Il nuovo Testo Unico IVA riorganizza completamente la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto, consolidando DPR n. 633/72 e D.L. n. 331/93 in un unico testo organico con 171 articoli, introducendo importanti aggiornamenti normativi. Sarà in vigore dal 2027.
Il Testo Unico IVA, ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri e si appresta alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Questa riforma non è un semplice riordino formale. Abroga il storico DPR n. 633/1972 e il D.L. n. 331/1993, creando un codice unico di 171 articoli suddivisi in XVIII titoli. L’obiettivo è duplice: semplificare la consultazione normativa e allineare l’ordinamento italiano alla Direttiva 2006/112/CE, riducendo le procedure d’infrazione europee.
Le novità più impattanti riguardano la prova delle esportazioni, che diventa esclusivamente digitale tramite il sistema doganale AES, e la revisione delle aliquote per l’edilizia. Anche le regole sulla territorialità e le detrazioni subiscono modifiche sostanziali per recepire la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE.
Indice degli argomenti
- Quando entra in vigore il Testo Unico IVA
- Cosa è il Testo Unico IVA: 171 articoli in XVIII titoli
- Articolo 35: casi particolari di applicazione delle aliquote
- Articolo 169: norme di interpretazione autentica e coordinamento
- Cosa cambia per professionisti e imprese
- Tabella comparativa: principali novità operative
- Domande frequenti
- Riferimenti normativi
Quando entra in vigore il Testo Unico IVA
Il Testo Unico IVA entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. La data è stata ufficializzata con l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2025, che ha rinviato di un anno rispetto alla data inizialmente prevista del 1° gennaio 2026.
Questa proroga è stata decisa per consentire agli operatori economici e ai professionisti di adeguarsi alle numerose novità introdotte dal provvedimento, che rappresenta una riforma complessiva della disciplina IVA italiana.
Il nuovo Testo Unico, composto di 171 articoli suddivisi in XVIII titoli, abroga definitivamente il DPR n. 633/1972 e il D.L. n. 331/1993, consolidando in un unico corpo normativo tutta la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto.
Cosa è il Testo Unico IVA: 171 articoli in XVIII titoli
Il Testo Unico IVA costituisce un pilastro della riforma fiscale attuativa della Legge n. 111/2023 (delega fiscale). Non si tratta di un semplice riordino formale delle norme esistenti, ma di una vera e propria riorganizzazione sistematica della disciplina IVA italiana.
Struttura e organizzazione del Testo Unico
Il nuovo codice IVA abbandona la struttura tradizionale del DPR n. 633/72 per adottare un approccio più logico e sequenziale, che rispecchia l’ordine della Direttiva n. 2006/112/CE dell’Unione Europea.
I XVIII Titoli seguono un percorso logico che parte dall’identificazione dei soggetti passivi (Titolo III) per arrivare progressivamente alla disciplina delle operazioni (Titolo IV), del luogo di effettuazione (Titolo V), del fatto generatore ed esigibilità (Titolo VI).
Questa nuova architettura normativa presenta diversi vantaggi:
- Semplificazione nella consultazione: tutte le norme IVA sono ora contenute in un unico testo organico.
- Allineamento all’ordinamento europeo: la struttura rispecchia la Direttiva 2006/112/CE, riducendo le procedure d’infrazione.
- Maggiore coerenza sistematica: eliminazione di sovrapposizioni e lacune del sistema precedente.
- Aggiornamento dei riferimenti normativi: superamento di rinvii a norme abrogate o obsolete.
| Vecchia disciplina (DPR 633/72) | Nuova disciplina (TU IVA 2026) |
|---|---|
| Riferimento a documenti cartacei/vidimati | Prova esclusivamente telematica (sistema AES) |
| Norme sparse in più decreti | Testo unico organico e sequenziale |
| Disallineamento con Direttiva UE | Struttura speculare alla Direttiva 2006/112/CE |
| Riferimenti normativi obsoleti | Rinvii aggiornati (es. TU Edilizia) |
Modifiche già integrate: D.Lgs. n. 186/25
Il Testo Unico ha già accolto le modifiche introdotte dal Decreto Legislativo n. 186/2025, in vigore dal 13 dicembre 2025.
La novità più rilevante riguarda i servizi di trasporto internazionale, che sono ora esplicitamente non imponibili IVA “anche se resi da intermediari“ che agiscono in nome e per conto di esportatore, importatore o titolare del regime di transito.
Questa modifica:
- Supera l’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate (risposta n. 392/E/2022) che stava aumentando i costi nella catena logistica.
- Riallinea la norma nazionale alla giurisprudenza UE (causa C-495/17).
- Recepisce correttamente l’articolo 153 della Direttiva IVA.
Esportazioni e prova doganale digitale
Una delle modifiche più significative riguarda la disciplina delle esportazioni. L’articolo 45 del Testo Unico (che sostituisce l’attuale art. 8 del DPR n. 633/72) introduce la condizione che “l’esportazione deve risultare dalla prova di uscita doganale”, eliminando definitivamente il riferimento alla bolla di accompagnamento.
