Aprire Partita IVA come psicologo

Lo Psicologo svolge una fondamentale funzione di supporto in ambito personale, lavorativo, familiare ecc. La professione di Psicologo, infatti, è sempre più diffusa. Lo Psicologo è un professionista del benessere della persona.

Per esercitare la professione di Psicologo, con iscrizione alla Sezione A dell’Albo è necessario:

  • possedere una la Laurea Magistrale in Psicologia;
  • essere iscritti all‘Ordine degli Psicologi, organizzato territorialmente su base regionale, in seguito al superamento di un esame di Stato.

L’apertura della Partita IVA costituisce un importante momento per chi ha intenzione di mettersi in proprio ed avviare uno studio di psicologia. Vediamo quali sono i costi di apertura e di gestione e gli obblighi fiscali e contributivi che dovrai sostenere se hai deciso di esercitare questa professione da Libero professionista.


L’attività dello psicologo ha come finalità di favorire il cambiamento, potenziare le risorse e accompagnare gli individui, le coppie, le famiglie, le organizzazioni nelle diverse fasi della vita.

Per esercitare come psicologo, di per sé, non è necessaria la Partita IVA, come per le altre professioni regolamentate (il medico, l’avvocato o l’architetto), è sufficiente conseguire la Laurea Magistrale in Psicologia e superare l’Esame di Abilitazione, per effettuare l’iscrizione all’Albo degli Psicologi.

Chi desidera proseguire il percorso di formazione ed ottenere una qualifica migliore può spaziare tra vari Master di I o di II Livello oppure frequentare una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, scegliendo l’impostazione terapeutica più in linea con le attitudini.

Lo Psicologo può esercitare la sua professione nei Servizi pubblici, negli Ospedali, nei Consultori, nei Servizi per l’infanzia e adolescenza, nelle Comunità terapeutiche, nelle Residenze per anziani, nelle Scuole, ecc

Tuttavia, oltre a lavorare come dipendente in contesti pubblici e privati, lo psicologo iscritto all’Albo, può esercitare anche come libero professionista e ricevere in studio i pazienti. Come per tutti i professionisti, anche per lo psicologo vige l’obbligo di aprire la Partita IVA per emettere fattura e dichiarare i propri incassi.

La procedura di apertura della Partita IVA da psicologo è gratuita e può essere effettuata per via telematica, attraverso il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, è consigliato affidare questo compito ad una figura esperta nel settore fiscale, per evitare di commettere qualche errore durante i seguenti passaggi:

Scelta del Codice ATECO

Il Codice ATECO serve ad identificare tipo di attività e settore di riferimento. Per psicologi e psicoterapeuti, il Codice da utilizzare è:

86.90.30 – “attività svolta da psicologi”.

Scelta del Regime Fiscale 

La scelta del regime fiscale si riduce, di fatto, a due opzioni:

Per quanto riguarda il Regime Forfettario, occorre rispettare alcuni requisiti di accesso, quali:

  • ricavi o compensi che non superino i 65.000 euro all’anno. Laddove svolgano più lavori corrispondenti a diversi codici ATECO, bisogna prendere in considerazione la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate;
  • occorre aver sostenuto delle spese per un importo complessivo non superiore a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori, anche a progetto. Dovranno esser considerate nel computo anche le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro e quelle corrisposte per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari;
  • non è possibile aver percepito oltre 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente o da pensione.

Quest’ultimo requisito non si applica a tutti i lavoratori, ad esempio sono esclusi lavoratori licenziati o che si sono dimessi. Tali categorie hanno, invece, libero accesso al regime forfettario.

La tassazione, per la Partita IVA da psicologo, è pari al 15% del cosiddetto reddito imponibile (ossia, il fatturato incassato nell’anno di riferimento, decurtato di una quota forfettaria pari al 22% per le spese), ridotta ulteriormente al 5% per i primi cinque anni dall’avvio dell’attività.

