L’attività di commercio ambulante è un attività di vendita al dettaglio effettuata su aree pubbliche. L’attività può essere con sede fissa, oppure itinerante. Di seguito tutte le informazioni utili per avviare questa attività.

L’attività di commercio ambulante, meglio definita come “commercio al dettaglio su area pubblica” è disciplinata dagli articoli da 27 a 30 del D.Lgs. n. 114/98.

La legge stabilisce alcuni principi generali, rimandando alle singole Regioni la programmazione dello sviluppo commerciale e la definizione dei relativi criteri di pianificazione urbanistica.

Cosa è necessario sapere per poter avviare un’attività di commercio ambulante? Quale normativa fiscale applicare? Quali le licenze che sono richieste e come trovare un posteggio?

Commercio Ambulante

Di seguito, in questo contributo, vado ad analizzare gli adempimenti amministrativi e fiscali legati all’apertura di una attività di commercio ambulante.

Siete pronti?! Si comincia

Il commercio ambulante: tipologie di attività e licenza

Se desideri avviare un’attività di commercio ambulante devi sapere che l’attività di commercio al dettaglio può essere svolta, alternativamente, nei seguenti modi:

  • Su aree private in sede fissa;
  • All’interno di negozio;
  • Su aree pubbliche, come commercio ambulante;
  • Con modalità speciali.

L’attività di commercio ambulante, o commercio su area pubblica è una attività di vendita di merci al dettaglio, effettuata su aree di proprietà pubblica. Per aree pubbliche si intende su piazzole (o posteggi) assegnati. In alternativa, il commercio ambulante può essere svolto anche in forma itinerante.


ATTENZIONE!
Sul punto, appare opportuno soffermarsi sul fatto che si parla di commercio ambulante soltanto quando l’attività viene svolta su aree pubbliche, come piazzole e posteggi. Oppure, se l’attività è svolta in modo itinerante. L’attività svolta in aree private non assume la qualifica di commercio ambulante.

Ai sensi dell’articolo 27 del D.Lgs. n. 114/98 per commercio ambulante si intende:

attività di vendita di merci al dettaglio (anche somministrazione alimenti e bevande) effettuate su aree pubbliche, attrezzate o meno, coperte o scoperte

Naturalmente la possibilità di vendita su aree pubbliche necessita di una preventiva autorizzazione da parte del Comune.

La licenza per il commercio ambulante

L’avvio di un’attività economica di tipo imprenditoriale legata al commercio ambulante richiede, necessariamente la richiesta della licenza in Comune. Si tratta di una autorizzazione amministrativa che il Comune rilascia per l’esercizio dell’attività nelle proprie aree pubbliche.

Se operi su più comuni, inevitabilmente, dovrai richiedere ad ogni comune la propria licenza per l’esercizio dell’attività su quel suolo comunale.

L’autorizzazione amministrativa può essere di due tipi, a seconda che l’attività di commercio ambulante sia svolta su posteggio fisso o in forma itinerante.

In particolare le autorizzazioni che si possono ottenere sono:

  • Autorizzazioni per il commercio ambulante con sede fissa;
  • Autorizzazione per il commercio ambulante in forma itinerante.

L’autorizzazione comunale per il commercio ambulante con sede fissa

L’autorizzazione per il commercio ambulante con sede fissa viene rilasciata dal Comune competente per territorio ed è concessa per un preciso giorno in un certo mercato o fiera.

Questo tipo di autorizzazione riguarda l’acquisizione del diritto ad avere un posto fisso in un mercato per 10 anni. Periodicamente ogni Regione pubblica sul BUR l’elenco dei posteggi liberi, suddivisi per ogni comune. I soggetti interessati dovranno presentare domanda (con marca da bollo di €. 14,62) al Sindaco del proprio Comune di appartenenza, che assegnerà il posto in un mercato.

Questo tipo di autorizzazione permette di esercitare la vendita ambulante nella stessa Regione e di partecipare a fiere in tutta Italia.

