensare alla possibilità di vendere in Dropshipping.

Si tratta di un sistema di vendita ove la merce viene spedita al cliente direttamente dal fornitore. Il rivenditore vende il prodotto senza avere la disponibilità dei beni, che vengono ordinati direttamente al fornitore.

La possibilità di vendere in Dropshipping è una delle possibilità offerte dall’E-commerce. Negli ultimi anni tantissimi Marketer hanno avviato una attività di Dropshipping sfruttando i canali di vendita online più famosi.

Mi riferisco in particolare ai seguenti:

Considera, inoltre, che la generalità dei clienti non viene a sapere che operi in Dropshipping. Infatti, grazie alla spedizione private label, la merce può partire dal fornitore riportando il tuo indirizzo e contenendo la Fattura personalizzata per il tuo negozio E-commerce.

Vediamo, quindi, come funziona il Dropshipping e qual’è la sua disciplina fiscale.

Cominciamo!


DROPSHIPPING: FUNZIONAMENTO


CHE COS’E’ LA VENDITA IN DROPSHIPPING?

Quando il tuo negozio vende un prodotto, viene acquistato dal fornitore in dropshipping che si occupa di spedirlo direttamente al tuo cliente

Questa può essere una breve, ma significativa descrizione del Dropshipping.

Si tratta di un modello di vendita a distanza con cui il venditore offre al cliente un prodotto, che viene spedito direttamente dal fornitore che ha ricevuto l’ordine.

La logistica dell’operazione, ivi comprese le attività di stoccaggio, di imballo e di spedizione del prodotto sono a carico del fornitore (dropshipper).

Tutto questo può rappresentare un grande vantaggio per il Marketer (venditore).

Non dover gestire direttamente il magazzino prodotti significa non dover immobilizzare liquidità.

Infatti, il magazzino rappresenta liquidità immobilizzata dell’azienda.

Senza doverti occupare della gestione del magazzino, oltre ad avere maggiore liquidità a disposizione, eviterai problemi di rotazione dei prodotti ed invenduto.

Il Dropshipping, grazie alle sue modalità di transazione, garantisce ai Marketer che ne fanno uso, un notevole risparmio di tempo e denaro.

Vediamo, operativamente lo schema di funzionamento del Dropshipping.

STEP DELLA VENDITA IN DROPSHIPPING

Il Marketer che effettua vendita in Dropshipping deve seguire l’applicazione di un preciso schema applicativo.

Questo schema prevede la redazione di un contratti di collaborazione commerciale tra il Dropshipper (fornitore) e il Marketer (gestore del sito di E-commerce).

Questi contratti sono legati alla gestione ed evasione degli ordini, nonché alle commissioni applicabili dal gestore del portale sui prodotti da lui venduti.

In particolare, lo schema del Dropshipping è il seguente:

  • Il  Marketer tramite il suo sito di E-commerce raccoglie l’ordine del cliente finale e il corrispettivo per il prodotto ordinato;
  • Il Marketer comunica telematicamente l’ordine ricevuto al proprio fornitore (Dropshipper);
  • Il Dropshipper prepara, imballa e invia le merci ordinate all’indirizzo dell’acquirente. L’invio avverrà indicando sulla confezione il nome o il logo dell’impresa di E-commerce, come se l’invio fosse stato effettuato direttamente dal Marketer;
  • Il Marketer pagherà al produttore il prezzo di listino\catalogo del bene, trattenendo per sé la differenza rispetto al prezzo di vendita al pubblico.

Questa tipologia di contratto commerciale può rivelarsi molto vantaggiosa per l’impresa di E-commerce.

RAPPORTO TRA VENDITORE E DROPSHIPPER

Questa, infatti, risulta essere esonerata da una serie di adempimenti e responsabilità. Come contropartita, inevitabilmente, il Marketer rinuncia ad una parte degli introiti che potrebbe generare qualora decidesse di vendere in totale autonomia.

Chi opera in Dropshipping perde il controllo diretto di una parte importante dei passaggi di vendita. Con essi non vi è la possibilità di poter verificare direttamente i prodotti e la gestione dei resi.

