La correzione di una fattura errata passa attraverso l’emissione, a seconda dei casi, di una nota di credito o di debito. In caso di omissioni legate agli obblighi di corretta fatturazione possono essere applicate delle sanzioni amministrative pecuniarie.

L’emissione di una fattura è sempre un momento molto delicato e particolare. Anche se ci sembra un’adempimento scarsamente rilevante la fattura rappresenta uno degli strumenti più importanti da un punto di vista amministrativo e fiscale per ogni impresa e per ogni esercente arti o professioni.

Sovente può capitare di commettere uno o più errori, per distrazione o altro, nella compilazione della fattura, ed è quindi necessario andare a correggerli, con l’obiettivo di evitare l’applicazione delle sanzioni amministrative. Vediamo, quindi qual è la giusta procedura da seguire quando abbiamo di fronte una fattura errata e dobbiamo andare a correggerla. Di seguito vedremo un elenco dei principali errori, e le giuste modalità per correggere ognuno di essi.

Fattura errata: tipologie di errori

Prima di analizzare le principali tipologie di errori che è possibile commettere nella compilazione di una fattura, è necessario chiarire che qualsiasi tipo di errore che viene commesso prima della consegna della fattura al cliente può essere corretto immediatamente senza rischiare di incorrere in alcun tipo di sanzione. Sia in caso di fattura tradizionale che di fattura elettronica, è possibile correggere il documento rifacendo la fattura dal principio. In questo caso risulta semplice correggere l’errore anche per chi utilizza la fatturazione elettronica in quanto la fattura ancora non è stata inviata al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Nella prassi più comune, gli errori che si possono riscontrare nell’emissione di una fattura possono essere suddivisi in due grandi gruppi:

  • Errori nella parte descrittiva – La parte descrittiva della fattura è quella ove sono indicati: i dati della società emittente, i dati del cliente, la partita IVA, la data ed il numero progressivo di emissione della fattura;
  • Errori nella parte numerica – La parte numerica della fattura è quella ove sono indicati gli importi dei beni o servizi venduti o erogati e dove avviene il calcolo dell’imponibile, dell’imposta (IVA) e del totale fattura, ovvero l’importo che dovrà essere pagato dal cliente.

Tutti questi errori si possono correggere facilmente quando la fattura ancora non è stata inviata: basterà modificare le informazioni errate e inviare nuovamente il documento. Dato che la fattura errata non risulta emessa, non ci sono rischi alcuni nella correzione. Aspetto più complicato è sicuramente la correzione di una fattura errata quando è già stata consegnata al cliente.

Rettificare una fattura: nota di debito per le variazioni in aumento

Nel corso della vita aziendale può capire che successivamente all’invio di una fattura elettronica, la si debba modificare. La modifica, in questo caso riguarda la parte numerica, in particolare si ipotizza di dover aumentare gli importi fatturati. Può trattarsi di una variazione sull’imponibile o sull’IVA, per qualsiasi motivo:

  • Inesattezza della fatturazione;
  • Errori nell’applicazione della corretta aliquota IVA;
  • Modifiche contrattuali non inserite in fattura, etc.

In relazione al maggior ammontare dovuto il cedente o prestatore è obbligato ad emettere una fattura integrativa. Questo, indipendentemente dal tempo trascorso dall’emissione della fattura originaria. La fattura integrativa, quando si aumentano gli importi è detta anche “nota di debito“. Si tratta, a tutti gli effetti, di una ulteriore fattura elettronica. Questo significa che deve seguire la stessa numerazione delle altre fatture emesse con i termini ordinari.

Il co. 1 dell’art. 26 del DPR n. 633/72 prevede che la nota di variazione debba essere emessa ogni qual volta l’ammontare imponibile o quello dell’IVA aumentano per qualsiasi motivo.

Nel caso in cui, invece, la variazione in aumento si verifica prima che la fattura sia stata inviata a SdI, la fattura può essere annullata e riemessa nella maniera corretta. E’ importante ricordare che una fattura elettronica può essere annullata soltanto se non ancora inviata a SdI. Sotto il profilo del regime sanzionatorio, se la variazione viene effettuata entro il termine per la liquidazione periodica relativa alla fattura inesatta, non vengono applicate sanzioni. Altrimenti la sanzione è quella prevista per l’omessa fatturazione, ovvero la sanzione amministrativa pecuniaria che va dal 100 al 200% dell’imposta (IVA) evasa.

Rettificare una fattura: nota di credito per le variazioni in diminuzione

Quando, successivamente all’emissione di una fattura elettronica, l’operazione per cui è stata emessa la fattura, viene meno in tutto o in parte, la fattura deve essere rettificata. Si tratta, ovviamente di una rettifica in diminuzione. Il cedente o prestatore, in questo caso, ha facoltà di effettuare una variazione in diminuzione dell’IVA precedentemente fatturata. In questo caso il documento emesso prende il nome di “nota di credito” (art. 26, co. 2 del DPR n. 633/72). La nota di variazione, in questo caso, deve essere assoggettata alla stessa aliquota IVA evidenziata nella fattura cui si riferisce (R.M. n. 398113/84).

