Contribuzione INPS del socio amministratore di SRL

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Il socio amministratore di SRL che esercita anche l’attività imprenditoriale partecipando concretamente all’attività lavorativa della società è tenuto al versamento dei contributi. Si tratta dei contributi alla Gestione Separata, per la quota dei suoi compensi, ed anche alla Gestione Commercianti o artigiani dell’INPS per la sua attività di socio lavoratore. 

La Pianificazione Fiscale passa attraverso l’attenta analisi della propria impresa per capire eventuali margini di intervento per l’ottimizzazione delle uscite.

Da questa analisi passa anche l’aspetto contributivo che interessa i soci amministratori di SRL. Questi soggetti, infatti, sono tenuti ad adempiere ad una doppia contribuzione INPS.

I contributi INPS rappresentano le quote della retribuzione (in caso di lavoro subordinato) o del reddito da lavoro (in caso di lavoro autonomo) destinate al finanziamento delle prestazioni previdenziali ed assistenziali previste dalla legge.

I soggetti che esercitano contemporaneamente un’attività da cui percepiscono:

  • Redditi assoggettabili alla gestione separata
  • Redditi assoggettabili altra attività imprenditoriale (con obbligo di iscrizione alla gestione commercianti o artigiani)

sono tenuti a imposizione contributiva nell’ambito di entrambe le gestioni. 

Questa disciplina si rende applicabile anche ai soci amministratori di Società a Responsabilità Limitata (SRL) che:

  • Prestano la loro attività prevalente all’interno dell’impresa e
  • Percepiscono un compenso per la loro attività.

Se rientri anche tu in questa categoria di soggetti ti consiglio di non perdere questo articolo sull’argomento. Al termine, se vorrai approfondire la tua situazione troverai il link per metterti in contatto con me.

Vediamo di approfondire meglio questi concetti nel nostro contributo. 

Cominciamo!


GESTIONE COMMERCIANTI INPS: LE REGOLE DI ISCRIZIONE


L’iscrizione alla Gestione Commercianti o Artigiani dell’INPS è possibile al ricorrere di condizioni previste dall’articolo 2, comma 203, Legge n 662/1996.

Si tratta delle seguenti:

  • Essere titolari o gestori in proprio di imprese che siano organizzate o dirette prevalentemente con il proprio lavoro;
  • Avere la piena responsabilità dell’impresa o assumere tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione;
  • Partecipare personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza;
  • Essere in possesso di autorizzazioni, licenze, iscrizioni ad albi necessari per esercitare l’attività d’impresa.

Classico caso del rispetto di tutti questi requisiti è dato dai soggetti che partecipano a Società di Persone (SNC e SAS). Questi soggetti sono di fatto soci, ma anche amministratori, in quanto hanno piena facoltà di operare attivamente per conto dell’impresa. Questi soggetti (tranne l’accomandante di SAS), hanno l’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS.

A differenza delle Società di Persone, nelle Società di Capitali (SRL, SPA, SAPA) non è detto che tutti i soci siano anche amministratori. Il fatto che vi sia una separazione tra proprietà e controllo, determina alcune particolarità, anche per quanto riguarda gli adempimenti previdenziali del socio.

Infatti, in questo caso, uno dei requisiti previsti dalla Legge n. 662/1996 per l’iscrizione alla Gestione Commercianti o Artigiani non trova sempre riscontro. Mi riferisco alla piena responsabilità d’impresa e l’assunzione di tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione.

Inoltre, nelle società di capitali i soci sono limitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, quindi non è possibile l’iscrizione alla gestione dei soci amministratori ma per essi è prevista solo l’iscrizione alla gestione separata INPS.

Vediamo, a questo punto, con maggiore dettaglio, la situazione nelle SRL.

CONTRIBUZIONE INPS PER I SOCI DI SRL

La situazione contributiva del socio di SRL è relativamente semplice. Trattandosi di soggetto che ha investito soltanto “capitale” nell’impresa, non è soggetto ad alcuna forma contributiva. Il socio di SRL, infatti, non può avere poteri gestori e non ha possibilità di lavorare per conto dell’impresa.