L’imposta sostitutiva è, infatti, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in presenza di determinati requisiti:

  • il contribuente non ha esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare
  • l’attività da intraprendere non costituisce, in nessun modo, mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo;
  • Se viene proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio non supera il limite che consente l’accesso al regime.

Inoltre, il regime forfettario comporta ulteriori vantaggi. Infatti i contribuenti saranno esonerati dal mantenimento delle scritture contabili, inoltre vi è anche l’esonero dal pagamento dell’IRAP e, conseguentemente, anche alla relativa dichiarazione. Ciononostante, i contribuenti possono comunque fare riferimento alle spese per il lavoro accessorio nello svolgimento delle loro attività.

Per maggiori approfondimenti sul Regime Forfettario: “Regime forfettario: quali vantaggi?”

Iscrizione alla Cassa Previdenziale 

Lo psicologo fa riferimento ad uno specifico Ordine Professionale e alla propria Cassa Previdenziale, l’ENPAP. In fase di apertura della Partita IVA da psicologo, pertanto, sarà necessario effettuare l’iscrizione, al fine di poterci versare i contributi a fini pensionistici.

I contributi previdenziali danno diritto al trattamento pensionistico e sono obbligatori per tutti i lavoratori autonomi con Partita IVA. La Cassa previdenziale ENPAP prevede:

  • il contributo soggettivo che corrisponde al 10% del reddito netto con un minimo di 780 € annui;
  • il contributo integrativo che corrisponde al 2% del corrispettivo lordo sulle fatture emesse, con un minimo di 60 € annuo.
  • il contributo di maternità che corrisponde ad una quota fissa annuale e varia di anno in anno.

Fatturazione elettronica

La Legge di Bilancio 2019 ha previsto l’obbligo di utilizzare il formato elettronico per tutte le operazioni e/o transazioni (cessione di beni o prestazioni di servizi). La fatturazione elettronica dal 2019è diventata un obbligo per molti lavoratori autonomi e imprenditori, che per poterla garantire devono munirsi di un programma apposito, da utilizzare tramite computer, che attesti la correttezza di tutti i dati relativi alla fattura e la invii al destinatario.

La fatturazione elettronica è un obbligo in moltissimi casi, tuttavia non per tutti i lavoratori con Partita Iva è necessario fatturare tramite questo sistema. Chi non supera i 65 mila euro annui di fatturato, e le Partite Iva in regime forfettario non sono obbligati a utilizzare un sistema di fatturazione elettronica. L’obbligo non sussiste per i lavoratori autonomi assoggettati al Regime forfettario, lavoratori autonomi assoggettati al regime dei minimi o al regime di vantaggio, in caso di vendita di farmaci e prestazioni medico-sanitarie.

Pertanto, lo psicologo è esonerato dall’utilizzo della fattura elettronica, qualora:

  • Applichi il Regime forfettario per qualsiasi servizio o prestazione;
  • Regime ordinario per servizi e prestazioni sanitarie soggette al STS. STS fa riferimento a quei servizi per i quali è obbligatoria la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, da parte dello psicologo, ovvero le prestazioni rese a persone fisiche e di carattere medico-sanitario come la terapia individuale o di gruppo, sedute di coppia, psicoterapia, etc.. In questi casi, per garantire il rispetto della riservatezza del paziente, è possibile utilizzare la fattura classica.

Viceversa per i servizi resi nei confronti di soggetti differenti dalle persone fisiche come le associazioni, enti pubblici e privati, società, strutture sanitarie, etc. e per le prestazioni non soggette al STS come le consulenze, le attività di formazione e ricerca o nel campo della psicologia dello sport, la formazione del personale, etc., il professionista psicologo, se adotta un regime diverso dal forfettario, deve utilizzare la fatturazione elettronica.

Lascia una Risposta

Scrivi il tuo commento
Inserisci il tuo nome