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Regime OSS e plafond IVA: guida per l’esportatore abituale nell’e-commerce

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale
7 min di lettura
In sintesi

Vendite OSS e plafond esportatore abituale: Risposte 802/2021 e 493/2022, quando conviene fatturare e come recuperare il credito IVA.

Le vendite a distanza intracomunitarie in regime OSS possono concorrere alla maturazione del plafond IVA, ma solo a una condizione precisa che la maggior parte degli operatori ignora: una scelta gestionale con conseguenze fiscali rilevanti.


Le vendite in regime OSS concorrono al plafond dell’esportatore abituale se documentate tramite fattura ex art. 46 D.L. 331/1993, annotate nel registro IVA vendite e indicate nel quadro VE della dichiarazione IVA annuale. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la Risposta n. 802/2021, confermata dalla n. 493/2022. In assenza di fatturazione, le stesse vendite gestite tramite registro corrispettivi non alimentano il plafond.

Perché l’OSS genera un credito IVA strutturale

Il regime OSS separa i flussi IVA in due circuiti distinti: gli acquisti di beni e servizi in Italia generano IVA detraibile italiana, mentre le vendite B2C verso consumatori UE escono dal perimetro IVA italiano e confluiscono nella dichiarazione OSS trimestrale. Il risultato è un saldo IVA italiano strutturalmente a credito: l’imposta sugli acquisti si accumula senza trovare un’IVA a debito sufficiente a compensarla nella liquidazione ordinaria.

Il meccanismo è previsto dall’art. 74-sexies DPR 633/72, che recepisce la Direttiva UE 2021/473. Le vendite B2C intraUE con merce spedita dall’Italia sono dichiarate e versate tramite OSS nel paese del consumatore finale: non generano né debito né credito IVA italiano. Per un operatore e-commerce con vendite prevalentemente verso consumatori UE e acquisti concentrati in Italia, merce, logistica, servizi, questa asimmetria produce un credito ricorrente che si accumula trimestre dopo trimestre.

La gestione di questo credito apre due percorsi distinti: il rimborso o la compensazione del credito già maturato, oppure la prevenzione strutturale tramite l’attivazione del plafond esportatore abituale, che consente di acquistare beni e servizi in Italia senza applicazione dell’IVA, eliminando alla radice la formazione del credito. La scelta tra i due percorsi dipende dall’entità del credito, dalla struttura degli acquisti e da una condizione operativa specifica che riguarda la modalità di documentazione delle vendite OSS.

Le vendite OSS e il plafond esportatore abituale: cosa dice la prassi

Le vendite a distanza intracomunitarie effettuate in regime OSS sono qualificate come cessioni non imponibili ai sensi dell’art. 41, comma 4, D.L. 331/1993 e possono concorrere alla maturazione del plafond esportatore abituale. Lo status si acquisisce quando le operazioni non imponibili superano il 10% del volume d’affari nel periodo di riferimento, secondo i criteri dell’art. 8, comma 2, DPR 633/72. Per un operatore e-commerce con vendite prevalentemente B2C verso consumatori UE, questa soglia è nella maggior parte dei casi già superata. Tuttavia, il riconoscimento del beneficio non è automatico: dipende dalla modalità di documentazione adottata.

La Risposta n. 802/2021: il principio generale

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Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale

Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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