Discorso diverso è, invece, quello del socio amministratore di SRL. In questo caso il socio, divenendo anche amministratore della società si carica di poteri gestori. Il socio amministratore di SRL ha pieni poteri gestori, e quindi, come nel caso delle Società di Persone opera per conto della società.

Sul punto la Legge n 662/96 non ha previsto il requisito della piena responsabilità per l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. Questo significa che il socio amministratore di SRL è obbligato ad iscriversi alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS.

CHE COSA ACCADE SE IL SOCIO AMMINISTRATORE DI SRL PERCEPISCE UN COMPENSO AMMINISTRATORE?

Come anticipato, il socio amministratore di SRL ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS. Questo significa che il socio amministratore è chiamato ogni anno a versare contributi previdenziali in relazione alla quota di reddito societario a lui fa riferimento.

Oltre a questo, qualora al socio amministratore venga attribuito un “compenso amministratore” da parte dell’assemblea dei soci, vi è una conseguenza. Quel compenso, da un punto di vista previdenziale deve essere soggetto ad altra forma previdenziale. Mi riferisco alla contribuzione alla Gestione Separata INPS.

La Gestione Separata INPS è una gestione previdenziale che prevede il versamento dei contributi in percentuale sul reddito. Per il compenso amministratore:

  • 1/3 dei contributi dovuti è a carico dell’amministratore attraverso una trattenuta dalla busta paga;
  • 2/3 dei contributi dovuti sono a carico dell’azienda (SRL) che eroga il compenso amministratore.

Quindi i soci amministratori di SRL devono adempiere a due tipi di contribuzione INPS:

  • Quella relativa alla gestione commercianti o artigiani e
  • Quella relativa alla gestione separata Inps per i compensi di amministratori corrisposti.

LA DOPPIA CONTRIBUZIONE OBBLIGATORIA PER IL SOCIO AMMINISTRATORE DI SRL

Per capire meglio la questione occorre obbligatoriamente effettuare un passo indietro.

Negli anni la posizione dell’INPS è sempre stata quella di sostenere l’obbligatorietà di doppia contribuzione per il socio amministratore e lavoratore di SRL. Questo soggetto era tenuto ad iscrizione e versamento dei contributi previdenziali:

  • Sia alla Gestione Commercianti o Artigiani, per l’attività come socio lavoratore;
  • Sia alla Gestione Separata per il compenso amministratore percepito.

Questa tesi sostenuta dall’INPS ha visto contrapposta la giurisprudenza di legittimità (Cassazione, sentenza n. 3240/2010). La Suprema Corte sosteneva l’applicabilità dell’articolo 1, comma 208 della Legge n 662/96 solo se l’attività nella SRL era svolta in maniera prevalente. La prevalenza doveva essere valutata in relazione a tutte le attività svolte dal soggetto.

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IL CONCETTO DI PREVALENZA

La questione è stata poi definitivamente chiarita con l’entrata in vigore del DL n 78/2010. Tale norma ha fornito una interpretazione autentica delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 208, della Legge n 662/96.

L’articolo 12, comma 11, del DL n 78/10, stabilisce l’interpretazione dell’articolo 1, comma 208, Legge n 662/96. In particolare, le attività autonome per le quali opera il principio dell’iscrizione alla gestione INPS sono quelle svolte in maniera prevalente.

Questo significa che ogni qualvolta il socio amministratore di SRL presti attività nella società in modo prevalente rispetto ad altre attività da lui svolte, abbia l’obbligo di contribuzione INPS.

Allo stesso modo, qualora il socio amministratore abbia una attività prevalente rispetto a quella di operare nella SRL, per lui non vi sarà obbligo di iscrizione INPS. Classico caso è quello del socio amministratore che contemporaneamente svolge attività di lavoro dipendente presso altra azienda.

Queste considerazioni riguardano solo l’obbligo relativo alla Gestione Artigiani e Commercianti. Restano esclusi, quindi, gli obblighi relativi alla Gestione Separata. Questa, ai sensi dell’articolo 2, comma 26, Legge n 335/95 rimane obbligatoria in caso di amministratori di SRL che percepiscono un compenso.

