Forfettario: otto domande chiave per sceglierlo

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Aprire partita IVA in Regime Forfettario. Scopri in 8 domande se il regime della Flat Tax delle partite IVA è il regime che fa al caso tuo. Di seguito un percorso suddiviso in domande per scegliere al meglio.

La valutazione di convenienza tra i regimi fiscali per chi apre partita IVA non è mai semplice.

Il nostro legislatore ha previsto diversi regimi fiscali applicabili a chi decide di mettersi in proprio.

Considerate le tantissime richieste che ci arrivano su questo argomento abbiamo deciso di dedicare questo articolo nel fornire alcuni test da effettuare per valutare la convenienza del Regime Forfettario.

Attualmente, infatti, questo regime fiscale è quello che offre la tassazione migliore. Tuttavia, non è detto che questo regime sia quello più conveniente fiscalmente in ogni caso.

Di seguito il nostro test di convenienza fiscale.

TEST DI CONVENIENZA PER IL REGIME FORFETTARIO

Tempo richiesto: 15 ore.

Alcuni dei principali test di convenienza per il regime forfettario.

  1. Il contribuente ha detrazioni o deduzioni Irpef molto elevate?

    Chi opta per il forfettario versa un’imposta sostitutiva (al 15% o, per le start-up, al 5%), da cui non è possibile “scaricare” gli oneri detraibili o deducibili che abbattono l’Irpef, (es. la detrazione
    del 50% per ristrutturazioni edilizie o familiari a carico e la deduzione per i contributi alla previdenza complementare).
    Sono però deducibili anche nel forfait i contributi previdenziali
    riguardanti l’attività. Se l’Irpef risultante dopo l’applicazione
    di deduzioni e detrazioni (contando anche alle addizionali) è
    inferiore all’imposta sostitutiva del forfait, può convenire
    restare alla tassazione ordinaria. Prima di dare una risposta definitiva, però, vanno considerati gli altri vantaggi del forfait (ad esempio, non va versata l’Irap, se dovuta)
    A LIVELLO PRATICO
    Il forfettario conviene quasi sempre se il contribuente ha altri redditi soggetti a IRPEF sui quali “scaricare” i bonus (ad esempio, lavoro dipendente anche part time, pensione o redditi da fabbricati non soggetti a cedolare secca).
    RISPOSTA:
    SI – FATTORE CHE RIDUCE LA CONVENIENZA NEL FORFAIT
    NO – FATTORE CHE AUMENTA LA CONVENIENZA NEL FORFAIT

  2. Il contribuente sostiene costi molto elevati?

    Chi applica il Regime Forfettario determina il reddito secondo coefficienti di redditività, ad esempio 78% per i professionisti,
    senza dedurre i costi in via analitica (fanno eccezione i contributi
    previdenziali obbligatori).
    A LIVELLO PRATICO
    I coefficienti sono più vantaggiosi della deduzione delle singole spese. Il forfait può non convenire a chi ha costi molto alti, ad esempio perché ha un dipendente o acquista molti materiali e
    semilavorati (in questo caso, va considerato che nel forfait non si può detrarre neppure l’Iva versata sugli acquisti).
    RISPOSTA:
    SI – FATTORE CHE RIDUCE LA CONVENIENZA NEL FORFAIT
    NO – FATTORE CHE AUMENTA LA CONVENIENZA NEL FORFAIT

  3. Il contribuente ha un reddito di lavoro dipendente o pensione?

    Nel 2019 è venuto meno il limite secondo cui chi svolge un
    “secondo lavoro” nel forfait non doveva avere, nell’anno precedente, un reddito di lavoro dipendente o pensione superiore
    a 30.000 euro, ma viene introdotto il divieto di operare in prevalenza con il proprio datore (o ex datore).
    A LIVELLO PRATICO
    Il forfait diventa possibile (e conveniente) per molti dipendenti o
    pensionati, ma non per chi è andato in pensione e opera ad esempio come consulente per il proprio ex datore.
    Va valutato il trattamento contributivo dei proventi sottoposti al
    forfait, perché chi effettua collaborazioni occasionali fino a 5mila euro di introiti non è tenuto a pagare contributi.

