Gestione Separata INPS: soggetti, aliquote, massimali

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Chi deve iscriversi alla Gestione Separata INPS? Quali sono le aliquote 2019? Il massimale di reddito 2019 è pari a € 102.543. Se anche tu stai cercando risposta a queste domande, ecco tutto ciò che devi sapere.

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati.

Questa gestione previdenziale nasce con l’articolo 2, comma 26 della Legge n. 335/95, meglio nota anche come “riforma Dini“.

Sostanzialmente, la Gestione Separata nasce per offrire una tutela previdenziale obbligatoria ad alcune categorie di Lavoratori Autonomi. In particolare, a tutti gli autonomi non iscrivibili a Casse di previdenza legate ad ordini professionali.

Ancora oggi la Gestione Separata INPS accoglie i contributi previdenziali di tutti i professionisti non iscritti ad Albi o elenchi professionali.

Si tratta, quindi, di una gestione previdenziale piuttosto varia. Ivi vengono confluiti contributi derivanti da redditi di professionisti operanti in diversi settori.

Sostanzialmente questo fondo previdenziale accoglie contributi di medio / piccolo importo. Quindi, sostanzialmente, fa fatica ad erogare prestazioni pensionistiche ai propri iscritti.

Ti invito, quindi, a riflettere bene prima di avviare un’attività di Lavoro Autonomo iscrivibile previdenzialmente alla Gestione Separata INPS.

In questo contributo, voglio analizzare con te tutte le informazioni utili per l’iscrizione ed il versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS.

Cominciamo!


GESTIONE SEPARATA INPS: SOGGETTI TENUTI ALL’ISCRIZIONE

La normativa di riferimento per la Gestione Separata INPS è la Legge n 335/95. Questa stabilisce quali siano le categorie di soggetti che devono obbligatoriamente iscriversi a questa gestione previdenziale.

Sostanzialmente si tratta dei Lavoratori Autonomi non iscritti ad altra forma previdenziale, i lavoratori parasubordinati, ed in alcuni casi chi effettua attività di Lavoro Autonomo Occasionale.

Vediamo in dettaglio queste categorie di soggetti.

LAVORATORI AUTONOMI SENZA CASSA PROFESSIONALE

Devono iscriversi alla Gestione Separata tutti i liberi professionisti, per i quali non è stata prevista alcuna specifica cassa previdenziale.

Per poterti iscrivere alla Gestione Separata devi svolgere un’attività di lavoratore autonomo. Questo significa che eserciti un’attività abituale, di tipo intellettuale. Tuttavia, la tua attività non rientra tra quelle per cui è richiesta l’iscrizione in un Albo o elenco professionale.

In questo caso la tua gestione previdenziale di riferimento è la Gestione Separata.

Si tratta ad esempio degli amministratori di condominio, dei fisioterapisti, consulenti informatici, consulenti di marketing etc.

Attenzione però!

Nella fattispecie devono quindi essere ricompresi anche i professionisti con cassa previdenziale. Tuttavia, nel caso in cui, ai sensi del proprio regolamento, l’attività esercitata non sia iscrivibile.

Provo a farti un esempio.

Pensa al caso di un ingegnere che contemporaneamente all’attività professionale svolge anche attività di lavoro dipendente. Stessa cosa per il farmacista che opera come dipendente in una Farmacia.

COLLABORAZIONI CONTINUATIVE

Devono iscriversi alla Gestione Separata INPS anche i soggetti che operano con forme di collaborazione coordinata e continuativa (c.d. co-co-co).

Tutte forme che fino ad allora non avevano mai beneficiato di alcuna disciplina specifica. Né giuridica, né previdenziale.

In questo caso l’iscrizione deve essere effettuata a cura del datore di lavoro.

VENDITORI A DOMICILIO

La categoria dei venditori a domicilio, ex articolo 36, Legge n 426/71, con contratto di lavoro autonomo.

