A partire dal 22 gennaio scorso è attivo il portale aggiornato dell’ENEA dedicato ai bonus fiscali applicabili agli interventi di efficientamento energetico. Come si legge in una nota stampa
pubblicata sul sito ufficiale dell’agenzia, la piattaforma consentirà “la trasmissione dei dati all’ENEA
relativi agli interventi che accedono alle detrazioni fiscali di Ecobonus (legge 296/2006 e art. 14 del D.L. 63/2013) e Bonus Casa (art. 16 bis del DPR 917/86 e art. 16 del DL 63/2013)”.
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Tempi e modalità di invio dei dati
Il portale è raggiungibile all’indirizzo bonusfiscali.enea.it ed è accessibile tramite SPID o carta
d’identità elettronica (CIE); consentirà ai contribuenti di trasmettere all’agenzia la documentazione comprovante gli interventi effettuati (e le relative spese) per l’efficientamento energetico di un edificio singolo o di parti condominiali. L’invio di tali dati all’agenzia rappresenta un requisito inderogabile per l’accesso alla disciplina agevolativa prevista per i lavori di ristrutturazione funzionali al miglioramento dell’efficienza energetica di un immobile.
Con l’avviso pubblicato dall’ENEA, il termine per la presentazione della documentazione decorre quindi a partire dal 22 gennaio 2026. I richiedenti, come spiega la nota dell’agenzia, avranno a disposizione 90 giorni di tempo per trasmettere i dati riguardanti:
- Gli interventi completati tra il 1° e il 22 gennaio 2026;
- I lavori completati nel 2025 ma con una parte delle spese sostenute da detrarre nel 2026.
L’agenzia sottolinea, inoltre, come sia disponibile per gli utenti un servizio di assistenza virtuale,
consultabile direttamente dal portale ENEA dedicato ai bonus fiscali. Si tratta di una risorsa ulteriore utile al corretto espletamento delle procedure necessarie per beneficiare delle agevolazioni.
Quali bonus si possono richiedere tramite il portale aggiornato ENEA
Come accennato, gli interventi di efficientamento energetico per i quali si possono richiedere le
agevolazioni si dividono in due tipologie:
- Ecobonus: i lavori che danno diritto all’agevolazione vanno dalla sostituzione degli infissi ad
una riqualificazione globale dell’edificio, passando per l’ammodernamento degli impianti di
riscaldamento e l’installazione di sistemi di moderna generazione per la produzione di acqua
calda sanitaria; - Bonus casa: il novero degli interventi che permettono di accedere al “bonus casa” includono
tutte le opere e i lavori che consentono di rendere l’edificio più efficiente e, di riflesso,
consumare meno energia. Allo scopo, la disciplina agevolativa si applica a quattro categorie
di intervento: coibentazione dell’involucro opaco, sostituzione degli infissi (con conseguente
riduzione della trasmittanza termica), implementazione di impianti tecnologici (pompe di
calore, caldaie a condensazione, teleriscaldamento etc.) e acquisto di elettrodomestici di
classe energetica elevata (a patto che rientrino in un più ampio intervento di ristrutturazione).
L’importanza dei bonus per abbattere i costi energetici
Le agevolazioni fiscali garantite dall’Ecobonus e dal Bonus casa rappresentano un importante
incentivo per la transizione energetica. L’obiettivo, in special modo a lungo termine, è quello di
rendere una buona fetta del parco immobiliare più efficiente, migliorando le caratteristiche di
isolamento termico degli involucri esterni, sia opachi che trasparenti; allo scopo, inoltre, viene
incentivata anche la messa in opera di impianti che sfruttano tecnologie moderne e/o a basso consumo come, ad esempio, le pompe di calore o i pannelli solari fotovoltaici. Interventi di questo tipo, a fronte di un investimento iniziale parzialmente ammortizzato dalle agevolazioni di cui sopra, possono produrre un notevole risparmio nel corso degli anni successivi.
L’efficientamento di strutture e impianti, infatti, ha un impatto tutt’altro che trascurabile sul
rendimento energetico di una singola unità immobiliare. Tradotto in parole povere: possono far
risparmiare energia e, di riflesso, contribuire ad abbattere i costi in bolletta. Questo aspetto, di
concerto con l’urgenza di ridimensionare l’impatto sull’ambiente dei consumi energetici, è il fulcro
della transizione in atto; si tratta però di un processo lungo e complesso, che dovrà essere ancora
sostenuto da agevolazioni fiscali e incentivi, per perseguire una maggiore sostenibilità energetica ed ambientale. Sulla stessa lunghezza d’onda si muove da tempo anche il mercato del settore energia: gli operatori commerciali propongono sempre più spesso formule in grado di intercettare gli orientamenti degli utenti finali, limitando gli effetti della volatilità dei prezzi.
È il caso, ad esempio, di Reset Energia, una realtà che si è imposta di recente tra quelle emergenti del mercato italiano proponendo un modello di forniture luce per utenti privati differente da quelli più tradizionali. L’azienda offre un servizio in abbonamento a canone mensile fisso, che corrisponde ad un importo comprensivo di imposte, IVA e oneri generali di sistema. L’ammontare del canone è legato alla quota consumi scelta dall’utente; Reset ha articolato la propria offerta in tre fasce distinte (ulteriori dettagli sono consultabili all’indirizzo https://resetenergia.it), ciascuna delle quali corrisponde ad una data quantità di energia messa preventivamente a disposizione del cliente per far fronte al suo fabbisogno mensile.
Chi deve trasmettere i dati all’ENEA?
Il Bonus Casa ti permette di beneficiare di una detrazione del 50% per ristrutturazioni edilizie. In questo caso, la comunicazione all’Enea ha solo valore statistico, pertanto chi non invia i dati non perde l’agevolazione.
Nel caso dell’Ecobonus per interventi di risparmio energetico, la comunicazione è obbligatoria per accedere alla detrazione fiscale.
Come funzionano i bonus dal punto di vista fiscale?
Le discipline agevolative, per quanto affini, presentano alcune differenze di carattere applicativo.
L’Ecobonus “consiste in una detrazione dall’IRPEF o dall’IRES, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, la cui entità varia a seconda che l’intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali e dell’anno in cui lo stesso è stato effettuato”, come spiega il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
L’aliquota di detrazione è, nella maggior parte dei casi, pari al 65% mentre per alcuni interventispecifici è del 50%. Per quanto riguarda le opere che interessano le parti comuni degli edifici condominiali, “quando si conseguono determinati indici di prestazione energetica, si può usufruire di detrazioni più elevate (al 70% o al 75%), da calcolare su un ammontare complessivo non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono
l’edificio”.
Il Bonus casa (“Agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie”), invece, consente di beneficiare di una detrazione del 36% su un massimo di 96.000 euro di spesa per singola unità immobiliare. L’aliquota è maggiorata fino al 50% se gli interventi riguardano l’abitazione principale; a partire dal 2027 la detrazione sarà del 36% per i lavori eseguiti sull’abitazione principale e del 30% su immobili di altro tipo. Dal primo gennaio dello scorso anno, si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate, “sono esclusi gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili”.
Dal 17 febbraio 2023, non sono più previsti meccanismi alternativi alla detrazione: con l’entrata in
vigore del cosiddetto “Decreto cessioni”, i richiedenti non possono più optare né per la cessione del credito d’imposta né per lo sconto in fattura.