Le spese mediche rimborsate (parzialmente o interamente) da una assicurazione facoltativa possono essere detratte dal 730 o dal modello Redditi Persone Fisiche? Qual’è il limite di spese mediche rimborsate dal FASI che si può detrarre? Di seguito tutte le regole per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

In sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, sia essa modello Redditi Persone Fisiche o modello 730, assumono particolare rilievo le modalità di detrazione delle spese sanitarie oggetto di rimborso da parte di assicurazioni o Enti privati.

In generale qualsiasi spesa, per poter essere considerata detraibile o deducibile ai fini delle imposte sui redditi, deve essere stata sostenuta dal contribuente che intende detrarla o dedurla.

Spese mediche rimborsate

La regola generale da ricordare è che posso dedurmi o detrarmi una spesa solo se questa è rimasta a mio carico. Pertanto, in linea di principio le spese sanitarie rimborsate non sono detraibili o deducibili.

Vedremo poi cosa significa questo con maggiore dettaglio.

Per questo, ho deciso di spiegarti il criterio che regola la disciplina per portare in detrazione le spese mediche rimborsate (parzialmente o integralmente) da una assicurazione facoltativa.

Cominciamo!


Le spese mediche rimborsate sono detraibili fiscalmente?

In generale, qualsiasi spesa sostenuta dal contribuente, per poter essere considerata detraibile o deducibile ai fini IRPEF, deve essere effettivamente rimasta a carico dello stesso.

Quindi appare chiaro stabilire, come regola generale, che le spese oggetto di rimborso, non possono essere considerate oneri deducibili o detraibili, per il contribuente.

Naturalmente questo vale anche per le spese mediche rimborsate da assicurazioni, ma con qualche eccezione che andremo ad analizzare.

Il rimborso delle spese mediche da parte di assicurazioni sanitarie

L’articolo 15, comma 1, lettera c) del DPR n. 917/86 prevede una particolare eccezione alla regola generale di non detraibilità o deducibilità degli oneri rimborsati al contribuente.

Secondo la predetta disposizione:

“Si considerano rimaste a carico del contribuente anche le spese rimborsate per effetto di contributi o premi di assicurazione da lui versati e per i quali non spetta la detrazione d’imposta o che non sono deducibili dal suo reddito complessivo né dai redditi che concorrono a formarlo.

Si considerano, altresì, rimaste a carico del contribuente le spese rimborsate per effetto di contributi o premi che, pur essendo versati da altri, concorrono a formare il suo reddito, salvo che il datore di lavoro ne abbia riconosciuto la detrazione in sede di ritenuta”

Articolo 15, comma 1, lettera c) del TUIR

Pertanto, secondo la predetta disposizione, il contribuente ha diritto alla detrazione o deduzione fiscale della spesa sanitaria sostenuta anche nel caso in cui la stessa sia stata rimborsata.

La detrazione avviene a condizione che il rimborso sia riconducibile a contributi o premi per i quali non è prevista la detraibilità o la deducibilità o che, essendo versati da altri (ad esempio, il datore di lavoro) concorrono formare il suo reddito di lavoro dipendente.

Criteri di deducibilità dal reddito dei contributi assicurativi

Per quanto riguarda i contributi deducibili, l’articolo 10, comma 1, lettera e) del DPR n. 917/86 afferma che sono deducibili dal reddito complessivo del contribuente i:

contributi versati, fino ad un massimo di €. 3.615,20, ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale istituiti o adeguati ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, che erogano prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministro della salute”

Articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR.

Pertanto, i contributi fino alla soglia di €. 3.615,20 non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente, così come previsto dall’articolo 51, comma 2, lettera a) del DPR n. 917/86, secondo il quale:

“i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, che operino negli ambiti di intervento stabiliti con il decreto del Ministro della salute di cui all’articolo 10, comma 1, lettera e – ter), per un importo non superiore complessivamente ad €. 3.615,20.

Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e – ter)”

Articolo 51, comma 2, lettera a) del TUIR

I rimborsi delle spese sanitarie sostenute dal contribuente

Gli enti o casse con finalità assistenziale sono tenuti a comunicare ogni anno all’anagrafe tributaria i dati completi afferenti i rimborsi effettuati, evidenziando gli importi erogati e ed i soggetti destinatari.

In pratica, l’Agenzia delle Entrate con queste informazioni è in grado di capire l’esatta applicazione da parte del contribuente della normativa appena richiamata riguardante la detraibilità delle spese mediche rimborsate.

E’ sufficiente, infatti, attivare un controllo formale della dichiarazione, ai sensi dell’articolo 36-ter del DPR n. 600/73, per verificare il comportamento del contribuente.

Quindi, come comportarsi di fronte a spese mediche rimborsate?

In linea generale, come abbiamo visto, gli oneri sostenuti dal contribuente e poi rimborsati allo stesso non danno diritto ad un beneficio fiscale. Il contribuente, infatti, deve essere inciso dall’onere, evento che in caso di rimborso non si verifica.

Inoltre, se il rimborso avviene in periodi di imposta successivi è necessario procedere alla tassazione separata (con facoltà di opzione per la tassazione ordinaria).

Vediamo quindi come operare distinguendo tra spese sanitarie non detraibili e spese sanitarie detraibili.


Come effettuare la detrazione delle spese sanitarie nei limiti del premio tassato?

Come abbiamo visto, in questi casi, per stabilire quando il contribuente ha diritto a potersi detrarre spese sanitarie, anche oggetto di rimborso è necessario prendere a riferimento la regola generale, la quale prevede che:

 assicurazione sanitaria non dedotta dal reddito = spesa medica rimborsata comunque detraibile

In tale contesto un ruolo particolare è svolto dagli enti e le casse esistenti nell’ambito del lavoro dipendente.

Il versamento di contributi a questi enti non da diritto alla detrazione di spese sanitarie rimborsate. Questo in corrispondenza di premi che non hanno formato reddito di lavoro dipendente, fino ad un importo massimo di €. 3.615,20.

La non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro significa, di fatto, aver fruito di una deduzione e dunque di un beneficio fiscale per il premio versato, quindi le spese sanitarie rimborsate sono tutte indetraibili dal reddito.

Esempio di calcolo delle spese mediche rimborsate detraibili in dichiarazione dei redditi

Proviamo ad effettuare un esempio pratico per individuare la quota di spese sanitarie rimborsate detraibili.

Ipotizza che i contributi al fondo sanitario siano pari a €. 6.000.

Le spese sanitarie rimborsate sono pari a €. 2.000.

I calcoli da effettuare per trovare la quota di spese mediche detraibili sono:

1) Calcolare la quota dei contributi che ha concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente:

(€. 6.000 – €. 3.615,20) = €. 2.384,80

che rappresenta l’eccedenza di contributi che forma reddito.

2) Determinare il rapporto percentuale tra contributi che hanno formato reddito e contributi versati:

(€. 2.384,80/€. 6.000) = 39,75%

Questa percentuale rappresenta la quota di contributo che ha concorso a formare reddito del dipendente.

3) Applicare la percentuale alle spese sanitarie rimborsate:

(€ 2.000 39,75%) = € 795

Questo valore rappresenta la quota di spese mediche che il lavoratore può portarsi in detrazione, anche se la spesa è stata rimborsata.

Tale importo potrà essere sommato alle altre spese mediche del contribuente, fruendo della detrazione fiscale del 19%.


I rimborsi delle spese mediche del FASI

Una particolare casistica che riguarda il rimborso delle spese sanitarie è quella che riguarda il FASI (Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa alle prestazioni del servizio sanitario nazionale).

Si tratta di un fondo che effettua prestazioni sanitarie a favore dei dirigenti delle imprese industriali, siano essi in servizio o in pensione.

Sul punto l’Agenzia delle Entrate si è espressa con le Risoluzioni n. 114/E/2003, 78/E/2004, 167/E/2005 e la Circolare n. 24/E/2004.