A differenza delle variazioni in aumento, quelle in diminuzione sono facoltative. Questo, in quanto la mancata emissione di un documento non determina il alcun modo in danno per l’erario. Il cedente o prestatore, può, quindi, anche non effettuare la variazione, ma se decide di esercitare tale facoltà, sorge per chi acquista il servizio di effettuare la corrispondente rettifica. Le cause che possono dare luogo a una variazione in diminuzione si distinguono in due categorie, a seconda della presenza o meno di un limite temporale imposto per la loro rilevanza. Per quanto riguarda l’emissione di note di credito IVA ho dedicato un articolo di approfondimento: “Note di variazione IVA: termini e modalità“.

Rettificare una fattura elettronica: variazioni prive di limiti temporali

Il diritto alla detrazione dell’IVA può essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui si verifica la causa della variazione in diminuzione (Circolare n. 1/E/2018). Conseguentemente, le note di variazione possono essere emesse entro lo stesso termine previsto per il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti (termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui si è manifestato il presupposto che consente la detrazione), con decorrenza dal momento in cui si verifica l’evento. Se la nota di variazione non è stata emessa entro il predetto termine non è ammesso il recupero dell’IVA assolta attraverso la presentazione della dichiarazione IVA integrativa a favore.

Lo storno di una fattura, tuttavia, sia parziale che totale può essere effettuato anche senza limiti temporali. Si tratta di fattispecie espressamente previste dalla normativa IVA. Alcuni esempi di cause di variazione prive di limiti temporali riguardano:

  • L’obbligo derivante da precise disposizioni di legge (si pensi ad una riduzione per legge dell’aliquota IVA);
  • Il riconoscimento al cliente di sconti o abbuoni supplementari (i c.d. “exrtasconti“);
  • Eventi che determinano l’invalidità di un contratto;
  • La risoluzione o revoca dallo stesso contratto;
  • Il mancato pagamento parziale o totale della fattura a causa di procedure concorsuali.

In questi casi è possibile stornare una fattura elettronica emessa senza limiti di tempo.

Rettifiche di una fattura con termine di un anno

In altri casi, la facoltà di emettere la nota di credito, è subordinata al limite temporale di un anno rispetto a quando si è verificata l’operazione imponibile IVA. Trascorso tale termine non è più possibile fare variazioni (storni) della Fattura emessa. Alcuni esempi di queste fattispecie riguardano:

  • La concessione di sconti non previsti contrattualmente,
  • Per inesattezze nella fatturazione.

Se per errore la fattura viene emessa per operazioni inesistenti o se i corrispettivi sono indicati in misura superiore a quella reale l’imposta è dovuta per l’intero ammontare indicato in fattura. Tali inesattezze, che determinano la riscossione, da parte dell’Erario, di un IVA superiore possono esser sanate entro un anno facendo una variazione in diminuzione.

Emissione della nota di credito

La nota di credito assume generalmente la veste di una fattura, infatti ne deve riportare tutti gli elementi essenziali, ma deve prevedere l’indicazione dell’apposita dizione “nota di credito“. Al suo interno devono essere obbligatoriamente riportati ed evidenziati i seguenti aspetti:

  • L’indicazione dell’ammontare della variazione e della relativa imposta;
  • I dati identificativi della fattura originaria.

Una volta emessa la nota di credito deve essere registrata dal cedente e dal cessionario. Il cedente la annota nel registro acquisti, aumentando l’importo dell’Iva detraibile, il cessionario o committente nel registro delle fatture emesse aumentando così l’IVA a debito. Oppure, è possibile per il cedente annotarla nel registro vendite con segno negativo e per il cessionario annotarla nel registro acquisti sempre con segno negativo. La scelta è discrezionale per ciascun soggetto, ma deve essere mantenuta nel tempo.

Sanzioni legate alle violazioni degli obblighi di fatturazione

Commettere un’errore nella compilazione di una fattura può portare al verificarsi di alcune fattispecie di sanzione amministrativa in materia di IVA, in quanto viene meno l’obbligo della corretta fatturazione dell’operazione. Le sanzioni in merito all’obbligo di fatturazione ai fini Iva sono quelle disciplinate dall’articolo 6 del D.Lgs. n. 471/97, e si dividono in tre diverse fattispecie:

  • Fatturazione omessa o infedele di operazioni imponibili;
  • Fatturazione omessa o infedele di operazioni non imponibili o esenti;
  • Fatturazione con dati inesatti relativi all’indicazione delle parti.