In ogni caso, a fare la differenza è il rapporto tra Marketer e Dropshipper. Più questo rapporto è stretto più sarà facile per il Marketer arrivare alla vendita dei prodotti.

La collaborazione costante tra questi due soggetti permette la rapida comunicazione di tutte le informazioni utili sul prodotto:

  • Codici di vendita;
  • Caratteristiche tecniche;
  • Metodi di conservazione;
  • Catalogo e foto dei prodotti;
  • Materiale pubblicitario;
  • Ogni altro elemento utile alla vendita del prodotto.

GESTIONE DEL SOFTWARE DI DROPSHIPPING

Aspetto molto importante è la gestione del software.

Avere un software di gestione integrato tra Dropshipper e ed E-commerce è un aspetto fondamentale.

Per l’esperienza dei clienti che seguo, avere un software preciso e performante è uno degli aspetti che portano al successo.

Ricorda che il fornitore\produttore è direttamente responsabile per:

  • Danni dovuti a cose o persone dovuti a difetti del prodotto;
  • Danni dovuti all’utilizzo dello stesso da parte degli acquirenti o  consumatori finali.

Il contratto di Dropship deve indicare come sono regolati questi aspetti ed in quali termini. In particolare:

  • Le tipologie di spedizione;
  • La tempistica e i costi indicativi, fissando dei termini, a carico del fornitore\produttore, per l’invio dei prodotti entro una certo tempo dal ricevimento dell’ordine.

COME TROVARE I FORNITORI PER IL TUO DROPSHIPPING

Un aspetto solitamente problematico per chi effettua operazioni di Dropshipping è individuare eventuali fornitori per la vendita dei prodotti.

La problematica comune è che i fornitori sul mercato sono sempre gli stessi per tutti. Per questo motivo, spesso, l’unica alternativa a disposizione è la competizione sul prezzo.

Per questo motivo trovare fornitori diversi dalla concorrenza può essere un elemento di vantaggio competitivo.

Vediamo, quindi, alcuni consigli per individuare i tuoi fornitori per il tuo Dropshipping.

UTILIZZA IN MODO PIENO I MOTORI DI RICERCA

Grossisti e dropshipper non si trovano guardando nella prima pagina di Google.

Se digiti la parola “grossista abbigliamento“, sarà difficile riuscire a trovare il fornitore che fa al caso tuo se non cerchi in tutte le pagine offerte dalla ricerca.

NON FERMARTI ALL’APPARENZA

I fornitori tendono anche ad avere siti obsoleti, in stile “fine anni ’90”.

Non farti spaventare se design e layout lasciano a desiderare.

Se un sito elegante e moderno può essere indice della qualità del fornitore, per contro, non è detto che ad un sito scadente corrisponda un fornitore scadente.

UTILIZZA NELLA RICERCA SUL WEB TUTTI I TERMINI POSSIBILI

Quando cerchi i fornitori, non fermarti a ricerche generiche.

Ad esempio non cercare su Google solo “grossista”.

Assicurati, invece, di utilizzare altri possibili termini di ricerca, come “distributore”, “rivenditore”, “ingrosso”, “magazzino”, “fornitore”, ecc.

Solo così potrai trovare il fornitore giusto per te!


DROPSHIPPING: DISCIPLINA FISCALE


Il contratto di Dropshipping da un punto di vista fiscale rientra nella più grande categoria dell’E-commerce.

In pratica, per l’impresa di E-commerce, l’utilizzo del Dropshipping diventa una modalità di vendita, che non influisce sulla normativa fiscale che è chiamata a rispettare, ovvero quella dell’E-commerce.

Se desideri approfondire questo tipo di disciplina, troverà molto utile leggere la nostra guida:

E-commerce: guida alla disciplina fiscale

In questa guida puoi trovare tutta la normativa fiscale aggiornata.

In questa sede ci limiteremo a riassumere i passi da intraprendere per avviare questo tipo di attività, da parte dell’impresa di E-commerce.

COME SI AVVIA FISCALMENTE UN’ATTIVITA’ IN DROPSHIPPING?

Se desideri avviare un’attività economica in Dropshipping devi seguire la seguente procedura.

I passi seguenti sono quelli previsti dalla normativa fiscale ed amministrativa sull’argomento.