I venditori a domicilio, infatti, sono considerati professionisti e devono iscriversi alla Gestione Separata per il versamento dei contributi previdenziali.

LAVORATORI AUTONOMO OCCASIONALI

lavoratori autonomi occasionali, qualora abbiano conseguito redditi superiori alla soglia annua di € 5.000. La soglia è riferita alla totalità di committenti annui.

In questo caso il lavoratore è tenuto a comunicare il superamento della soglia ai suoi committenti che devono provvedere alla sua iscrizione alla Gestione Separata INPS.

ASSEGNISTI DI RICERCA E BORSE DI STUDIO

Tutti gli assegnisti di ricerca che operano nelle Università italiane devono iscriversi alla Gestione Separata. Stessa cosa per i beneficiari di borse di studio per dottorati di ricerca.

Come nei casi precedenti è il datore di lavoro che deve provvedere ad effettuare l’iscrizione dell’assegnista di ricerca o del borsista.

MEDICI CON CONTRATTO DI FORMAZIONE SPECIALISTICA

I medici che hanno sottoscritto un contratto di formazione specialistica sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

VOLONTARI DEL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE

I volontari del Servizio Civile Nazionale sono obbligati all’iscrizione per i compensi percepiti.


PROCEDURA DI ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

I soggetti sopra individuati sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione può essere automatica, all’avvio dell’attività, oppure successiva.

Mi riferisco, per esempio, al caso del Lavoro Autonomo Occasionale, dove l’iscrizione è obbligatoria  al superamento della soglia dei € 5.000 di compensi percepiti nell’anno.

Competente sulla domanda di iscrizione è la stessa sede INPS che ha la competenza sulla costituzione delle posizioni assicurative dei lavoratori e sulle eventuali azioni di recupero dei contributi.

La sede INPS di competenza viene così determinata:

  • Per il professionista è quella competente nel territorio di residenza;
  • Per le collaborazioni, associazioni e simili è quella competente nel territorio in cui è ubicata la sede amministrativa del committente o la filiale. Sede che, a scelta dell’azienda, amministra i pagamenti a favore del singolo soggetto.

Ciascun lavoratore può presentare la domanda di iscrizione alla Gestione Separata telematicamente, al sito

 www.inps.it/Servizi per il cittadino,

richiedendo prima il proprio codice PIN. Codice con il quale, una volta avuto accesso alla propria pagina personale, si potrà compilare un apposito modulo di iscrizione.

Oppure, in alternativa, è possible iscriversi telefonando al numero verde del Contact Center INPS 803 164.

MODULO DI ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

Nel modulo di iscrizione alla Gestione Separata, oltre ai dati anagrafici ed eventuali recapiti sono richieste le seguenti informazioni come:

  • La data di inizio dell’attività;
  • La tipologia dell’attività che si intende svolgere, ovvero in qualità di professionista (in tal caso sono richieste alcune informazioni aggiuntive: 
    • Numero di partita Iva;  
    • Codice ATECO 2007, eventuale qualifica di socio di studio associato.

Con queste informazioni si può ottenere l’immediata iscrizione alla Gestione separata INPS.

Al termine della procedura ti verrà rilasciata apposita ricevuta che attesta l’avvenuta iscrizione.

Voglio ricordare che l’iscrizione è unica.

Una volta iscritto anche se cessi l’attività, e poi la riprendi dopo qualche anno, l’iscrizione effettuata a suo tempo rimane valida.

In pratica una volta effettuata l’iscrizione non ci sono cancellazioni, si rimane iscritti a vita a questa gestione, anche se in futuro potresti non avere obblighi di versamento. Magari perché hai cambiato lavoro.


IL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI DOVUTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS

I soggetti obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS sono obbligati a versare i relativi contributi previdenziali obbligatori.

Tali contributi vengono calcolati e versati con modalità diverse a seconda della tipologia di lavoro svolta.

Ogni tipologia di soggetto obbligato, infatti, ha diverse modalità di calcolo e versamento dei contributi previdenziali dovuti.

