Controlli Agenzia Entrate su redditi da lavoro dipendente estero: gestire l’accertamento con adesione

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I controlli dell'Agenzia delle Entrate sui residenti italiani che hanno percepito redditi da lavoro dipendente all'estero si stanno intensificando grazie allo scambio automatico di informazioni. La criticità principale riguarda la prova della definitività delle imposte estere: serve documentazione specifica rilasciata dalle autorità fiscali estere, non solo il certificato del datore di lavoro.

Negli ultimi mesi l'Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sui residenti italiani con redditi da lavoro dipendente estero, anche per importi non elevati. La fonte? Lo scambio automatico di informazioni tra Stati. Il problema? Molti contribuenti credono erroneamente che la ritenuta subita all'estero esaurisca l'imposizione, omettendo la dichiarazione italiana. Il risultato? Contestazioni standardizzate senza riconoscimento del credito d'imposta. In questo articolo ti spiego come funziona l'attività accertativa, quali documenti servono per dimostrare la definitività delle imposte estere, e come gestire efficacemente il contraddittorio.

Perché l'Agenzia delle Entrate sta intensificando i controlli sui redditi da lavoro estero L'Agenzia delle Entrate sta moltiplicando i controlli sui residenti italiani che hanno svolto attività di lavoro dipendente all'estero grazie allo scambio automatico di informazioni tra Stati. Anche piccoli importi emergono dalle comunicazioni estere. Il problema più comune è l'omessa dichiarazione italiana nell'erroneo presupposto che la ritenuta estera esaurisca completamente l'imposizione dovuta. Come abbiamo avuto modo di vedere anche direttamente, dai contatti ricevuti, questa attività si è intensificata particolarmente negli ultimi mesi. Non parliamo solo di grandi evasori o importi milionari: l'Agenzia controlla anche piccole somme emerse dalle comunicazioni degli Stati esteri. Lo scambio automatico di informazioni (CRS): come funziona Dal 2017, con l'implementazione del Common Reporting Standard (CRS) e della Direttiva 2011/16/UE (DAC), l'Italia riceve automaticamente dalle amministrazioni fiscali estere i dati relativi a:

Redditi da lavoro dipendente estero percepiti da residenti italiani. Pensioni di fonte estera. Altri redditi comunicati dagli Stati esteri.

Questi dati vengono incrociati automaticamente con le dichiarazioni dei redditi presentate in Italia. Quando emerge un'anomalia, un reddito comunicato dall'estero ma non dichiarato in Italia, scatta il controllo. La particolarità di questi controlli è che non servono più indagini complesse. L'informazione arriva direttamente dallo Stato estero, già validata e pronta per essere utilizzata dall'Agenzia. L'errore più comune: credere che la ritenuta estera esaurisca la tassazione Il principio fiscale italiano è chiaro: i residenti fiscali in Italia sono tassati su tutti i redditi ovunque prodotti (art. 3, comma 1, del TUIR). Questo è il principio della "worldwide taxation". Molti contribuenti commettono questo errore di ragionamento:

"Ho lavorato tre mesi in Ger...

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Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionale
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Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.
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