COSA SI INTENDE PER PREVALENZA DELL’ATTIVITA’ SVOLTA?

Aspetto dirimente nella questione della doppia contribuzione INPS del socio amministratore di SRL è il concetto di prevalenza.

E’ opportuno, quindi, capire in che termini deve essere valutata la prevalenza dell’attività svolta dal socio amministratore. Negli anni, il concetto di prevalenza è stato poi, di fatto, sostituito dal concetto di abitualità e di professionalità della prestazione lavorativa.

Quindi, per determinare se vi sia o meno l’obbligo della doppia iscrizione e, conseguentemente della doppia contribuzionela risposta non può che essere positiva qualora sussistano contemporaneamente in capo allo stesso soggetto, rispettivamente le funzioni di:

  • Socio Amministratore con conseguente obbligo di iscrizione Gestione Separata per il compenso erogato (lavoro autonomo);
  • Socio-lavoratore con prestazioni personali e abituali a favore della società. Con conseguente obbligo di iscrizione gestione commercianti (attività d’impresa).

SOCIO AMMINISTRATORE DI SRL CON DOPPIA ATTIVITA’

Stante quanto abbiamo appena detto, il socio amministratore di SRL che partecipa all’attività lavorativa nella società è tenuto al versamento della doppia contribuzione alla:

  • Gestione commercianti o artigiani di cui alla Legge n. 613/1966;
  • Gestione separata Inps, di cui all’articolo 2 della Legge n. 335/1995.

Questo aspetto è stato chiarito anche dalla circolare n. 78/2013, l’INPS. Questa circolare prende in esame caso di socio amministratore di SRL o, più in generale, di un soggetto che svolga un’attività che lo obbliga all’iscrizione nella gestione separata INPS e una sola attività imprenditoriale (commerciante, artigiano o coltivatore diretto) che lo obbliga all’iscrizione nella corrispondente gestione commercianti o artigiani.

In questo caso, poiché il soggetto svolge una sola attività imprenditoriale, il criterio della prevalenza non ha ragione di essere applicato.

Così, il socio amministratore di SRL, che svolge attività di commerciante nella sua impresa, come amministratore è tenuto ad iscriversi nella gestione separata, e come commerciante è tenuto ad iscriversi anche nella gestione commercianti. Questo a condizione che partecipi personalmente ed abitualmente al lavoro aziendale.

In questo caso non è applicabile il richiamo al principio della prevalenza, considerato che l’attività di socio lavoratore è l’unica attività imprenditoriale svolta.

Pertanto, nel caso del socio amministratore di SRL che percepisca compensi e che svolga una sola attività imprenditoriale vi è certamente l’obbligo di iscrizione alla gestione separata. Mentre l’obbligo di iscrizione alle gestioni commercianti, artigiani o coltivatori diretti è subordinata alla condizione della abitualità della prestazione lavorativa di natura imprenditoriale. E’ irrilevante, quindi, che questa sia o meno prevalente rispetto a quella di amministratore.

Va da sé che, se il socio è un lavoratore dipendente a tempo pieno, l’attività prevalente non può che essere quella da lavoratore subordinato.


L’ABITUALITA’ NELL’ATTIVITA’ DI SOCIO AMMINISTRATORE DI SRL

Nel caso del socio amministratore di SRL, che svolga una sola attività tra quelle di commerciante, ai fini dell’obbligo dell’iscrizione nella corrispondente gestione, diventa cruciale, valutare con la massima attenzione il carattere personale e abituale dell’attività lavorativa del socio.