Di seguito passerò in rassegna le varie casistiche che si possono presentare la per la determinazione ed il versamento dei contributi.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI DEI LAVORATORI PARASUBORDINATI

I collaboratori coordinati e continuativi (c.d. “co-co-co“) sono anche detti lavoratori parasubordinati.

I lavoratori parasubordinati rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente.

Essi lavorano infatti in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, ma nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il committente del lavoro.

Sono pertanto funzionalmente inseriti nell’organizzazione aziendale e possono operare all’interno del ciclo produttivo del committente.

Committente al quale viene riconosciuto un potere di coordinamento dell’attività del lavoratore con le esigenze dell’organizzazione aziendale.

REQUISITI DEL LAVORATORE PARASUBORDINATO

I requisiti tipici della collaborazione coordinata e continuativa sono quindi:

  • L’autonomia. Il collaboratore decide autonomamente tempi e modalità di esecuzione della commessa. Tuttavia non impiega propri mezzi organizzati, bensì, ove occorra, quelli del committente;
  • Il potere di coordinamento con le esigenze dell’organizzazione aziendale. Potere esercitato dal committente, quale unico limite all’autonomia operativa del collaboratore. Esso non può in ogni caso essere tale da pregiudicare l’autonomia operativa e di scelta del collaboratore nell’esecuzione della prestazione;
  • La prevalente personalità della prestazione;
  • La continuità Deve essere ravvisata non tanto e non solo nella reiterazione degli adempimenti, che potrebbe anche mancare in virtù delle peculiarità specifiche dell’attività lavorativa. Quanto nella permanenza nel tempo del vincolo che lega le parti contraenti. In mancanza di tale requisito, e del correlato potere di coordinamento e del vincolo funzionale, si delinea invece la fattispecie della prestazione occasionale;
  • Oggetto della collaborazione devono essere attività con contenuto artistico-professionale o anche attività manuali e operative. Purché il rapporto lavorativo conservi il suo carattere autonomo e sussistano quindi tutti gli altri requisiti tipici della categoria;
  • La non attrazione dell’attività lavorativa nell’oggetto dell’eventuale professione svolta dal contribuente;
  • La retribuzione che deve essere corrisposta in forma periodica e prestabilita.

Ai fini fiscali i redditi percepiti dai co-co-co sono stati considerati redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Tale qualificazione fiscale dei compensi da collaborazione comporta l’applicazione degli istituti tipici del rapporto di lavoro dipendente. Quali ad es. le diverse norme di definizione della base imponibile (articolo 51 del DPR n 917/86).

LAVORATORI PARASUBORDINATI E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI ALLA GESTIONE SEPARATA

Nelle collaborazioni coordinate e continuative e figure assimilate il contributo è per:

  • 2/3 a carico del committente e per
  • 1/3 a carico del collaboratore.

L’obbligo di versamento compete ,tuttavia, al committente anche per la quota a carico del lavoratore.

Quota del lavoratore che viene pertanto trattenuta in busta paga all’atto della corresponsione del compenso.

Ai fini di una corretta applicazione dell’aliquota, il committente deve inoltre acquisire dal lavoratore apposita dichiarazione sulla sua situazione contributiva (eventuale titolarità di pensioni o di ulteriori rapporti assicurativi).

Il versamento va effettuato con modello F24 ed il termine di scadenza è il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso.

Questo è quanto stabilito dalle disposizioni previste dai DLgs n 241/97 e n 422/98 in materia di riscossione unificata.

LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI INPS

Per i soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale , ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, presentano regole proprie.

Infatti, al superamento della soglia dei € 5.000 di compensi annui, si applicano le stesse regole viste per i Collaboratori Coordinati e Continuativi viste sopra.

Questo significa che il lavoratore autonomo occasionale è chiamato a comunicare in anticipo al proprio committente il superamento della soglia.

Avvenuta tale comunicazione il committente effettua l’iscrizione del lavoratore alla Gestione Separata INPS.

