Rimborso Irpef del modello 730 in busta paga o nella pensione: quali sono i tempi di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate? Scopiamo insieme le tempistiche di accredito del rimborso derivante dal modello 730.

Ogni anno a partire dal mese di aprile lavoratori dipendenti e pensionati presentano il modello dichiarativo. In particolare, il modello 730 che permette di dichiarare in modo semplice i redditi da lavoro dipendente, i redditi fondiari, i redditi diversi, permettendo l’accredito di eventuali crediti Irpef direttamente in busta paga o sulla pensione.

La possibilità di ottenere i crediti fiscali (tipicamente Irpef o cedolare secca) direttamente in busta paga è il principale vantaggio de modello 730. Allo stesso modo, tuttavia, tale modello consente di effettuare le trattenute dovute di Irpef, cedolare secca o addizionali (comunale e regionale) direttamente in busta paga.

Ogni anno, quindi, il soggetto che ha presentato il modello 730 si chiede quando vengano operate le ritenute relative alla dichiarazione oppure, se è finito a credito, quando riceverà in busta paga l’accredito fiscale. Inoltre, quest’anno, considerate le problematiche legate all’emergenza epidemiologica la scadenza di presentazione del modello 730 è slittata al 30 settembre, e con essa anche il calendario dei rimborsi.

In questo contributo andremo a vedere come funziona il rimborso 730 nel 2020 per i contribuenti che utilizzano il modello 730 (precompilato o meno). Inoltre, vedremo cosa fare nel caso in cui il rimborso non venga erogato.

Rimborso 730 in busta paga

Come funziona il rimborso dei crediti fiscali del modello 730 direttamente in busta paga?

Il modello 730 per lavoratori dipendenti e pensionati può essere presentato ogni anno a partire dal 15 aprile e fino al 30 settembre. Quest’anno, infatti, l’emergenza legata al Covid-19 ha portato il Governo, con il Decreto Cura Italia a spostare la scadenza del modello 730 al 30 settembre. Questo al posto della consueta data di termine del 23 luglio, valida fino allo scorso anno.

A seguito dell’emergenza da Covid-19 la nuova scadenza del modello 730 2020 è passata ufficialmente dal 23 luglio al 30 settembre. Per questo motivo in molti si stanno chiedendo quali sono le effettive tempistiche per ottenere il rimborso dei crediti fiscali dal modello 730.

Quando arriva il rimborso Irpef da modello 730 in busta paga?

Finora i contribuenti, lavoratori dipendenti o pensionati, hanno sempre ottenuto il rimborso delle imposte (solitamente Irpef, cedolare secca o addizionali) a partire dal:

  • Mese di luglio, se lavoratori dipendenti;
  • Dal mese di agosto/settembre se pensionati.

Nel 2020 il calendario fiscale per il modello 730 è stato modificato ed allungato. Per questo i tempi di rimborso sono, per forza, allungati.

  • Rimborso del modello 730 nel mese di luglio: se il modello dichiarativo è stato consegnato a giugno;
  • Rimborso del modello 730 ad agosto/settembre se il modello dichiarativo è stato consegnato a luglio;
  • Oppure, rimborso del modello 730 ad ottobre, se il modello dichiarativo è stato presentato nel mese di settembre.

Queste, sostanzialmente, sono le date utili per ottenere i rimborsi fiscali da modello 730.

Come avviene il pagamento del rimborso fiscale del 730 in busta paga?

Arriverà in busta paga, il rimborso fiscale 2020, per tutti coloro che hanno un credito Irpef, sulla dichiarazione modello 730. Altri, invece, dovranno necessariamente attendere il rimborso senza sostituto” nel mese di dicembre (da parte dell’Agenzia delle Entrate) o dovranno pagare la maggiore Irpef.

Nella busta paga di luglio, i contribuenti che hanno inviato tempestivamente il modello fiscale 730, potrebbero ricevere:

  • Un credito Irpef, ovvero una somma aggiuntiva alla retribuzione dovuta dal fatto che in dichiarazione il contribuente ha potuto scomputare oneri deducibili o detraibili sostenuti nel periodo di imposta;
  • Una o più trattenute Irpef. Questo nel caso in cui il modello 730 finisca con un debito di imposta.