L’autorizzazione comunale per il commercio ambulante in forma itinerante

L’autorizzazione per il commercio ambulante in forma itinerante viene rilasciata dal Comune di residenza del richiedente, consente l’esercizio in forma itinerante in tutto il territorio nazionale, nelle fiere, nei mercati ma limitatamente ai posteggi non assegnati o provvisoriamente non occupati dai titolari.

Non vengono più concesse autorizzazioni temporanee e straordinarie. In presenza dei requisiti richiesti le autorizzazioni vengono automaticamente concesse, senza bisogno di partecipare al bando regionale, sarà sufficiente effettuare domanda al Sindaco del proprio Comune.

L’autorizzazione è gratuita!
E’ stata abolita sia la tassa di rilascio che quella di rinnovo. Per informazioni più approfondite su autorizzazioni, concessioni di posteggi o trasferimenti occorre rivolgersi al Comune di residenza. Il commercio su aree pubbliche in forma itinerante è svolto con mezzi mobili e con soste limitate.

Attività escluse dal commercio ambulante

Non rientrano nel settore del commercio sulle aree pubbliche le seguenti attività:

  • Coloro che esercitano esclusivamente la vendita a domicilio. Forma di vendita disciplinata nell’ambito del commercio al dettaglio in sede fissa;
  • Gli agricoltori i quali esercitano sulle aree pubbliche la vendita dei prodotti agricoli. Ai sensi del Decreto legislativo 228/2001, ferme restando le disposizioni relative alla concessione dei posteggi e alle soste per l’esercizio dell’attività in forma itinerante. I medesimi soggetti devono comunque essere in possesso di documentazione probante la SCIA e il rispetto della normativa igienico-sanitaria.

Commercio ambulante e articoli in vendita

L’attività di commercio ambulante permette di offrire la vendita al dettaglio di diversi tipi di articoli: abbigliamento, prodotti per la casa, calzature, generi alimentari (frutta, verdura), fiori, ecc. Tuttavia, i venditori ambulanti sono esclusi dalla vendita di gioielli, superalcolici e armi.

Per quanto riguarda la vendita di alimentari e la somministrazione di alimenti e bevande in forma ambulante, la licenza e i requisiti professionali richiesti sottostando alla tipologia specifica.

Se si esercita il commercio su area pubblica senza autorizzazione o fuori dal territorio previsto dall’autorizzazione stessa, si è puniti con la sanzione amministrativa prevista e con la confisca delle attrezzature e della merce. In casi specifici l’autorizzazione può essere sospesa.

I Comuni stabiliscono gli orari del commercio sul suolo pubblico che normalmente sono gli stessi del commercio al dettaglio in sede fissa.

Procedure di inizio attività per commercio ambulante

L’attività di venditore ambulante può essere esercitata sia dalle ditte individuali che dalle società di persone (siano essere Sas o Snc), ma anche dalle società di capitali e dalle cooperative.

Dato il tipo di attività, la forma giuridica più semplice e più utilizzata è sicuramente l’impresa individuale (di cui all’articolo 2082 c.c.), o quella dell’impresa familiare (di cui all’articolo 230-bis c.c.).

In ogni caso, qualsiasi sia la forma con la quale intendete avviare questo tipo di attività, e per la quale è opportuno confrontarsi con un dottore Commercialista, esperto nel settore, vi sono una serie di adempimenti fiscali, previdenziali ed assistenziali che è opportuno mettere in atto, per avviare l’attività.

Possesso dei requisiti morali e professionali

Come abbiamo visto per prima cosa è necessario ottenere l’Autorizzazione amministrativa dal Comune, dimostrando di possedere i requisiti morali e soggettivi (e cioè non essere stati dichiarati falliti, non aver riportato condanne penali, ecc.) previsti dalle norme di settore e quelli professionali (per esempio aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio nel settore alimentare.

Oppure aver esercitato in proprio o aver operato alle dipendenze svolgendo attività di vendita nel settore alimentare, per almeno due anni negli ultimi cinque. Oppure essere stato iscritto al REC in uno dei settori previsti negli ultimi cinque anni), che servono per il tipo di commercio che si intende intraprendere.