Fatturazione omessa o infedele di operazioni imponibili

L’omissione della fattura o l’omissione della registrazione contabile di operazioni imponibili ai fini IVA, è sanzionata con l’applicazione di una sanzione amministrativa che va dal 900% al 180% dell’imposta dovuta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato, con un minimo di 500 euro. La sanzione si riduce ad 1/10 del minimo (10%) se la violazione viene sanata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva, relativa all’anno di commissione della violazione. Ricordiamo che la stessa sanzione viene applicata anche per il contribuente che fattura un’imposta inferiore a quella effettivamente dovuta.

Fatturazione omessa o infedele di operazioni non imponibili o esenti

L’omissione della fattura o l’omissione della registrazione contabile di operazioni non imponibili o esenti IVA, è sanzionata con l’applicazione di una sanzione amministrativa che va dal 5% al 10% del corrispettivo dell’operazione, con un minimo di 500 euro. In questo caso la sanzione non è calcolata sull’imposta in quanto si tratta di operazioni per le quali l’IVA non è dovuta. La sanzione si riduce ad 1/10 del minimo (10%) se la violazione viene sanata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA, relativa all’anno di commissione della violazione. La decisione di sanzionare anche le operazioni non soggette ad IVA è connessa all’obbligo di documentare con fattura anche le cessioni di beni e prestazioni di servizi che risultano non avere il requisito della territorialità.

Fatturazione con dati inesatti relativi all’indicazione delle parti

Anche la redazione di una fattura con dati inesatti relativi alle parti è oggetto di violazione, per la quale viene applicata una sanzione amministrativa fissa che va dai 250 euro ai 2.000 euro. La sanzione si riduce ad 1/10 del minimo (pari a 25,00 euro) se la violazione viene sanata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale IVA, relativa all’anno di commissione della violazione.

Tabella riepilogativa sanzioni relative agli obblighi di fatturazione

FATTISPECIESANZIONE
Fatturazione omessa o infedele di operazioni imponibiliSanzione amministrativa che va dal 90% al 180% dell’imposta dovuta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato, con un minimo di 500 euro
Fatturazione omessa o infedele di operazioni non imponibili o esentiSanzione amministrativa che va dal 5% al 10% del corrispettivo dell’operazione, con un minimo di 500 euro
Fatturazione con dati inesatti relativi all’indicazione delle partiSanzione amministrativa fissa che va dai 250 euro ai 2.000 euro

Sanzioni sulla fatturazione: la recidività

Nel caso in cui il contribuente abbia effettuato ripetute violazioni delle disposizioni Iva, sopra descritte, è soggetto all’applicazione dell’istituto della “continuazione“, il quale prevede una sanzione calcolata sulla violazione più grave aumentata da un quarto al doppio. In pratica, se si verificano ripetute omissioni di fatture o ripetute omissioni di registrazione, la continuazione scatta sia che non vi faccia seguito una falsa dichiarazione, sia quando all’omissione di fattura o di registrazione faccia seguito anche l’infedele dichiarazione.

I controlli per evitare errori

Per poter evitare di incorrere in errori di diverso tipo sulla compilazione delle fatture, è consigliato controllarle più volte prima dell’invio, anche quando si tratta di fatturazione elettronica. Le informazioni da inserire in fattura (ex art. 21 del DPR n. 633/72) riguardano:

  • Data in cui viene emessa la fattura;
  • Numero della fattura, con numerazione cronologica in base all’anno solare;
  • Informazioni sul cliente a cui viene emessa: codice fiscale e eventuale Partita IVA;
  • Sede o residenza fiscale;
  • Dati e numero di Partita IVA di chi emette la fattura;
  • Descrizione del bene o servizio reso;
  • Imponibile IVA sulla fattura;
  • Prezzo e eventuali sconti.

Questi sono gli elementi principali che costituiscono una fattura, che non devono mancare o essere errati, per cui si consiglia di controllare tutte le informazioni prima di procedere con l’invio.

112 COMMENTI

  1. Salve. Abbiamo bisogno di un consiglio operativo chiaro e che non ci faccia incorrere in sanzioni. Un cliente, spa, con cui al momento non intratteniamo alcun rapporto, visto che la nostra opera è stata interrotta, sta insistendo nel richiedere a noi, piccola srl fornitrice di servizi industriali, di correggere l’oggetto della fattura nel senso di descrivere con altre parole la prestazione fornita nel marzo del 2017, solo ad oggi settembre 2017.
    Alla nostra resistenza oppone un’ostinata e pressante richiesta di cambio o modifica dell’oggetto…: quindi NON dell’importo, della data, dell’IVA, del corrispettivo…ecc.ecc. E’ lecito tutto ciò ? Ma sopratutto si può fare ? Perchè la spa sostiene che non succeda nulla in nessun caso : ma NOI nutriamo seri dubbi….!
    Vi ringraziamo fin d’ora x la cortese attenzione che vorrete prestarci.

    dott. Enrico Di Stasio

  2. Salve,
    nel caso sia stata emessa a inizio mese una fattura per l’esportazione, che poi è stata seguita dalla relativa bolla doganale, ma sbagliando il numero della fattura perchè non si era considerato che mancavano da fare tutte le fatture del 31 del mese precedente, come si può fare?

