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Tassazione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni

I criteri per la tassazione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni societarie. La tassazione con imposta sostitutiva al 26% nel quadro RT del modello Redditi PF.

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La disciplina fiscale riguardante la tassazione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni è stata oggetto di varie rivisitazioni da parte del legislatore.

I redditi diversi di natura finanziaria derivanti dalla cessione di partecipazioni, obbligazioni ed altri strumenti devono essere indicati nel quadro RT del modello Redditi PF. In particolare, il quadro RT deve essere utilizzato per assoggettare a tassazione le plusvalenze relative a:

  • Partecipazioni qualificate e non qualificate (e fattispecie assimilate) ex articolo 67, comma 1, lettere c) e c-bis), TUIR;
  • Titoli non rappresentativi di merci, certificati di massa, valute estere, metalli preziosi. Sempreché siano allo stato grezzo o monetato, e a quote di partecipazione a organismi d’investimento collettivo ex articolo 67, comma 1, lettera c-ter), TUIR;
  • Rapporti da cui deriva il diritto o l’obbligo di cedere o acquistare a termine strumenti finanziari, valute, metalli preziosi o merci ovvero di ricevere o effettuare a termine uno o più pagamenti collegati a tassi di interesse, a quotazioni o valori di strumenti finanziari, di valute estere, di metalli preziosi o di merci e a ogni altro parametro di natura finanziaria ex articolo 67, comma 1, lettera c-quater), TUIR;
  • Rapporti produttivi di redditi di capitale e alle cessioni a titolo oneroso ovvero rimborso di crediti pecuniari o di strumenti finanziari, nonché a quelli realizzati mediante rapporti attraverso cui possono essere conseguiti differenziali positivi e negativi in dipendenza di un evento incerto ex articolo 67, comma 1, lettera c-quinqueis), TUIR.
  • I redditi diversi, come noto, sono imponibili secondo il principio di cassa (articolo 68, commi 6, 8 e 9, TUIR) e di conseguenza nell’ambito della compilazione del modello Redditi rilevano quelli percepiti nel periodo d’imposta.

In questo contributo voglio andare ad analizzare la disciplina fiscale legata alla cessione di partecipazioni societarie. Questo in relazione sia alle partecipazioni qualificate e non qualificate detenute da contribuenti persone fisiche.

La tassazione delle plusvalenze realizzate a seguito di cessione di partecipazioni

La Legge n. 205/2017 ha modificato completamente il regime di tassazione delle plusvalenze realizzate a seguito di cessione di partecipazioni in società di capitali, modificando il contenuto dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs. n. 461/97. In particolare, tale disposizione prevede ha modificato la norma con due previsioni:

  • All’art. 5, comma 2, del D.Lgs. n. 461/97 è stato aggiunto il riferimento alla lettera c), comma 1) articolo 67 del TUIR in maniera tale da comprendere le plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate tra quelle assoggettate a imposta sostitutiva del 26%;
  • E’ stato abrogato il comma 3 dell’art. 68 del TUIR. Pertanto è stata eliminata la disposizione secondo cui le plusvalenze realizzate a seguito di cessione di partecipazione qualificata erano tassate nella misura del 58,14%.

La tassazione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni

Questo significa che a decorrere dal primo gennaio 2019 qualsiasi cessione di partecipazioni societarie (qualificate e non) che determina l’emersione di plusvalenze deve essere assoggettata ad imposta sostitutiva del 26%.

La deduzione delle minusvalenze da cessione di partecipazioni

Allo stesso modo è stato modificato anche l’art. 68, comma 5 del TUIR, al fine di equiparare le minusvalenze realizzate a seguito di cessioni di partecipazioni qualificate alle minusvalenze realizzate a seguito di cessione di partecipazioni qualificate alle minusvalenze realizzate a seguito di partecipazioni non qualificate.

Da un punto di vista pratico nel quadro RT del modello Redditi PF è possibile compensare le plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate e non con le minusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate realizzate antecedentemente al 31 dicembre 2018.