La verifica dei requisiti morali ed eventualmente professionali spetta al Comune in cui ha sede l’attività.

Chi non è in possesso dei requisiti richiesti per legge, può rivolgersi agli enti di formazione autorizzati e frequentare un corso professionale, al termine del quale dovrà sostenere un esame di idoneità.

Apertura della partita Iva e iscrizione in Camera di Commercio

Una volta ottenuta l’autorizzazione amministrativa alla vendita occorre chiedere l’apertura della Partita Iva all’Agenzia delle Entrate.

Contestualmente deve essere effettuata l’iscrizione presso la Camera di Commercio competente, con il pagamento del diritto annuale (€. 120,00 ).

La ComUnica per avvio dell’attività

Ricordiamo che con la Legge n. 40/07 sono state semplificate le procedure per l’avvio dell’attività di impresa. Infatti, tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al Registro delle Imprese (INPS, INAIL, Agenzia dell’Entrate), possono essere effettuate tramite la sola compilazione della Comunicazione Unica (ComUnica).

Questa procedura permette di effettuare in un’unica operazione tutte le formalità necessarie la costituzione di un impresa commerciale.

Le Camere di Commercio hanno predisposto un apposito sito dedicato ai servizi che possono essere effettuati con la Comunicazione Unica:  http://www.registroimprese.camcom.it, di facile consultazione.

Commercio ambulante: il regime fiscale

L’avvio dell’attività comporta anche la scelta del regime fiscale da adottare.

Naturalmente, il regime dipende dalla forma con la quale avete deciso di avviare l’attività: le ditte individuali e imprese familiari potranno scegliere se operare con il regime forfettario. Si tratta di un regime semplificato che prevede minori adempimenti e semplificazioni fiscali e contributive, applicabile per ricavi fino a €. 65.000 (maggiori informazioni potete trovarle qui). Oppure, in alternativa, il regime naturale della contabilità semplificata.

Per quanto riguarda la disciplina previdenziale, per i soggetti che effettuano attività di commercio ambulante è obbligatoria l’iscrizione alla Gestione Commercianti dell’Inps.

Gestione previdenziale che prevede il versamento di contributi fissi annui per circa €. 3.600 (a prescindere dal fatturato). Inoltre è previsto il versamento di contributi  variabili basati sul reddito, quando lo stesso supera il minimale coperto dai contributi fissi.

Per maggiori informazioni e approfondimenti su questo regime contributivo potete consultare questo nostro contributo dedicato: “Contributi Inps artigiani e commercianti“.

Altre informazioni utili

Per tutti i soggetti che vogliono effettuare commercio ambulante riguardante l’attività di vendita, trasformazione, produzione, e trasporto di generi alimentari, è obbligatorio il rilascio dell’autorizzazione sanitaria.

L’autorizzazione sanitaria deve essere richiesta presso l’ufficio igiene del Comune.

La domanda da presentare varia di Comune in Comune. In quanto, ognuno di essi possiede un proprio regolamento specifico in materia di autorizzazioni. Operare senza autorizzazione è quindi illegale, quando si vendono alimenti, anche nel commercio ambulante.

Investimenti e sviluppo dell’attività

Dopo aver delineato ed illustrato gli adempimenti amministrativi necessari ad avviare l’attività di commercio ambulante, riteniamo utile fornire alcuni ceni sugli investimenti e sullo sviluppo economico che possono derivare dal questo tipo di attività.

Avviare un’attività di commercio ambulante può essere una valida alternativa per tutti quei soggetti che vogliono iniziare un’attività di vendita al dettaglio. Senza possedere un adeguato capitale iniziale.

Il vantaggio è quello di iniziare subito a lavorare, cercando poi con il tempo di trovare il capitale necessario ad avviare un attività con sede fissa.

Investimenti iniziali

L’investimento iniziale per l’avvio dell’attività dipende dalle dimensioni del banco, dal posteggio assegnato (ubicazione e grandezza sono variabili fondamentali), dal numero di persone impiegate, ma anche dal fatto che l’attività sia presa in gestione o sia la propria.