APERTURA DELLA PARTITA IVA PER DROPSHIPPING

Il primo adempimento è l’apertura della Partita IVA.

Presta attenzione al fatto che questa attività non può essere gestita con Prestazioni Occasionali. La vendita online è sempre considerata attività imprenditoriale. Questo significa che sei obbligato ad operare con Partita IVA. Il tutto, indipendentemente, dal volume di vendite che otterrai nell’anno.

Nella Partita IVA devi indicare il luogo ove eserciterai l’attività, ma soprattutto il codice attività.

Il Codice Attività ATECO da utilizzare per il Dropshipping è il seguente:

Codice Ateco 47.91.10 – “Commercio al dettaglio di prodotti via internet

ISCRIZIONE ALLA REGISTRO IMPRESE DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Il secondo adempimento è l’iscrizione al Registro Imprese tenuto presso la Camera di Commercio della provincia competente.

Questo obbligo comporta il pagamento di un diritto di iscrizione annuale di importo variabile.

ISCRIZIONE PREVIDENZIALE ALLA GESTIONE COMMERCIANTI

L’attività di E-commerce in Dropshipping è considerata attività commerciale.

Per questo motivo l’INPS richiede obbligatoriamente l’iscrizione alla gestione previdenziale dei Commercianti.

Questa gestione previdenziale comporta il pagamento di contributi fissi annuali per circa € 4.000 (suddivisi in rate trimestrali). Questo versamento contributivo copre sino a circa € 15.000 di reddito.

Successivamente, per redditi eccedenti è previsto il versamento di ulteriori contributi con aliquota 24%.

PRESENTAZIONE DELLA SCIA IN COMUNE

La SCIA è la segnalazione certificata di inizio attività.

Senza questo documento non è possibile avviare concretamente l’attività.

La SCIA si presenta allo sportello delle attività produttive (SUAP) del tuo Comune. Ovvero il Comune ove hai deciso di operare.

La pratica si presenta con modalità telematiche e comporta il pagamento di diritti e bolli.

LA SCELTA DEL REGIME FISCALE DA APPLICARE

Con l’apertura della Partita IVA sei chiamato anche a scegliere il tuo Regime Fiscale.

Solitamente se avvii una nuova attività economica può essere conveniente operare con il cd “Regime forfettario“.

Si tratta di un regime fiscale di vantaggio introdotto dalla Legge n 190/14.

Questo regime fiscale ha il vantaggio di avere una tassazione ridotta ed anche una contribuzione molto vantaggiosa.

Tuttavia, non è possibile dedurre analiticamente i costi sostenuti.

Questo significa che tutte le fatture dei fornitori non potranno essere dedotte dal tuo reddito.

Quello che voglio farti capire è che operando in Dropshipping la scelta del Regime Fiscale Forfettario non è sempre la migliore. Anzi, molto spesso il Regime Fiscale Ordinario è più conveniente. Questo in quanto tale regime consente la deduzione analitica dei costi.

L’IMPORTANZA DI UNA CONSULENZA FISCALE SPECIFICA

Tantissimi software di gestione del Dropshipping mettono a disposizione servizi di fatturazione.

Quello che ti consiglio è di fare attenzione!

Questi servizi devono essere gestiti con l’ausilio del tuo consulente fiscale di fiducia.

Senza un consulente fiscale (dottore commercialista) rischierai di commettere errori. L’attività dell’E-commerce in Dropshipping deve essere gestita fiscalmente in modo automatico, ma in relazione al regime fiscale migliore per te.

Per questo motivo, la prima cosa da fare è scegliere assieme al tuo consulente il tuo regime fiscale. Successivamente potrai capire la corretta modalità di fatturazione.

Se hai bisogno di un consulente fiscale che abbia esperienza in questo settore, non esitare, al termine della guida troverai il link per metterti in contatto con me!

Assieme al mio staff potrai avere consigli, consulenza, e realizzazione di un business plan per l’avvio della tua attività di E-commerce.

LA FATTURAZIONE NEL DROPSHIPPING

La modalità di fatturazione delle operazioni nel Dropshipping avviene con le stesse modalità di un negozio di E-commerce.

