Arrivano importanti novità per i lavoratori autonomi con Partita Iva: dal primo giorno di luglio 2022 sarà obbligatorio anche per chi lavora con questo regime agevolato aderire alla fatturazione elettronica. Il provvedimento era atteso da diversi mesi, e i dibattiti sulla questione erano rimasti aperti per un lungo periodo.

Arriva ora la conferma che la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria anche per i forfettari. Si tratta di una modalità di emissione delle fatture che risulta essere già obbligatoria per diversi soggetti che lavorano in autonomia, ma che fino ad ora aveva escluso i lavoratori con regimi fiscali agevolati come il forfettario.

La novità tanto attesa viene confermata dal testo del nuovo decreto PNRR. Va ricordato che i lavoratori con questo particolare regime fiscale hanno accesso ad una tassazione ridotta sui guadagni annui, del 15%, fino al tetto massimo di 65.000 euro di fatturato.

Insieme a questa misura arrivano anche altri provvedimenti interessanti, come l’anticipazione per l’applicazione delle sanzioni per l’obbligo del POS, per l’invio degli scontrini. Vediamo nell’articolo come funziona l’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari, cosa cambierà e quali sono tutte le novità introdotte per i prossimi mesi dalla bozza del nuovo decreto.

Fatturazione elettronica e regime forfettario

Il regime fiscale forfettario è piuttosto vantaggioso per i cittadini che lavorano come autonomi. Secondo questo regime di imposizione, l’aliquota è del 15% Sul fatturato annuo, una percentuale piuttosto ridotta rispetto al regime di tassazione ordinario.

Attualmente per chi lavora con questa agevolazione non è obbligatorio emettere fatture tramite fatturazione elettronica, ma ancora per poco. La fatturazione elettronica è stata resa obbligatoria per i regimi fiscali ordinari, e ha coinvolto moltissimi lavoratori autonomi e piccole imprese, e secondo il nuovo decreto presto coinvolgerà anche i forfettari.

La modifica viene introdotta con la bozza di un decreto legge che va nella direzione di applicare diversi obiettivi previsti del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ancora per quest’anno infatti sono previste numerose misure che seguono questo piano, tra cui anche la fatturazione elettronica per i forfettari.

Negli ultimi anni sono moltissime le partite IVA che hanno preso parte a questo regime vantaggioso, con una flat tax al 15%: si parla almeno di 1,5 milioni di imprese. Per diversi mesi si è discusso al governo dell’introduzione di modifiche all’attuale regime forfettario, e anche della fatturazione elettronica, per consentire la trasmissione delle informazioni in modo trasparente all’Agenzia delle Entrate.

La fatturazione elettronica infatti contribuisce a rendere più trasparenti i movimenti di denaro e i pagamenti, tramite la tracciabilità di tutte le fatture, e inoltre prende parte al progetto di digitalizzazione del paese.

Cosa cambierà da luglio per i forfettari

Chi lavora con il regime fiscale forfettario, da luglio, secondo le ultime disposizioni confermate anche dall’Unione Europea, sarà obbligato ad aggiornarsi e utilizzare la fatturazione elettronica, anche per non incorrere in sanzioni. Non sarà quindi più applicata l’esenzione a questo obbligo per questo particolare regime fiscale, tuttavia va segnalata anche un’importante precisazione.

Tutti i lavoratori con regime forfettario che non supereranno i 25.000 euro annui non saranno obbligati a emettere la fattura elettronica. Si può dire quindi che questa nuova normativa non è estesa a tutti, ma prevede comunque ancora una certa soglia di esonero dall’obbligo.

Va ricordato che molti lavoratori con questo particolare regime vantaggioso hanno in ogni caso già deciso di aderire alla fatturazione elettronica, per motivi di semplicità di gestione, immediatezza e per utilizzare gli strumenti offerti dal digitale.

La fatturazione elettronica verrà quindi resa obbligatoria per i regimi forfettari, pur mantenendo un esonero per chi fattura bassi importi annui, a partire da luglio 2022, con l’obiettivo di favorire un ulteriore sostegno alla lotta all’evasione fiscale. Il via libera è arrivato prima dell’Europa, e ora dalla nuova bozza del decreto PNRR in italia.

Come funziona la fatturazione elettronica

Chi sta lavorando con regime forfettario, dovrà quindi provvedere a munirsi degli strumenti informatici necessari per adempiere a questo obbligo. Per poter emettere una fattura elettronica infatti è necessario avere a disposizione un software per l’invio, che può essere gratuito o a pagamento.

La fattura elettronica consente ai lavoratori di emettere un documento contabile valido dal punto di vista fiscale, che viene inviato al cliente e allo stesso tempo all’Agenzia delle Entrate. Il fisco può così controllare che tutte le informazioni siano corrette, e i movimenti vengono resi tracciabili anche per monitorare il pagamento delle imposte.

Esistono diversi software utilizzabili per emettere la fattura elettronica, alcuni dei quali gratuiti, altri invece prevedono un pagamento annuale. In ogni caso si tratta di cifre contenute, per uno strumento che per i lavoratori con partita IVA forfettari diventa indispensabile, e utilizzato quotidianamente. Elenchiamo qui alcuni software utili per la fatturazione elettronica:

  • Il software dell’Agenzia delle Entrate, gratuito;
  • Fattura24, a pagamento,
  • Fattureincloud, a pagamento;
  • Assoinvoice, gratuito;
  • Aruba, a pagamento.

Questi sono solo alcuni dei programmi che si possono utilizzare per emettere una fattura elettronica, per cui è consigliato informarsi preventivamente se si sta lavorando con regime forfettario. Per chi lavora con questo regime fiscale è previsto comunque un periodo di transizione dall’applicazione di questo obbligo.

Si tratta del periodo che va da luglio a settembre, per cui non saranno comunque applicate sanzioni se il soggetto interessato provvederà a emettere la fattura entro un mese dalla data in cui viene effettuata effettivamente l’operazione.

Decreto PNRR: le altre misure previste

Oltre alla fatturazione elettronica obbligatoria per i forfettari, con la bozza del decreto PNRR vengono intrapresi anche una serie di ulteriori provvedimenti importanti per il mondo delle imprese. Le misure vengono prese prevalentemente con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale.

Per questo motivo viene anticipata al 30 giugno 2022, l’obbligatorietà per le imprese di munirsi di POS o strumenti per garantire i pagamenti digitali. Vengono aggiunte anche le sanzioni per tutti i commercianti, liberi professionisti e autonomi che non accettano pagamenti digitali o tramite POS.

L’obbligo del POS è infatti un’altra misura di cui si parla da diversi mesi, per cui lo stato ha incentivato i negozianti, i commercianti e rivenditori a munirsi di questo strumento per consentire la tracciabilità dei pagamenti e l’emissione dello scontrino. Per le attività che non si aggiorneranno munendosi di POS verranno quindi applicate nuove sanzioni in base all’importo effettivo del pagamento.

Inizialmente era stato deciso che questo obbligo sarebbe stato applicato a partire da gennaio 2023, tuttavia con una nuova bozza del decreto PNRR sarà anticipato al 30 giugno 2022. Si tratta di una misura che coinvolgerà moltissime attività sul territorio italiano, obbligando di fatto queste imprese a garantire ai clienti la possibilità di pagare tramite metodi elettronici.

Tuttavia le misure che riguardano il fisco e in particolare che vanno a limitare l’evasione fiscale non si fermano qui, perché entro la metà del 2022 verranno intraprese altre iniziative per seguire i 45 obiettivi previsti dal PNRR. Si attendono quindi i prossimi passi per conoscere le ulteriori misure.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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