Le disposizioni generali legate alla tassazione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni

In relazione alla disciplina legata alla tassazione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni societarie si devono considerare le seguenti regole generali utili alla determinazione dell’imponibile da assoggettare ad imposta sostitutiva. In particolare, possiamo riassumere che:

  • I redditi diversi di natura finanziaria sono imponibili in base al criterio di cassa (articolo 68, comma 6, primo periodo, TUIR);
  • Le plusvalenze o le minusvalenze sono costituite dalla differenza tra il corrispettivo percepito ovvero la somma o il valore normale dei beni rimborsati e il costo o il valore di acquisto assoggettato a tassazione. Importo aumentato di ogni onere inerente la loro produzione, compresa l’imposta di successione e donazione con esclusione degli interessi passivi (articolo 68, comma 6, primo periodo, TUIR);
  • Il costo fiscale della partecipazione deve tenere conto anche dei versamenti, in denaro o in natura, a fondo perduto o in conto capitale. Nonché della rinuncia ai crediti vantati nei confronti della società da parte dei soci o dei partecipanti (circolare del Ministero delle finanze n. 165/1998);
  • Per le azioni o quote o altre partecipazioni acquisite in base a un aumento gratuito di capitale il costo unitario è determinato ripartendo il costo originario sul numero complessivo delle azioni o quote o partecipazioni di compendio (articolo 68, comma 6, quarto periodo, TUIR);
  • Qualora il costo di acquisto delle partecipazioni ovvero il corrispettivo percepito attraverso la loro cessione o rimborso sia espresso in valuta, agli effetti del calcolo delle plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla negoziazione delle predette attività finanziarie, devono ritenersi applicabili i criteri dettati dall’articolo 9, comma 2, TUIR (circolare del Ministero delle finanze n. 165/1998);
  • Nell’ipotesi in cui il corrispettivo venga dilazionato la plusvalenza è determinata con riferimento alla parte del costo o valore di acquisto proporzionalmente corrispondente alle somme percepite nel periodo d’imposta (articolo 68, comma 7, lettera f), TUIR).

Importanza della tempistica: momento di perfezionamento del trasferimento e momento di incasso del corrispettivo

Per quanto riguarda le plusvalenza da cessioni di partecipazioni, è necessario distinguere il momento di perfezionamento del trasferimento del titolo, dall’incasso del corrispettivo.

Sostanzialmente, occorre tenere nettamente distinti:

  • Il momento di realizzo della plusvalenza, il quale serve a determinare l’aliquota di tassazione applicabile, da
  • Il momento in cui avviene il pagamento del corrispettivo, il quale determina, invece, il periodo d’imposta in cui deve avvenire la tassazione.

Come avviene la tassazione di una plusvalenza da cessione di partecipazioni con pagamento dilazionato?

In caso di pagamento dilazionato abbiamo detto che deve essere prestata attenzione ai diversi periodi di imposta in cui deve essere tassata la plusvalenza. Proviamo ad effettuare un esempio numerico concreto.

Ipotizziamo un soggetto che detiene una partecipazione societaria il cui costo fiscale è di 4.000 euro. Tale partecipazione viene venduta nell’anno “n“, con un corrispettivo di 14.000 euro. Il pagamento del corrispettivo da parte dell’acquirente avviene nelle seguenti date:

  • Pagamenti avvenuti nell’anno “n” pari a 6.000 euro;
  • Pagamenti avvenuti nell’anno “n+1” pari a 8.000 euro.

Sulla base di quanto indicato sinora la plusvalenza da cessione di partecipazioni tassabile è così scomposta e determinata:

  • Plusvalenza da tassare nell’anno “n“: 6.000 – 4.000 * (6.000/14.000) = 4.285,71;
  • Plusvalenza da tassare nell’anno “n+1“: 8.000 – 4.000 * (8.000/14.000) = 5.714,29.

In ogni caso, tutte le plusvalenze trovano collocazione all’interno del quadro RT del modello Redditi PF e devono essere assoggettate ad imposta sostitutiva del 26%.

La compilazione del quadro RT del modello Redditi PF in relazione alle plusvalenze da cessione di partecipazioni

Il quadro RT del modello Redditi PF deve essere compilato quando il contribuente, fuori dall’esercizio di impresa, realizza un reddito diverso di natura finanziaria. Questo, a meno che il soggetto non eserciti tramite intermediario l’adozione del regime del risparmio amministrato o del risparmio gestito.

In relazione alle considerazioni sinora esposte possiamo dire che il quadro RT si compone di 7 sezioni che devono essere compilate in relazione alla tipologia di plusvalenza realizzata ed in ragione del periodo di imposta in cui viene incassato il corrispettivo. In relazione a quanto di nostro interesse in questa sede andiamo ad analizzare la sezione II del quadro RT dedicata alle plusvalenze da assoggettare ad imposta sostitutiva del 26%.