In questo caso il Dropshipper (fornitore dei beni), emette fattura per i propri prodotti venduti all’impresa di E-commerce.

L’E-commerce registra la fattura di acquisto, ed allo stesso tempo emetterà le fatture per le cessioni ai clienti finali.

LE OPERAZIONI TRIANGOLARI IVA

Quando l’operazione di Dropshipping viene eseguita tra soggetti residenti in Stati diversi, la stessa può essere ricondotta nel novero delle  “operazioni triangolari IVA“.

Un’operazione triangolare è un’operazione nella quale:

  • Intervengono contemporaneamente tre operatori economici diversi, situati in diversi Stati comunitari o extra-comunitari;
  • I beni sono oggetto di due distinti contratti di cessione;
  • Per realizzare le due diverse cessioni si effettua un unico movimento di beni.

La particolarità delle operazioni triangolari, quindi, riguarda l’unicità dell’operazione rispetto a tutti i soggetti coinvolti.

E’ fondamentale, quindi, che il bene oggetto delle vendita sia consegnato direttamente dal primo cedente al cessionario o destinatario finale. Per esserci operazione triangolare il bene deve transitare senza entrare nella disponibilità materiale del primo cessionario (ovvero il sito di E-commerce).

Le vendite on-line di prodotti sono assimilate alle vendite per corrispondenza.

Nelle vendite per corrispondenza non è obbligatoria l’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale.

In questi casi è sufficiente annotare i corrispettivi percepiti in apposito registro, oppure emettere fattura. La fattura può essere emessa soltanto nel caso in cui la stessa viene richiesta dal cliente finale che acquista il prodotto.

Vediamo adesso alcuni esempi di fatturazione di operazioni triangolari nel dropshipping.

Per una visione complessiva delle operazioni triangolari IVA ti lascio a questo articolo:

Operazioni triangolari IVA: guida

FATTURAZIONE DI OPERAZIONE TRIANGOLARE NAZIONALE

Ipotizziamo che un operatore economico italiano (IT2), titolare dell’attività di dropshipping, acquisti beni da fornitore italiano (IT1).

IT2 conferisce l’incarico ad IT1 di spedire o trasportare i beni direttamente al proprio cliente Tedesco (GER). Soggetto passivo d’imposta con sede in Germania.

Triangolazione dropshipping

Il rapporto tra i due soggetti Iva italiani (IT1 e IT2) è “non imponibile“. Questo ai sensi dell’articolo 58, comma 1, del D.L. n. 331/93.

Mentre, il rapporto che si instaura  tra l’operatore IT2 ed il cessionario tedesco è “non imponibile” a norma dell’art. 41, comma 1, del D.L. 331/93.

Per quanto riguarda la fatturazione

IT1 emette fattura non imponibile ai sensi dell’articolo 58, comma 1, D.L. n. 331/93. Questo in quanto effettua un’operazione interna, ma con trasporto o spedizione della merce in altro stato membro.

IT2 effettua una cessione intracomunitaria e pertanto emette fattura non imponibile ai sensi dell’art. 41, comma 1, del D.L. n. 331/93.

E’ opportuno precisare che nel rapporto tra IT1 eIT2 la non imponibilità IVA trova applicazione esclusivamente se i beni non vengono consegnati nel territorio dello Stato, ma trasportati o spediti direttamente nell’altro Stato membro, per incarico del cessionario (IT2) per conto o a nome del fornitore (IT1).

La documentazione relativa al trasporto, ovvero qualsiasi altro documento dal quale risulti che l’incarico del trasporto o della spedizione è stato conferito al cedente dal proprio cessionario, è sufficiente per provare a superare la presunzione di consegna nello Stato.

FATTURAZIONE DI OPERAZIONE TRIANGOLARE COMUNITARIA

Ipotizziamo che un operatore italiano (IT1) acquisti beni da soggetto residente in Francia (FR1).

IT1 conferisce l’incarico a quest’ultimo di consegnare detti beni direttamente al proprio cliente residente in Olanda (OL1).

Triangolazione Dropshipping

L’operatore italiano (IT1), nel rapporto con il fornitore francese (FR1), pone in essere un acquisto intracomunitario ex articolo 38, del D.L. n. 331/93.

