Molto spesso ci si limita a pensare che possa essere registrata soltanto la parte verbale (o figurativa) di un marchio, dando così per scontati alcuni aspetti che, per le persone non “addette al settore”, passano nettamente in secondo piano: tra questi troviamo il marchio di colore, che di fatto alcune volte rappresenta l’identità visiva di un brand e che quindi, proprio per la sua funzione, può assumere in determinati contesti un significato particolarmente importante.

Nel presente articolo capiremo meglio cosa si intende per marchio di colore e cosa prevede la normativa in materia, tanto a livello europeo quanto a livello nazionale.

Cos’è il marchio di colore?

Occorre preliminarmente dire che il marchio di colore è solo un altro tipo di marchio esistente ma che, a differenza degli altri, è costituito unicamente dal colore ( o da diverse combinazioni di colore ) e non un marchio composto da elementi colorati; esempi tipici, e ormai celebri, di marchi di colore sono il celeste Tiffany o l’arancione identificativo della maison francese di moda Hermes.

La registrazione del colore come marchio, sebbene sia – a livello fattivo - un’attività piuttosto semplice, in realtà p...

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Laurea in diritto internazionale penale “I gender crimes nel diritto penale internazionale“ Iscritta all'Ordine degli Avvocati di Pistoia. Nel 2021 partecipa al Corso di Alta Formazione in Fashion Law presso l'Università Cattolica di Milano. Mi occupo di aspetti legali su proprietà intellettuale, marchi, brevetti, fashionlaw e diritto informatico.