  4. Il contribuente partecipa a società o associazioni professionali?

    L’innalzamento dei ricavi/compensi a € 65.000 euro fa sì che molti contribuenti si chiedano se le quote possedute in società, associazioni o imprese familiari bloccano l’accesso al forfait e, nel caso, se sia utile e possibile cederle.
    A LIVELLO PRATICO
    Per controllo si deve fare riferimento all’articolo 2359 cc. Si entra nel regime nell’anno successivo a quello di cessione delle quote.
    RISPOSTA:
    SI – FATTORE CHE RIDUCE LA CONVENIENZA NEL FORFAIT
    NO – FATTORE CHE AUMENTA LA CONVENIENZA NEL FORFAIT

  5. Il contribuente svolge prestazioni di servizio verso privati?

    L’emissione di fatture o corrispettivi senza dover addebitare l’Iva
    rende possibile attuare politiche di prezzi delle prestazioni che diventano concorrenziali e vantaggiose per l’utente o comunque –
    se si mantiene inalterata la tariffa applicata quando il contribuente applicava il regime ordinario/semplificato – si avrà una ottimizzazione dei guadagni.
    A LIVELLO PRATICO
    I vantaggi sono evidenti, in particolare, per chi opera eseguendo servizi, quindi con un valore aggiunto generato dalla propria prestazione con minimi acquisti gravati da Iva (che per il forfettario, non è detraibile).
    RISPOSTA:
    SI – FATTORE CHE AUMENTA LA CONVENIENZA NEL FORFAIT

  6. Ci sono rimanenze di magazzino o beni strumentali su cui
    va versata l’Iva?

    Entrando nel forfait deve versare l’Iva chi al 31 dell’anno precedente ha merci in rimanenza o beni ammortizzabili, compresi i beni immateriali, per i quali non sono ancora trascorsi quattro anni dalla loro entrata in funzione o dieci anni dalla data di
    acquisto (o di ultimazione) per i fabbricati. Idem per i servizi
    non ancora consumati (es. maxicanone leasing).
    A LIVELLO PRATICO
    Nella maggior parte dei casi l’importo non fa venir meno la convenienza del forfait, ma può mettere in difficoltà chi ha problemi di liquidità.
    RISPOSTA:
    SI – FATTORE CHE RIDUCE LA CONVENIENZA NEL FORFAIT
    NO – FATTORE CHE AUMENTA LA CONVENIENZA NEL FORFAIT

  7. L’attività può essere considerata “nuova”?

    Se il contribuente non ha esercitato nei tre anni precedenti alcuna
    attività professionale o d’impresa (anche in forma associata o familiare), e se l’attività che vuole sottoporre al forfait non è mera
    prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta sotto
    forma di lavoro dipendente o autonomo, (escluso il periodo di
    pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni), potrebbe avere l’aliquota al 5% per le start-up.
    A LIVELLO PRATICO
    Un giovane alla prima attività ha praticamente sempre i requisiti, così come un ex dipendente che si “inventa” un nuovo lavoro.
    RISPOSTA:
    SI – FATTORE CHE AUMENTA LA CONVENIENZA NEL FORFAIT
    NO – FATTORE CHE RIDUCE LA CONVENIENZA NEL FORFAIT

  8. Il contribuente è tenuto a pagare l’Irap?

    Se chi opera con partita Iva deve versare l’Irap, la convenienza del
    forfait – che la esclude – è di solito ancora più marcata.
    A LIVELLO PRATICO
    L’Irap spesso non è dovuta dai soggetti interessati all’applicazione
    del regime forfettario. È possibile che coloro che sono tenuti a versarla abbiano costi relativamente più elevati, perciò devono
    monitorare anche questo particolare profilo di convenienza.

REGIME FORFETTARIO: CONSULENZA

Se hai dubbi riguardanti la possibilità di applicare il Regime Forfettario alla tua situazione personale, contattaci per avere una consulenza personalizzata.

Al link seguente puoi trovare il form di contatto per avere la nostra consulenza ed effettuare una valutazione numerica per l’applicazione del Regime Forfettario alla tua situazione personale.

Non aspettare, affidati ad un dottore Commercialista preparato.

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