Compensi percepiti da consulente dell’UNICEF imponibili 

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Chiarimenti sul trattamento fiscale dei compensi percepiti da consulenti UNICEF alla luce della Risposta n. 9/E/25 dell'Agenzia delle Entrate.

La risposta ad interpello n. 9/E/25 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito al trattamento fiscale dei compensi percepiti in Italia da consulenti (Individual Contractors) dell’UNICEF. Il caso specifico riguarda una cittadina italiana residente in Italia che svolge la propria attività a Roma presso l’avamposto dell’ufficio UNICEF di Ginevra. La consulente percepisce pagamenti per specifici risultati (deliverables) in base a un contratto a tempo determinato. La questione centrale sollevata riguarda l’applicabilità dell’esenzione da tassazione in Italia, spesso associata agli stipendi provenienti dalle Nazioni Unite, e la potenziale necessità di aprire una partita Iva. Analizziamo di seguito i punti chiave emersi dalla risposta dell’Agenzia delle Entrate.

La natura del contratto di consulenza ed esclusione dall’esenzione fiscale

Un aspetto fondamentale evidenziato dall’Agenzia delle Entrate riguarda la qualifica contrattuale della lavoratrice. Nel caso specifico, l’istante è stata assunta come “Consultant (Individual Contractor)“, una figura distinta dal personale di staff dell’UNICEF. Come specificato nell’Allegato III del contratto, il consulente non è considerato un membro dello staff ai sensi delle Staff Regulations delle Nazioni Unite e delle politiche UNICEF, né un funzionario ai fini della Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite.

Proprio questa distinzione è cruciale. L’esenzione fiscale prevista per gli stipendi pagati dalle Nazioni Unite ai propri funzionari non si estende automaticamente ai consulenti esterni. L’Agenzia delle Entrate ha chiaramente affermato che, in assenza del requisito soggettivo di essere un funzionario ONU, l’esimente fiscale non è applicabile. Di conseguenza, i compensi percepiti dalla consulente UNICEF residente in Italia sono soggetti a tassazione in Italia, in base alla potestà impositiva dello Stato italiano.

Obbligo di apertura della partita Iva

L’Istante ha inoltre sollevato il quesito sull’eventuale obbligo di apertura della partita Iva. In merito a ciò, l’Agenzia delle Entrate ha richiamato l’articolo 5 del DPR n. 633 del 1972, che definisce l’ambito soggettivo dell’Iva. Tale normativa stabilisce che l’apertura della partita Iva è necessaria per chi esercita un’attività economica o professionale in modo abituale e continuativo.

Nel caso specifico, il contratto di consulenza prevede una prestazione lavorativa continuativa per un periodo determinato e pagamenti per deliverables. Sebbene la risposta non fornisca una conclusione definitiva sull’obbligo di apertura della partita Iva per l’istante, essa sottolinea il criterio dell’abitualità e della continuità nell’esercizio dell’attività. Sarà quindi necessario valutare attentamente le caratteristiche specifiche della prestazione e la sua reiterazione nel tempo per stabilire se sussista l’obbligo di apertura della partita Iva. Nella prassi operativa, solitamente si propende proprio per questo tipo di soluzione per regolamentare i compensi percepiti dai consultant esterni di organizzazioni internazionali.

Consulenza fiscalità internazionale

La Risposta n. 9/E/25 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce un aspetto importante relativo alla tassazione dei compensi percepiti da consulenti UNICEF residenti in Italia. La distinzione tra personale di staff e consulenti esterni è determinante ai fini dell’esenzione fiscale, che non si applica a quest’ultima categoria in assenza della qualifica di funzionario ONU. Per quanto riguarda l’obbligo di apertura della partita Iva, è fondamentale analizzare la natura abituale e continuativa dell’attività svolta. La portata di questa risposta è rilevante anche perché, per analogia, può essere applicabile anche a posizioni dello stesso livello per altre organizzazioni internazionali.

Considerata la specificità della normativa fiscale e la particolarità di ogni singola situazione lavorativa, si raccomanda vivamente ai consulenti che si trovino in una situazione analoga di richiedere una consulenza fiscale personalizzata. Un professionista esperto di fiscalità internazionale può analizzare nel dettaglio il contratto di lavoro e la tipologia di attività svolta per fornire indicazioni precise sugli obblighi fiscali e previdenziali in Italia, inclusa la valutazione della necessità di aprire o meno la partita Iva. Non esitate a contattarci per una consulenza approfondita con me.

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    Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.
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