Pagamenti tracciati sopra i € 500
Pagamenti tracciati sopra i € 500

Garantire la tracciabilità dei pagamenti, per imprenditori e professionisti, consente la riduzione dei termini di accertamento di due anni. Infatti, imprenditori e professionisti in grado di garantire pagamenti tracciati di incassi riceviti e pagamenti effettuati posso ottenere una agevolazione fiscale importante.

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Ordinariamente, l’art. 43 co.1 del DPR n. 600/1973 determina i termini entro i quali, in generale, a pena di decadenza, devono essere notificati gli avvisi di accertamento sulle posizioni fiscali di cittadini, imprese, lavoro autonomo. Attraverso la garanzia delle tracciabilità dei pagamenti di importo superiore a 500 euro (per operazioni autonome) è possibile ottenere la riduzione di due anni dei termini ordinari di accertamento. Passare dai termini ordinari (31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione), a quelli ridotti (31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione) è sicuramente un aspetto da considerare nella propria pianificazione fiscale.

Come detto, si tratta di una agevolazione sicuramente da tenere in considerazione. La riduzione dei termini di accertamento è sicuramente rilevante. In cambio tutti i pagamenti sopra la soglia di 500 euro devono essere tracciati. L’ottenimento dell’agevolazione, come andremo a vedere di seguito, passa dalla dichiarazione dei redditi. Per questo motivo devi fare attenzione alla sua compilazione in modo corretto.

Vediamo, quindi, in questo articolo tutte le info legate ai pagamenti tracciati sopra le € 500 per professionisti ed imprenditori.

Per approfondire: “Termini di accertamento per le imposte sui redditi“.


Pagamenti tracciati sopra le € 500

Per i soggetti passivi IVA che garantiscono la tracciabilità dei pagamenti possono ottenere la riduzione dei termini di accertamento. In questo modo è possibile ottenere la riduzione di due anni dei termini ordinari di accertamento. In questa ipotesi il termine di decadenza per la notifica degli accertamenti, risulterebbe essere il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. 

Per fare questo è necessario garantire tracciabilità di pagamenti effettuati ed incassi ricevuti relativi ad operazioni di ammontare superiore a 500 euro. Questo in sostituzione degli ordinari termini di accertamento previsti dall’articolo 57, comma 1, del DPR n 633/72 e dell’articolo 43, comma 1, del DPR n 600/73.

Ad esempio, quindi, per l’anno di imposta 2021, il termine per le notifiche degli accertamenti scadrebbe il 31 dicembre 2025. Sia per le imposte sui redditi che per l’IVA. 


Pagamenti tracciati sopra le € 500: la normativa e attuazione

L’agevolazione legata alla riduzione dei termini di accertamento per i pagamenti tracciati sopra le € 500,00 deriva dall’articolo 3 del D.Lgs. n. 127/15. Norma risultante dalle modifiche di cui all’articolo 1, comma 909, della Legge n. 205/17. Secondo questa norma la disposizione si applica “alle fatture emesse a partire dal primo gennaio 2019“.

La tracciabilità dei pagamenti può essere eseguita incassando o pagando ad esempio tramite bonifico bancario o postale, assegno circolare – bancario o postale recante la clausola di non trasferibilità, carta di credito o di debito.

L’operatività di tale possibilità è legata ad un ulteriore adempimento e cioè la comunicazione dell’esistenza dei requisiti, che, per ogni periodo d’imposta, dovrà essere effettuata in sede di dichiarazione dei redditi dell’anno fiscale di competenza (art. 4, c. 1, del Decreto del MEF 4.8.2016).

Per la modulistica dell’anno 2020, si fa riferimento ai seguenti righi:

  • RS136 dei modello redditi PF e SP e
  • RS269 dei modello redditi SC e ENC,

nei quali dovrà essere barrata l’apposita casella. Anche la barratura della casella è di particolare importanza, giacché la mancata comunicazione comporta l’inefficacia della riduzione dei termini di accertamento. La sussistenza dei requisiti deve essere, inoltre, comunicata per ciascun periodo d’imposta. 


Chi sono i soggetti beneficiari della riduzione dei termini di accertamento?

Stante il non chiarissimo rinvio dell’art. 3 del D.Lgs. n 127/2015 al precedente articolo 1, andrà specificato se saranno ammessi tutti i soggetti passivi residenti o stabiliti in Italia. Oppure se (come vorrebbe la ratio del D.Lgs. n. 127/2015) sarà indispensabile emettere

esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio

A partire dal 2020, anche i commercio al minuto, attraverso la certificazione telematica dei corrispettivi di vendita (17 comma 2 lettera a) del D.L. n. 119/2018) possono beneficiare di questa agevolazione.

Benché non espressamente rientranti nei soggetti di cui all’art.1 del predetto D.Lgs. 127/2015 , si ritiene che anche i soggetti in regime fiscale forfettario possano rientrare nella disposizione agevolativa. Tuttavia, tali soggetti per poter fruire di questa agevolazione devono emettere (dietro scelta volontaria) di emettere sempre fatture elettroniche o invio telematico dei corrispettivi di vendita all’Agenzia delle Entrate. Naturalmente, deve anche per loro essere rispettata la tracciabilità di tutti gli incassi e pagamenti a partire da 500 euro, possa usufruire di tale possibilità.


Pagamenti tracciati sopra i € 500: conclusioni e consulenza

Sono sicuro che questa disposizione sia di tuo interesse. Che tu sia un professionista o un imprenditore la riduzione dei termini di accertamento è un aspetto da valutare attentamente. 

Garantire la tracciabilità dei pagamenti è sicuramente un aspetto non difficile da garantire. Questo a fronte di una agevolazione da non sottovalutare. Ridurre di due anni i termini di accertamento è importante. 

Se hai bisogno di un Commercialista che possa aiutarti nella gestione fiscale e contabile della tua attività, non esitare a contattarmi. Al link sottostante trovi il form per metterti in contatto con me. 

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