Una volta effettuata l’iscrizione, nella ricevuta del lavoratore dovrà essere applicata la ritenuta previdenziale.

Anche in questo caso 2/3 del contributo dovuto sono a carico del committente. Mentre il restante terzo deve essere trattenuto dal compenso del lavoratore occasionale.

La ritenuta previdenziale è una ulteriore trattenuta oltre a quella fiscale che deve essere trattenuta dal compenso spettante al lavoratore occasionale.

Ti consiglio di fare molta attenzione, perché su questo aspetto vengono commessi sempre tantissimi errori.

Se hai bisogno di aiuto su come compilare correttamente la ricevuta leggi questo articolo:

Ricevuta Lavoro Autonomo Occasionale: compilazione

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI ALLA GESTIONE SEPARATA DEI LAVORATORI AUTONOMI

Come hai visto sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS tutti i professionisti che esercitano attività non compresa in Albo o Elenco professionale.

Si tratta di attività di tipo professionale o artistico che non hanno una autonoma gestione previdenziale.

Per questi lavoratori il contributo si calcola sulla differenza tra i ricavi e costi deducibili derivanti dall’attività esercitata.

Questa rappresenta la base imponibile sulla quale dovranno essere applicate le aliquote, stabilite ogni anno dall’INPS.

Quindi, la base per effettuare il calcolo dei contributi previdenziali è data dal reddito professionale generato ogni anno.

Il reddito professionale è dato dalla differenza tra ricavi tassabili e costi deducibili dal reddito. Su questo importo viene calcolato il contributo previdenziale dovuto annualmente.

LAVORATORI AUTONOMI E VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI INPS

Il contributo previdenziale totale annuo così determinato dovrà essere versato con lo stesso meccanismo di acconto e saldo previsto per le imposte sui redditi.

In pratica il 30 giugno di ogni anno si versa il saldo del contributo dell’anno precedente.

Contestualmente deve essere versato anche il contributo in acconto per l’anno in corso. Contributo previdenziale calcolato come il 40% del contributo dovuto nell’anno precedente.

Mentre entro il 30 di  novembre deve essere versato il secondo acconto per l’anno in corso.

In questo caso il versamento è dato dal restante 60% del contributo calcolato sull’anno d’imposta precedente.

Come detto, tutti i versamenti devono essere effettuati con modello F24.

APPLICAZIONE DELLA RIVALSA INPS IN FATTURA DEL PROFESSIONISTA

I professionisti che aderiscono alla Gestione Separata Inps hanno la possibilità (e non l’obbligo) di addebitare ai propri committenti il contributo del 4% a titolo di rivalsa.

L’esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente. Tale adempimento è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla Gestione Separata.

Poiché a quest’ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l’intero importo.

Attenzione però!

Tale contributo previdenziale a titolo di rivalsa costituisce reddito professionale soggetto a tassazione IRPEF.

In pratica il professionista ha facoltà di addebitare al cliente il 4% della prestazione professionale. Tuttavia, questo contributo del 4% costituisce reddito tassabile per il professionista.

Per approfondire: “Rivalsa Insp: l’applicazione in fattura


LE ALIQUOTE DELLA GESTIONE SEPARATA INPS

Vediamo, adesso tutte le aliquote relative ai contributi previdenziali INPS dovuti alla gestione separata.

SOGGETTI ISCRITTI ANCHE AD ALTRA GESTIONE PREVIDENZIALE O PENSIONATI

I soggetti iscritti alla Gestione Separata, ed anche ad altre gestioni previdenziali, sono ad esempio i lavoratori dipendenti o i pensionati con Partita IVA.

Per i soggetti iscritti anche ad altra gestione previdenziale l’aliquota contributiva INPS Gestione Separata è fissata al 24%.

Per i soggetti iscritti anche ad un’altra Gestione previdenziale obbligatoria o titolari di pensione, non è dovuto alcun contributo aggiuntivo a titolo assistenziale.

