rimborso modello 730

Rimborso Irpef del modello 730 in busta paga o nella pensione: quali sono i tempi di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate? Scopiamo insieme le tempistiche di accredito del rimborso derivante dal modello 730.

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Ogni anno, i lavoratori dipendenti ed i pensionati presentano il modello dichiarativo. In particolare, il modello 730 che permette di dichiarare in modo semplice i redditi da lavoro dipendente, i redditi fondiari, i redditi diversi, permettendo l’accredito di eventuali crediti Irpef direttamente in busta paga o sulla pensione.

La possibilità di ottenere i crediti fiscali (tipicamente Irpef o cedolare secca) direttamente in busta paga è il principale vantaggio de modello 730. Allo stesso modo, tuttavia, tale modello consente di effettuare le trattenute dovute di Irpef, cedolare secca o addizionali (comunale e regionale) direttamente in busta paga.

La presentazione del modello 730 è possibile a partire dal 19 maggio e fino al 30 settembre 2021. Una volta presentato il modello dichiarativo ci si chiede quali siano i tempi di erogazione dei pagamenti e dei rimborsi derivanti dal modello dichiarativo.

Il rimborso avviene a partire dal mese di luglio per i lavoratori dipendenti, e dal mese di agosto per i pensionati, a condizione che la dichiarazione venga presentata entro la fine del mese di giugno. Altrimenti, i tempi di rimborso aumentano.

In questo contributo andremo a vedere come funziona il rimborso 730 per i contribuenti che utilizzano il modello 730 (precompilato o meno). Inoltre, vedremo cosa fare nel caso in cui il rimborso non venga erogato.

Leggi anche: “Pagamenti e rimborsi da 730: le tempistiche”


Quando arriva il rimborso Irpef da modello 730 in busta paga?

La presentazione del Modello 730 può comportare:

  • A debito per il contribuente;
  • Un credito del contribuente nei confronti del Fisco, in questo caso la tassazione subita nel corso dell’anno precedente è stata superiore a quella effettivamente dovuta.

Il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, opererà una trattenuta nella busta paga, delle imposte ancora dovute, in caso di conguaglio 730 a debito oppure un rimborso delle imposte trattenute in eccedenza in busta paga, in caso di conguaglio 730 a credito.

Per i lavoratori dipendenti l’accredito del rimborso arriva a partire dal mese di luglio, in busta paga. Qualora invece, il contribuente debba versare delle somme, vengono trattenute dalla retribuzione a partire dal mese di luglio direttamente nella busta paga.

L’accredito del rimborso è legato all’invio della presentazione del Modello 730:

  • Se il 730 è stato presentato a maggio ed è stato spedito al Fisco entro il 15 giugno l’accredito arriva nella busta paga di luglio;
  • Qualora il Modello 730 sia spedito entro luglio, il rimborso verrà accreditato nella busta paga di agosto.

Per i pensionati il rimborso IRPEF viene accreditato nel cedolino della pensione a partire dal mese di agosto o di settembre, pertanto slitta di 2 mesi rispetto alla data di invio della Dichiarazione dei redditi.

In alcuni casi, tuttavia, i tempi di rimborso del credito risultante dalla dichiarazione possono essere molto più lunghi. Mi riferisco a due casistiche principali, ovvero quelle legate:

  • Alla modifica della dichiarazione dei redditi precompilata da parte del contribuente (senza rivolgersi ad un intermediario, Caf o dottori Commercialisti), oppure
  • Al fatto che il credito IRPEF superi i 4.000 euro e sia derivante da detrazioni per carichi di famiglia o eccedenze di imposta derivanti da precedenti annualità.

Al verificarsi di una di queste casistiche, infatti, attendere almeno sei mesi per ottenere il rimborso in busta paga (art. 5, comma 3-bis D.Lgs. n. 175/14).

Modello 730 senza sostituto d’imposta

I contribuenti che non hanno un sostituto di imposta, pensiamo al caso in cui sia avvenuto un licenziamento nel corso dell’anno, possono comunque decidere di presentare il modello 730 precompilato o ordinario, con una particolare modalità, denominata 730 senza sostituto di imposta.

