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Visto di conformità e Superbonus 110%

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Cos’è il visto di conformità? Chi è abilitato al rilascio? Ci sono novità al riguardo? Vediamo cosa c’è da sapere, anche rispetto alla c.d. figura del Superbonus 110%.

Ti starai forse chiedendo cos’è il visto di conformità. Invero è uno strumento che consente di realizzare un controllo formale delle dichiarazioni ai fini fiscali. La disciplina sul punto non è particolarmente complessa, ma devi sapere che solo alcune categorie di professionisti possono rilasciare tale documento.

Laddove fossi interessato a suddetto strumento, a chi dovrai rivolgerti? Come si ottiene il visto di conformità e rispetto a quali dichiarazioni? Esaminiamo la disciplina sul punto.


Cos’è il visto di conformità?

Il visto di conformità è un‘attestazione compilata da un professionista,  introdotto con il DLgs. n. 241 del 1997, con la quale si procede ad un controllo formale sulle dichiarazioni fiscali. Questa attestazione deve mettere in evidenza delle correttezza e corrispondenza tra la dichiarazione dei redditi e gli effettivi documenti contabili e fiscali relativi all’attività.

Questo è una vera e propria attività di verifica fiscale, con alcune peculiarità. In primo luogo, sono abilitati al rilascio del precedente documento anche professionisti privati. Non è, quindi, emessa direttamente dall’Amministrazione finanziaria, che si avvale invece dell’attività di determinati soggetti.

I soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità sono:

  • Responsabili dell’assistenza fiscale dei Caf;
  • Dottori commercialisti ed esperti contabili;
  • Consulenti del lavoro;
  • Soggetti iscritti nei ruoli di periti alle Camere di Commercio (questi non possono però apporre il visto sul “Modello 730”)
  • per quanto riguarda poi le Società di capitali assoggettate al controllo contabile, questo documento può essere rilasciato anche dal soggetto che si occupa del controllo contabile.

Ovviamente, questi dovranno essere abilitati alla professione. Oltre al requisito in questione, è necessario che abbiano una particolare abilitazione alla trasmissione telematica, c.d. Entratel.

A cosa serve il visto di conformità?

Invero, tale documento assolve a molteplici finalità. In particolare, come già evidenziato, esso costituisce comunque un’attestazione di veridicità delle dichiarazioni fiscali rese dall’utente. Questo documento può essere speso per diversi scopi, ad esempio:

  • ottenere l’esonero dalla prestazione della garanzia in caso di richiesta di rimborso dell’eccedenza a credito IVA superiore a 30.000 euro, come disposto all’articolo 38-bis del dpr 633/1972. In tal modo accelera il procedimento di rimborso, che sovente potrebbe essere rallentato;
  • utilizzare in compensazione i crediti emergenti dalle dichiarazioni fiscali per importi superiori a 5.000 euro. Esso, in tal senso, serve anche per contrastare il fenomeno dei crediti in compensazione inesistenti;
  • anche per l’Agenzia delle entrate vi sono benefici, in quanto consente di semplificare i controlli.

Quando può essere emesso il visto di conformità?

Il visto di conformità è uno strumento che può essere liberamente adottato dal contribuente che ne faccia richiesta. Tuttavia vi sono dei casi in cui obbligatorio ricorrere ad esso, come per quanto riguarda:

  • presentazione del Modello 730;
  • compensazione orizzontale dei crediti Iva di importo superiore a 5.000 euro;
  • compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi, addizionali, ritenute alla fonte, imposte sostitutive ed Irap per importi superiori a 5.000 euro;
  •  rimborso di un credito Iva superiore a 30.000 euro.

Superbonus 110%

Il DL Rilancio, all’art. 119, ha previsto che chi voglia accedere alla cessazione  o per lo sconto di cui all’art 121, deve presentare il visto di conformità, con riferimento ai dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi di manutenzione e ristrutturazione.

Il contribuente che voglia ricorrere a questo incentivo deve darne comunicazione entro determinati termini. Ad esempio  il 15 aprile è scaduto il termine per la comunicazione dell’opzione per la cessione delle detrazioni o per la richiesta dello sconto in fattura relativa alle spese sostenute nell’anno d’imposta 2020.

Tale istanza, che deve essere presentata in via telematica, deve essere corredata del visto di conformità, che come nelle ipotesi precedenti, viene rilasciato dai suddetti professionisti.

Di cosa deve tenere conto il professionista che procede alla redazione del visto di conformità?

In ambito di superbonus 110% il visto di conformità deve indicare:

  • la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione di imposta,
  • la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai tecnici incaricati (in quanto obbligatorie).

Sanzioni

La mancata conformità alla reale situazione di fatto del visto di conformità comporta una serie di sanzioni. A tal proposito, in caso di rilascio del visto infedele, viene erogata una sanzione amministrativa pecuniaria, compresa tra i 258 e i 2583 euro. Laddove il professionista reiteri la violazione di tal genere, o ponga in essere altre condotte attive o omissive altrettanto gravi, questo può vedersi sospesa la facoltà di rilasciare il visto di conformità per un periodo che varia da uno a tre anni.

Il DL rilancio, invero, in tema di Superbonus, sembra prevedere un’ulteriore sanzione all’art 119, che però non troverebbe applicazione in caso di dichiarazione infedele del visto di conformità.

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