Il nuovo testo si allinea completamente alla procedura AES (Automated Export System) per la certificazione di uscita delle merci dal territorio UE, come previsto dal Codice doganale e dall’articolo 334 del Regolamento UE n. 2447/2015.
Impatti operativi per gli esportatori:
- Obbligo di dotarsi di sistemi informatici per gestire la procedura AES.
- Abbandono definitivo dei documenti cartacei tradizionali.
- Necessità di adeguamento particolarmente significativa per PMI non ancora digitalizzate.
Aliquote edilizie: aggiornamento dei riferimenti normativi
Il Testo Unico aggiorna i riferimenti per l’aliquota IVA ridotta del 10% sugli interventi di recupero edilizio. Non si fa più riferimento alla vecchia Legge n. 457/78, ma direttamente al Testo Unico dell’Edilizia (DPR n. 380/2001).
Questo aggiornamento, già anticipato nella risposta a interpello n. 390/E/2020, elimina una zona grigia interpretativa che generava contenzioso. Ora è chiaro che le definizioni di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione ai fini IVA coincidono esattamente con quelle urbanistiche.
Tabella comparativa: aliquote edilizie
| Vecchia disciplina (DPR 633/72) | Nuova disciplina (TU IVA 2027) |
| Riferimento a Legge 457/78 (abrogata) | Riferimento a DPR 380/2001 (TU Edilizia) |
| Incertezze interpretative sulle definizioni degli interventi | Coincidenza esatta con le definizioni urbanistiche vigenti |
| Elevato contenzioso sulla qualificazione degli interventi | Maggiore certezza applicativa e semplificazione burocratica |
Sanzioni IVA all’importazione: risolto il problema della confisca
Il Testo Unico accoglie la censura della Corte Costituzionale sull’articolo 70 del DPR n. 633/1972 in tema di sanzioni applicabili alle violazioni IVA all’importazione.
Il nuovo articolo 67 del Testo Unico, facendo riferimento non più genericamente alle “leggi doganali”, ma specificamente al Decreto Legislativo n. 141/2024 (come modificato dal Dlgs n. 192/2025), risolve il problema dell’incostituzionalità della confisca obbligatoria.
Novità applicative:
- La confisca obbligatoria dei beni non si applica se l’obbligato provvede al pagamento dell’imposta, interessi e sanzione.
- Allineamento alla disciplina generale delle sanzioni amministrative.
- Eliminazione di un regime sanzionatorio ritenuto eccessivamente punitivo dalla Consulta.
Digitalizzazione e fatturazione elettronica
Il nuovo Testo Unico dedica ampio spazio alla digitalizzazione degli adempimenti IVA. Per la prima volta, vengono organicamente inserite tutte le norme relative a emissione, trasmissione e conservazione della fattura elettronica, insieme alla disciplina della memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.
Questa sistematizzazione rappresenta un passo fondamentale verso la completa digitalizzazione del rapporto fisco-contribuente. Le disposizioni sulla fatturazione elettronica, precedentemente sparse in diversi provvedimenti, trovano ora una collocazione organica che faciliterà l’interpretazione e l’applicazione delle norme.
Particolare attenzione è dedicata alla predisposizione della dichiarazione precompilata IVA, elemento che testimonia l’intenzione del legislatore di semplificare progressivamente gli adempimenti attraverso l’utilizzo delle informazioni già in possesso dell’Amministrazione finanziaria.
Regimi speciali e innovazioni normative
Il Testo Unico recepisce organicamente diverse novità normative introdotte negli ultimi anni. Tra le più significative, si segnalano le nuove regole di territorialità per gli eventi trasmessi in streaming (art. 19), che adeguano la disciplina italiana agli sviluppi dell’economia digitale.
Di particolare rilevanza per le società quotate è l’uscita dal regime dello split payment per le società quotate al FTSE MIB, efficace dal 1° luglio 2025 (art. 65). Questa modifica, che interesserà le principali società italiane, richiederà un adeguamento dei sistemi contabili e amministrativi.
Il regime transfrontaliero di franchigia per i soggetti minori (artt. 158 e seguenti) rappresenta un’altra importante innovazione, che semplificherà le operazioni intracomunitarie per le piccole imprese, riducendo gli oneri amministrativi e facilitando l’accesso ai mercati europei.
Articolo 35: casi particolari di applicazione delle aliquote
L’articolo 35 del Testo Unico rappresenta un esempio perfetto della funzione di raccolta e sistematizzazione che il nuovo codice intende svolgere.
Questa norma includerà in un unico articolo una serie di operazioni e casi particolari di applicazione delle aliquote ordinaria e ridotte che, fino ad oggi, trovano sistemazione in fonti disparate e di difficile consultazione.
Operazioni ricomprese nell’articolo 35
Tra i casi disciplinati dall’articolo 35 troviamo:
- Cessioni e importazioni della birra: disciplina specifica dell’aliquota applicabile
- Acque minerali: regime IVA delle cessioni e importazioni
- Prodotti costituenti integratori idro-salini: qualificazione e aliquota applicabile
- Beni significativi negli interventi di manutenzione: disciplina dell’aliquota per i beni ceduti nell’ambito di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria eseguiti su fabbricati a prevalente destinazione abitativa
Questa sistematizzazione semplifica notevolmente la vita dell’operatore, che non dovrà più cercare in decreti, leggi e circolari sparse la disciplina applicabile a ciascuna fattispecie.