    Esempio: al 2 aprile fattura nr.100, ma al 31 marzo fatture da fare dal nr. 100 al nr. 140
    Risulta quindi esserci un buco nella numerazione, e un salto nella datazione.
    Che non sono possibile andare a colmare perchè esiste una bolla doganale già emessa.

    Grazie

  3. Salve, un quesito un pò intrecciato.
    Un nostro cliente estero extra UE ci chede di acquistare degli imballaggi da un nostro fornitore italiiano per poter vendere gli articoli da loro ordinati negli imballaggi personalizzati del cliente.
    Quindi acquistiamo questi imballaggi con l’accordo che gli stessi ci vengano pagati subito dal cliente.
    Considerando che non sappiamo quanto tempo può servirci per esaurire queste scorte, e che lo stesso cliente ha un’altra azienda collegata in Unione Europea, e che alcuni di questi imballaggi verranno utilizzati con fatturazione in UE, come deve essere emessa la fattura di questi imballaggi al nostro cliente?
    Con IVA?
    successivamente dovrà essere fatta qualche altra operazione man mano che si utilizzano questi imballaggi?

    Inoltre, se abbiamo emesso una fattura con codice IVA A08 ad un cliente Extra UE, e la stessa non ha mai fatto dogana perchè la merce non è mai uscita dall’Italia, possiamo annullarla a distanza di 9 mesi con una nota credito? ci sono altri obblighi?
    Grazie

  4. L’acquisto degli imballaggi è operazione nazionale soggetta ad Iva, a meno che non chiediate al fornitore la non imponibilità, a seguito di invio di dichiarazione di intento. Nel momento in cui spedite la merce la fattura seguirà la normale gestioen Iva. La fattura emessa per beni mai partiti può essere rettificata con nota di credito.

  5. Buongiorno,
    Abbiamo ricevuto diverse fatture con nostro indirizzo errato (vecchia sede). Le fatture sono state già registrate nei mesi scorsi, cosi come lato cliente, E’ possibile apportare una modifica a biro sulle nostre fatture? Nel caso di controllo fiscale, è un errore formale rilevante?
    Grazie

  6. Salve siccome. E stata fatta una fattura di fine lavori. .però con data sbagliata ..e ora il cliente non me la vuole dare più la copia .si può annullare e mettere la data giusta

  7. Buongiorno, mi si sono stampate 2 FT con la stessa numerazione (entrambe già consegnate ai clienti) posso modificare il numero di una delle 2 fatture a penna? o posso lasciare la stessa numerazione? La ringrazio!!

  8. Salve,
    ho emesso una fattura dove il totale delle singole voci a sommatoria è errato (errore di battitura, ho invertito due cifre), ma le singole voci che compongono il totale sono corrette.
    Il cliente mi dice che l’ha già registrata nella contabilità del mese scorso con il totale sbagliato e mi chiede nota di credito per la differenza (il totale in fattura è maggiore dell’importo effettivamente pagato) e nuova fattura.
    La procedura è corretta? oppure si può fare diversamente?
    Grazie!

  9. SALVE HO LAVORATO PER PER TUTTO IL 2017 CON LA PARTITA IVA. IL MIO COMMERCIALISTA ERRONEAMENTO HA EMESSO 12 FATTURE CON IL NUMERO DI PARTITA IVA DI UN ALTRO CONTRIBUENTE. COME SI PUO’ RIMEDIARE? RINGRAZIO, ILENIA

  10. Buonasera ho emesso a marzo del 2017 due fatture senza applicare nè iva ne ritenuta, dell’errore mi sono accorta solo ora , so di poter emettere una nota di credito per annullare la fatture errate e riemettere quelle corrette con iva e ritenuta, ma il mio dubbio è che data deve avere la nota di credito e di conseguenza la nuova fattura ( 2017 e/o 2018)??
    ringraziando anticipatamente per la vs disponibilità, porgo i miei più cordiali saluti
    Lucia

  11. Salve Lucia, considerato il fatto che adesso i committenti stanno facendo la certificazione unica di quelle fatture, la cosa migliore è chiamare i committenti e concordare con loro la soluzione da applicare, che può essere la nota di credito e la riemissione della fattura corretta. Dovrebbe avere un commercialista che la segue. Se vuole la contatto in privato.

  12. Può riemettere la fattura con numerazione corretta e chiedere alla controparte di modificarla. Altrimenti dovrà emettere nota di credito e fare nuova fattura.