Attraverso la presentazione di questo modello dichiarativo il contribuente può presentare la propria dichiarazione, e se dalla stessa dovesse scaturire un credito IRPEF o cedolare secca, da rimborsare, sarà la stessa Agenzia delle Entrate ad effettuare il rimborso del credito.

Il rimborso nel 730 senza sostituto attraverso l’accredito sul conto corrente bancario del contribuente. Al fine di permettere all’Agenzia delle Entrate di effettuare nei tempi visti sopra, l’accredito al contribuente, lo stesso dovrà preventivamente comunicare all’Agenzia delle Entrate le proprie coordinate bancarie (a questo link puoi trovare il modello per la comunicazione “Modello comunicazione coordinate bancarie“).

Il contribuente deve compilare e firmare il modello e consegnarlo presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Da quel momento l’Agenzia potrà effettuare il bonifico. In caso contrario, ove il contribuente non abbia comunicato all’Agenzia delle Entrate le proprie coordinate bancarie: il contribuente stesso riceverà un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale per riscuotere il rimborso IRPEF in contanti, nel caso in cui lo stesso sia di importo non superiore a 1.000 euro. Per rimborsi IRPEF di importo superiore il contribuente riceverà un vaglia della Banca d’Italia con cui potrà riscuotere il rimborso

Come avviene il pagamento del rimborso fiscale del 730 in busta paga?

Arriverà in busta paga, il rimborso fiscale 2021, per tutti coloro che hanno un credito Irpef, sulla dichiarazione modello 730. Altri, invece, dovranno necessariamente attendere il rimborso senza sostituto” nel mese di dicembre (da parte dell’Agenzia delle Entrate) o dovranno pagare la maggiore Irpef.

Nella busta paga di luglio, i contribuenti che hanno inviato tempestivamente il modello fiscale 730, potrebbero ricevere:

  • Un credito Irpef, ovvero una somma aggiuntiva alla retribuzione dovuta dal fatto che in dichiarazione il contribuente ha potuto scomputare oneri deducibili o detraibili sostenuti nel periodo di imposta;
  • Una o più trattenute Irpef. Questo nel caso in cui il modello 730 finisca con un debito di imposta.

Le indicazioni del rimborso o delle trattenute in busta paga

Il pagamento del credito Irpef, risultante dal prospetto di liquidazione del modello 730, avviene direttamente, a partire dalla busta paga di luglio, da parte del datore di lavoro privato e dal Tesoro, per i dipendenti pubblici.

I contribuenti che utilizzano il 730 e richiedono il rimborso Irpef sopra le 12 euro ricevono quanto pagato direttamente in busta paga da parte del datore di lavoro.

E’ importante verificare l’esatto importo del rimborso 730 o chiedere al consulente fiscale, l’importo totale che dovrà essere accredito in busta paga.

Come funziona il rimborso Irpef per il datore di lavoro?

Il rimborso 730 Irpef o le trattenute Irpef sul modello 730, non sono assolutamente un costo per il datore di lavoro. Lo stesso o l’amministrazione pubblica, rimborsa gli importi a credito del lavoratore dipendente, nella busta paga di Luglio/Agosto o nelle successive ed entro il 16 del mese successivo, sottrae questi importi o provvede a pagarli, nella sezione erario del modello F24.

Sostanzialmente il datore di lavoro anticipa il pagamento del trattamento integrativo delle retribuzione e lo recupera come credito, nel modello F24.

Cosa fare se non si riceve il rimborso Irpef in busta paga?

Se il contribuente non riceve il rimborso sulla busta paga, i motivi possono essere i seguenti:

  • Non è stato indicato correttamente il sostituto d’imposta sul modello 730. In questo caso bisogna farlo presente al Caf o al consulente fiscale che ha presentato la dichiarazione dei redditi e correggerlo con un 730 integrativo;
  • Non è stato acquisito il modulo telematico 730/4 dal Consulente del lavoro dell’azienda (in questo caso bisogna chiedere una copia 730/4 al Caf o maggiori informazioni);
  • Il datore di lavoro non ha inserito questo importo in busta paga.