Mentre, nel rapporto con il cliente olandese effettua una cessione intracomunitaria ex articolo 41, del D.L. n. 331/93.

Pertanto IT1 riceve una fattura senza imposta, a seguito dell’applicazione del meccanismo del reverse charge, che deve integrare e registrare a norma degli articoli 46 e 47 del D.L. n. 331/93.

La fattura non deve esporre l’IVA a norma dell’articolo 40, comma 2.

Allo stesso tempo IT1 è tenuto ad emette fattura senza IVA, ai sensi dell’articolo 41, comma 1, lettera a), del medesimo D.L., da annotare nel registro di cui all’articolo 23 del DPR n. 633/72.

Per entrambe le operazioni sorge l’obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari, dai quali deve risultare in modo chiaro il ricorso all’operazione triangolare, ancorché i beni non transitino materialmente per il territorio dello Stato.

FATTURAZIONE DI OPERAZIONE TRIANGOLARE EXRACOMUNITARIA

Ipotizziamo che una società italiana (IT1) stipuli un contratto di dropshipping con una società avente sede in Cina (CN1).

La società cinese si occuperà di spedire i prodotti ai clienti della società italiana. Ipotizziamo anche che la società italiana venda un bene ad un soggetto tedesco (DE1).

La società italiana, quindi, da ordine al soggetto cinese di inviare la merce in Germania a mezzo corriere.

Triangolazione dropshipping

Per quanto riguarda gli obblighi di fatturazione la società italiana non realizza un’operazione intracomunitaria. Infatti, la merce non proviene da uno Stato membro.

La società italiana non compie nemmeno una cessione all’esportazione (non imponibile ai sensi dell’articolo 8 del DPR n 633/72), poiché la merce non è comunitaria.

Da un punto di vista IVA la società italiana realizza un’operazione “fuori campo Iva“.

La società è tenuta ad emettere una fattura al soggetto tedesco, ai sensi dell’articolo 7 del DPR n. 633/72. Questo in quanto la merce è situata al di fuori dello Stato. Sarà, quindi, il soggetto tedesco ad assolvere l’IVA all’atto dell’importazione della merce.

Il soggetto italiano riceverà poi la fattura dal soggetto cinese che dovrà registrare esclusivamente in contabilità generale, non essendo, questa fattura un documento valido ai fini IVA in Italia, non essendoci alcuna importazione dei beni nel nostro Paese.


VANTAGGI E SVANTAGGI DEL DROPSHIPPING


Dopo aver visto come funziona il meccanismo del Dropshipping, avrai già capito quali sono i vantaggi di questa modalità di vendita.

In particolare, possiamo definire vantaggi del Dropshipping i seguenti:

  • Riduzione dei costi legati al magazzino e alla spedizione della merce;
  • Minori rischi imprenditoriali.

Insomma, il Dropshipping sembrerebbe essere la modalità di vendita ideale per quanti di voi possiedono già un sito di e-commerce avviato.

Tuttavia, non è così semplice come può sembrare: per riuscire in questo business è fondamentale trovare un Dropshipper valido, che abbia prodotti di qualità, buoni prezzi che possano consentire anche all’impresa di e-commerce di generare un margine. Inoltre, la puntualità nelle spedizioni, l’imballaggio e la corretta gestione dei resi saranno fondamentali per fare in modo che un vostro potenziale cliente torni ad effettuare acquisti nel vostro sito.

Una volta individuato un buon Dropshipper è fondamentale individuare i prodotti che, più di altri, riescano ad avere un buon mercato di vendita.

Prodotti sui quali poter realizzare un buon margine di guadagno per singolo articolo venduto.

Questa è la base per avviare l’attività, tutto il resto riguarda la promozione, il marketing, e i social network.

Ricordati che la concorrenza nel mondo del web è infinita. Riuscire a vendere un prodotto, con migliaia di altri potenziali venditori, non è per niente semplice.

PIANO DI ANALISI DELLE VENDITE

Senza un accurato piano di analisi delle vendite, un’analisi della concorrenza e dei prodotti offerti la vostra attività di vendita potrebbe non avere il successo sperato.