  13. Buongiorno ho un problema
    il mio commercialista nell’ anno 2015 ha sbagliato nel trascrivere una mia fattura di aquisto da 102,00 a 10,200 euro il Mol fornitore con lo spesometro ha scoperto il problema vorrei sapere se si può rimediare in qualche modo senza incorrere in gravi sanzioni.il mio commercialista dice che bisogna dichiarare come se io avessi davvero speso 10,200 euro è davvero così? Devo dichiarare il falso?

  14. Assolutamente no! La risposta che le hanno dato a mio avviso non è corretta. Se proseguie in quel modo dichiarerà il falso, e rischia anche la falsa fatturazione. Lascerei perdere lo spesometro e verificherei di aver considerato la fattura nel modo giusto in dichiarazione e nei registri Iva. Questo è l’importante. Poi cambierei consulente. Se interessata ad un commercialista online la contatto in privato.

  15. Buongiorno.

    Qualche giorno fa ho acquistato presso un grande distributore online una console di videogiochi e un controller per mio figlio.
    Ho effettuato questo acquisto a titolo del tutto personale, utilizzando un account (il mio) per il quale in precedenza avevo richiesto una fattura per conto della mia azienda.
    Essendomi (ahimé!) dimenticato di disattivare la richiesta di fatturazione, ho ricevuto le due fatture intestate alla mia azienda.
    Ovviamente ho effettuato il pagamento utilizzando la mia carta di credito personale, che nulla ha a che fare con l’azienda per la quale lavoro.
    Questo potrebbe ovviamente causare problemi, in quanto con la fatturazione elettronica l’Agenzia delle Entrate riceverebbe comunicazione della fatturazione del cespite, senza avere riscontro da parte della mia azienda.
    Ho sentito il grande distributore: sostengono di non avere alcuna possibilità di modificare le fatture.

    Cosa posso fare per sanare la posizione della mia azienda (…nonché la mia)?

    Grazie per l’aiuto che vorrete darmi.
    Cordiali saluti.

    Max

  16. Salve Max, deve chiedere di modificare le fatture all’azienda. Non ci sono altre possibilità. L’azienda che ha fatturato a tutte le possibilità per modificare quelle fatture, ma non intende farlo. Provi con una lettera indicando che in caso di rifiuto denuncerà la cosa alle autorità competenti.

  17. Salve volevo chiedere se è possibile sostituire i dati(nome cognome indirizzo e codice fiscale) di una fattura emessa nell’agosto 2017 di una spesa sanitaria presso una RSA di un famigliare disabile(madre) con un componente della stessa famiglia(fratello).
    L’azienda o chi per essa svolge le funzioni di amministrazione dice che non è possibile.
    Chi ha ragione?

  18. Buongiorno,
    Qualche settimana fa ho emesso in modo molto frettoloso una fattura a dei clienti francesi.
    Preciso che lavoro in un hotel. Il problema arriva quando ci accorgiamo che nella fattura non è stata riportata la partita Iva (francese).
    Ho contattato i clienti e mi hanno detto che lunedì mi faranno avere la partita Iva. Ma a loro in realtà bastava una ricevuta fiscale.
    Come posso risolverla?
    grazie
    Gabriele

  19. Buongiorno,
    un’informazione! Se registro una fattura in maniera corretta, ma i dati del fornitore (nel particolare la partita Iva) sono errati, cosa comporta? Mi spiego meglio!
    Da due anni, il mio fornitore abituale ha cambiato la partita iva, ma io solo ora mi sono accorta di ciò. Fra l’altro, la partita iva vecchia è ancora attiva, in quanto chi mi fatturava prima era la società madre, ora invece mi fattura la società “figlia”, e quindi due diverse partite iva. Come posso correggere l’errore commesso?
    Qual è la conseguenza? Si deve pagare una sanzione per correggere eventualmente spesometro?
    Ribadisco che contabilmente, la fattura è registrata bene. E’ errato il fornitore. Grazie

  20. L’errore a questo punto riguarda lo spesometro. Andare a modificare uno spesometro passato non so quando convenga. Nel caso sarà l’Agenzia ha notificare errore e sanzione.

  21. Salve, nel 2016 ho emesso fattura di acconto+iva che ho inviato al cliente. Lo stesso giorno ho inviato al cliente una email alla quale allegavo, fattura con caparra confirmatoria (senza iva), che sostituiva la precedente. Oggi abbiamo scoperto che lui ha registrato la prima fattura (l’acconto) ed io la seconda (la caparra confirmatoria). Come posso risolvere il problema? Grazie

  22. Buongiorno, sono una professionista e collaboro presso un centro medico a cui faccio regolarmente fattura. Lo scorso luglio 2017 ho consegnato loro fattura che io ho poi eliminato riemmettendola e consegnandola con data e nuova numerazione. Ora scopro che le hanno registrate entrambe. Come posso intervenire?

