Riduzione Capitale Sociale nelle SRL

0
2015

Riduzione Capitale Sociale nelle SRL: riduzione del capitale volontaria e riduzione del capitale per perdite. Analisi della normativa, rimedi e principi da seguire.

Nel corso della propria vita una SRL può trovarsi nella situazione di determinare la riduzione del Capitale Sociale.

La decisione sulla riduzione del capitale sociale spetta all’assemblea dei soci su invio dell’organo amministrativo. Questi può arrivare alla decisione di ridurre il capitale sociale per vari motivi.

Ad esempio può essere il caso di esuberanza del capitale sociale rispetto alle reali esigenze delle società. La società, infatti, in relazione all’andamento economico può trovare ad avere un capitale esuberante rispetto al necessario.

Oppure, il caso più frequente è sicuramente quello della riduzione capitale sociale per perdite. In questo caso, quando le perdite coprono le riserve, il capitale sociale deve essere ridotto. Infine, quando le perdite intaccano anche il limite minimo previsto per il capitale sociale, occorre anche effettuare un successivo aumento di capitale sociale.

In tutti questi casi l’organo amministrativo ha facoltà di convocare l’assemblea del soci con oggetto: riduzione capitale sociale.

In questo caso l’assemblea dei soci ha facoltà di decidere autonomamente se avallare o meno la proposta dell’organo amministrativo.

Nella maggior parte dei casi la decisione delle riduzione capitale sociale dipende dalle motivazioni individuate dall’organo amministrativo.

In ogni caso in questo articolo ho deciso di riportarti tutte le informazioni che possono esserti utili per affrontare la riduzione del capitale sociale nelle SRL.

Cominciamo!


RIDUZIONE CAPITALE SOCIALE NELLE SRL

Come anticipato la riduzione del capitale sociale nelle SRL può avvenire esclusivamente in presenza di queste due fattispecie:

  • Riduzione volontaria del capitale sociale;
  • Riduzione del capitale sociale per perdite.

La riduzione del capitale sociale può essere invocata dall’assemblea per qualsiasi motivo. La cosa importante è che l’organo amministrativo spieghi le motivazioni per le quali chiede all’assemblea di deliberare la riduzione del capitale.

Vediamo, adesso, in dettaglio le due fattispecie di riduzione del capitale nelle SRL.


RIDUZIONE VOLONTARIA DEL CAPITALE SOCIALE NELLE SRL

L’articolo 2482 del cc prevede che la riduzione del capitale può aver luogo mediante:

  • Rimborso ai soci delle quote pagate o mediante
  • Liberazione dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti.

La decisione dei soci di ridurre il capitale sociale può essere eseguita solo dopo 3 mesi dall’iscrizione nel Registro delle Imprese della decisione. Questo a garanzia dei creditori sociali.

Infatti, in questo termine i creditori sociali (anteriori all’iscrizione) hanno possibilità di fare opposizione.

PROCEDURA DI RIDUZIONE DEL CAPITALE

La disciplina volta alla riduzione volontaria del capitale è soggetta ad una specifica procedura.

Prima di tutto la delibera di riduzione capitale sociale è di esclusiva competenza dell’assemblea dei soci.

L’assemblea viene convocata all’organo amministrativo e si riunisce alla presenza di un notaio.

L’assemblea ove deliberi la riduzione, può:

  • Assegnare il parziale rimborso ai soci dei conferimenti effettuati, oppure,
  • La liberazione dei soci stessi dall’effettuare parte del conferimento non ancora eseguita.

Come anticipato, la disciplina si occupa anche di tutelare i creditori sociali. I creditori precedenti all’iscrizione della delibera nel Registro delle Imprese sono tutelati attraverso il rimedio dell’opposizione.

Lo vedremo meglio in seguito.

LIMITI GENERALI

La delibera di riduzione volontaria del capitale sociale deve in ogni caso rispettare i seguenti limiti generali:

  1. Il capitale sociale non può essere ridotto al di sotto del minimo legale (articolo 2327 cc). L’eventuale riduzione che violi tale limite comporta la nullità della delibera per illiceità dell’oggetto;
  2. Non è legittimo ridurre volontariamente il capitale in presenza di perdite di capitale. Questo perché il divieto di ripartizione degli utili in presenza di perdite (articolo 2433 cc) impedisce a maggior ragione il rimborso del capitale. La riduzione è possibile solo per la parte di capitale eccedente le perdite e dopo la loro eliminazione.