 Per quanto riguarda la verifica del carattere della abitualità, la circolare n. 78/2013 offre, alcune linee guida per valutarla:

  • Sistematicità e reiterazione della prestazione, che potrebbe essere anche di breve durata, di poche ore al giorno e non tutti i giorni;
  • L’abitualità può manifestarsi anche nella realizzazione di un singolo affare diretto al conseguimento di un profitto e che richieda una organizzazione complessa e articolata;
  • Presenza o assenza di altri dipendenti, secondo il suggerimento della Cassazione, sentenza 11685/2012, che ritiene legittima la valutazione del giudice di merito di ritenere provata la condizione dell’abitualità dalla circostanza che l’impresa fosse affidata al lavoro di due soli soci;
  • L’attività lavorativa può avere tanto un contenuto esecutivo, quanto un contenuto organizzativo e direzionale, contenuti che vanno indagati entrambi.

SOCIO AMMINISTRATORE DI SRL: COME EVITARE LA DOPPIA CONTRIBUZIONE

Arrivati a questo punto vorrei fare un riepilogo della situazione, per verificare quando è necessario versare i contributi INPS.

In particolare mi vorrei concentrare su un aspetto su cui spesso vengo chiamato ad offrire consulenza.

Mi riferisco alla possibilità di evitare la doppia contribuzione INPS del socio amministratore di SRL.

Sul punto, stante quanto detto in precedenza, occorre verificare quando si è obbligati a versare i contributi (artigiani e commercianti) INPS.

L’iscrizione a questa gestione previdenziale è dovuta quando si verificano contemporaneamente questi due requisiti:

  • Esercitare un’attività iscrivibile alla gestione artigiani e commercianti INPS;
  • Essere un socio / lavoratore della SRL.

In sostanza, se riesci a non verificare uno di questi due requisiti, sicuramente puoi essere esonerato dalla doppia contribuzione INPS.

Proviamo a vedere in dettaglio questi due requisiti.

ATTIVITA’ ISCRIVIBILE ALLA GESTIONE ARTIGIANI COMMERCIANTI INPS

Quali sono, quindi in concreto, le attività che portano all’iscrizione alla gestione artigiani e commercianti INPS?

Si tratta delle seguenti:

  • Attività commerciali in senso proprio e attività ausiliarie del commercio;
  • Attività di servizi e del turismo;
  • Oppure, attività di assicurazione e di promozione finanziaria.

Praticamente restano escluse solo le attività professionali e le attività industriali.

Ed è proprio qui che devi prestare attenzione. Infatti, devi verificare se puoi inquadrare la tua azienda come “attività industriale“.


Infatti

se inquadri la tua azienda come “attività industriale” non sei tenuto all’iscrizione alla gestione artigiani e commecianti INPS.

L’errore che commettono molti imprenditori è quello di richiedere volontariamente l’iscrizione come Artigiani.

Il fatto è che l’iscrizione come impresa artigiana ha delle facilitazioni per quanto riguarda i contratti di lavoro per i dipendenti. In sostanza, l’impresa artigiana paga minori contributi sulle buste paga dei dipendenti.

Tuttavia, questo vantaggio, porta con se il fatto di rendersi iscrivibili alla gestione artigiani INPS.

Che cosa fare quindi? Verifica l’attività che concretamente svolgi.

Ti faccio qualche esempio.

Se importi dall’estero prodotti per venderli nei tuoi negozi allora sei sicuramente un commerciante (ovvero paghi INPS).

Se invece acquisti dei semilavorati e poi termini la produzione qui in Italia allora non sei più un commerciante. Diventi un “produttore che vende”.

In questo caso puoi liberamente scegliere di iscriverti come industria, invece che come artigiano.

In questo caso la differenza tra industria e commercio è proprio la soluzione per pagare meno contributi INPS!!!

Questo è il mio consiglio:

Se l’attività che svolgi prevede la realizzazione di un oggetto che vendi inquadrati come industria e non come artigiano. In questo modo puoi evitare il pagamento dei contributi INPS.

ESSERE UN SOCIO LAVORATORE DELLA SRL

Il secondo requisito per essere obbligato a pagare i contributi INPS è quello di essere un socio lavoratore.

Il socio lavoratore è una persona che lavora dentro all’azienda.

Quando parlo di “lavoro in azienda” mi riferisco ad una attività svolta in modo abituale e continuativo.

Solitamente si parla dell’amministratore o di un socio di minoranza che opera con contratto di lavoro dipendente nella società.