Il rimborso fiscale Irpef dei lavoratori dipendenti privati e pubblici, si riceve in maniera rateizzata dalla busta paga di luglio e sugli stipendi successivi, quando il datore di lavoro (in relazione all’Irpef pagata per tutti i dipendenti) non può rimborsare l’intera somma in un’unica soluzione.

Ricorda sempre che il datore di lavoro è tenuto ad informarti sui tempi di rimborso derivanti dal modello 730. Qualora, in estrema ratio, il lavoratore dipendente si renda conto che il datore di lavoro, senza motivo valido, non ha inserito l’importo del credito fiscale in busta paga può intervenire. In questo caso il lavoratore deve presentare apposita denuncia alle autorità competenti.

I controlli sul modello 730 da parte dell’Amministrazione finanziaria

Per il modello 730 precompilato con o senza modifica presentato dal Caf o da un Commercialista sono previsti controlli documentali legati alla verifica degli oneri deducibili o detraibili inseriti in dichiarazione.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di chiedere al contribuente la documentazione necessaria per la verifica del possesso dei requisiti per fruire di bonus o agevolazioni fiscali. Ad esempio, può essere verificata la destinazione dell’immobile ad abitazione principale, nei 12 mesi dall’acquisto, le detrazioni per i bonus legati alle ristrutturazioni edilizie o per la riqualificazione energetica, e così via.

La stessa cosa accade se si utilizza il modello 730 ordinario o si concretizza un rimborso di imposta di importo superiore a 4.000 euro. In questo caso, come previsto dalla Legge n. 147/13 sono previsti controlli preventivi, anche documentali, sulle detrazioni dei familiari a carico superiori a 4.000 euro e l’erogazione del rimborso avviene non in busta paga ma direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo, esclusivamente dopo la conclusione positiva delle operazioni di controllo preventivo.

16 COMMENTI

  1. Sono debitore verso Equitalia, ma nel 730 presentato il 7 luglio 2020 ho un credito di >€ 3.000,00.
    Equitalia può impedire ed inglobare tale credito il cui rimborso è stato richiesto tramite sostituto d’imposta?
    Ringraziando, cordialità.

  2. Entro quanto tempo l’agenzia dell’entrate mi rimborsa i soldi,dovrei avere più di 1000 euro ho fatto il 730 a fine luglio è ancora non ho visto l’accredito,quando mi arrivano i soldi?

  3. Dopo controlli sul sito dell’agenzia delle entrate è riportata la dicitura liquidato il 10/11 ma in busta paga non c’è niente neanche a Gennaio 2021… perché secondo lei? Cosa fare?

  4. Buongiorno, io ho ricevuto dal sostituto d’imposta meno della metà del rimborso 730 spettante. Visto che tutti i dipendenti sono in cassa integrazione, non mi viene inserito il resto in busta paga. L’azienda non ha il montante Irpef per gli stipendi. Posso fare qualcosa per avere i soldi prima possibile oppure mi tocca aspettare se e quando l’azienda riprende ad erogare stipendi?
    Grazie

  5. Il Caf mi ha calcolato una Irpef da rimborsare minore di 63 euro di quella calcolata nella dichiarazione precompilata del Mod 730 2021 dell’agenzia delle entrate. Cosa devo fare? Grazie

  6. Buongiorno,
    ho un rimborso di 2000 circa, con dichiarazione fatta a giugno ad oggi ho ricevuto solo 122.03€ ed il commercialista del mio datore di lavoro mi ha detto che “…non è stato integralmente eseguito per insufficienza di ritenute del mese. Tecnicamente non essendoci altri dipendenti nella società non ci sono ritenute sufficienti tali da fare in modo che venga inserito il rimborso.
    Il residuo del 730 sarà rimborsato nei prossimi mesi nei limiti della capienza del monte ritenute disponibile.”
    Possibile che devo attendere 10-11 mesi per il rimborso? il mio datore di lavoro mi aveva detto che per lui si poteva fare in un’unica soluzione…cosa posso fare?

  7. Il 31 maggio 2021 ho inviato per accettazione il 730 precompilato di mia moglie. Ad oggi non c’è stato alcun accredito. Mia moglie è un insegnante. Cosa fare? Grazie e saluti

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