In ogni caso l’investimento iniziale è dato dall’acquisto di alcune attrezzature indispensabili, come la bancarella dotata di tendone, gli articoli da vendere le scorte ed un furgone per il trasporto della merce.

Per quanto riguarda poi gli oneri di gestione annuali le spese fisse che si devono sopportare sono legate principalmente ai costi dell’affitto del posteggio ed eventualmente di un magazzino dove conservare le scorte di merce.

A queste devono essere aggiunti i costi i costi legati agli:

  • Adempimenti fiscali:
    • Tenuta della contabilità,
    • Dichiarazioni dei redditi,
    • Certificazione unica,
    • Modello 770, intrastat;
  • Adempimenti amministrativi:
    • Pagamento del suolo pubblico, e
    • Diritti alla Camera di commercio.

Commercio ambulante e settori economici

Tra i settori del commercio al dettaglio in forma ambulante che stanno avendo maggiore successo, si riscontrano quello legato al commercio dei souvenir, nelle grandi città turistiche. Oppure, di gadget sportivi all’esterno degli stadi o nelle manifestazioni sportive. Oppure ancora di articoli da fiera (giocattoli e dolciumi), venduti in occasione delle sagre di paese.

Non dimentichiamo neppure le tante fiere organizzate per l’antiquariato, il modernariato e l’oggettistica. Tuttavia il settore su cui la domanda resta sempre stabile nel tempo è quello alimentare. Specialmente se legato alle specialità del luogo.

L’aspetto principale da tenere in considerazione e che attualmente è assai difficile ottenere una nuova sede fissa per i mercati stabili nei vari Comuni. Quindi l’unica strada percorribile è l’ottenimento di una nuova autorizzazione, legata però alle commercio itinerante.

Da tempo, infatti, nei vari Comuni raggiunta la saturazione delle licenze legate ai posti disponibili nei mercati del Comune. Nell’impossibilità di ottenere un’autorizzazione, come alternativa, l’unica strada percorribile è quella che porta a rilevare una licenza in uso da un ambulante che ha deciso di cedere la propria attività. Naturalmente pagando il relativo avviamento commerciale.

Si tratta della strada più semplice, ma anche la più onerosa per avviare in fretta questa attività.

Se vuoi raccontarci la tua esperienza lascia un commento di seguito, potrà essere utile agli altri lettori interessati all’avvio di questa attività.

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Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

90 COMMENTI

  1. il comune ove avverrà la vendita itinerante può aggiungiere delle restrizioni sulle zone di sosta?
    Se si, fino a che punto? Mi hanno anche detto che devo essere autorizzato per iniziare un commercio itinerante, io ho tutto in regola.

  2. Bisogna avviare un’attività da commerciante con iscrizione Inps, presentare SCIA, e poi partecipare ai vari mercati ambulanti, prima come supplente, cercando di ottenere nel tempo un posto fisso. Per maggiori info mi contatti in privato.

  3. Può utilizzare la partita Iva del panificio ma dovrà presentare una pratica all’Iva e in Camera di commercio per aprire un nuovo codice attività legato al commercio ambulante.

  4. Avendo l’autorizzazione per commercio su aree pubbliche con un posteggio stagionale, 2 mesi estivi, posso spostare la mia attivita, ditta individuale, all’estero, cambiando residenza e mantenere la licenza?
    Visto che c’e la facolta’ di residente EU possono sia andare all’estero che venire in Italia per fiere ecc, sembrerebbe logico poter portare il titolo legato alla mia ditta individuale in un altro paese EU.
    Se si’ aparte un’ipotesi quale e’ la modalita’ per eseguire lo ed i riferimenti?
    Grazie per l’aiuto

  5. La cosa è fattibile, ma non semplifica la sua situazione, perchè l’attività viene svolta in Italia, quindi sarebbe comunque soggetta a tassazione italiana e poi anche a tassazione estera. Sicura che vuole complicarsi la vita?!