Sezione II – Plusvalenze assoggettate a imposta sostitutiva del 26%

Nella sezione II del quadro RT devono essere indicate le plusvalenze da cessione di partecipazioni. In particolare, in questa sezione trovano indicazione:

  • Le partecipazioni non qualificate realizzate successivamente al 30 giugno 2014;
  • Le partecipazioni qualificate realizzate a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Anche le minusvalenze relative alla presente Sezione possono essere portate in deduzione, fino a concorrenza, dalle plusvalenze dei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quarto. Questo a condizione che tale situazione sia evidenziata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui essa si è verificata.

Le minusvalenze, perdite e differenziali negativi della Sezione I possono essere portati in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui alla presente Sezione realizzati successivamente alla data del 30 giugno 2014, nelle seguenti misure:

  • Per una quota pari al 48,08%, se sono realizzate fino alla data del 31 dicembre 2011;
  • Per una quota pari al 76,92%, se sono realizzate dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014.

Le eventuali minusvalenze della Sezione III sono compensabili con le plusvalenze della presente Sezione realizzate al 1° gennaio 2019, mentre le minusvalenze della Sezione III non sono compensabili con riferimento alle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate realizzate anteriormente al 1°gennaio 2019, ma il cui corrispettivo è incassato successivamente a tale data.

Sezione III – Plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate

Come indicato sinora, dal 1° gennaio 2019, il trattamento fiscale delle plusvalenze realizzate a seguito di cessioni di partecipazioni qualificate è stato equiparato a quello delle plusvalenze relative alle cessioni di partecipazioni non qualificate. In entrambi i casi si applica un’imposta sostitutiva pari al 26%.

Quindi tale sezione, che con il trascorrere del tempo verrà soppressa, non ha la funzione di assoggettare a tassazione le plusvalenze da cessione di partecipazione qualificate che, come visto, devono essere indicate nella sezione II, ma è utile per l’indicazione delle plusvalenze/minusvalenze derivanti dalle cessioni di partecipazioni qualificate avvenute entro il 31 dicembre 2018.

La previgente tassazione delle plusvalenze

Le plusvalenze indicate in questa sezione non sono assoggettate a imposizione mediante imposta sostitutiva ma confluiscono nel computo del reddito imponibile Irpef nella misura del:

  • 40% del loro ammontare se la cessione è avvenuta antecedentemente al 1° gennaio 2009 (codice 1 in colonna 1 del rigo RT61);
  • 49,72% del loro ammontare se la cessione è avvenuta successivamente al 1° gennaio 2009 ma entro il 31 dicembre 2017 (codice 2 in colonna 1 del rigo RT61);
  • 58,14% del loro ammontare se la cessione è avvenuta nel periodo d’imposta 2018 (codice 3 in colonna 1 del rigo RT61).

Le minusvalenze realizzate nell’ambito della presente Sezione:

  • Possono essere portate in deduzione, fino a concorrenza delle plusvalenze dei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quarto, a condizione che tale situazione sia evidenziata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui essa si è verificata;
  • Non possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze di partecipazioni non qualificate (Sezione I) e viceversa;
  • Possono essere compensate con le plusvalenze della Sezione II realizzate dal 1° gennaio 2019.

In ogni caso il contribuente è tenuto a compilare e a conservare un apposito prospetto nel quale indicare, per ognuna delle operazioni eseguite, l’ammontare lordo dei corrispettivi, l’ammontare dei relativi costi e il risultato del calcolo effettuato. questo prospetto dovrà essere esibito o trasmesso, su richiesta, all’Agenzia delle entrate.

Esempio di compilazione della sezione III del quadro RT

Per capire meglio le modalità di compilazione della sezione III del quadro RT proviamo ad effettuare un esempio. Ipotizziamo che un soggetto ceda una partecipazione qualificata per 8.000 euro. La partecipazione era stata acquistata a 4.000 euro. La vendita è avvenuta nel 2018 ma il corrispettivo della vendita è stato regolato nel 2019.

In questo caso la plusvalenza deve essere assoggettata alla disciplina fiscale previgente in quanto la vendita è avvenuta prima del 1° gennaio 2019. Tuttavia, siccome il regolamento è avvenuto nel 2019 si deve compilare la sezione III del quadro RT per indicare la tassazione IRPEF della plusvalenza.

Plusvalenze da cessione di partecipazioni: consulenza fiscale

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