Dal tax ruling irlandese alla sentenza definitiva della Corte di Giustizia UE: come la pianificazione fiscale di Apple ha ridisegnato le regole internazionali e cosa rimane oggi dei vantaggi dopo il Pillar Two.
La struttura fiscale Apple si è sviluppata tra gli anni Ottanta e il 2014 attraverso il meccanismo del Double Irish: un disallineamento tra la normativa irlandese e quella statunitense sul place of effective management che ha consentito alle sussidiarie irlandesi del gruppo di accumulare utili con un'aliquota effettiva scesa fino allo 0,005% nel 2014. Il 10 settembre 2024 la Corte di Giustizia UE ha confermato definitivamente che quei vantaggi costituivano aiuti di Stato illegali per 13 miliardi di euro.
Perché il caso Apple è la chiave per capire la fiscalità internazionale Il caso Apple non è una vicenda giudiziaria tra tante: è il caso di studio che ha ridefinito i confini tra pianificazione fiscale lecita e aiuto di Stato illegale nel diritto tributario internazionale. Per quasi trent'anni, Apple ha costruito una struttura societaria capace di concentrare gli utili generati in tutto il mercato europeo, Medio Oriente e Africa inclusi, all'interno di società irlandesi soggette a un'aliquota effettiva scesa fino allo 0,005% nel 2014, come accertato dalla Commissione Europea nella decisione del 30 agosto 2016. Il meccanismo non era frutto di evasione fiscale: era il risultato di un'architettura giuridica costruita sfruttando asimmetrie legislative tra gli Stati Uniti e l'Irlanda, avallata da accordi fiscali bilaterali, i cosiddetti tax ruling, stipulati con le autorità irlandesi nel 1991 e nel 2007. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con sentenza definitiva del 10 settembre 2024, ha stabilito che quei vantaggi costituivano aiuti di Stato illegali ai sensi dell'articolo 107 del TFUE, ordinando all'Irlanda di recuperare 13,1 miliardi di euro di imposte non versate, oltre a 1,2 miliardi di interessi. Il caso si è chiuso nel maggio 2025, con il trasferimento dell'intero importo — 14,25 miliardi di euro — all'Exchequer irlandese. Per un imprenditore italiano con una struttura internazionale, leggere questo caso significa capire come funziona realmente la fiscalità dei grandi gruppi, quali strumenti normativi sono stati utilizzati, come l'OCSE e l'Unione Europea hanno risposto con il progetto BEPS e con la Global Minimum Tax al 15%, e soprattutto, quali di quei meccanismi sono oggi ancora praticabili e quali sono stati definitivamente smantellati. Per una panoramica più ampia su come funziona la tassazione dei grandi gruppi multinazionali, si rimanda all'articolo pillar di riferimento su come pagano le tasse le multinazionali. L'organigramma del gruppo Apple: le società e i loro ruoli La struttura multinazionale di Apple non è mai stata quella di una semplice azienda con filiali commerciali nei mercati di sbocco. È un'architettura societaria deliberatamente progettata per separare il luogo in cui si genera il valore commerciale dal lu...
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