Isee errato

Quando una dichiarazione ISEE contiene degli errori, spesso si può rimediare facilmente, altre volte, se questi errori non vengono corretti, è possibile incappare in alcune conseguenze poco piacevoli, tra cui le sanzioni.

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L’attestazione ISEE dimostra qual è la situazione reddituale di un nucleo familiare, ed è un’informazione che può essere utile a diversi scopi. Primo tra tutti l’ISEE viene richiesto nel caso in cui si frequenta un corso universitario: l’attestazione ISEE in questo caso dimostra qual è la situazione economica della famiglia e in base alla stessa viene calcolato l’importo che lo studente dovrà pagare all’università annualmente.

Una attestazione ISEE erronea può comportare la perdita di alcuni benefici, tra cui quelli dovuti dai diversi sconti che si possono ricevere sul prezzo delle tasse universitarie, nel caso in cui l’ISEE risulti particolarmente basso. Inoltre, dichiarare appositamente il falso nella propria dichiarazione ISEE può comportare anche importanti sanzioni. Dal 2020, esiste la possibilità di fare ricorso alll’ISEE precompilato in base alle informazioni già disponibili nelle banche dati delle principali Amministrazioni, come l’Inps per i trattamenti pensionistici ed assistenziali e l’Agenzia delle Entrate per i rapporti finanziari ed i possedimenti immobiliari.

Vediamo in questo articolo come è possibile procedere alla correzione dell’attestazione ISEE una volta presentata, e quando invece scattano specifiche sanzioni su dichiarazioni sbagliate.

Per maggiori informazioni: “Isee 2021: calcolo e documenti occorrenti”


Dichiarazione ISEE: cos’è e a cosa serve

La dichiarazione ISEE consiste nell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, ed è un dato che tiene conto di diversi fattori relativi al nucleo familiare: dalla situazione economica del singolo componente a quella complessiva, tiene conto della composizione del nucleo famigliare e del patrimonio posseduto dallo stesso.

La dichiarazione ISEE in linea generale non è obbligatoria. Questo vuol dire che procedono a dichiarare la propria situazione ISEE solamente quelle persone che si apprestano a chiedere specifiche prestazioni per esempio ad un ente previdenziale, oppure per procedere ad individuare il giusto pagamento per le tasse universitarie.

Procedere con l’ISEE quindi non è obbligatorio, ma può essere utile in diverse circostanze. Quando si deve presentare un’attestazione ISEE ci si può rivolgere ad un centro CAF convenzionato o ad un professionista che affianca la famiglia nell’individuazione e nella presentazione di tutte le informazioni utili a presentare lo stato economico famigliare.

Per presentare correttamente le informazioni per l’attestazione ISEE bisogna tenere conto di tutti i redditi percepiti nel nucleo famigliare, includendo i redditi dei singoli, che siano derivati dal lavoro dipendente o da una professione autonoma, che si tratti di rendita immobiliare o di altri tipi di reddito. Il calcolo complessivo avrà come risultato un numero, ovvero l’ISEE, che può garantire l’accesso a diverse prestazioni.

Molte famiglie italiane hanno utilizzato questo strumento per presentare la richiesta di accesso a diverse forme di sostegno al reddito proposte dallo stato, come il reddito di cittadinanza, i diversi bonus introdotti a seguito dello scoppio della pandemia, o ancora, i bonus a favore dei figli.

Cosa serve per ottenere un ISEE

Per poter ottenere un ISEE bisogna quindi dichiarare tutti i tipi di redditi percepiti, e questo dato ha valore annuale. Si può procedere chiedendo il supporto di un professionista o di un centro convenzionato CAF che si occupa di gestire questo tipo di pratiche, oppure si può procedere autonomamente online.