SOGGETTI ISCRITTI SOLO ALLA GESTIONE SEPARATA E NON PENSIONATI

L’aliquota INPS Gestione Separata per i soggetti iscritti esclusivamente a tale gestione prevede due casistiche.

Si tratta delle seguenti.

Soggetti dotati di Partita IVA, con attività professionale, aliquota INPS Gestione Separata al 25,72%

Soggetti non titolari di Partita IVA, aliquota Gestione Separata INPS al 34,23%

Questi soggetti, hanno l’obbligo di versare un contributo aggiuntivo dello 0,72% a titolo assistenziale.

Tale contributo è finalizzato al finanziamento delle prestazioni economiche temporanee erogate dall’INPS.

Si tratta, ad esempio, delle seguenti:

  • Indennità di Maternità / Paternità;
  • Trattamento economico per congedo parentale;
  • Indennità giornaliera di malattia;
  • Indennità di malattia per degenza ospedaliera;
  • Assegno per il nucleo familiare.

TABELLA DELLE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE INPS 2019

Riepilogando, per l’anno 2019, sono previste le seguenti aliquote INPS Gestione Separata.

COLLABORATORIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll34,23% (33,00 + 0,72 +0,51 aliquote aggiuntive)
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva Dis-Coll33,72% (33,00 + 0,72 aliquote aggiuntive)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%
LIBERI PRIFESSIONISTIALIQUOTE
Soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie25,72% (25,00 IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva)
Soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria24%

MASSIMALE DI REDDITO INPS 2019

Vediamo, adesso, i valori di reddito massimale e minimale per l’anno 2019.

Il massimale di reddito è pari a 102.543,00.

Le aliquote per il 2019 si applicano, secondo le percentuali indicate nelle tabelle, facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del massimale stabilito.

Il minimale di reddito, invece, è pari a € 15.878,00.

Gli iscritti per i quali si applica l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno per un valore pari a € 3.810,72. Mentre gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari agli importi che riportiamo in tabella.

Reddito minimo annuoAliquotaContributo minimo annuo
€ 15.878,0024%€ 3.810,72
€ 15.878,0025,72%€ 4.083,82 (IVS € 3.969,5)
€ 15.878,0033,72%€ 5.354,06 (IVS € 5.239,74)
€ 15.878,0034,23%€ 5.435,04 (IVS € 5.239,74)

GESTIONE SEPARATA INPS: CONSULENZA

Se hai letto questo articolo molto probabilmente hai necessità di capire meglio il funzionamento della gestione separata INPS.

Che tu sia un lavoratore a progetto oppure un libero professionista, gestire i propri contributi previdenziali non è semplice.

Per questo motivo consiglio sempre di rivolgersi ad un dottore commercialista esperto in questo ambito.

Il rischio di commettere errori è elevato, ed è meglio prevenire che modificare gli errori in futuro.

Per qualsiasi dubbio contattami.

186 COMMENTS

  1. Buonasera,
    sono una design d’interni e sono assunta in uno studio d’architettura a tempo indeterminato. Adesso dovrei fare un lavoro occasionale per il quale mi hanno richiesto obbligatoriamente l’iscrizione alla gestione separata. Ho visto che è semplice farlo tramite il portale inps ma mi chiedo: nel caso che questo nell’arco dell’anno sia l’unico lavoro e considerando che non supererà i 5000 euro su cosa viene applicata l’aliquota: sull’importo del lavoro o c’è un importo minimo su cui calcolarla e poi se non farò più altri lavori devo comunque pagare fino a che non mi cancello dalla gestione separata?
    Grazie della risposta.

  2. Gentili,
    avrei un quesito da porre. Con delle colleghe educatrici stiamo per aprire un associazione professionale avente un’unica Partita IVA (quella dell’associazione), offriremo servizi alle famiglie.
    Siamo già dipendenti private con un rapporto di lavoro di circa 30 ore a settimana.

