Forfettario e Lavoro Dipendente senza limiti dal 2019

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Regime Forfettario e Lavoro Dipendente. Dal 2019 il Regime Forfettario non può essere applicato se l’attività autonoma è svolta nei confronti dell’attuale datore di lavoro. Oppure, se si tratta del precedente datore di lavoro nell’arco degli ultimi due anni. Tutte le info in questo articolo. La preclusione opera dal 2019 se l’attività autonoma è svolta prevalentemente nei confronti dell’attuale o del precedente datore di lavoro.

A partire dal primo gennaio 2019 Regime Forfettario e Lavoro Dipendente possono coesistere senza limiti di reddito. Rimango, tuttavia, alcune limitazioni, che è opportuno analizzare in dettaglio.

Dal 2019 il Regime Forfettario ex Legge n 190/14 per imprenditori individuali e lavoratori autonomi prevede un fatturato massimo di € 65.000.

Questo indipendentemente dal tipo di attività esercitata. Qualunque sia il codice ATECO utilizzato, il limite di fatturato annuo non cambia.

Anche i coefficienti di redditività per la determinazione del reddito rimangono immutati, ma cambiano le condizioni ostative al regime.

In particolare mi riferisco al possesso di partecipazioni e allo svolgimento dell’attività prevalentemente nei confronti del precedente datore di lavoro. Quest’ultima causa ostativa, tuttavia, è stata riformulata rispetto al testo originale.

Per questo motivo, ho deciso di dedicare questo articolo per approfondire questa problematica. Vediamo, quindi, di seguito, come Regime Forfettario e Lavoro dipendente possono coesistere dal 2019

Cominciamo!


Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: la disciplina previgente il 2019

Per analizzare la novità legata al Lavoro Dipendente e Regime Forfettario è opportuno partire dalla normativa previgente (in vigore sino al 31 dicembre 2018).

Secondo tale disciplina il Regime Forfettario è precluso per i soggetti che percepiscono, nell’anno precedente, redditi da lavoro dipendente eccedenti la soglia di € 30.000.

La soglia riguarda redditi da lavoro dipendente ed assimilati (es. pensione) al lordo annuo percepito.

La verifica di tale soglia è irrilevante se il rapporto di lavoro è cessato. Questo a condizione che, dopo la cessazione, non siano percepiti redditi di pensione o non sia stato intrapreso un nuovo rapporto di lavoro.

Sul punto vedasi la Circolare n 10/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Si tratta di una condizione che limitava l’accesso al Regime Forfettario a tanti lavoratori dipendenti che volevano utilizzarlo per sviluppare una seconda attività.

Tale limitazione risultava, infatti, pesante. Non poter usufruire del regime di vantaggio per lo sforamento di un limite reddituale, era davvero limitante.


Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: la formulazione normativa 2019

La nuova disciplina legata ai requisiti richiesti per operare il Regime Forfettario dal 2019 prevede una riformulazione della precedente norma.

In particolare, dal primo gennaio 2019 non possono accedere al Regime Forfettario:

le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

L’attività è preclusa anche se svolta nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro

Chiarimenti sulla nuova formulazione del limite per Regime Forfettario e Lavoro Dipendente 2019

La formulazione della norma su Regime Forfettario e Lavoro dipendente appare di una portata sicuramente diversa dalla precedente.

Dalla lettura della formulazione della norma, possiamo ricavare quanto segue:

  • Da un lato, essa specifica più chiaramente che la preclusione opera sia nel caso in cui il rapporto di lavoro dipendente sia ancora in corso quanto nell’ipotesi in cui sia cessato. Di fatto, confermando la finalità di evitare la strumentale trasformazione di rapporti di lavoro dipendente in altre forme contrattuali per applicare la tassazione ridotta;
  • Dall’altro, rimuove il riferimento alla percezione di redditi di lavoro dipendente e assimilato. Redditi di cui agli articoli 49 e 50 del DPR n 917/86. Riferimento che poteva risultare “in eccesso” data la rimozione della soglia limite di € 30.000.

Si tratta, quindi, di una rimodulazione del limite in modo più ampio e flessibile. Non esiste più un limite legato al valore del reddito annuo percepito da lavoro dipendente. L’unica preclusione riguarda il fatto di non proseguire una attività precedentemente svolta come lavoro dipendente. 