Per poter procedere al calcolo dell’ISEE per l’anno corrente, è necessario presentare alcuni documenti e informazioni:

  • Documenti di identità di ciascun componente della famiglia, e relativi codici fiscali;
  • Stato di famiglia: si tratta di un documento di cui dispone il comune di appartenenza, che mostra qual è la situazione relativa ai componenti del nucleo famigliare aggiornata;
  • Dichiarazione dei redditi: ogni componente della famiglia deve presentare la propria dichiarazione dei redditi, anche tramite modello unico, o modello 730. Questo punto è fondamentale perché individua qual è la specifica situazione reddituale della famiglia;
  • Contratto di affitto: se la famiglia vive in un immobile in affitto, presentare il contratto di affitto e le ultime mensilità pagate è importante tanto quanto presentare la situazione reddituale;
  • Estratto conto bancario;
  • Situazione patrimoniale: è necessario ai fini ISEE dichiarare quali sono i patrimoni posseduti da tutti i componenti del nucleo famigliare;

Queste dichiarazioni devono essere presentate in relazione ad ogni componente del nucleo famigliare, è importante che non venga tralasciata nessuna informazione, per non commettere errori. Per questo motivo comunque è consigliato affidarsi ad un esperto del settore o ad un ufficio CAF.

Come è facilmente intuibile, sbagliare in uno di questi dati può di conseguenza far risultare erronea anche la dichiarazione del calcolo ISEE. In molti casi un ISEE sbagliato comporta l’esclusione da alcune misure a sostegno del reddito che altrimenti si possono richiedere, oppure l’errato posizionamento nei vari livelli relativi alla tassazione nel caso di iscrizione ad un corso universitario.

ISEE errato: si può rimediare?

Per evitare di presentare un ISEE errato è buona norma accertarsi sulla correttezza di tutti i dati visti prima, dalla situazione reddituale a quella patrimoniale, fino alle informazioni su tutti i componenti del nucleo. In caso di errore c’è ancora spazio per un arco di tempo di 10 giorni per procedere alla correzione.

Successivamente, si può incorrere nella spiacevole situazione di sanzioni di diversa natura, in particolar modo quando la dichiarazione ISEE errata è presentata per avere accesso a determinati sostegni economici. Sostegni che, se vengono percepiti indebitamente, non solo vengono sospesi, ma chi ha eseguito l’illecito può essere multato.

Esiste un modulo integrativo apposito per presentare nuovamente informazioni volte a correggere il calcolo ISEE precedentemente effettuato, da utilizzare entro 15 giorni dalla richiesta di presentazione del calcolo ISEE.

Nel caso in cui si decida quindi di rimediare ad un errore tramite modulo integrativo, ancora si potrà ricevere i benefici del dato ISEE relativi a richieste di bonus o sostegni di tipo economico, perché l’integrazione vale in sé come documento valido a completare la dichiarazione ISEE

Sanzioni nel caso di ISEE errato: quando vengono applicate?

Quando l’ISEE risulta errato e non si procede alla correzione, possono arrivare importanti sanzioni a chi lo ha presentato. Quando per esempio un nucleo famigliare richiede l’accesso a specifiche erogazioni dello stato (o dell’INPS) a favore del reddito, gli enti preposti applicano numerosi controlli, per verificare che i dati dichiarati dalla famiglia siano corrispondenti alla realtà.

I controlli negli ultimi anni sono diventati sempre più serrati, anche perché sono stati introdotti numerosi bonus e sostegni a favore delle famiglie più in difficoltà, in concomitanza con l’arrivo della pandemia. Le diverse forme di sostegno sono indirizzate a tutte quelle famiglie che effettivamente ne hanno la necessità, anche se accade che molti definiti come “furbetti” ricevano il reddito di cittadinanza o altre forme simili di sostegno senza realmente averne il bisogno.

Per questi furbetti le sanzioni possono anche essere di ingente somma, si parla di multe o sanzioni amministrative commisurate all’illecito compiuto. Oltre a venire meno le somme derivate dalle erogazioni a favore delle famiglie, l’INPS o altri enti accreditati possono richiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite, e vengono inoltre aggiunte anche sanzioni non indifferenti in base al caso.

Le sanzioni in caso di ISEE errato

Le sanzioni sono: 

  • Amministrative, per una somma variabile da un minimo di 5.164 euro ad un massimo di 25.822 euro; la sanzione erogata non può superare il triplo del beneficio conseguito mediante l’Isee sbagliato; 
  • Penali, in caso di indebito ottenimento di benefici non spettanti dallo Stato o da altri enti pubblici, quando l’ammontare percepito è superiore a 3.999,96 euro; la pena è la reclusione da sei mesi a tre anni.

Inoltre, si incorre nella perdita dei benefici ottenuti mediante la presentazione di un ISEE errato. Le agevolazioni concesse saranno revocate e l’Amministrazione opererà il recupero di quanto erogato al percettore o gli chiederà di versare la differenza indebitamente fruita.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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