    Dobbiamo versare lo stesso i contributi per la nuova attività? Dobbiamo iscriverci alla Gestione separata o siamo esenti?
    Non prevediamo guadagni alti essendo principalmente impegnate con il lavoro dipendente.
    Vorremo solo essere certe di non pagare troppe tasse!
    Grazie per la risposta e per il vostro lavoro.

  3. Salve Gigliola, ma che cosa vuole dire che vogliono l’iscrizione alla gestioene separata? che farà una prestazione occasionale sopra i €. 5.000. Nel caso bisogna fare attenzione. Immagino, invece che le chiedano di operare con partita Iva. In ogni caso, prima di agire si consulti con un commercialista per vedere bene pro e contro di ogni ipotesi. Se vuole mi contatti in privato.

  4. L’associazione deve fornire servizi agli associati. Chi presta questi servizi può farlo gratuitamente oppure dietro compenso, ma in questo caso è necessario operare in regola con la normativa fiscale per le attività professionali. Credo ci sia bisogno di qualcuno che vi aiuti ad inquadrare il tutto a livello fiscale, evitando di fare errori e minimizzando i costi. Se volete contattatemi in privato.

  5. Buongiorno, ho la pensione di vecchiaia (VO).
    se apro una partita iva sono obbligato alla gestione separata?

  6. Buongiorno,
    sono un lavoratore occasionale, facendo un controllo ho scoperto, ignoranza mia, di aver sforato i 5000€ lordi poiché una prestazione del precedente anno è andata in pagamento nell’anno corrente.
    Mi sono reso conto di aver sforato dopo più di un mese. In cosa posso incorrere? Come posso regolarizzare la mia posizione?
    Anticipatamente ringrazio.

  7. Dovrà regolarizzare la sua posizione nella dichiarazione dei redditi, versando i contributi Inps dovuti.

  8. Salve,
    sono un architetto che al momento lavoro come dipendente in un negozio di arredamento con contratto a tempo determinato. Ho sempre la piva ma da quando sono dipendente non ho di fatto fatto nessuna notula. Sono iscritta alla gestione separata e mi sono cancellata da inarcassa. La mia domanda è questa nel caso rimanessi incinta avrei diritto a qualche forma di tutela?

  9. Alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata Inps spetta l’indennità di maternità a condizione che: non abbiano altre forme di copertura previdenziale obbligatoria;
    non siano titolari di pensione diretta o di reversibilità; risultino attribuite almeno tre mensilità di contribuzione nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile (la contribuzione deve essere comprensiva della maggiorazione dovuta per maternità, malattia e assegno al nucleo familiare). Nel suo caso avendo altra copertura previdenziale data dal lavoro dipendente non le spetta l’indennità di maternità come lavoratore autonomo. Le spetterà eventualmente nella gestione dei lavoratori dipendenti. Altrimenti a contatto di lavoro dipendente terminato per ottenerla dovrà aver versato almeno tre mensilità di contribuzione nell’anno.

  10. Buona sera. Sono un soggetto che svolge attività di lavoro autonomo occasionale , ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, per conto di diversi committenti lungo l’arco dell’anno e supero la soglia dei €. 5.000 di compensi annui. Chiedo la soglia è riferita al singolo committente o si cumulano i compensi indipendentemente da esso?
    inoltre ipotizzando di raggiungere i 5000 euro e poi di ricevere un incarico da 1000 euro, allora il contributo da versare è pari a 240 euro; poi ricevo un altro incarico da 1000 euro da altro committente. In questo caso arrivo a superare la soglia per 1000+1000 euro. Devo pagare 480 euro? Oppure solo altri 240 euro poichè il contributo sui primi 1000 l’ho già pagato?
    Grazie per le risposte

  11. Da quello che mi dice, prima di tutto, lei con la prestazione occasionale non è in regola. Operando durante l’anno con più committenti dovrebbe operare con partita Iva. Il mio consiglio è quello di pensare prima di tutto a questo aspetto, perché in caso di controlli è passibile di sanzioni.