  23. Buongiorno. Sono un giovane che ha aperto la partita IVA (n regime forfettario) nel 2016, emettendo in tale anno 4 fatture. Nel 2017, invece di ricominciare la numerazione da 1/2017, ho continuato la numerazione con n°5 e poi 6, ecc 2017 e lo stesso sto continuando la numerazione nel 2018 (ero arrivato alla 11 nel 2017 e sono passato alla 12 nel 2018). Cosa posso fare per rimediare all’errore? A che sanzioni vado incontro?
    Carlotta

  24. Buonasera,
    Ho avuto problemi col software delle fatture e per sbaglio senza controllare ho mandato due fattore con lo stesso numero una di Marzo e una di aprile numerate entrambi 15 ,la commercialista mi ha detto che devo dire al cliente di cambiare la numero 15 di Marzo col numero 9 ( suo numero reale ) solo che il cliente mi ha detto che l’ha già registrata è possibile cambiarla comunque ?

  25. Salve Carlotta, la numerazione può essere annuale, oppure progressiva senza suddivisione annuale. Lei senza saperlo ha adottato questo tipo di numerazione. Non c’è nessun errore. Le consiglio però di farsi seguire da un commercialista esperto, per evitare di commettere in futuro degli errori. Se vuole mi contatti in privato.

  26. Buongiorno, un mio cliente ha modificato una fattura di vendita di febbraio 2018 senza inviarmi la copia corretta, ora come posso correggere contabilmente l’errore interno?(il loro cliente ha la copia corretta) noi abbiamo inviato anche la liquidazione iva del 1° trim! Vorrei registrare una nota di variazione interna ma non so se è corretto…
    spero possa darmi qualche indicazione
    saluti
    katiuscia

  27. Non si può correggere una fattura senza un documento a supporto. Devi chiedere di farsi rilasciare la fattura corretta, pena la segnalazione all’Agenzia delle Entrate.

  28. Buongiorno,
    ho ricevuto una fattura, dopo sollecito, ma la stessa risulta datata 31/12/2017. Trattandosi di fattura che dovrò portare in detrazione per lavori di ristrutturazione, ho chiesto di ridatarla nel 2018. E’ fattibile?
    Il problema è che il mio fornitore sostiene di avermela inviata prima, ma io non l’ho mai ricevuto.
    Grazie per il riscontro. Saluti

  29. Buonasera,
    ma se invece si fosse sbagliato e si fosse scritto inarcata anziché inps in una fattura…che tipo di errore sarebbe e come bisognerebbe comportarsi? E se fosse su più fatture emesse molto tempo fa e già registrate? Grazie mille in anticipo

  30. BUonasera, sono un professionista e mi sono accorto, dopo aver acquistato un’auto nel settembre del 2017 di non aver richiesto al concessionario di inserire la mia partita iva nella fattura dell’auto ed ovviamente il concessionario ha inserito solo il codice fiscale.
    Adesso posso richiedere di inserire la partita iva sulla stessa fattura ? E se la controparte si rifiuta ?
    Grazie

  31. Buongiorno,
    l’anno scorso purtroppo è stata inviata erroneamente al cliente una fattura con iva al 22%, che però è stata da noi registrata con l’iva corretta al 10% e che, fra le altre cose, beneficiava della detrazione 50%.
    Il commercialista ci suggeriva di restituire la somma pagata al cliente mezzo bonifico, emettere nota di accredito e una nuova fattura, magari con un piccolo sconto per il disagio arrecato.
    Tuttavia il cliente mi dice che il CAF ormai ha già inviato avanti la pratica ed ora ogni correzione è rimandata a settembre.
    Premesso che stiamo parlando di una differenza iva fra 22% e 10% di circa € 60,00, ritiene che quanto suggerito dal commercialista possa essere un metodo adeguato? Possono sorgere problemi al cliente o a noi?
    Grazie dell’attenzione.

  32. Buongiorno, nel corso dell’anno 2017 ho richiesto ad un mio fornitore di modificare una fattura emessa con intestazione ad altra società. Il fornitore ha riemesso la stessa fattura sulla base delle indicazioni da me fornite con la corretta intestazione, ma mi sono accorto solo ora che per errore la copia della fattura che avrei dovuto “stracciare” è stata registrata in contabilità con tutti i relativi adempimenti (spesometro, comunicazione IVA etc.). Naturalmente il fornitore ha registrato solo la fattura corretta, mentre le 2 società (sia la mia che quella nei confronti della quale è stata effettivamente fatta la fornitura) hanno registrato la stessa fattura di acquisto. In che modo è possibile sanare la questione? Mi rendo conto che la leggerezza è stata la mia e non vorrei creare pregiudizio al fornitore con il quale intrattengo rapporto pluriennale di fiducia. Grazie dell’attenzione

  33. Buonasera
    sono una neo libera professionista con il nuovo regime forfettario agevolato.

    Nel 2018 ho emesso solamente n.3 fatture e la n. 1 e la n3 sono errate per ragioni diverse. la n.1 nella somma dell’importo totale, la n.3 nella dicitura dell’oggetto.
    Dovendo correggerle, ed inviarle nuovamente ai due clienti, che non le hanno comunque ancora registrate, come devo procedere?
    Io uso un gestionale di fatturazione: mi è sufficiente effettuare le modifiche, che tuttavia vanno a cambiare anche in progressione il numero della fattura( la n1 diventa n.4) o devo fare altro?
    Grazie per il vostro aiuto

  34. Salve Flavia, quello che deve fare è emettere due note di credito per le due fatture errate ed inviarle ai committenti interessati. Poi dovrà riemettere le due fatture nuove, proseguendo con la numerazione. Per maggiori info mi contatti in privato.