In pratica se la tua SRL si occupa di ingegneria e tu sei l’amministratore che firma tutti i progetti, sei un socio lavoratore. Quindi sei obbligato ad iscriverti all’INPS.

Come fai allora a pagare meno contributi INPS?

In questo caso devi valutare se ti è possibile ridurre la tua quota di partecipazione nell’azienda!

In pratica i contributi INPS artigiani e commercianti vanno calcolati sulla tua percentuale di partecipazione all’azienda.

Se la tua azienda fai 100K di utili e tu hai il 90% delle quote della società allora il tuo INPS sarà calcolato su 90K.

Il 25% di contributi INPS su 90K di “quota di reddito” sono quasi 23K di INPS ogni anno.

Si tratta sicuramente di una bella cifra!

Se le quote che detieni vengono intestate ad un altra persona, improvvisamente il tuo reddito INPS scende e con esso anche la quota di contributi che devi versare.

Insomma, minore è la quota societaria che detieni, minore è la quota di contributi che devi versare!

In questo caso non è possibile evitare la contribuzione, ma almeno è possibile ridurre di molto la quota dei contributi dovuti.


SOLUZIONI PER EVITARE LA DOPPIA CONTRIBUZIONE INPS

Tieni conto che se la tua attività è iscrivibile all’INPS e lavori per la società, anche se la tua quota di partecipazione è minima i contributi INPS sono dovuti.

L’INPS, infatti, ti chiede di versare contributi fissi per circa € 3.800 annue, che coprono fino a € 15.000 di quota di reddito societario a te riferita.

Quindi, anche se la tua quota della SRL è del 2% ed il tuo reddito INPS è ad esempio di € 5.000 devi pagare comunque la quota fissa INPS.

Quello che mi chiederai è se è possibile ridurre a zero la quota di contributi da versare.

L’unica soluzione è quella di non essere socio della SRL, ma soltanto amministratore.

Ad esempio puoi fare in modo che le quote siano detenute da una persona di tua fiducia (ad esempio un familiare). La tua attività, è quella di essere amministratore (non socio) della società.

In questo modo puoi svolgere la tua attività per la società, senza dover versare un euro di contributi INPS.

Naturalmente, per evitare la contribuzione alla gestione separata INPS, la tua attività dovrà essere senza compenso.

Già, infatti, non c’è alcuna norma che obbliga l’amministratore di una SRL a ricevere un compenso. Il compenso, infatti, è deliberato dall’Assemblea dei soci. Se questa non prevede la concessione di un compenso, l’amministratore opera a titolo gratuito.

Questa è la soluzione migliore per la neutralizzazione dei contributi INPS dovuti su una SRL.


DOPPIA CONTRIBUZIONE DEL SOCIO AMMINISTRATORE DI SRL: CONCLUSIONI

In questo articolo ho cercato di riepilogarti la disciplina legata alla doppia contribuzione INPS del socio amministratore di SRL.

Se ti trovi in questa fattispecie il doppio obbligo previdenziale sicuramente è un aspetto da non sottovalutare. Soprattutto da un punto di vista finanziario le uscite potrebbero arrivare ad essere rilevanti.

La Gestione Commercianti ed Artigiani INPS prevede, infatti, che il versamento contributivo sia basato sul reddito societario spettante al socio. Questo significa che se la SRL ha un reddito di € 100.000 e la tua quota come socio è del 50% dovrai versare i contributi su € 50.000.

Il versamento contributivo su questa quota è indipendente dal fatto che il socio abbia avuto davvero a disposizione questa cifra. L’SRL, infatti, potrebbe anche non aver erogato questa quota al socio. Socio che, comunque, si trova gravato da questo onere contributivo.

Per questo motivo, è opportuno valutare bene, al momento della costituzione della tua SRL, la corretta struttura di corporate governance. Questo al fine di “gestire” correttamente la contribuzione INPS.

Quello che voglio dirti è che vi è la possibilità di eliminare la “problematica” della doppia contribuzione INPS del socio amministratore di SRL. Tuttavia, per poterlo fare è necessaria una attenta analisi della tua struttura societaria.