  12. Salve, ho una società sas dove io rappresento il socio accomandatario mentre mio fratello il socio accomandante. Volevo sapere se sono obbligato ad essere iscritto al cassetto previdenziale artigiani e commercianti e quindi a versare l’INPS trimestralmente. Nel caso in cui fossi obbligato non c’è un’altra forma di società che non me lo imponga?
    Grazie mille
    Luca

  13. Il socio accomandatario è tenuto all’iscrizione alla gestione commercianti e al pagamento dei relativi contributi fissi. Il socio accomandante non è tenuto a tale iscrizione visto che non ha titolo per svolgere attività nell’azienda.

  14. Salve sono un ingegnere iscritto regolarmente a ordine professionale e inarcassa, con partita iva.
    Sono stato selezionato per un incarico da docente per un corso serale presso una scuola secondaria pubblica. Vorrei sapere se è necessaria o meno la cancellazione da Inarcassa e l’iscrizione alla Gestione separata INPS. Durante questo periodo, come gestisco le fatture? o meglio… a chi dovrò versare i miei contributi?
    Detto questo, chiedo cosa succede a livello previdenziale e fiscale? E le fatture come dovranno essere impostate?

    Grazie mille!

  15. E’ necessario aprire un secondo codice attività, iscriversi alla gestione separata, e avere due contabilità separate, per le quali dovrà versare contributi diversi, all’Inps e a Inarcassa. Le consiglio di farsi seguire da un Commercialista di fiducia. Se non ne ha uno, siamo a disposizione. Se vuole la contatto in privato.

  16. Buongiorno, desideravo porvi il seguente quesito:
    Essendo stato lavoratore dipendente per circa 30 anni fino al 2016, mentre dal 2017 ad oggi sto usufruendo dell’indennità NaspI, se volessi intraprendere un attività, che a seconda del tipo categoria ATECO 2007 potrebbe essere obbligata ad iscriversi alla Gestione Separata INPS, anziché a quella di una cassa previdenziale Artigiani o viceversa, ai fini pensionistici, quando sarà il momento di raggruppare i vari contributi accumulati in diverse casse previdenziali, mi chiedevo quale sistema tra Gestione Separata (da adottare come professionista) e Cassa Artigiani e quella che penalizza maggiormente nel calcolo previdenziale finale? Oppure non vi sono differenze di trattamento pensionistico nel calcolo finale tra le diverse gestioni previdenziali?

  17. La gestione separata è una gestione previdenziale che ad oggi non può essere cumulata con le altre, quindi, o si riesce a raggiungere il minimo contributivo con questa gestione, oppure, amaramente, si perde tutto. Ma per questi aspetti, a mio avviso occorre parlare direttamente con l’Inps. Ad oggi, comunque, la gestione separata non è in grado di pagare pensioni.

  18. Stessa cosa riguarda me. Ingegnere con partita iva sottoposta a regime de minimi con tassazione al 5% e probabilità di essere assunta come insegnante e quindi Inps. In questo caso vorrei sapere anche io se dovessi versare alla gestione separata in quanto ho letto alcune sentenze contrastanti che sostengono di si e di no. Ho anche letto che se lavori sotto dipendenze e in più hai partita iva con regime de minimi/forfettario non perdi le agevolazioni di quest’ultimo in quanto i due redditi non cumulano. Non bisogna in entrambi i casi superare la soglia dei 30000 euro. Vi sarei grata se mi rispondeste perchè son un pò confusa in merito. Grazie

  19. Salve Federica, per prima cosa, in questi casi è sempre opportuno farsi seguire fiscalmente da un Commercialista, per non commettere errori. Nel suo caso, il lavoro dipendente avrà i suoi contributi e la partita Iva continuerà a versare ad Inarcassa. Può restare nel regime forfettario, se non supera i €. 30.000 annui di lavoro dipendente. Per maggiori info e per il preventivo di una consulenza se vuole la contatto in privato.

