Tra gli obiettivi che un’impresa si prefigge di raggiungere, quello prioritario, che ne giustifica la sua stessa esistenza, è rappresentato dalla creazione di valore, vale a dire dalla generazione e massimizzazione del profitto, inteso quale differenza tra i ricavi ottenuti dalla vendita di beni e servizi prodotti ed offerti sul mercato e i costi sostenuti per la loro produzione. A tal fine l’impresa fa leva su diversi strumenti per controllare che la gestione sia condotta in modo efficace ed efficiente, tale cioè da garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati impiegando le risorse minime disponibili e necessarie. Tra questi, nell’ambito del controllo di gestione, vi è il Break Even Point (BEP), meglio conosciuto come “punto di pareggio” o anche “diagramma di redditività”, che permette innanzitutto di risolvere il problema della conoscenza del volume minimo da produrre e/o da vendere in corrispondenza del quale i ricavi totali siano in grado di coprire integralmente tutti i costi sostenuti per realizzarlo.

Il BEP quindi si rivela un indispensabile strumento di controllo e di previsione dal cui utilizzo ogni realtà imprenditoriale non può prescindere nell’ambito d...

Questo articolo è riservato agli abbonati:
Scopri come
abbonarti a Fiscomania.com.


Sei già abbonato?
Accedi tranquillamente con le tue credenziali: Login
Articolo precedenteIstanza di rimborso imposte: la procedura
Prossimo ArticoloAustralia: il regime fiscale di tassazione
Laureato in Economia Aziendale presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, svolge la sua attività come Consulente Amministrativo per imprese, privati ed enti non profit. Appassionato di gestione aziendale, approfondisce tematiche legate alla contabilità d'impresa, al bilancio d'esercizio e ai principi contabili.