Se hai letto questo articolo e ti sei reso conto che hai bisogno di una analisi della tua società per migliorare questo aspetto ed eliminare la doppia contribuzione, contattami!

Segui il link seguente e mettiti direttamente in contatto con me. Ti risponderò nel più breve tempo ed insieme organizzeremo una call per risolvere i tuoi problemi.

Non aspettare!

209 COMMENTI

  1. Si tratta di due gestioni previdenziali diverse, ma se vi sono alcuni requisiti può ottenere l’esenzione dalla gestione commercianti.

  2. buongiorno ma un Amministratore di 2 società Srl che versa Inps tassazione separata per la società dove percepisce emolumento è tenuto a versare INPS anche nella seconda dove non percepisce nulla e dove non ha attività prevalente ?

  3. Salve Rosa, la gestione separata INPS si versa solo ove è stato deliberato il compenso amministratore. Cosa diversa è per i contributi dovuti alla gestione commercianti INPS.

  4. Buongiorno,
    un soggetto è amministratore di una SNC ed è allo stesso tempo amministratore (lavoratore parasubordinato) di una srl.
    Il soggetto devi iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti o alla Gestione Separata?

    Nel caso in cui la SNC verrebbe messa in liquidazione e poi cancellata, a quale gestione INPS dovrà versare?

  5. Salve Antonella, in quello che mi scrive non ho tutte le informazioni per rispondere in modo completo, serve una analisi con maggiori dettagli, comunque per la SNC occorre l’iscrizione alla gestione commercianti, obbligatoriamente. Per tutte le altre opzione, in questo momento posso dirle solo “dipende”, da una serie di variabili- Se vuole sono a disposizione per una consulenza.

  6. Buongiorno sono amministratore di una srls senza compenso , perché lavoro in un’altra azienda dove sono messo in regola e pagano i versamenti Inps , mi e arrivato di pagare l’INPS della società dove faccio l Amministratore posso fare reclamo grazie

  7. Salve,
    nel caso di SRL, con 3 dipendenti che fanno tutta l’attivita operativa e 2 Soci non lavoratori di cui uno amministratore senza compenso, si è nella situazione di non dover pagare nulla di INPS nè alla gestione separata nè a quella commercianti ?

    Pagando solo ires, irap e imposta al 26% sulla distribuzione degli tuili?

    Grazie

  8. buongiorno,
    sono socia di una srl , sono iscritta alla gestione commercianti Inps e pago i contributi come tale. Adesso vorrei aprire una partita iva regime forfettario come procacciatrice di affari ( attività non prevalente ).
    quando farò la dichiarazione dei redditi dovrò assoggettare ad inps sia il reddito della srl che quello dell’attività secondaria ? oppure vige il principio della prevalenza ?
    grazie

  9. Salve,
    in una società nel settore industriale con 4 soci e un cda formato dagli stessi, per gli amministratori sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione artigiani e commercianti INPS? grazie

  10. Salve Giuseppe, se l’impresa appartiene al settore industria non vi è obbligo di iscrizione alla gestione artigiani e commercianti, ma la situazione dell’azienda deve essere verificata per averne certezza.

  11. Salve, ho una partita Iva come consulente informatico e sono quindi iscritto alla gestione separata INPS per la quale pago i contributi in base al reddito. Separatamente a questa attività sono socio ed amministratore di una SRL per la quale non percepisco alcun compenso. Non avendo mai percepito alcuna somma (neanche dividendi) devo pagare l’INPS?
    Grazie anticipatamente.
    Andrea

  12. Salve, vorrei chiedere un’informazione. Perché ai fini della contribuzione INPS viene considerato l’utile della srl? E se l’utile è accantonato e non distribuito? Anche perché un amministratore di srl non può nemmeno iscriversi come dipendente e avere una busta paga. Pertanto dovrebbe pagare i contributi su una quota di utile che non ha percepisce da quello che risulterebbe nel articolo.