Con questi documenti di prassi è stata definitivamente chiarita la possibilità di portare in detrazione le spese sanitarie rimborsate dal Fondo.

La situazione può essere così riepilogata e riassunta.

La detrazione delle spese mediche rimborsate dal FASI per i dirigenti in servizio

Per i dirigenti in servizio trova applicazione la disciplina di non concorrenza alla formazione del reddito di lavoro dipendente dei contributi versati fino alla soglia di €. 3.615,20.

Pertanto, l’eventuale rimborso lascia il diritto alla detrazione soltanto in proporzione alla quota dei premi che hanno formato reddito, ovvero quelli superiori alla soglia.

Le spese mediche rimborsate deducibili si trovano con il meccanismo di calcolo visto in precedenza.

Non vi sono, quindi, differenze di trattamento tra un dirigente iscritto al FASI ed un dipendente con versamenti effettuati ad altri enti.

La detrazione delle spese mediche rimborsate dal FASI per i dirigenti in pensione

Per i dirigenti in pensione indipendentemente dall’entità del rimborso la detrazione fiscale delle spese sanitarie resta sempre piena.

Questo, in quanto non può trovare in nessun caso applicazione la disciplina della concorrenza al reddito dei premi versati.

Infatti, i premi versati al fondo del FASI per i dirigenti in pensione non sono mai individuali, ma sempre collettivi, e per questo non permettono di applicare la norma di cui all’articolo 51, comma 2, lettera a) del TUIR, confluendo appieno nel reddito di pensione.

Trattandosi quindi di contributi non dedotti dal reddito, per i dirigenti in pensione le spese mediche rimborsate dal FASI sono sempre ed interamente detraibili.

Per approfondire: Detrazione spese sanitarie nel modello 730


Rimborso delle spese mediche e detrazione fiscale: conclusioni

La disciplina fiscale riguardante il rimborso delle spese sanitarie rimborsate non è delle più semplici. Si tratta di una delle casistiche in cui vengono commessi maggiori errori nella dichiarazione dei redditi.

In questo contributo ho cercato di fornirti poche e semplici regole da seguire per non commettere errori. Tuttavia, mi rendo conto che non sempre sia facile capire se e quante spese mediche rimborsate possiamo correttamente detrarre.

Se quanto indicato in questo articolo non ti è sufficiente per risolvere i tuoi dubbi, lascia un commento di seguito. Potrai ricevere nel più breve tempo un consiglio da parte mia su come procedere.

Detrazione delle spese mediche rimborsate: FAQ

Cosa accade però se il premio versato agli enti è superiore al limite di 3.615,20 euro?

Se si verifica tale ipotesi, si riapre una possibilità di detrazione per la parte di spesa medica proporzionale al premio tassato nell’ambito del lavoro dipendente.
Sul punto vedasi la Circolare n. 50/E/2002 dell’Agenzia delle Entrate.

Come individuare la quota di spese sanitarie rimborsate detraibili in dichiarazione?

Per calcolare la quota di spese sanitarie detraibili è necessario operare nel seguente modo:
– calcolare la quota dei contributi che ha concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente. Tale valore è dato dalla differenza tra il totale dei contributi versati al fondo dal lavoratore dipendente e la soglia di €. 3.615,20;
– trovare il rapporto percentuale tra i contributi che hanno concorso alla formazione del reddito di lavoro dipendente e il totale dei contributi versati;
– applicare tale percentuale alle spese sanitarie oggetto di rimborso per individuare l’importo fruibile in deduzione o rispetto al quale calcolare la detrazione. Quest’importo, dunque, potrà essere legittimamente sommato alle altre spese mediche del contribuente, fruendo del beneficio fiscale.

Commenti all’articolo

Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Per l’analisi di situazioni personali, l’unico modo per ottenere risposta è attraverso il servizio di consulenza fiscale.

