Oggi parliamo di conto corrente, vediamo qual è la normale tassazione e cosa potrebbe accadere con l’introduzione di una patrimoniale. Con l’approvazione del Recovery Plan, sappiamo che il governo applicherà una riforma fiscale sostanziosa che andrà a modificare l’attuale sistema di tassazione italiano.

Al centro della riforma troviamo alcuni punti importanti come: la lotta all’evasione fiscale, la riforma dell’IRPEF, la tassa sui redditi, le modifiche alle agevolazioni per le Partite Iva e molto altro.

Una delle misure che spaventa molto gli italiani, che si applica in momenti di crisi, riguarda l’ipotesi di una patrimoniale sui conti correnti. Si tratta di una applicazione, una tantum o per un periodo, di una particolare tassa su tutti i conti bancari dei cittadini, con l’obiettivo di rifornire le casse dello stato.

Questa misura è stata utilizzata l’ultima volta nel 1992, ed è considerata impopolare dai cittadini italiani. Eppure in momenti di particolare crisi, come quello che stiamo vivendo, può essere applicata per dare una spinta in più allo stato, e per coprire le eventuali spese per affrontare il periodo.

Non tutti sanno che sui conti correnti esiste già una tassazione, ovvero il bollo sul conto corrente. La patrimoniale ipotizzata è solo un’aggiunta alle tasse che già esistono sui conti bancari. Vediamo nel dettaglio quali sono.


Bollo sul conto corrente: quanto si spende

Ogni banca decide se pagare la tassa allo stato relativa al conto corrente a chi ha il conto depositato presso di sé, oppure se farla pagare al cittadino annualmente o a rate. L’importo di questa tassa è relativamente basso, e viene applicata su tutte le cifre di denaro depositate.

Nella maggior parte dei casi, chi ha un conto corrente paga annualmente l’imposta di bollo, che varia da poche decine di euro fino a circa cento. L’imposta di bollo sul conto corrente è molto diversa dalla patrimoniale di cui si parla molto in questi mesi.
Mentre l’imposta di bollo sui conti correnti è una tassa fissa, applicata su tutti i conti correnti, o quasi (ci sono esenzioni e sconti in base alla quantità di denaro depositata), lo stesso non si può dire per un’eventuale patrimoniale.

Chiunque può visionare la propria posizione relativa al bollo leggendo i dati di un estratto conto, o chiedendo alla propria banca. Generalmente questa tassa è una voce di uscita automatica, che avviene in rate di tre mesi o in un unico momento, una volta all’anno.

Patrimoniale sul conto corrente: le ipotesi

L’ipotesi di patrimoniale di cui si sta parlando in questi mesi non ha nulla a che vedere con il bollo sul conto corrente, perché si tratta di una tassa completamente diversa. La patrimoniale non viene applicata in Italia dal 1992, quando, in un periodo di crisi della moneta, lo stato ha prelevato forzatamente dai conti correnti degli italiani una somma fissa.

La patrimoniale è una tassa che viene richiesta in particolari momenti di crisi, e l’attuale situazione di crisi economica conseguita alla pandemia sembra uno di questi. L’ipotesi di una patrimoniale spaventa i cittadini, che rischiano di vedersi sottratta una parte, anche se piccola, dei propri risparmi, a favore dello stato.

Che si tratti di una nuova tassa sul conto corrente, o di un’applicazione del fisco sulla prima casa, le ipotesi al vaglio preoccupano gli italiani, ma non solo.

Anche all’estero, a causa dell’attuale situazione di emergenza, si sta ipotizzando l’introduzione di una tassa patrimoniale. L’ipotesi più probabile però è quella di un’applicazione della tassa solamente sulle fasce di popolazione più ricche. Una tassa sui redditi elevati che non andrebbe ad intaccare la situazione delle famiglie già messe in difficoltà economica.

A proporre questo tipo di soluzione è il Fondo Monetario Internazionale (FMI) che vuole supportare una ripresa economica e finanziaria nei diversi paesi colpiti dalla pandemia e dalla conseguente crisi economica. L’ipotesi più accreditata riguarda il prelievo forzoso una tantum sui conti correnti che contengono cifre molto alte, di almeno 500 mila euro.

Ipotesi di patrimoniale: cosa succede all’estero

L’Italia non è l’unico paese in cui si sta parlando di patrimoniale. In alcuni paesi questa tassa esiste già, in altri è un’ipotesi molto probabile. In Europa ci sono già alcuni paesi che impongono una tassa sul patrimonio. Si parla di Spagna, Norvegia e Svizzera:

  • Norvegia: la patrimoniale viene applicata sul patrimonio che supera i 152.000 euro, e corrisponde allo 0,85%; ci sono comunque agevolazioni per quest’anno, introdotte a causa della pandemia;
  • Spagna: l’imposta sul patrimonio su applica oltre i 700.000 euro, e varia dallo 0,2 al 3,75%;
  • Svizzera: l’imposta patrimoniale varia in base al cantone.

L’Italia al momento impone una tassazione patrimoniale simile a queste solo per le proprietà detenute all’estero. La patrimoniale che invece sta preoccupando i cittadini europei riguarda la tassa da prelevare forzatamente sui conti correnti che superano una certa cifra.

L’obiettivo è quello di sostenere le spese dei ceti più poveri, a discapito delle classi più ricche.
Al momento anche in America ci sono presupposti per andare in questa direzione. L’obiettivo è sostenere le fasce di popolazioni più colpite dalla crisi a discapito dei ceti più ricchi.

Nonostante le differenze tra Europa e America siano moltissime, l’ipotesi di sottrarre liquidi ai più ricchi per trasferirli alle classi più povere sta prendendo piede in moltissimi paesi del mondo.

Patrimoniale sul conto corrente o sulla prima casa

L’ipotesi più accreditata per una eventuale applicazione della patrimoniale a causa Covid-19 è quella di una nuova tassa sul conto corrente. Eppure non è l’unica, perché si ipotizza anche l’introduzione di un’IMU sulla prima casa, che al momento in Italia non viene applicata regolarmente.

La patrimoniale, stabilita sulle prime abitazioni, è di fatto voluta anche dall’Europa, dove in molti paesi già viene applicata normalmente. In Italia al momento i cittadini sono esonerati dal pagamento dell’IMU sulla prima casa, se rientrano entro certi canoni economici.

Che sia sul conto corrente o sulla prima casa, in ogni caso gli italiani aspettano con impazienza di avere un riscontro effettivo su quali saranno le prossime misure prese dal governo per la lotta alla crisi economica. Va ricordato che con il Recovery Plan sono previste riforme sia per quanto riguarda il sistema fiscale sia per il lavoro. Queste riforme porteranno dei vantaggi alle classe sociali più svantaggiate, o ai lavoratori più precari.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura e ne ho fatto un lavoro. Autrice indipendente. Ho collaborato con agenzie web e svolto diverse attività di volontariato: durante gli anni di studio rappresentavo un’associazione studentesca impegnata ad organizzare eventi culturali nel mondo della comunicazione. Nel 2019 ho viaggiato all’estero, partecipando come volontaria ai lavori per il Global Platform for Disaster Risk Reduction presso l’ONU di Ginevra (Svizzera)."

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