  13. Salve dott. Migliorini,

    Dovendo costituire una SRL avente per scopo la fornitura di servizi nel campo dell’architettura, mi pare di capire che l’architetto amministratore senza compenso e “non socio”, assunto comunque per le sue prestazioni professionali per lo scopo della società, deve versare soltanto i contributi INARCASSA. È corretto?

    Nel caso lo stesso avesse la qualifica di “socio” per quota minima dovrebbe versare all’INPS anche € 3.800 che coprirebbero fino a € 15.000 di utili societari spettanti, ma a quale fondo? Sempre INARCASSA?

    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

  14. L’architetto amministratore senza compenso non ha contribuzioni legate alla società, a meno che non sia anche socio. Se vuole approfondire sono a disposizione in privato per una consulenza.

  15. Buongiorno,
    Sono socio unico e amministratore unico di una srls da un anno (ho una dipendente full time che si occupa di tutto) io personalmente non partecipo al lavoro in azienda. Ho chiesto l’iscrizione alla gestione commercianti con l’iscrizione alla camera di commercio ma non ho ancora ricevuto nulla dopo un anno. Il mio commercialista dice che siccome non faccio nessun tipo di lavoro operativo non devo essere iscritto alla gestione commercianti. Cosa ne pensa?

  16. Salve Omar, nella sua posizione o ci sono situazioni oggettive di esenzione oppure l’iscrizione deve avvenire alla gestione commercianti. Consiglio di contattare l’INPS per verificare lo stato della pratica.

  17. Buonasera Federico,
    Innanzitutto, complimenti come sempre per la chiarezza e completezza dell’argomento trattato.
    Avrei i seguenti dubbi per un socio amministratore di Srl con compenso.
    Versa alla gestione commercianti come socio lavoratore sulla quota di reddito della Srl
    Versa alla gestione separata sul compenso
    1) è una società che si occupa di disegnare collezioni di moda: è corretto che sia nella gestione commercianti/artigiani?
    2) Per entrambe le gestioni versa fino al massimale, ossia fino a concorrenza di 102K per anno per ognuna?
    3) l’amministratore versa alla gestione separata con l’aliquota ridotta visto che versa già a quella commercianti?

    grazie mille in anticipo!

    Alex

  18. Salve Alex, per la prima domanda occorre maggiore dettaglio per rispondere, ma l’attività sembra possa rientrare tra quella artigiana. L’importo, eventualmente dovuto si versa fino al raggiungimento del massimale. Se vi è ulteriore gestione nella gestione separata si può sfruttare l’aliquota ridotta.

  19. Buongiorno Federico, in caso di apertura di SRL nel settore industria (attività produzione di energia elettrica da un impianto costruito dalla società stessa) con 2 soci, per semplcità al 50% ciascuno, amministratori (o un socio amministratore unico), tecnicamente esiste la possibilità di farlo se non ci sono dipendenti (l’impianto è costruito da fornitori e collaboratori), o l’inps richiede di iscrivere almeno un socio con una posizione INPS in sede di apertura della società?
    Grazie in anticipo per la disponibilità e per la chiarezza dell’articolo!

  20. Salve Marco, l’INPS non ha richieste, dipende dalla struttura della società che si costituisce l’obbligo o meno di iscrizione alle gestioni previdenziali INPS. Tutto sta nel trovare l’assetto organizzativo corretto per la vostra attività.

  21. Buongiorno Federico,
    Un socio unico ed amministratore unico di srl con attività commerciale di servizi di ingegneria, con iscrizione ad Inarcassa (ingegnere). Paga inarcassa sul compenso amministratore (attività tipica).
    La domanda è la seguente: siccome tra i requisiti di inarcassa vi è la non iscrizione ad altra previdenza, se deve versare i contributi alla gestione commercianti inps sulla quota di imponibile della srl in quanto socio-lavoratore, rischia di doversi cancellare da inarcassa?
    ciò potrebbe avvenire anche con effetto retroattivo a seguito di verifica dell’inps, in caso di mancato versamento alla gestione commercianti?
    grazie e cordiali saluti.
    Alex

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