Se sei debitore di un credito tributario, cosa può pignorare il fisco? Non tutti i tuoi beni sono oggetto di pignoramento. Scopriamo quali non possono essere sottoposto a procedura esecutiva.

Il pignoramento è la fase procedurale che dà avvio al procedimento di esecuzione forzata. Tale procedura è una delle conseguenze più gravose per il debitore, che in genere si identifica con il richiedente un finanziamento, laddove si trovi nello stato di non poter adempiere all’obbligazione contratta, anche ove si tratti di un diritto di credito vantato dalla pubblica amministrazione.

Tale procedura assolve alla funzione di assicurare un risultato equivalente a quello cui si perverrebbe in caso di adempimento spontaneo dell’obbligato, sottraendo coattivamente beni compresi nel patrimonio debitorio e trasformandoli, sempre coattivamente, in denaro da destinare alla soddisfazione dei creditori.

La disciplina del pignoramento, invero, subisce modifiche a seconda che abbia ad oggetto beni mobili o immobili. Le principali caratteristiche salienti dell’espropriazione immobiliare sono:

  • l’oggetto, costituito dal diritto di proprietà e dai diritti reali di godimento su beni immobili del debitore e loro pertinenze;
  • le conseguenze, connesse alle esigenze di pubblicità immobiliare.

Nell’espropriazione su beni mobili l’oggetto sono appunto i beni mobili. I requisiti per entrambe le procedure sono:

  • il titolo esecutivo, emesso dal giudice dopo aver accertato in giudizio l’esistenza del credito;
  • l’atto di precetto inviato al debitore con l’intimazione di pagamento.

Invero, non tutti i beni possono essere oggetto di pignoramento del fisco. Alcuni beni infatti sono sottratti a suddetta procedura esecutiva. Vediamo dunque quali sono i principali beni che non possono essere oggetto di esecuzione da parte dell’amministrazione finanziaria.

Cosa non è pignorabile dal fisco?

Come dicevamo nel paragrafo precedente non tutto è pignorabile. Ad esempio, il fisco non può pignorarti la casa quando questa è l’unica e l’hai destinata a tua residenza. Se però hai altri immobili, anche la casa può essere messa all’asta. Così come potrà procedere ad esecuzione su un conto cointestato con i tuoi genitori, solo nei limiti del 50%.

Inoltre, in caso di pignoramento mobiliare, non potranno essere sottratti beni indispensabili, come elettrodomestici e generi alimentari, oltre che beni di valore affettivo. Neanche le polizze sono, invero, pignorabili.

Potrebbe, invece, essere pignorato il conto corrente sul quale hai accreditato stipendio o pensione. Tuttavia, questa operazione è limitata pignorare, può essere effettuata l’esecuzione solo sulla parte del deposito che supera il triplo dell’assegno sociale. Se invece ti pignora lo stipendio può farlo entro percentuali prestabilite dalla legge, lasciandoti tutto il resto.

Pignoramento prima casa

Passiamo ora ad esaminare nello specifico alcune fattispecie, che abbiamo elencato sommariamente nel precedente paragrafo. In primo luogo, sarai sicuramente preoccupato che il fisco ti pignori casa. Come abbiamo già evidenziato, non sempre l’amministrazione finanziaria può porre in essere questa operazione, a differenza del privato creditore, che non subirebbe alcuna preclusione.

Infatti, l’Agenzia delle entrate non può pignorare la prima casa, laddove siano presenti i seguenti presupposti:

  • qualora la prima casa risultasse l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • la prima casa non sia un immobile di lusso: non deve dunque essere accatastata nelle categorie A/1A/8 o A/9;
  • deve essere luogo di residenza del debitore e adibita a civile abitazione.

Quindi, ogniqualvolta dovesse mancare uno dei suddetti presupposti, il fisco può esercitare l’esecuzione immobiliare. In particolare, ciò è possibile ove:

  • il debito nei confronti dell’amministrazione finanziaria supera i 120mila euro;
  • il valore totale degli immobili di proprietà è di almeno 120mila euro;
  • il bene è stato ipotecato da almeno 6 mesi.

Tuttavia, dovrà essere data al debitore la facoltà di sanare il debito, anche con un piano di rateizzazione.

Il pignoramento del fisco sullo stipendio e sulla pensione: è possibile?

Sempre in sede introduttiva abbiamo anche accennato al pignoramento da parte del fisco dello stipendio, previsione che invero si estende anche alla pensione.

Per quanto riguarda i trattamenti previdenziali, infatti, la legge dispone la facoltà dell’Agenzia delle entrare di pignorare il trattamento, con il limite del c.d. minimo vitale. Questo viene calcolato togliendo dalla pensione una quota pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale: della parte restante il debitore ne può prendere 1/5.

Mentre per quanto riguarda lo stipendio, il limite viene calcolato nella misura dei 4/5 dello stipendio, il creditore dunque può aggredire solamente il 20% del tuo stipendio.

Tuttavia, come evidenziato dall’Agenzia delle Entrate, infatti, la quota pignorabile può subire delle variazione a seconda dell’importo della pensione/stipendio:

  • 1/10 dello stipendio/pensione se l’importo non supera i 2.500€;
  • 1/7 dello stipendio se l’importo non supera i 5.000€;
  • 1/5 dello stipendio se l’importo è superiore ai 5.000€

Ammortizzatore sociale e reddito di cittadinanza

Passiamo ora ad alcune forme di sussidi che vengono prestati a sostegno dei cittadini che sono in difficoltà economica.

Gli ammortizzatori sociali sono indennità sostitutive dello stipendio, come la Naspi, e sono quindi assoggettati allo stesso regime. Dunque anche essi sono pignorabili. Tuttavia, tra questi ammortizzatori, risulta impignorabile, invece, l’indennità di mobilità in quanto questa rappresenta un trattamento di tipo previdenziale.

Mentre per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza e per la Pensione di cittadinanza, anche in questo caso vale la regola prevista per gli altri incentivi. Il fisco non può pignorare più di 1/5 dell’importo.

Oggetti non pignorabili

Come abbiamo affermato inizialmente il pignoramento del fisco non può estendersi a tutti i beni mobili, alcuni infatti sono espressamente esclusi. Tra questi vi rientrano i beni indispensabile o di valore affettivo e sono:

Facendo riferimento all’art.514 c.p.c, è possibile affermare  l’assoluta impignorabilità per i seguenti beni:

  • Anello nuziale;
  • Vestiti;
  • Letti;
  • Utensili utili per la casa e la cucina e relativo mobile per il loro contenimento;
  • Tavoli necessari per consumare i pasti e relative sedie;
  • Armadi guardaroba;
  • Frigorifero;
  • Stufe e fornelli;
  • Cose sacre utili all’esercizio del culto;
  • Commestibili e combustibili necessari per un mese di sopravvivenza;
  • Armi e oggetti utili al debitore per l’adempimento di un pubblico servizio;
  • Decorazioni al valore, lettere, registri e scritti di famiglia;
  • Animali domestici o per il supporto alla persona.

Anche determinati crediti non possono essere oggetto di pignoramento:

  • Crediti alimentari ottenuti in fase di separazione;
  • Sussidi di grazia o sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri;
  • Sussidi statali per maternità, malattie o funerali;
  • Enti essenziali;
  • Fonti di reddito desinati al sostentamento di persone indigenti;
  • Assegni familiari;
  • Crediti maturati da rapporti di lavoro sono tutti impignorabili sino alla sogna corrispondente all’entità dell’assegno sociale (praticamente non possono essere pignorate le somme utili per la sopravvivenza.

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Avvocato "Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

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