  35. Buongiorno,
    accenno il mio problema.
    Sono dipendente e ho anche con P.IVA in regime forfetario dei minimi.
    Ricevuto il CUD anno 2017 da dipendente privato ho superato la quota dei 30.000 Euro, il che fa decadere il regime forfettario dei minimi.
    Nel frattempo avevo emesso due fatture (con regime forfettario) e ricevuto una fattura sempre con le medesime condizioni.
    Come mi devo comportare per le due fatture emesse e per la fattura ricevuta?

  36. Occorre subito correggere la situazione. Le consiglio di far vedere tutta la documentazione ad un commercialista. Se vuole sono a disposizione per aiutarla, ma in privato. Nel caso mi faccia sapere.

  37. Buongiorno, un cliente mi fornì per email i dati per la fatturazione. Oggi scopro che tali dati erano totalmente sbagliati, di giusto c’era solo il nome dell’azienda.

    Il cliente non ha responsabilità in questo?

  38. Buongiorno,
    ho creato una fattura elettronica e viene rifiutata dalla pubblica amministrazione poichè errata, il mio capo mi ha detto di creare nota di credito di quella fattura, la pubblica amministrazione la accetta ma poi viene fuori che non bisognava farla e mi chiedono di stornarla per poi riemettere fattura corretta, ma come si fa a stornare la nota di credito?

  39. La nota di credito storna una fattura emessa. A quel punto non può fare altro che emettere nuova fattura. Non ci possono essere alternative a questo con la fattura elettronica.

  40. Buongiorno,

    abbiamo emesso 5 fatture applicando uno sconto non dovuto/concordato, il cliente è d’accordo per rimborsare la differenza, possiamo emettere una unica Nota di Debito per le 5 fatture errate oppure è obbligo emettere per ogni fattura una Nota Debito ?
    Grazie

  41. Salve.
    Sono appena entrato in regime forfettario e opero nel commercio elettronico.
    Ebay e sito aziendale è stato riallineato alla non applicazione dell’IVA.
    Esiste un problema su uno shop presente e direttamente gestito dal produttore irlandese nel suo sito.
    I clienti che acquistano da li, si vedrebbero addebitati l’IVA e pare che il software del loro sito non permetta di porre l’IVA a zero.
    Trattandosi di pagamento paypal, mi hanno detto di provvedere al rimborso dell’IVA eccedente tramite Paypal, poichè tanto la fattura verrà emesse correttamente con l’importo privo di IVA.
    Non sono molto convinto di questa procedura…
    Avreste un parere ?

  42. Buongiorno Federico.
    Un cliente mi ha inviato la stessa fattara piu volte nel sistema di interscambio. Sono state “conservate” entrambi. Come posso rettificarlo.
    Grazie mille.
    Alessandra

  43. Salve Alessandra, se la fattura ha sempre lo stesso numero di protocollo è un problema informatico, non può partire una fattura più colte con stesso protocollo. Se ci sono protocolli diversi allora una deve essere annullata con nota di credito da parte del soggetto emittente.

  44. Buonasera… nel mese di settembre 2018 ho registrato erroneamente una fattura con l’IVA al 4% che andava registrata con regime dei minimi.. L’IVA è già stata versata però non avendo ancora chiuso il quarto trimestre ho emesso una nota di accredito e la fattura corretta con data 31/12.. rischio delle sanzioni?
    Grazie mille
    FRANCESCA

  45. Buongiorno,
    ho emesso delle fatture con descrizione errata del destinatario, partanto pur avendo consegnato merce con bolla di consegna al suo magazzino, ad oggi il mio cliente non ha ricevuto le fatture relative. Trattasi di fatture dl 2018 quindi cartacee, regolarmente emesse ma con errore descrittivo.
    Come faccio a farle pervenire al cliente nel 2019? in che formato? e per il pagamento del pregresso esiste qualche normativa specifica?
    Grazie

  46. Salve, mi sono accorta che ho due fatture relative al 2018 con lo stesso numero progressivo.Le fatture sono la penultima e l’ultima del 2018. È ancora possibile rimediare e in che modo?Ho già ricevuto il cud 2019 dall’azienda che mi ha emesso le fatture. Grazie

  47. Salve Laura, chiederei all’azienda a cui ha emesso l’ultima fattura di non considerare la fattura per questo errore, così può modificarla ed inviare la fattura corretta. Per questo errore non ci sono grossi problemi, l’azienda le permetterà di reinviare la fattura.

