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Una domanda che molti cittadini italiani si pongono è quella relativa alla propria posizione contributiva e previdenziale. Come funziona? Qual è la posizione contributiva specifica? Per chi non lo sapesse, la posizione contributiva fa riferimento alla somma che ogni cittadino accumula attraverso il lavoro a fini pensionistici.

In pratica la posizione contributiva contiene tutte quelle informazioni che riguardano i contributi versati dal cittadino, lavorando come dipendente di un’azienda o in modo autonomo. Quando si svolge un lavoro di tipo dipendente, i contributi vengono versati dall’azienda a favore del lavoratore, attraverso l’ente previdenziale italiano INPS. Se il cittadino lavora in modo autonomo, provvede al versamento dei propri contributi.

Ogni cittadino quindi avrà delle informazioni che riguardano la propria posizione contributiva relativa ai periodi di lavoro svolti, da quando ha iniziato a lavorare fino al momento in cui chiede di poter visionare la propria situazione. Esistono diversi tipi di contributi, che possono derivare dal lavoro dipendente, dal lavoro autonomo, o da altri tipi di reddito e prestazioni.

I contributi che vengono versati dai lavoratori all’INPS, andranno a calcolare la pensione che il lavoratore riceverà una volta terminato il periodo di lavoro. Esistono diversi tipi di pensione, e allo stesso modo diverse tipologie di contributi. In ogni caso per il cittadino è possibile visionare la propria posizione contributiva in modo rapido grazie al portale on-line dell’INPS.

Andiamo a vedere nel dettaglio che cosa si intende per posizione contributiva nei diversi casi, come il cittadino può visionare le proprie informazioni, e quali sono le pensioni a cui si può avere accesso dopo aver lavorato come dipendente o come autonomo.

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Posizione contributiva: cos’è e come monitorarla

Posizione contributiva: come funziona con l’INPS

Il portale ufficiale INPS spiega che cos’è un estratto conto contributivo. Si tratta di un documento che racchiude tutte le informazioni che riguardano il singolo cittadino, a proposito di tutti i periodi di contribuzione che sono stati registrati e di cui rimane traccia on-line. Riportiamo qui le principali indicazioni fornite dall’ente previdenziale per visualizzare il proprio personale estratto conto contributivo:

“Accedere alla voce “Servizi al cittadino” del portale INPS al seguente percorso: HOME > SERVIZI ONLINE > SERVIZI PER IL CITTADINO e utilizzare il PIN, numero di identificazione personale, indispensabile per usufruire dei servizi telematici INPS. All’interno del “Menu dei servizi”, occorre selezionare la voce “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”, entrare nella sezione “Posizione Assicurativa” e infine, accedere al proprio “Estratto Conto”.”

Seguendo queste istruzioni è possibile visualizzare tutte le informazioni relative ai contributi versati, in particolare quali sono stati i giorni, le settimane, i mesi, o gli anni in cui sono stati versati i contributi. Inoltre dall’estratto conto contributivo si può sapere quante sono le settimane per raggiungere il diritto alla pensione, per calcolare la pensione stessa e quale è stata la retribuzione.

Chiunque può chiedere di accedere al proprio estratto conto contributivo anche informandosi direttamente all’INPS o rivolgendosi ad un tramite, come un patronato, un professionista o il proprio comune.

Il calcolo della pensione: come funziona

L’estratto conto contributivo è un valido documento per conoscere la propria situazione relativa al versamento dei contributi dall’inizio del lavoro al momento in cui si fa richiesta. Sapere quanti contributi a fini pensionistici sono stati versati è utile anche per capire qual è il calcolo necessario a stabilire la pensione, e a quando si può accedere alla stessa. Esistono diversi tipi di pensione, dalla pensione di vecchiaia o di anzianità a quella anticipata, fino alle pensioni diverse, che riguardano particolari categorie di lavoratori, o situazioni particolarmente svantaggiate.