  6. Grazie per la risposta cosi veloce, chiedo le ditte italiane che lavorano per esempio in Spagna e fanno una fiera qua pagano doppia tassazione? La situazione inversa.
    Anche se fosse la tassazione doppio del tipo irpef mi preoccupa poco, ma piu le obbligazioni inps. se cosi li evito aiuterebbe.
    Inps chiede un’anno di contributi anche per i commercianti su aree pubbliche in forma stagionale.
    Poniamo fosse una ditta che non e’ individuale, un srl o altro, sarebbe identica la situazione?
    Nei miei giri sul net inoltre ho visto che se si ha lavori in 2 paese diversi si deve seguire la tassazione del paese dove si lavora da dipendente-
    Qua c’e piu di una domanda spero che mi scusera’, ma dopo 30 anni di attivita’ sto cercando di rimanere a galla, in un confronto con la tassazione inglese ho trovato che pago 8 volte di piu qua. 8 volte, non il doppio, triplo, ma 8 volte.
    O trovo una soluzione o chiudo.

  7. Il fatto è che se svolge un attività in Italia deve pagare le imposte in Italia, questo sia che lei operi in forma individuale o tramite società. Per evitare la tassazione italiana oltre a vivere all’estero dovrà lavorare all’estero.

  8. Buongiorno, vorrei svolgere la mia attività ambulante di tipo alimentare su suolo privato di una tavola calda gestita da un mio conoscente. Devo fare comunicazione al comune? E come fare per esonerare il gestore da qualsiasi responsabilità legata alla mia attività?
    La ringrazio anticipatamente

  9. Salve Marcella, prima di tutto dovrà scegliere in che forma avviare l’attività e poi avviare le pratiche per l’apertura della partita Iva e l’iscrizione in Camera di commercio e l’iscrizione all’Inps. Poi ci sarà da presentare eventuale SCIA al Comune. Senza questi adempimenti non si può esercitare l’attività. Per maggiori info mi contatti in privato.

  10. Mi perdoni, ho dato per scontato che si capisse che sono già attiva a riguardo, ho già tutto e gia operante. Dato che dalle mie parti è mooolto difficile trovare un posto per lavorare su area pubblica, mi vorrei spostare sul suolo privato.
    A riguardo, un mio amico mi metterebbe a disposizione un’area esterna della sua tavola calda, tra l’altro attualmente chiusa.Mi chiedevo se devo comunque farne comunicazione al comune e come fare x esonerare questo mio amico da ogni responsabilità riguardante il mio operato.
    La ringrazio e mi scuso ancora 🙂

  11. Per esonerare il suo amico, dovete stipulare un scrittura privata tra voi riguardante le responsabilità di ognuno, mentre per l’autorizzazione al Comune, bisogna vedere, ogni Comune fa a modo suo. Le consiglio di chiamare il SUAP del suo Comune e chiedere.

  12. Buongiorno,ho una attivita’ di ambulante e questo periodo con dei bambini piccoli non riesco a svolgere al 100%,se mio marito si trova disoccupato mi puo’ aiutare a vendere in giro? ,,,e se si fino a che eta’ dei bambini..grazie

  13. Buongiorno,mi chiamo Giacomo e vorrei iniziare un attività di commercio itinerante in Cargo Bike e vorrei sapere se vendendo gelato e piadine devo avere un fondo da adibire come magazzino o un laboratorio oppure poter tenere tutto in casa.
    La ringrazio

  14. Salve, presso Camera Commercio sono iscritto come artigiano sttore edile, tuttavia vorrei passare alla somministrazione alimenti per partecipare ad un appalto nella gestione di un chiosco posto in una scuola pubblica. Quali passaggi sono necessari?

  15. sono proprietario di 4000 mq di terreno agricolo,e vorrei vendere cio’ che produco in forma ambulante usando la mia macchina con carrello appendice. il terreno rende poco che non riuscirei a coprire i contributi inps che tipo di licenza posso chiedere , grazie

  16. Deve operare come imprenditore agricolo, e valutare il regime di esonero. Poi se vuole vendere in maniera ambulante le serviranno le autorizzazioni. In ogni caso non dovrà pagare contributi Inps ma contributi agricoli.

