E’ stata sottoscritta la Convenzione tra il Governo, l’INPS e ABI, la Convenzione per l’anticipo degli ammortizzatori sociali previsti dal Decreto Cura Italia. Tra i punti principali, la convenzione prevede l’anticipo della Cassa Integrazione dalle banche, rispetto al momento del pagamento da parte dell’INPS.

L’Associazione bancaria italiana (ABI) ha definito la Convenzione Nazionale che consente ai lavoratori sospesi dal lavoro a causa dell’emergenza sanitaria ed economica del Coronavirus, di ricevere dalle banche un anticipo della Cassa Integrazione, (CIGO, CIG in deroga e assegno ordinario), previsti nel Decreto Cura Italia n. 18/2020.

I soldi arriveranno entro il 15 aprile 2020, quindi in anticipo rispetto ai canonici 2-3 mesi che sono normalmente necessari all’INPS per istruire le pratiche e liquidare le indennità.

La scadenza della Convenzione è fissata al 31 dicembre 2020, salvo valutazione da svolgere tra le parti entro il prossimo mese di novembre.

L’anticipazione dell’importo spettante al lavoratore, avverrà tramite l’apertura di un conto corrente dedicato, per un importo forfettario complessivo pari a 1.400 euro.

Anticipo della Cassa Integrazione

L’importo massimo dell’anticipo della Cassa Integrazione dalle banche è di 1.400 euro, riparametrati a 9 settimane e riproporzionati in caso di sospensione inferiore a zero ore e reiterabili in caso di proroga degli art. 19 e 22 del Decreto Cura Italia.

Anticipo della Cassa Integrazione dalle banche fino a 1.400 euro

L’associazione bancaria italiana (ABI) ha concordato le modalità semplificate per determinare l’importo dell’anticipo della Cassa Integrazione, fissato a 1.400 euro.

Deve essere tenuto conto della durata massima dell’integrazione salariale stabilito in 9 settimane a zero ore, dal Decreto Cura Italia, in considerazione dei bisogni immediati dei lavoratori sospesi dal lavoro e rendere operativa la misura nel più breve tempo possibile.

Le banche anticiperanno le somme, le quali verranno poi restituite direttamente dall’INPS.

Qualora l’importo complessivo della Cassa Integrazione fosse superiore ai 1.400 euro, sarà la stessa banca a integrare la differenza, una volta incassate le risorse extra dall’INPS, entro al massimo 7 mesi.

Assistenza telefonica

I lavoratori interessati, quasi 10 milioni, dovranno rivolgersi per telefono alla propria banca in modo che non sia necessario recarsi in banca per ricevere l’importo sul conto corrente.

L’associazione bancaria italiana, ha invitato, le banche e tutte le parti coinvolte, (INPS, Regioni e Province autonome) a collaborare per assicurare la più tempestiva attuazione della convenzione.

Inoltre, ha invitato le banche, nell’applicare la Convenzione, ad evitare costi per i lavoratori che beneficeranno dell’anticipo degli ammortizzatori sociali.

Chi può beneficiare dell’anticipo della Cassa Integrazione dalle banche?

I beneficiari sono i lavoratori dipendenti interessati dai trattamenti di integrazione salariale di cui agli art. da 19 a 22 del DL 18/2020, quindi, beneficiari di:

  • Cassa Integrazione ordinaria;
  • Cassa integrazione in deroga;
  • Assegno ordinario.

Pertanto, sono beneficiari dell’anticipo della Cassa Integrazione dalle banche, i dipendenti di datori di lavoro che, hanno sospeso dal lavoro gli stessi a zero ore ed hanno fatto domanda di pagamento diretto da parte dell’INPS dei trattamenti di integrazione salariale.

Presentazione della domanda

I lavoratori interessati dovranno presentare un’apposita domanda ad una delle banche aderenti alla convenzione, secondo le procedure in uso presso la banca interessata, utilizzando la modulistica allegata alla convenzione medesima e corredandola con specifica documentazione.

In particolare, è richiesto:

  • Copia del documento d’identità e del codice fiscale;
  • Una dichiarazione dell’azienda di aver proceduto all’inoltro della domanda di integrazione salariale per l’emergenza COVID-19 all’Ente competente con richiesta di pagamento diretto;
  • Una lettera di impegno irrevocabile ad autorizzare l’INPS ad effettuare l’accredito delle sue spettanze direttamente sul conto corrente su cui è stata concessa la disponibilità dell’anticipazione;
  • Copia ultima busta paga;
  • Copia della raccomandata AR per la richiesta di domiciliazione irrevocabile dello stipendio e dell’importo relativo al contributo di trattamento di integrazione salariale per l’emergenza Covid-19.

Se il lavoratore è straniero, occorre allegare una copia del permesso di soggiorno.

Qualora il lavoratore sia dipendente di un’azienda non associata ad una delle rappresentanze datoriali che hanno sottoscritto l’accordo, il datore di lavoro dovrà produrre una dichiarazione con cui condivide ed aderisce ai principi, criteri e strumenti previsti nella convenzione.

Come funziona l’anticipo della Cassa Integrazione dalle banche?

La banca presso cui il lavoratore darà indicazione di anticipare gli importi mensili, provvederà ad anticipare l’importo. Il lavoratore dovrà essere esentato dal pagamento di oneri e interessi.

L’anticipazione dell’importo spettante al lavoratore, avverrà tramite l’apertura di credito in un conto corrente dedicato, per un importo forfettario complessivo pari a 1.400 euro.

L’importo è parametrato a 9 settimane di sospensione a zero ore (ridotto proporzionalmente in caso di durata inferiore), da riproporzionare in caso di rapporto a tempo parziale.

L’apertura del credito cesserà, con il versamento da parte dell’INPS del trattamento di integrazione salariale, il quale non potrà avere durata superiore a 7 mesi.

Una volta ottenuta l’anticipo della Cassa integrazione dalla banca, il lavoratore e il datore di lavoro devono informare tempestivamente la banca stessa circa l’esito della domanda di accesso al trattamento di integrazione salariale per l’emergenza COVID-19.

Mancato accoglimento della domanda da parte dell’INPS

Nel caso in cui non intervenga il pagamento dell’INPS, la banca potrà richiedere l’importo dell’intero debito relativo all’anticipazione al lavoratore, il quale dovrà estinguerlo entro 30 giorni dalla richiesta.

In tale ipotesi, a fronte di un inadempimento del lavoratore, il datore di lavoro, al quale verrà comunicato il saldo a debito del conto corrente dedicato, verserà su tale conto corrente gli emolumenti spettanti al lavoratore, anche a titolo di TFR o sue anticipazioni, fino alla concorrenza del debito.

Responsabilità in solido del datore di lavoro

La responsabilità in solido del datore di lavoro con il lavoratore, sussiste in caso di:

  • Comunicazioni, errate o omesse alla banca;
  • Mancato accoglimento, totale o parziale, della richiesta di integrazione salariale per sua responsabilità.

In tale ipotesi, la banca richiederà l’importo al datore di lavoro, responsabile in solido, il quale dovrà provvedere ad estinguere il debito entro 30 giorni.

Cassa Integrazione: guida e FAQ

Per approfondire la disciplina riguardante la Cassa Integrazione ti lascio a questo articolo dedicato:

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