Per questo motivo affidarvi a consulenti esperti diventerà un aspetto fondamentale per rendere il business unico, diverso dalla concorrenza e quindi riconoscibile per il cliente finale.

Ricorda, se il tuo sito web è riconoscibile allora i clienti che ti hanno trovato si ricorderanno di te quando avranno bisogno di fare un nuovo acquisto.

Tutto questo non è facile, richiede lavoro costante, pazienza e tanta voglia di riuscire.

I problemi da affrontare sono e saranno tanti.

Eventuali resi dai clienti, ordini smarriti e problemi che possono riscontrarsi in una normale attività di vendita, saranno all’ordine del giorno.

E’ necessario lavorare sui prodotti, presentarli in modo convincente, intervenire nei titoli, nelle descrizioni, nella presentazione di ognuno di essi.

Customer care, diritto di recesso, assistenza al cliente non vanno dimenticate, iniziative di marketing per vendere più e meglio rappresenteranno sempre un costo ed un investimento che fa la differenza.

In definitiva il Dropshipping può essere una buona opportunità quanto si riesce a trovare un singolo fornitore in possesso di un marchio forte e conosciuto, con il quale si riesce ad instaurare una partnership.

Il massimo che puoi ottenere è arrivare a chiedere l’esclusiva della vendita online dei suoi prodotti.

Un consiglio: sfrutta le tante realtà aziendali (produttori, grossisti, o negozianti), che hanno magazzini molto grandi e che hanno necessità di aumentare le proprie vendite, e che ancora non sono presenti online.

Potrebbero facilmente diventare tuoi dropshipper.

DROPSHIPPING: CONSULENZA FISCALE

In questo articolo ho cercato di indicarti tutta la normativa civilistica e fiscale che riguarda l’attività di E-commerce in Dropshipping.

Operare in Dropshipping non è semplice. Oggi il mercato è pieno di concorrenza, quindi riuscire a trovare una nicchia di mercato profittevole è difficile.

Per questo motivo tantissime attività di Dropshipping hanno vita breve.

Il consiglio che posso darti è quello di affidarti sempre a professionisti esperti in vari settori che possano aiutarti a gestire la meglio l’attività.

Se cerchi un commercialista che possa aiutarti a gestire al meglio la tua attività, contattami!

Segui il link seguente per metterti in contatto con me!

Analizzerò la tua situazione per una consulenza e successivamente se vorrai potrai avere una consulenza fiscale continuativa annuale!

91 COMMENTI

  1. Se la prevalenza della sua attività è quella artigianale, rispetto a commercio, rispetto a quella del commercio, non deve fare niente, altrimenti dovrà pagare i contributi alla gestione commercianti. Da un punto di vista fiscale dovrebbe separare i redditi delle due attività.

    In caso di regime forfettario lei fa fattura al cliente italiano senza iva in virtù dell’esenzione data dal regime. Riceverà fattura dal cliente cinese per la merce, che comprenderà anche l’Iva che il fornitore cinese paga alla dogana italiana quando importa la merce.

    Il procedimento è identico anche in regime ordinario, solo che la fattura al cliente italiano va con Iva.

    Sicuramente ha bisogno della consulenza di un Commercialista, se fa questo tipo di operazioni.

  2. Per attività prevalente si intende quella che fattura di più?
    Nel caso l’attività prevalente divenisse poi quella da commerciante dovrei versare alla cassa commercianti invece che artigiana?

    Come si può verificare che il fornitore cinese assolva realmente al pagamento dell’iva? si tratta di prodotti del valore di pochi euro (3/10 €) .
    Nel caso il fornitore cinese non assolva al pagamento, può essere un problema anche mio?
    grazie

  3. Nel momento in cui i beni passano la dogana lo spedizioniere per il fornitore o il fornitore stesso devono pagare l’Iva italiana, altrimenti i beni restano in dogana e non passano la frontiera. L’Iva è a carico del fornitore, che poi la riaddebita a lei nella sua fattura.

  4. Ma sicuro che pacchetti del peso di 100g con merce del valore di 3€ passino per la dogana?

    Nella fattura del fornitore Cinese deve essere espressamente indicata l’iva?

    in definitiva, se in qualche modo il cinese evade l’iva, io ci posso andare di mezzo?