  17. La vendita su arre pubbliche con autorizzazione di tipo B, deve essere effettuata in forma itinerante con sosta del tutto occasionale su suolo pubblico o privato, aperto all’uso pubblico, solo se giustificata dalla vendita dei propri prodotti e per il tempo strettamente necessario alla relativa transazione.
    Di conseguenza, la permanenza di un operatore con autorizzazione tipo B su un’area pubblica o privata aperta al pubblico oltre il tempo necessario per la vendita, configura esercizio di attività di tipo A. Facendo così diventare l’area un posteggio non autorizzato e, pertanto, sanzionabile ai sensi dell’art. 29, comma 1, del D.Lgs. 114/98 ovvero le sanzioni stabilite dalla corrispondente normativa regionale.

  18. Salve io due anni fa ho preso a guidonia una licenza itinerante di tipo b ,ma non ho mai operato ,logicamente senza aprire nulla fiscalmente e vero che dopo sei mesi decade?

  19. Un ambulante di abbigliamento, o anche di altro, può vendere presso la propria abitazione, qualora si dovesse presentare, in serata, un cliente che gli richieda un determinato articolo, pur emettendogli, ovviamente, il dovuto scontrino fiscale?

    Grazie anticipatamente e buon lavoro.

  20. Ciao, Io ho un foodtruck volevo chiedere se è possibile ottenere un permesso per un posto fisso tutte le settimane in una città o in una piazza, che non sia un mercato o una fiera.

  21. Buongiorno ma il comune di Roma rilascia la licenza in forma ambulante itinerante o bisogna prenderla fuori o volturare? Cioè mi spiego meglio faccio domanda diretta al comune e stop?

  22. Buongiorno. Per la vendita su area demaniale marittima, in Calabria, oltre alla autorizzazione per l’esercizio della attività di commercio su area pubblica di tipo B è necessaria qualche altra autorizzazione? e se la risposta è affermativa, chi rilascia tale autorizzazione?

  23. Buongiorno, vorrei chiedere una precisazione.
    Mi accingo avoler rilevare un’attività decennale operante nel settore ambulante in rosticceria e gastronomia.

    L’acquisto comprenderebbe il veicolo attrezzato, vari beni ed attrezzature e le 5 piazze di mercato.

    Ora, come è la normativa in tal senso?
    Le piazze restano “mie”? Se si, per quanti anni? Le potrò cedere ad altri?

    Grazie e buona giornata

  24. Per rispondere alla sua domanda è necessario analizzare in dettaglio cosa prevede la regione Calabria e il Comune ove andrà ad operare. Se vuole possiamo fare questa analisi per suo conto, tramite consulenza, e nel caso effettuare per lei questi adempimenti. Se interessato mi contatti in privato.

  25. Per rispondere alla sua domanda bisogna analizzare la licenza che andrà ad acquistare e cosa prevede il regolamento del Comune che ha rilasciato la licenza. Senza queste info è impossibile risponderle.

  26. Salve, volendo avviare una attività di vendita itinerante di prodotti ittici (pesce fresco) è obbligatorio possedere anche un magazzino o garage dove posteggiare l’autonegozio una volta terminata la giornata lavorativa? Grazie per la cortese attenzione e per le delucidazioni che vorrà fornirmi. Saluti
    ….. Massimiliano

  27. Ho una licenza itinerante alimentare di tipo c .
    Essendo che opero in un solo punto ( suolo pubblico ) . Ce possibilità di restare per più di un ora ( tutta la giornata )
    Grz in anticipo.

  28. Buongiorno,ho un chiosco di fiori e piante con licenza ambulante su area pubblica con sede fissa ,,visto il momento vorrei sapere se posso convertire la licenza in frutta e verdure ?,e sè possibile vorrei sapere da dove devo iniziare con i documenti,le richieste,ecc..grazie.