LIMITI FACOLTATIVI

Oltre a questi limiti obbligatori vi sono anche altri limiti legati a situazioni particolari nelle quali può venirsi a trovare la società.

Ad esempio è possibile individuare i seguenti:

  1. Azioni prive di diritto di voto. Il loro ammontare dopo la riduzione non può essere superiore alla metà del capitale sociale. Articolo 2351, comma 2, cc;
  2. Obbligazioni. La riduzione può aver luogo soltanto ove l’ammontare complessivo dell’obbligazione emessa non ecceda la somma del capitale sociale e delle riserve disponibili dopo la riduzione del capitale sociale;
  3. Patrimonio destinato. Si deve rispettare il rapporto tra il patrimonio netto e i beni destinati allo specifico affare. I patrimoni destinati non possono eccedere il 10% del patrimonio netto della società.

MOTIVI DELLA RIDUZIONE

Come anticipato, aspetto fondamentale di questo tipo di operazione è la motivazione della riduzione.

Spetta all’organo amministrativo della società individuare la motivazione della riduzione capitale sociale. La motivazione deve comparire sia nell’avviso di convocazione che nella delibera di riduzione stessa.

La motivazione deve essere congrua e razionale. In mancanza di adeguata motivazione la delibera risulta annullabile.

La motivazione, infatti, garantisce un’esatta e precisa informazione da parte dei soci che saranno chiamati a prendere la decisione di riduzione.

RIDUZIONE VOLONTARIA: MODALITA’

La riduzione volontaria del capitale sociale può essere attuata con le seguenti modalità:

  1. Liberazione dei soci dall’obbligo di eseguire i versamenti ancora dovuti. In questo modo si ha conseguente riduzione proporzionale del valore nominale delle azioni. Tale modalità deve rispettare la parità di trattamento tra i soci ed è applicabile solamente ove il capitale sociale sottoscritto non sia stato interamente versato;
  2. Rimborso del capitale ai soci, con conseguente riduzione del valore nominale delle azioni emesse. Genericamente si procede alla restituzione di una somma di denaro identica per tutte le azioni. Tuttavia, è tuttavia legittimo anche il rimborso in natura, assegnando beni sociali a tutti gli azionisti, purché nel rispetto della parità di trattamento;
  3. Assegnazione dei beni ai soci, in modo proporzionale alla loro partecipazione al capitale;
  4. Costituzione di una riserva disponibile di importo pari alla riduzione deliberata. Si ha in tal caso una riduzione di capitale senza una contestuale diminuzione del patrimonio.

ESECUZIONE DELLA DELIBERA DI RIDUZIONE CAPITALE SOCIALE

La delibera di riduzione non è immediatamente esecutiva.

La legge ne subordina l’eseguibilità al decorso del termine di 90 giorni, dal giorno di iscrizione della delibera di riduzione nel Registro delle Imprese.

Il termine di 90 giorni è concesso a tutela dei creditori sociali. Entro questo termine i creditori, infatti, possono presentare opposizione.

Ogni creditore che vanta un credito sorto prima dell’iscrizione della delibera di riduzione può fare opposizione alla delibera di riduzione.

Il creditore può agire anche se la delibera di riduzione rende anche solo meno agevole la realizzazione del proprio credito.

Per effetto dell’opposizione la delibera di riduzione è bloccata fino all’esito del giudizio sulla stessa.

In caso di presentazione di opposizione, il tribunale, qualora:

  • Ritenga infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori,
  • La società abbia prestato un’idonea garanzia,

dispone che l’esecuzione abbia luogo nonostante l’opposizione.

Contabilmente l’importo della riduzione viene allocato in una apposita riserva vincolata non distribuibile. La riserva rimane iscritta sino quando non sia decorso il termine di 90 giorni o non sia stata rigettata l’eventuale opposizione.

Delibera riduzione capitale sociale
Delibera riduzione capitale sociale

IMPOSTA DI REGISTRO

Le assegnazioni ai soci a seguito della riduzione volontaria del capitale sociale scontano l’imposta di registro in misura fissa.

L’imposta di registro dovuta è di € 200,00.

Per il socio persona fisica la distribuzione di somme di denaro costituisce utile solo al superamento di quanto conferito.

La quota di rimborso che eccede il costo fiscalmente riconosciuto o la sottoscrizione dei titoli annullati costituisce dividendo. Vedi l’articolo 47, comma 6, del DPR n 917/86.