  5. salve! sono residente italiano(non cittadino) e vorrei avviare un’attivita dropshipping utilizzando vari fornitori statunitensi che spediscono all’interno degli USA e non solo. specifico che l’attivita sara svolta attraverso uno semplice store ebay sul domenio .com ; adesso i dubbi sono:
    1-che tipo di partita iva aprire? ordinario? capisco che ha dei costi di mantenimento e tasse(quali saranno?) ma se l’attivita non rende? ; o forfettario? capisco che ci sono dei limiti ma riguardanti che cosa? la cifra d’affari o il guadagno? perche un primo buon anno e se generi 100.000$(che supererebbe i limiti del regime forfettario) di vendite cosa che ti portera un profitto di piu o meno 10.000$(che non supererebbe i limiti) dopo le commissioni
    2-come si pagano le tasse su questa attivita? l’operazione sarebbe: cliente mi paga attraverso paypal; io vado dal fornitore e acquisto il prodotto attraverso gift card e da la si avvia la spedizione.
    Non sono informato al 100% in campo legale in italia ma gli americani lo fanno senza problemmi

  6. Buonasera e complimenti per l’articolo esaustivo.

    Una domanda relativa ai contributi INPS : io sono lavoratore autonomo in partita iva (Agente di Commercio) , pertanto iscritto alla Gestione Commercianti INPS

    Devo tener conto di una nuova posizione contributiva, oppure no in questo caso specifico?
    Grazie

    Roberto

  7. Buonasera a tutti, appuriamo questa cosa: Io azienda italiana, se emetto fattura ad un cliente privato situato in germania di un articolo spedito da un dropshipper spagnolo , devo inserire l’IVA ?

    Grazie

  8. C’è una regola precisa che dice come lei deve emettere l’Iva ad un cliente privato UE. Per la risposta a quesiti di carattere personale c’è l’apposito servizio di consulenza online dedicato all’Iva, a questo link

  9. buongiorno,
    ho un quesito diverso da quelli sopra. Tramite Amazon ho acquistato per la mia società un computer da una società di Hong Kong ed ho ricevuto la fattura direttamente dal fornitore con addebito dell’iva italiana. Il mio commercialista, interpellato, non è riuscito a darmi una risposta su come registrare la fattura stessa in contabilità, lei mi può dare un’indicazione sulla procedura corretta?. (anche Amazon non mi ha dato risposta esaustiva).
    Grazie e cordiali saluti

  10. La fattura molto probabilmente riporta Iva italiana perché il fornitore ha stabile organizzazione in Italia. La fattura si registra come una qualsiasi fattura nazionale.

  11. Marco
    febbraio 27, 2017 at 14:55

    Buongiorno,
    Grazie per eventuali risposte. Ecco la mia situazione di dropshipping:
    -Fornitore Olandese
    -Mia società olandese(stabile organizzazione) con rappresentaza iva italiana
    -Miei clienti in Italia (privati)
    La merce va direttamente dal fornitore (olandese) al cliente (Italia).
    Il mio fornitore olandese deve applicarmi l’iva anche se la merce va un altro stato visto che il cliente finale e’ un privato?
    grazie mille, siete i migliori
    Alberto

  12. Il fornitore olandese emetterà fattura per la cessione intracomuniaria del bene effettuata. Il cliente italiano, invece, riceverà fattura con Iva 22% perché trattasi di cessione nazionale.

  13. Buonasera, propongo una piccola variazione alla domanda formulata dal sig. Marco:
    – Fornitore in Francia;
    – Mia società in Italia;
    – Miei clienti in Italia (privati);
    la merce va direttamente dalla Francia ai miei clienti in Italia.

    Come vanno trattate le due operazioni (due operazioni solo sulla carta)? sono entrambe non imponibili?
    La mia cessione è non imponibile ex-art 7- bis DPR633/72?

  14. Si tratta di due diverse operazioni Iva, la prima non imponibile Iva, in quanto acquisto intracomunitario, mentre la seconda è una cessione nazionale del bene da assoggettare ad Iva.

  15. Salve, complimenti per l’articolo.

    il mio caso:

    Sono residente a Londra.