  29. Salve, sono venditore ambulante di generi non alimentari (usato/oggettistica, piccolo antiquariato) e opero in regime forfettario. Qualora volessi iniziare anche la vendita on line sarebbe possibile? Come posso legarla alla mia attività principale? Serve una contabilità separata oppure no, basta un’altra scia?

  30. Buongiorno, mi hanno revocato la licenza perche il DURC è negativo, perche il commercialista non mi aveva detto che nella pec mi arrivava le cose che dovevo pagare, invece io le aspettavo per posta in casa, cosa posso fare? Grazie mille

  31. Sono già titolare di una licenza di tipo b e un food truck, la mia domanda è con la stessa licenza posso avere più mezzi che operano in varie zone dello stesso comune contemporaneamente o in comuni diversi? grazie in anticipo a chi mi risponde

  32. Salve, vorrei avviare un’attività saltuaria di vendita di libri itinerante, esiste un regime semplificato o devo sempre iscrivermi alla camera di commercio come ambulante, aprire la partita Iva, ecc?
    Grazie mille

  33. Buongiorno volevo una delucidazione, ho una pizzeria ed ogni venerdì sera c’è un
    furgoncino che vende pizze che si parcheggia a meno di 100 mt dalla mia attività. Può farlo? Grazie

  34. Salve, ho un negozio per accessori e prodotti per animali con integrata l attività itinerante che per questioni di tempo non posso praticare. Potrei affittare la licenza ? Grazie anticipate

  35. Buonasera,
    io sono un commerciante, nello specifico faccio i mercati ambulanti, con posti assegnati in varie piazze. Da poco ho cambiato residenza, spostandomi in un paese limitrofo, entrambi nel Comune di Perugia. Il mio dubbio è: Devo fare la comunicazione al Suap? Oppure devo comunicare a entrambi i comuni? Grazie.
    Saluti Jhon

  36. Buonasera, io sto per aprire un’attività ambulante (pizzeria). Sono provvisto di SUAP, iscrizione alla camera di commercio… Se il comune non mi lascia l’autorizzazione del suolo pubblico, come posso iniziare a lavorare?

  37. Buongiorno, svolgo l’attività di ambulante non alimentare (abbigliamento) posso svolgere anche l’attività commercio online di abbigliamento? devo richiedere una SCIA? oppure posso svolgerla senza comunicazione?

  38. Buongiorno, quando si chiede una licenza di tipo B per commercio itinerante al proprio Comune, si è liberi di andare in tutto il territorio nazionale o bisogna chiedere un’autorizzazione ad ogni Comune in cui si pensa di andare? Grazie

  39. Salve,con la licenza di tipo b commercio itinerante chiosco bar autonegozio,quindi senza posto fisso,vorrei spostarmi dal mio comune,a quelli limitrofi,o cmq anche più lontano o fuori regione,quindi devo chiedere la stessa autorizzazione per ogni comune in cui io intenda operare l’attività ? O va bene solo quella rilasciata dal mio comune ? Grazie

  40. buongiorno, vorrei sapere se per un commercio ambulante itinerante di fiori e’ necessario avere il registratore di cassa o e’ sufficiente la ricevuta fiscale o fattura.
    La ringrazio anticipatamente
    Gloria Fuzzi

  41. Voglio avviare un’attività itinerante per fare crepes e waffle, dovrei prima fare le procedure di licenza prima di fare il progetto, o dovrei prima completare il progetto e poi fare le procedure di licenza, sapendo che porterò un prestito dalla banca a completare il lavoro di progetto.
    Grazie

  42. Buongiorno, vorrei sapere quali sono gli obblighi fiscali per una vendita di bevande e piccola ristorazione di un ambulante saltuario e stagionale . Per intenderci un punto di ristoro lungo percorsi trekking solo durante i week end e comunque per 3/4 max all’anno .
    Oltre la licenza SAB che sto conseguendo . P.iva ? camera del commercio ? versamenti inps ? a chi potrei rivolgermi per capire quale regime fiscale sia più indicato ?
    Grazie per una vostra risposta

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