Partita Iva e prestazione occasionale: le regole

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Un soggetto dotato di partita Iva per l’esercizio di attività professionale o commerciale può effettuare prestazioni  di lavoro autonomo occasionale? Come viene regolata fiscalmente l’attività di professionista che saltuariamente svolge attività dissimili rispetto a quella che esercita abitualmente? In questi casi è sempre possibile sfruttare le prestazioni di lavoro autonomo occasionale? Tutte le informazioni nella nostra guida.

Ormai è pacifico il fatto che un lavoratore dipendente possa esercitare un’attività di lavoro autonomo occasionale, ma cosa succede se un soggetto dotato di partita Iva, che svolge attività di impresa o di lavoro autonomo, in taluni casi, si trova nella situazione di dover svolgere un’attività che può esulare, più o meno marcatamente dalla sua attività prevalente? Deve emettere una prestazione occasionale, oppure dovrà fatturare la prestazione con la sua partita Iva?

Ebbene, anche in questi casi, può essere possibile usufruire delle prestazioni occasionali per regolare fiscalmente lo svolgimento di questa attività, facendo però delle opportune osservazioni.

Vediamo tutte le informazioni per capire come operare in queste particolari situazioni.

Partita

Partita Iva e prestazione occasionale

Per capire meglio le regole da seguire per capire se con la vostra partita Iva aperta potete effettuare anche delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, è necessario capire che tipo di attività intendere esercitare in modo “occasionale“. In particolare è necessario verificare se questa attività sia o meno nello stesso ambito professionale di quella esercitata con partita Iva.

Un classico caso può essere quello di un’attività resa occasionalmente da un avvocato per la partecipazione come relatore ad un ciclo di conferenze in materie giuridiche, oppure ad un’attività di consulenza informatica praticata da un medico.

Sebbene questi due casi posano sembrare assai simili, per l’Amministrazione finanziaria, per usufruire delle prestazioni occasionali, piuttosto che della stessa partita Iva, è necessario effettuare una distinzione: verificare l’ambito di applicazione dell’attività occasionale rispetto all’attività professionale.

Vediamo le differenze.

Attività occasionale in ambito diverso da quella professionale

Nel caso in cui non vi sia estrinsecazione dell’attività occasionale, rispetto all’attività economica esercitata abitualmente, si pensi al caso del medico visto sopra, che effettui saltuariamente anche consulenze informatiche, per il l’Amministrazione finanziaria si rimane fuori dal campo di applicazione dell’Iva e dal requisito di lavoro autonomo.

In questo caso si renderà possibile effettuare la prestazione, legata alla consulenza informatica, come attività di lavoro autonomo occasionale, con tutti gli adempimenti che ne conseguono.

Questo in quanto l’attività professionale di medico e quella occasionale di consulente informatico appartengono ad ambiti completamente diversi tra loro. Per questo motivo è possibile, per un professionista con partita Iva, emettere una ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale.

Naturalmente, tutto questo è possibile se l’attività svolta è davvero “occasionale“, quindi non ripetitiva nel tempo (anche a distanza di mesi).

Attività occasionale coerente con l’attività professionale

Nel caso in cui, invece, come nell’esempio dell’avvocato di cui sopra, l’attività esercitata occasionalmente possa essere considerata come un’attività talmente evidente da far pensare che il soggetto di fatto non stia svolgendo una attività occasionale ma la sua stessa normale attività (si pensi anche alle prestazioni didattiche occasionali aventi a oggetto una materia compresa nell’ambito della professione esercitata), ma anche nei casi in cui l’abituale attività esercitata rappresenti comunque l’occasione o la condizione per lo svolgimento dell’occasionale attività, anche se non v’è dubbio che il soggetto non stia svolgendo la propria attività economica (si pensi ancora alla prestazione artistica resa da un animatore), si renderà necessario emettere normale fattura per regolare il pagamento dell’attività prestata.

In quest’ultimo caso, infatti, più che di prestazione autonoma occasionale, è più corretto parlare di esercizio della stessa ordinaria attività economica.

Il lavoratore, quindi, potrà esercitare questa seconda attività “occasionale” utilizzando la stessa partita Iva e lo stesso codice attività previsto per l’attività professionale “abituale“.

Naturalmente vi consigliamo di parlare con il vostro Commercialista di fiducia al fine di evitare di commettere spiacevoli errori (se volete siamo a vostra disposizione per questo).

Conseguenze reddituali

L’esercizio in contemporanea di un’attività professionale con partita Iva e di un’attività occasionale con ritenuta di acconto, ha delle conseguenze da un punto di vista reddituale.