    Marketer: Londra
    Dropshipping / Fornitore: Italia
    Clienti e Consegne: Italia

    come funziona in questo caso? Tasse in Italia? E p.iva inps etc?

    grazie

  16. Buonasera,
    leggevo questa risposta… e anche io sono nella situazione Dropshipping con fornitore Italiano.
    Vorrei meglio comprendere il discorso iva, quando faccio fattura ad un cliente PIVA (al privato è facile). Il Cliente PIVA, mi “contesta” la fattura in quanto non riportando l’indicazione dell’IVA non potrà portarla in detrazione, e quando rivenderà prodotto da me acquistato invece farà fattura (o scontrino o altro) su cui invece verserà IVa.
    Si può, in regime forfettario, ecommerce in dropshipping, fare fattura ad un cliente PIVA indicando l’iva?
    Grazie.

  17. Questo problema non dipende dal dropshipping, ma dal suo regime fiscale. Non è possibile con il regime forfettario emettere fatture con Iva. Questo è un problema per i suoi clienti aziende che non possono detrarsi l’Iva in acquisto. Dovrà fare una valutazione di convenienza e valutare di cambiare regime fiscale.

  18. Buongiorno,
    la mia domanda è molto semplice, nel sistema di e-commerce in DROPSHIPPING (vendita di alimenti) sono necessari requisiti che comprendono qualche attestato di corso? per esempio haccp o SAB?
    Grazie in anticipo.

  19. Buonasera, i commercialisti mi stanno facendo impazzire, pare che pochissimi conoscano i contratti di dropshipping.
    Mia azienda . Italiana – Marketer
    Dropshipper: italiano (fornitore)
    Cliente – B2C comunitario e extracomunitario
    Quindi i commercialisti insistono di applicare quanto segue ai fini iva:
    – vendita a chiunque in italia – si applica IVA italiana
    – vendita in europa a privati – si applica IVA italiana
    – vendita in europa a privati – si applica IVA del paese se si superano alcuni limiti di fatturato
    – vendita in europa ad aziende – non si applica IVA (intrastat)
    – vendita extra ue – non si applica iva in quanto si parla di esportazione

    Mi pare molto diverso da quanto spiegato in questo sito così chiaro e lineare.
    Che mi suggerisci?

  20. Le regole che lei mi dice sono corrette, ma come indicato nell’articolo devono essere applicate correttamente nel rapporto tra fornitore/venditore/cliente finale, secono lo schema della triangolazione. Ogni caso deve essere valutato a se, quindi le consiglio di affidarsi ad un Commercialista esperto di questo ambito. Se desidera possiamo essere a sua disposizione.

  21. Salve, veramente complimenti per la consulenza che offrite.
    il mio caso di droship:
    sono residente a Malta.
    fornitore italiano e clienti per lo più privati italiani.
    Per cui il mio fornitore mi emette fatture senza iva (operazione intracomunitaria)
    io come devo fatturare con o senza iva ai clienti privati italiani?

    grazie in anticipo.

  22. Lei dovrà fatturare con Iva italiana. Le consiglio però di farsi seguire da un Commercialista esperto in quanto ogni vendita può avere delle particolarità. Se vuole siamo a disposizione.

  23. Buongiorno,
    la mia attività online di dropshipping è in Italia. I miei fornitori sono in Olanda e Germania e i clienti finali sono in Italia e Francia
    Come è possibile vendere col sistema Dropshipping?
    Se ad esempio
    Incasso € 100 dal cliente.
    Pago € 90 al fornitore che spedisce il prodotto al ciente.
    La mia commissione è € 10
    La fattura rilasciata a me dal fornitore Olanda/Germania è senza IVA.
    Sul mio incasso di 100 € devo pagare € 22,0 di IVA mentre il mio guadagno è € 10.
    Grazie mille

  24. Salve,

    ho un caso analogo a uno già esposto:

    Società di capitale Olandese che vende in dropshipping con fornitore in Italia e clienti privati prevalentemente in Italia; immagino che io riceverò fattura senza Iva e dovrò fatturare con Iva italiana; è corretto ?

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here

Dropshipping: la disciplina fiscale e fatturazione