Le indicazioni del rimborso o delle trattenute in busta paga

Il pagamento del credito Irpef, risultante dal prospetto di liquidazione del modello 730, avviene direttamente, a partire dalla busta paga di luglio, da parte del datore di lavoro privato e dal Tesoro, per i dipendenti pubblici.

I contribuenti che utilizzano il 730 e richiedono il rimborso Irpef sopra le 12 euro ricevono quanto pagato direttamente in busta paga da parte del datore di lavoro.

All’interno della busta paga, il contribuente che ha un rimborso Irpef, troverà la voce specifica: 

IRPEF A CREDITO DICH. (730) o Rimborso fiscale 730.

Al contrario, i soggetti che si trovano a pagare delle maggiori imposte visualizzeranno sulla busta paga la specifica voce: 

IRPEF A DEBITO DICH. 730

E’ importante verificare l’esatto importo del rimborso 730 o chiedere al consulente fiscale, l’importo totale che dovrà essere accredito in busta paga.

Come funziona il rimborso Irpef per il datore di lavoro?

Il rimborso 730 Irpef o le trattenute Irpef sul modello 730, non sono assolutamente un costo per il datore di lavoro. Lo stesso o l’amministrazione pubblica, rimborsa gli importi a credito del lavoratore dipendente, nella busta paga di Luglio/Agosto o nelle successive ed entro il 16 del mese successivo, sottrae questi importi o provvede a pagarli, nella sezione erario del modello F24.

Sostanzialmente il datore di lavoro anticipa il pagamento del trattamento integrativo delle retribuzione e lo recupera come credito, nel modello F24, con il codice tributo 1701.

Cosa fare se non si riceve il rimborso Irpef in busta paga?

Se il contribuente non riceve il rimborso sulla busta paga di luglio 2020, i motivi possono essere i seguenti:

  • Non è stato indicato correttamente il sostituto d’imposta sul modello 730. In questo caso bisogna farlo presente al Caf o al consulente fiscale che ha presentato la dichiarazione dei redditi e correggerlo con un 730 integrativo;
  • Non è stato acquisito il modulo telematico 730/4 dal Consulente del lavoro dell’azienda (in questo caso bisogna chiedere una copia 730/4 al Caf o maggiori informazioni);
  • Il datore di lavoro non ha inserito questo importo in busta paga.

Il rimborso fiscale Irpef dei lavoratori dipendenti privati e pubblici, si riceve in maniera rateizzata dalla busta paga di luglio 2020 e sugli stipendi successivi, quando il datore di lavoro (in relazione all’Irpef pagata per tutti i dipendenti) non può rimborsare l’intera somma in un’unica soluzione.

Ricorda sempre che il datore di lavoro è tenuto ad informarti sui tempi di rimborso derivanti dal modello 730. Qualora, in estrema ratio, il lavoratore dipendente si renda conto che il datore di lavoro, senza motivo valido, non ha inserito l’importo del credito fiscale in busta paga può intervenire. In questo caso il lavoratore deve presentare apposita denuncia alle autorità competenti.

I controlli sul modello 730 da parte dell’Amministrazione finanziaria

Per il modello 730 precompilato con o senza modifica presentato dal Caf o da un Commercialista sono previsti controlli documentali legati alla verifica degli oneri deducibili o detraibili inseriti in dichiarazione.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di chiedere al contribuente la documentazione necessaria per la verifica del possesso dei requisiti per fruire di bonus o agevolazioni fiscali. Ad esempio, può essere verificata la destinazione dell’immobile ad abitazione principale, nei 12 mesi dall’acquisto, le detrazioni per i bonus legati alle ristrutturazioni edilizie o per la riqualificazione energetica, e così via.

La stessa cosa accade se si utilizza il modello 730 ordinario o si concretizza un rimborso di imposta di importo superiore a 4.000 euro. In questo caso, come previsto dalla Legge n. 147/13 sono previsti controlli preventivi, anche documentali, sulle detrazioni dei familiari a carico superiori a 4.000 euro e l’erogazione del rimborso avviene non in busta paga ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo, esclusivamente dopo la conclusione positiva delle operazioni di controllo preventivo.

2 COMMENTI

  1. Sono debitore verso Equitalia, ma nel 730 presentato il 7 luglio 2020 ho un credito di >€ 3.000,00.
    Equitalia può impedire ed inglobare tale credito il cui rimborso è stato richiesto tramite sostituto d’imposta?
    Ringraziando, cordialità.

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