136 COMMENTI

  1. Buongiorno e complimenti per la chiarezza dell’articolo e delle risposte. Le pongo un quesito sui rimborsi (diretti ed indiretti) relativi a familiari a carico (figli) e non a carico (coniuge) del FASDAC di cui io sono titolare e per il quale risultano contributi oltre la soglia dei 3615 euro.
    Per quanto riguarda i figli le spese sono tutte divise a metà tra i genitori per cui pare evidente che porteremo entrambe in detrazione metà della quota parte non rimborsata, ma come ci si comporta con la quota parte a me rimborsata e come con la quota parte direttamente rimborsata dal fondo alle strutture sanitarie? Quale quota di detrazione spetta a me ed all’altro genitore (che ha contributi inferiori a 3615 euro)?
    Questione simile per il coniuge non a carico: come devo trattare i rimborsi indiretti a me pervenuti di spese mediche sostenute dal coniuge e come i rimborsi diretti direttamente effettuati dal fondo alla struttura sanitaria utilizzata dal coniuge?
    Grazie

  2. Buongiorno
    avete chiarito bene che nel caso il rimborso arrivasse l’anno successivo e non fosse stato considerato va soggetto a dichiarazione e tassazione separata l’anno successivo.
    Ecco la domanda va tassato nella totalità o solo nella quota che sarebbe stata da detrarre dalle spese mediche ?
    Nel caso del Fasdac per la parte da detrarre dalle spese mediche va applicata la formula proporzionale ai contributi che vanno a formare il reddito (quelli in eccesso ai famosi 3615.2, quindi avendo io versato 6571.68 ho comunque un 45% di rimborso che non devo sottrarre alle spese mediche, che viene comunque considerato a mio carico)
    se l’anno prossimo ricevessi un rimborso di, esempio, 1000 euro, quanto di questo va a formare il famoso importo “altro reddito” ?
    tutto o il 55% che avrei dovuto sottrarre dalle spese detraibili ?

    Grazie mille
    Giuseppe Sonzogni

  3. Sono un pensionato iscritto al FASI. Mi è chiaro che mi è vietato dedurre il contributo annuale che verso al FASI e dunque che mi è consentito detrarre nel 730 anche la parte di spese mediche che il FASI mi rimborsa. Però io ho anche aderito ad un fondo integrativo al FASI, gestito da AON/Previline. La somma totale dei due versamenti è di circa € 2500, dunque inferiore a € 3615. Il mio quesito è il seguente: posso esimermi dal dedurre anche il contributo al fondo integrativo e mantenere il diritto di detrarre dal 730 l’intera somma che mi viene rimborsata, senza che mi venga ri-addebitata l’anno successivo come “altri redditi a tassazione separata” ? Nella predisposizione del 730 Precompilato, può l’Agenzia delle Entrate imporre la deduzione del versamento integrativo al FASI e contestualmente inserire i rimborsi detratti tra i redditi a tassazione separata? Si si, ciò varrebbe solo per la parte relativa all’integrazione, oppure includerebbe anche la parte rimborsata contestualmente dal FASI. Grazie per la cortese assistenza

  4. Dipendente con Assicurazione/Fondo stipulata con Azienda, fatture per visite specialistiche del 2018 con una quota a carico mio e una quota all’Assicurazione/Fondo, io ho detratto nel 2019 le quote da me pagate, ma l’assicurazione per le sue quote delle fatture comunica all’Agenzia delle Entrate un Rimborso Spese avvenuto nel 2019 (anno successivo alla Prestazione). Ora nel 730-2020 ho nel 730 precompilato, un importo nel Rigo D7 Tassazione separata inerente al Rimborso che oltretutto non è arrivato a me, ma alla struttura ospedaliera che aveva emesso le due Fatture nel 2018. Devo lasciare questo Rimborso, di non mia spettanza, o devo eliminare questo rigo D7?