Articolo 169: norme di interpretazione autentica e coordinamento
Di grande utilità sarà l’articolo 169 del Testo Unico, una delle disposizioni finali che funge da contenitore delle norme di interpretazione autentica e di coordinamento.
Nel corso degli anni, il legislatore è più volte intervenuto con norme interpretative in soccorso di disposizioni la cui lettura risultava poco chiara o incline a fornire interpretazioni contrastanti.
Vantaggi dell’articolo 169
Avere in un unico testo tutte queste disposizioni interpretative presenta diversi vantaggi:
- Consultazione immediata: non è più necessario ricercare in provvedimenti diversi le interpretazioni autentiche
- Certezza del diritto: raccolta sistematica di tutti i chiarimenti legislativi
- Riduzione del contenzioso: maggiore chiarezza sulle norme controverse
Tuttavia, questo articolo evidenzia anche un limite del Testo Unico: la necessità di aver accumulato nel tempo così tante norme di interpretazione autentica dimostra che il sistema IVA italiano ha storicamente sofferto di scarsa chiarezza normativa.
Cosa cambia per professionisti e imprese
Con l’entrata in vigore fissata al 1° gennaio 2027, professionisti e imprese hanno circa un anno per adeguarsi alle nuove disposizioni.
Azioni necessarie entro il 31 dicembre 2026:
- Aggiornamento dei software gestionali per la gestione delle esportazioni via AES
- Formazione del personale sulle nuove procedure e sui nuovi riferimenti normativi
- Revisione delle procedure interne per fatturazione e adempimenti IVA
- Aggiornamento dei modelli di fattura con i nuovi riferimenti agli articoli del Testo Unico
- Verifica della corretta applicazione delle aliquote secondo i nuovi criteri
Digitalizzazione degli adempimenti
Il Testo Unico dedica ampio spazio alla digitalizzazione degli adempimenti IVA, organizzando in modo organico:
- Emissione, trasmissione e conservazione della fattura elettronica
- Memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi
- Predisposizione della dichiarazione precompilata IVA
Questa sistematizzazione faciliterà l’interpretazione e l’applicazione delle norme sulla fatturazione elettronica, precedentemente sparse in diversi provvedimenti.
Regimi speciali e innovazioni
Tra le novità di particolare interesse:
- Nuove regole di territorialità per gli eventi trasmessi in streaming (art. 19)
- Uscita dal regime dello split payment per le società quotate al FTSE MIB, efficace dal 1° luglio 2025 (art. 65)
- Regime transfrontaliero di franchigia per i soggetti minori (artt. 158 e seguenti), che semplificherà le operazioni intracomunitarie per le piccole imprese
Aspetti critici da monitorare
Nonostante l’approccio sistematico, il Testo Unico presenta alcune lacune che potrebbero richiedere interventi correttivi:
- Mancanza della norma sul regime transitorio per l’emissione delle note di variazione IVA in presenza di procedure concorsuali (art. 18 comma 2 del D.L. n. 73/2021).
- Omissione delle disposizioni sulle comunicazioni LIPE (art. 21-bis del D.L. n. 78/2010), che secondo la relazione illustrativa dovrebbero confluire nel “Testo Unico adempimenti”.
Tabella comparativa: principali novità operative
| Ambito | Prima del TU IVA | Dal 1° gennaio 2027 |
| Esportazioni | Dipendenza da prove documentali e cartacee sparse. | Prova esclusivamente telematica tramite sistema AES (Automated Export System). |
| Aliquote edilizia | Riferimento anacronistico alla Legge 457/78 (abrogata). | Allineamento totale al TU Edilizia (DPR 380/2001). |
| Trasporti internazionali | Incertezza e interpretazione restrittiva per i servizi di intermediazione. | Riconoscimento esplicito della non imponibilità per gli intermediari. |
| Sanzioni importazione | Sistema di confisca obbligatoria (giudicato incostituzionale). | Proporzionalità: possibilità di evitare la confisca tramite pagamento. |
| Consultazione norme | Normativa frammentata in decine di decreti e leggi speciali. | Codificazione organica: un unico testo sequenziale e coerente. |
Domande frequenti
L’entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2027.
Dovranno essere aggiornati. Dal 2026, citare l’art. 10 del DPR 633/72 per un’esenzione sarà formalmente errato. Dovrai indicare il corrispondente articolo del nuovo Testo Unico.
Le aliquote rimangono invariate (4%, 5%, 10%, 22%). Cambiano però i riferimenti normativi per applicarle, specialmente per le agevolazioni edilizie che ora rimandano al Testo Unico dell’Edilizia.
Riferimenti normativi
- Legge 9 agosto 2023, n. 111
- Direttiva 2006/112/CE del Consiglio
- DPR 26 ottobre 1972, n. 633
- Circolare Agenzia delle Dogane n. 12/D del 2024
- Risposta a interpello n. 390/2020