  20. Salve, dovrei aprire partita iva con codice 96.09.09 ‘Altre attività di servizi alla persona’. immagino debba iscrivermi alla gestione separata inps. Quindi domando se è meglio prima aprire la partita iva o fare l’iscrizione all’inps. Grazie

  21. Salve Alessandro, si affidi alla consulenza di un Commercialista di sua fiducia, per farsi seguire al meglio. Se non ne ha uno di riferimento mi contatti in privato.

  22. Buongiorno, sono la titolare di una impresa di pulizie e servizi, ditta individuale, con mio marito iscritto come coadiuvante, al quale verso regolarmente i contributi inps.
    Da gennaio 2018 dovrei essere assunta a tempo pieno da un condominio per un servizio di portierato vorrei sapere se questa attività di dipendente è compatibile con l’attività della ditta e se posso mantenere mio marito come coadiuvante. Per i contributi da versare all’inps che cosa cambierebbe? ho un limite per quanto riguarda il fatturato della ditta?

  23. Salve Daniela, il lavoro dipendente è compatibile con la partita Iva, ma i contributi relativi alla partita Iva cambieranno, ci sarà per lei un aliquota inferiore.

  24. Buongiorno, a settembre 2017 ho percepito € 5000 lordi da un unico committente per un contratto di collaborazione e non ho versato quindi contributi alla gestione separata.
    Lo stesso committente mi ha proposto un’assunzione a tempo indeterminato a partire da dicembre 2017.
    Posso stare tranquilla o in qualche modo i 5000 euro possono fare cumulo con lo stipendio che percepirò e avere qualche problema con l’inps?
    Grazie mille
    Rita

  25. Salve Rita, non superando la soglai di €. 5.000 non sono previsti contributi previdenziali su quel reddito, anche se poi è stata assunta.

  26. Buongiorno,
    sono un lavoratore occasionale non iscritto alla gestione separata. A differenza degli altri anni in cui non ho mai sforato la soglia dei 5.000€ mi sono reso conto che per un errore di un committente che mi ha versato un importo che avrei voluto venisse pagato a gennaio 2018, quest’anno ho raggiunto la soglia di 5.400euro lordi.
    Il committente mi ha comunicato che ha difficoltà a stornare il pagamento ed il relativo versamento della ritenuta che ha appena effettuato. Cosa posso fare ? Qualora dovessi necessariamente iscrivermi alla gestione separata solo a causa di questo disguido dovrei pagare i contributi INPS su tutti i 5.400 euro oppure ho la possibilità di versali solo sulla quota eccedente i 5mila? Come posso risolvere questo errore del committente nei confronti del fisco? Se dovessi iscrivermi alla gestione separata anche i prossimi anni dovrei versare i contributi anche se rimanessi sotto la soglia dei 5mila giusto?
    Grazie mille

  27. Salve Roberto, la prestazione occasionale, nei termini che mi descrive non è più applicabile. Per risolvere la situazione dovrà versare lei in dichiarazione tutti i contributi Inps. Per il futuro dovrà farsi pagare con i buoni lavoro PrestO’, oppure operare con partita Iva.

  28. Buonasera,
    ho intenzione di aprire un’attività online inquadrata nell’ADECO 73.11.02.
    Se per esempio fatturassi per 15000€ annui a quanto ammonterebbe la cifra da versare all’INPS annualmente? Sarei nella Gestione Separata?
    E poi, se avessi dei “collaboratori” ai quali versare dei Rimborsi Spese (quindi sarei il titolare della mia impresa che occasionalmente usufruisce del lavoro di “collaboratori”, rimborsati una tantum a fine anno), questi sono da considerarsi “costi deducibili”? Potreste farmi esempi di costi deducibili? Cosa si intende per “costi deducibili”?

    Grazie

    Marco

  29. Salve Marco, impossibile risponderle in questo contesto. Se vuole ci sentiamo in privato per una consulenza sulla sua situazione. Le indicherò tutti gli adempimenti e le modalità di tassazione fiscale e previdenziale previste per la sua attività.

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