  5. C’è qualcosa che non mi torna. La mia ditta paga un’assicurazione per fare i controlli e analisi mediche. Mi viene rilasciata a mio nome una fattura (131 euro che non mi fanno pagare essendo già pagata dall’assicurazione. La porto in detrazione nel 2018 perché la legge dice che se il datore di lavoro stipula assicurazioni sanitarie i dipendenti anche se non pagano le prestazioni avute possono portarla in detrazione. L’anno successivo (questo) viene visualizzato nel rigo D7 131 euro che mi vengono tassati al 20% (credo sia per tutti come tassazione separata). Quindi io ricevo un beneficio con un rimborso del 19% nel 2018 e nel 2019 vengo tassato al 20% sullo stesso importo!! Che senso ha ??? Grazie per l’eventuale spiegazione!!!

  6. La tassazione è dovuta solo se lei ha dedotto (o meglio la sua azienda lo ha fatto per lei) il contributo assicurativo. In questo caso l’onere non è stato sostenuto, perché rimborsato, in questo caso per evitare il doppio beneficio (deduzione e rimborso), il rimborso viene tassato.

  7. Buona sera. Sono un dirigente in quiescenza iscritto volontariamente al FASI. Inoltre la mia società ha riservato come benefit per i dirigenti di lungo servizio l’accesso gratuito ai rimborsi integrativi del FASI tramite la stessa assicurazione sanitaria attiva per i dirigenti in servizio. Per l’anno 2019 questa assicurazione integrativa ha trasmesso all’agenzia delle entrate un rimborso di 7.371 €, che è portata in diminuzione alle spese sanitarie con la postilla di verificare se queste spese sanitarie sono detraibili anche in presenza di rimborso. Credo che le spese rimborsate dal FASI siano interamente deducibili mentre non so se lo sono anche quelle integrative, o quantomeno in quale misura.

  8. Buongiorno, pago in detrazione alla mia busta paga una quota mensile per polizza sanitaria Assicassa. L’intera polizza è a mio carico e non la porto in deduzione in quanto trattasi di una polizza interaziendale di gruppo. Posso in questo caso portare in detrazione le spese sanitarie anche se rimborsate dalla polizza? Nel 730 precompilato alla voce Rimborsi da Enti compare un importo molto alto che non coincide con i rimborsi che ho avuto nell’anno 2019 dalla polizza e non coincide con il costo della polizza stessa. Nel caso debba detrarre le spese rimborsate devo cancellare totalmente questo rigo?

  9. Buongiorno,
    Sono un pensionato iscritto per l’assistenza sanitaria al Fisde.
    A volte si è propensi a lasciar perdere qualche lieve inesattezza contenuta nel precompilato del 730, a credito o a debito che sia, per evitare eventuali controlli da parte di Agenzia delle Entrate. Io penso che bisogna comunque controllare per bene vantaggi o svantaggi.
    Vorrei porre questo quesito: La mia assicurazione effettua a volte rimborsi in due tranches, la seconda delle quali nell’anno successivo a quello di spesa; poi vi sono le spese sostenute negli ultimi mesi dell’anno che ovviamente vanno a rimborso nell’anno successivo. Io per esempio nel 2018 ho sostenuto spese sanitarie per 8.406 euro. Il rimborso parziale da parte dell’assicurazione, ammontante a € 2.500, è pervenuto in due tranches tra marzo e giugno del 2019. Nel mese di luglio 2019 ho inviato il precompilato 730/2019 modificando l’importo del quadro E da 8.406 a 5.906 corrispondente alla parte di spesa rimasta a mio carico, evitando un maggior rimborso da parte di AE del 19%. Credo di aver fatto bene. Quest’anno ovviamente nel 730/2020 al rigo D7 compaiono in colonna 4 euro 2500 per l’anno 2019 che provvederò a depennare, evitando la tassazione separata al 20%. E’ corretto?.
    Grazie

  10. Buongiorno, sono anch’io confuso su come gestire il rigo D7.
    Sono un dirigente iscritto al FASI come assicurazione medica per la quale annualmente ricevo un accredito per le spese mediche sostenute personalmente e dei miei familiari; per queste spese io non chiedo alcun rimborso.
    Nel rigo D7 mi trovo con causale 4 un importo relativo al 2018 che mi viene tassato al 20%, devo rimuovere tale importo oppure questa tassazione è dovuta ?
    Grazie per il supporto

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