Nel caso in cui il professionista sia nel regime fiscale ordinario (c.d. “contabilità semplificata“), i redditi derivanti dal quadro RE del modello Redditi PF andranno a sommarsi ai redditi derivanti dal quadro RL, relativi all’attività occasionale.

Il reddito imponibile così determinato sconterà la tassazione Irpef, determinando l’imposta lorda, dalla quale saranno detratte tutte le ritenute di acconto prodotte: sia quelle derivanti dall’attività professionale, sia quelle derivanti dalle ricevute per prestazioni occasionali.

In questo modo si determinerà il reddito netto.

Qualora, invece, il professionista eserciti la propria attività in regime forfettario, è necessario evidenziare che il reddito derivante dal regime forfettario sarà tassato separatamente rispetto al reddito, soggetto ad Irpef, delle prestazioni occasionali.

Potrebbe quindi accadere che il professionista si trovi in una situazione di credito/debito, per la tassazione dovuta sul reddito professionale, e una situazione di diverso credito/debito per l’attività occasionale tassata ad Irpef.

Consiglio

Se avete una partita Iva aperta e state per effettuare un’attività economica o professionale in ambito diverso da quello della vostra attività ordinaria, prima di commettere errori, consultatevi sempre con il vostro Commercialista di fiducia.

Soltanto analizzando la vostra situazione in dettaglio sarà possibile capire quale sia la soluzione migliore per la vostra situazione personale, ma anche la soluzione che vi permetterà il maggiore risparmio di imposta.

Se volete siamo a vostra disposizione per una consulenza personalizzata.

75 COMMENTS

  1. Deve operare con una partita Iva personale. Come detto sono a disposizione per una eventuale consulenza in merito.

  2. Buongiorno sono un geometra iscritto allalbo ec… (regime forfettario) mi è stato proposto di lavorare come tutoring per corsi antincendio per la regione lazio !!! Che fattura devo fare e che % devo mettere ?? (Ogniu quanto potrei fare questo lavoro ?)

  3. Salve Luca, questi aspetti di consulenza sono riservati ai clienti che seguiamo per la gestione contabile e fiscale in modo continuativo. Se interessato mi contatti, risolverò i suoi dubbi e potrà contare sempre sulla nostra assistenza fiscale.

  4. Buongiorno, nel 2018 ho effettuato la mia attività come prestazione occasionale per euro 5.000.
    Oggi ho aperto una partita iva con il regime forfettario come procacciatore d’affari tetto max fatturabile 25.000 euro/anno.
    Per rispettare il tetto max devo considerare i 5.000 euro gia fatturati con la prestazione occasionale quindi 20.000 euro, oppure sono indipendenti?
    Grazie

  5. Buon giorno,
    nel 2018 ho lavorato da gennaio a marzo con prestazione occasionale. Poi ad aprile ho aperto la partita iva e quindi da aprile a dicembre ho fatturato con p. iva.
    Come ci si deve comportare in dichiarazione dei redditi?Che percentuale si deve pagare sui compensi da prestazione occasionale?
    Grazie
    Saluti

  6. Salve Giovanni, lei è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, sulla prestazione occasionale pagherà l’IRPEF, mentre sui redditi derivanti dalla partita IVA, la tassazione dipende dal suo regime fiscale.

  7. Salve Federico, la ringrazio per la celere risposta. Ho ben chiaro quanto pagare per quanto concerne la partita iva (regime forfettario). Non ho per niente chiaro, invece, quale aliquota irpef applicare ai compensi da prestazione occasionale (1.875 € in totale).
    Grazie

  8. In assenza di altri redditi deve applicare la prima aliquota IRPEF del 23%. Tuttavia, vi sono detrazioni che azzerano l’imposta dovuta, se non ha altri redditi imponibili IRPEF fino a € 4.800.

  9. Salve, sono titolare di partita IVA con codice per la prestazione di consulenza in materia di sicurezza sul lavoro, dal 1 gennaio 2019 sono passato a regime forfettario. Svolgo saltuariamente prestazioni come tecnico audio. Posso emettere ricevuta di prestazione occasionale? E se sì è possibile trovare un fac-simile in rete? Il mio commercialista dice di no… ma io non ne sono convinto. Grazie

  10. Scusate ma non è chiaro. Nell’articolo dite che anche chi ha partita iva può fare prestazione occasionale se in ambito diverso
    Nel commento scrivete di no.

  11. Non mi risulta che “occasionale” voglia dire una volta e basta…
    Occasionale è “una volta ogni tanto”
    Il che più essere anche 2 o 3 volte

  12. La prestazione occasionale se si ha una partita IVA aperta non si può fare, tutti gli incassi devono passare da partita IVA. La ricevuta in caso di partita IVA riguarda solo casi particolari.

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