Per i soci in regime di reddito d’impresa le somme (per la parte eccedente il costo fiscalmente riconosciuto) sono tassate come plusvalenze.

SANZIONI PER GLI AMMINISTRATORI

Gli amministratori che, fuori dai casi di legittima riduzione del capitale:

  • Restituiscono i conferimenti ai soci, oppure
  • Liberano i soci dall’obbligo di eseguire i conferimenti

sono puniti con la reclusione fino ad un anno.


RIDUZIONE CAPITALE SOCIALE PER PERDITE

La riduzione del capitale sociale può avvenire obbligatoriamente in caso di perdite di gestione.

Quando il capitale, a seguito di perdite, si riduce al disotto di determinate soglie di vigilanza, l’organo amministrativo e di controllo sono chiamati a redigere la relazione sulla situazione patrimoniale e le relative osservazioni.

Questo affinché i soci siano adeguatamente informati per deliberare opportuni provvedimenti volti al superamento dello stato di crisi.

La disciplina della riduzione del capitale per perdite contenuta negli articoli 2446-2447 e 2482-bis, 2482-ter cc.

RIDUZIONE OBBLIGATORIA DEL CAPITALE PER PERDITE

Il legislatore ha individuato specifiche soglie di vigilanza che comportano specifici obblighi per i soggetti coinvolti.

Le fattispecie disciplinate sono le seguenti:

RIDUZIONE DEL CAPITALE DI OLTRE 1/3

Qualora il capitale sociale sia diminuito di oltre 1/3 in conseguenza di perdite (dell’esercizio o di esercizi precedenti portate a nuovo), gli amministratori (o il consiglio di gestione), e nel caso di loro inerzia il collegio sindacale (consiglio di sorveglianza), devono senza indugio convocare l’assemblea per gli opportuni provvedimenti.

Questi possono consistere nell’immediata riduzione del capitale sociale, nel riporto a nuovo della perdita o nella sua copertura.

All’assemblea deve essere sottoposta una relazione sulla situazione patrimoniale della società. Tale relazione deve essere depositata nella sede della società negli 8 giorni che precedono l’assemblea.

RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE DI 1/3 AL DI SOTTO DEL MINIMO LEGALE

Qualora il capitale sociale, diminuito di oltre 1/3 per effetto di perdite, si riduca al di sotto del minimo di legge gli amministratori (o in caso in inerzia il collegio sindacale devono convocare l’assemblea.

L’assemblea dei soci è chiamata a deliberare la riduzione del capitale sociale.

Ai sensi dell’articolo 2482-ter cc, infatti, se per la perdita di oltre 1/3 del capitale, questo si riduce al disotto del minimo legale, gli amministratori devono senza indugio convocare l’assemblea dei soci per deliberare:

  • La riduzione del capitale e il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore a detto minimo;
  • La trasformazione della società.

Particolare attenzione deve essere data all’individuazione del capitale minimo legale stabilito per le SRL. Sul punto occorre fare riferimento dell’articolo 2463 cc, che prevede € 10.000.

SRL MINIMO LEGALE DI 1 EURO

Tuttavia, il Consiglio Nazionale del Notariato, con Studio n 892/13 ha ritenuto che il richiamo all’articolo 2463 cc faccia riferimento alla soglia minima (che per le SRL è di € 1,00). Non sarebbe, invece, corretto fare riferimento al capitale sociale di almeno € 10.000.

Riepilogando, quindi:

  • E’ possibile la riduzione del capitale sociale nelle SRL a capitale minimo. Nel caso si segue l’ordinaria procedura ordinaria, tenendo conto del limite di 1 euro;
  • E’ ammessa la riduzione del capitale sociale al di sotto dei € 10.000 nelle SRL ordinarie. Nel caso a seguito della riduzione del capitale sociale, dovranno essere rispettate tutte le disposizioni previste per le SRL a capitale minimo.

In questo schema è utile ricordare che le perdite intaccano il capitale sociale solo se sono tali da assorbire completamente le riserve disponibili e i versamenti effettuati dai soci.

In particolare, l’ordine di imputazione della perdita che si dovrà seguire è:

  • Riserve facoltative;
  • Riserve straordinarie;
  • Fondi di rivalutazione monetaria;
  • Riserva sovrapprezzo;
  • Riserva legale.

Infine, si ricorda che il capitale al quale è necessario far riferimento è quello sottoscritto e non quello versato.

CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA SENZA INDUGIO

La convocazione dell’assemblea dei soci deve avvenire nel corso dell’esercizio. In particolare, non appena gli amministratori si rendano conto che si determina una perdita del capitale rilevante (superiore a 1/3).

Sicuramente non può essere semplice individuare una situazione nel corso dell’esercizio. Tuttavia, non appare in linea con il dettato normativo attendere la chiusura del bilancio per verificare la dimensione delle perdite. Questo in quanto, in molti casi è facilmente individuabile il realizzarsi di tale situazione già durante l’esercizio.

MODALITA’ DI DETERMINAZIONE DELLA PERDITA

Il capitale sociale di riferimento è quello sottoscritto, indipendentemente dal fatto che sia stato interamente versato.

Si ha la riduzione del capitale soltanto se non sono disponibili o sono state già erose le riserve di patrimonio netto. In sostanza, si presenta tale situazione qualora l’ammontare complessivo del patrimonio netto sia inferiore ai due terzi del capitale sociale.

Nell’utilizzo delle riserve si deve seguire un criterio di precedenza, in base al quale si considerano assorbite per prima le riserve non vincolate o meno vincolate, secondo l’ordine seguente:

  • Le riserve di utili (utili infrannuali, utili esercizi precedenti, riserve facoltative e straordinarie);
  • Per l’eventuale eccedenza, le riserve statutarie;
  • Per l’eventuale eccedenza, le altre riserve (riserva di rivalutazione, riserva sovrapprezzo azioni, versamenti in conto capitale, ecc.);
  • Infine per l’eventuale eccedenza, la riserva legale.

Le perdite possono essere eliminate anche con altre modalità, attraverso versamenti in conto capitale dei soci, o la rinuncia del socio ad un suo credito verso la società.

LA SITUAZIONE PATRIMONIALE

All’assemblea deve essere sottoposta una relazione sulla situazione patrimoniale della società, con le osservazioni del Collegio sindacale.

La situazione patrimoniale deve essere costituita dallo stato patrimoniale e dal conto economico.

È controverso se la situazione patrimoniale debba comprendere la nota integrativa.

Nella relazione, gli amministratori devono individuare ed illustrare le cause della crisi e sulla sua natura operativa, finanziaria o straordinaria.

E’ opportuno soffermarsi sulle previsioni dei risultati economici dell’esercizio in corso e del successivo, in modo da fornire all’assemblea, all’occorrenza anche attraverso un budget, i necessari elementi di giudizio ai fini di procrastinare o meno gli interventi sul capitale.

In particolare, è opportuno che la relazione degli amministratori:

  • Illustri la situazione in cui si trova la società, ovvero che si è determinata una riduzione del capitale sociale tale da far ricadere la società nelle fattispecie disciplinate dal codice civile;
  • Individui le cause della crisi, passaggio indispensabile per poter proporre soluzioni per il superamento della stessa;
  • Riporti i dati economico-finanziari;
  • Proponga le soluzioni da intraprendere al fine di superare la crisi;
  • Proponga ai soci la delibera da assumere.

La situazione patrimoniale deve essere aggiornata il più possibile rispetto alla data di convocazione dell’assemblea.

La situazione non deve risalire ad un periodo antecedente a centoventi giorni rispetto alla data dell’assemblea (in analogia a quanto previsto in materia di fusione).

Tale situazione patrimoniale può essere sostituita dal bilancio d’esercizio qualora sia stato chiuso entro i centottanta giorni precedenti l’assemblea.


TABELLA RIASSUNTIVA RIDUZIONE DEL CAPITALE

Riduzione capitale sociale
Riduzione capitale sociale

RIDUZIONE DEL CAPITALE PER PERDITE: CONCLUSIONI

In questo articolo ho voluto riepilogare la disciplina civilistica legata alla riduzione del capitale sociale nelle SRL.

Tale normativa appare quanto mai di attualità per quanto riguarda la riduzione obbligatoria del capitale per perdite.

Sul punto è di fondamentale importanza che la perdita superiore al terzo che riduce il capitale sotto il minimo sia individuata tempestivamente.

La conseguenza potrebbe, infatti, essere nefasta per l’organo amministrativo, chiamato a convocare l’assemblea dei soci per gli opportuni provvedimenti.

In ogni caso, se desideri un confronto sulla situazione della tua SRL, non esitare contattami per una consulenza.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here