Il panorama italiano delle pensioni è molto vario, e recentemente possiamo dire che la pensione sperimentale Quota 100, che presupponeva un prepensionamento specifico, non verrà rinnovata. Il calcolo per accedere a questo tipo di pensione si ottiene sommando il numero di anni lavorati all’età.

Per questo motivo c’è molta attesa sul tipo di prepensionamento che eventualmente verrà introdotto a sostituire Quota 100, e si attende la riforma delle pensioni. In linea generale possiamo dire che la pensione di vecchiaia e di anzianità non sono la stessa cosa. La pensione di vecchiaia fa riferimento all’età del cittadino che può chiedere di entrare in pensione. La pensione di anzianità invece fa riferimento a un calcolo che somma, come nel caso di Quota 100, l’età anagrafica è quella contributiva del cittadino.

Conoscere la propria posizione contributiva INPS, è fondamentale per sapere quando si potrà accedere alla pensione, quanti anni di lavoro rimangono, quale sarà il calcolo relativo all’ammontare mensile della pensione stessa.

Errori nella posizione contributiva: come fare

Può accadere che il cittadino, andando a controllare i contributi previdenziali versati durante il lavoro, trovi delle incongruenze o delle differenze, talvolta errori, per quanto riguarda i contributi effettivi versati.

Le cause degli errori possono essere diverse, cosa può fare il cittadino in questo caso?

Presentando la richiesta di accedere dall’estratto conto contributivo si può visionare il documento che dichiara quali sono state effettivamente le retribuzioni relative ai contributi pagati dall’azienda per cui si è lavorato. Ricordiamo che in alternativa al lavoro dipendente, il lavoratore autonomo si occupa di versare i propri contributi all’INPS o ad un’altra cassa previdenziale.

Prendendo contatto con l’INPS, è possibile chiedere, tramite segnalazione, spiegazioni sugli errori sui contributi. Nel caso di errori gravi o di mancanze rilevanti sui contributi, si può presentare la documentazione relativa al lavoro che si è svolto nel periodo mancante.

La responsabilità può essere di una mancanza dell’ente previdenziale, oppure talvolta può essere correlata all’azienda o al datore di lavoro che non hanno versato i contributi ai dipendenti. Si consiglia sempre di visionare e tenere presente la propria posizione contributiva, in modo da prevenire situazioni di errori o di mancanze dettate dal mancato versamento di contributi a causa dell’azienda. In alcuni casi si può chiedere infine un risarcimento dei danni in base alla gravità dell’errore.

Se l’errore invece è relativo semplicemente all’estratto conto presentato dall’ente previdenziale, è possibile applicare delle correzioni richiedendo allo stesso INPS di procedere, documentando con precisione i periodi per cui risulta mancante la retribuzione.

Quando viene erogata la pensione?

La pensione viene erogata dal mese successivo alla presentazione della richiesta, nel momento in cui il lavoratore può accedervi in base ai criteri stabiliti dall’ente previdenziale e le normative italiane. Ogni mese poi, i cittadini possono accedere alla propria pensione ricevendo la somma direttamente alle coordinate bancarie o postali indicate.

Nell’ultimo anno l’INPS ha anticipato il versamento delle pensioni di qualche giorno, in concomitanza con l’emergenza sanitaria. Si tratta di una pensione anticipata relativa alle persone che hanno richiesto l’erogazione tramite Poste Italiane. Per esempio la pensione relativa a giugno arriverà già a fine maggio, in base ad un elenco alfabetico che riporta i cognomi degli interessati.

In linea generale comunque l’INPS prevede alcune specifiche pensioni nel caso di situazioni come:

  • Cittadini che svolgono lavori usuranti;
  • Cittadini con diversi livelli di invalidità;
  • Cittadini rimasti vedovi;
  • Cittadini che hanno iniziato il lavoro in modo precoce.

Infine esiste una particolare misura, “opzione donna” che garantisce l’entrata in pensione delle donne a 58 anni se lavoratrici dipendenti o 59 se autonome, con 35 anni di contributi versati.

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