Questo, naturalmente, alle dipendente degli ex datori di lavoro degli ultimi due anni. In questo modo, la platea dei soggetti in grado di poter applicare questo regime si amplia considerevolmente.

Partite IVA forfettarie in mono committenza ammesse

Altro aspetto di fondamentale importanza riguarda i soggetti che operano come professionisti in mono committenza.

Ebbene, è da ritenere che il riferimento espresso “datori di lavoro” sia sufficiente ad escludere l’applicazione della norma rispetto ai professionisti mono committenti.


Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: verifica del committente

In buona sostanza, quindi, un soggetto persona fisica titolare di Partita IVA, ha facoltà di:

  • Essere titolare di un rapporto di lavoro dipendente. Questo a prescindere dall’ammontare del reddito percepito;
  • Applicare il regime forfetario (fino a € 65.000 di ricavi/compensi). Questo a condizione che l’attività autonoma non sia svolta prevalentemente nei confronti dell’attuale datore di lavoro. Oppure, di eventuali altri datori di lavoro dei due anni precedenti. Oppure ancora di soggetti comunque agli stessi riconducibili.

Se non viene svolta contestualmente attività come lavoratore dipendente, per applicare il Regime Forfetario, occorre comunque verificare nei confronti di chi viene esercitata l’attività autonoma in via prevalente.

Qualora si tratti di uno degli ex datori di lavoro dei due anni precedenti, il regime non potrà (più) essere applicato.

Questa causa di esclusione deve essere verificata al momento di applicazione del regime. Pertanto, chi dovesse trovarsi nella situazione descritta dalla disposizione non potrà applicare il regime di favore nell’anno in corso.


Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: esempio pratico

Per capire meglio la portata di questo limite di applicazione del Regime Forfettario ti propongo un esempio pratico.

Si consideri, ad esempio, il lavoratore dipendente che è andato in pensione nell’anno “2018” (con reddito entro i € 30.000).

Ipotizziamo che il soggetto prosegua l’attività in forma autonoma nei confronti del medesimo datore di lavoro.

In base alla disciplina attualmente in vigore, questo soggetto ha potuto accedere al Regime Forfetario per la nuova attività avviata nel 2018 ususfruendo, non dell’aliquota al 5% (preclusa dalla condizione relativa alla mera prosecuzione dell’attività precedente), ma al 15%.

Con la nuova disciplina, questo soggetto dovrà disapplicare il regime di favore dal 2019.


Regime Forfettario e Lavoro Dipendente: conclusioni

La possibilità di operare in Regime Forfettario per tutti i contribuenti che percepiscono redditi da lavoro dipendente supera una problematica sorta nelle annualità precedenti. 

A partire dal 2019 possono usufruire del Regime Forfettario tutti quei lavoratori dipendenti che vogliono mettersi in proprio. Magari per sfruttare economicamente un hobby o una loro passione. 

Tutto questo senza particolari limitazione e con la possibilità di operare con l’aliquota ridotta del 5%.

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8 COMMENTI

  1. Vige La stessa regola dei dipendenti per i pensionati che vogliono aprire una partita iva in regime forfettario ?

  2. Se un soggetto nel 2018, vecchia disciplina, ha operato in prevalenza nei confronti di un precedente datore di lavoro può accedere al regime forfettario nel 2019? Ovviamente a condizione che nel 2019 l’attività non venga più svolta in maniera prevalente nei confronti del precedente datore di lavoro.

  3. Di recente ho letto diversi pareri in senso contrario, ovvero che la condizione di non prevalenza va accertata fin dal 2018. In base a quali elementi ritieni che tale causa di esclusione vada verificata solo dal 2019?

  4. Buonasera,
    ho alcuni dubbi sulla compatibilità del lavoro dipendente con eventuali consulenze a p.iva.
    In caso di apertura della p.iva a regime fofettario nel 2019 è possibile poter lavorare a p.iva con il vecchio datore di lavoro con cui si lavorava come dipendente, se il reddito prevalente dopo l’aperura della p.iva derivasse da un altro soggetto con il quale si instaura un rapporto di lavoro assimilabile a quello dipendente?

  5. Salve Rossella, se fattura con partita IVA al precedente datore di lavoro, oppure al datore di lavoro attuale come dipendente il regime forfettario è escluso. Per poterlo applicare il 50% almeno del fatturato deve arrivare da soggetti terzi rispetto a datori di lavoro precedenti o attuali con cui ha instaurato lavoro dipendente o assimilato.

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