  48. Salve ho sbagliato il numero della fattura questa ultima e stata già registrata dal cliente ce un modo per evitare sanzioni nn come posso rimediare ho contattato il cliente ma niente mi ha detto che nn ce niente da fare
    Grazie

  49. Salve, mi è stata inviata una fattura con il codice fiscale di un altra persona, ma il resto dei dati corretti, l’ho notificato al Cedente, che invece di modificare la precedente con relativa nota di credito mi ha inviato una seconda fattura con il mio codice fiscale. Quello che mi chiedo ora è: devo richiedere espressamente l’annullamento della precedente fattura, o non è un problema mio?

  50. Dear Federico,

    I will appreciate you feedback in respect to below matter.
    Please be informed that our supplier issued us few days ago credit note regarding cash discount.
    We considered that amount of discount is to high, thus our contractor has to changes mentioned credit note.
    Which solutions will be comply with Italy VAT requirements? It will be correct to cancel credit note and then issue new credit note with correct amounts of discount? I am confused about this case…

    Best regards,

    Kuba

  51. Salve,
    ho effettuato il pagamento con relativo bonifico per la ristrutturazione di 2 fatture che poi mi sono accorto avere il mio cognome sbagliato (tutti gli altri dati sono corretti). Devo fare qualcosa??
    Grazie

  52. Salve. E’ stata emessa una parcella da parte di un professionista erroneamente senza l’applicazione della cassa di previdenza al 4% che è stata già incassata e la relativa ritenuta d’acconto versata dal cliente. Come è possibile regolarizzare l’omessa indicazione della cassa di previdenza. Con una nota di credito ed una nuova regolare emissione di parcella? Ma l’azienda si oppone..!!
    Grazie.

  53. Ho emesso fattura sbagliando ad indicare i contributi a mio carico per un errore di battitura, ma il totale era corretto e mi è stato pagato correttamente come indicato. Anche i contributi sono stati pagati correttamente. ( faccio un esempio per far capire: la fattura corretta
    sarebbe dovuta essere 100 –
    18 = 82, invece ho inviato 100 -10 = 82)
    Bisogna procedere con qualche correzione?

  54. Anche io ho un problema simile( fattura cartacea pagata correttamente e C.U. con contributi corretta, ma errore nei contributi indicati in fattura). Trattandosi di fattura cartacea devo obbligatoriamente correggere?
    Grazie, Marta.

  55. Due giorni fa ho emesso una fattura elettronica commettendo un errore nel campo della descrizione della merce, un numero di identificazione.
    Come posso risolvere il problema?
    Grazie

  56. Salve,
    Ho emesso una fattura nei confronti della PA con codice iva errato, IVA 22% anzichè “split payment”. La PA non se ne accorge e paga la fattura. Ricevuto il bonifico mi rendo conto che hanno pagato solo l’imponibile, contatto la PA e mi rispondono che l’operazione è in split payment, replico che in fattura è stato inserito un codice IVA errato e che avrei emesso nota credito e fattura corretta. Loro mi rispondono come segue: “non possiamo accettare nota di credito a storno di fattura già correttamente pagata.
    D’altronde, l’iva è stata correttamente versata all’Erario dello Stato per cui la correzione del vostro codice iva dovrà avvenire con una procedura diversa rispetto a quella suggerita dal consulente”.
    Per favore, mi dice cosa devo fare??
    Grazie
    M.Fiumidinisi

  57. Buongiorno,
    per errore ho emesso fattura con un importo più alto, il cliente si accorto dopo aver pagato dell’errore.
    Posso emettere nota di credito parziale e effettuare un bonifico a suo favore per l’importo della nota di credito?

  58. Buongiorno, devo annullare una fattura per un errore. Vorrei sapere se posso riutilizzare il numero progressivo della stessa, avendo però una fattura successiva con data antecedente. Spero di essere stato chiaro

  59. A partire da gennaio 2021 bisogna seguire nuove regole rispetto alla tipologia fattura e natura iva. Le chiedo, se ricevo una fattura differita con tipologia TD01 anzichè TD24, è considerato errore? Devo chiedere lo storno e la relativa riemissione oppure non è un campo che devo controllare quando ricevo una fattura?

  60. Mi è stata rilasciata una ricevuta/fattura cartacea per cure ortodontiche dove nella descrizione è stato riportato per errore “acconto” anziché “saldo” per cure ortodontiche”. Mi è stata poi rettificata a penna dallo Specialista cancellando “acconto” e riportando “saldo”.
    È regolare questa procedura? Visto che la debbo inoltrare per riavere un rimborso in assistenza indiretta? Nel ringraziare per l’attenzione e disponibilita, resto in attesa di un vs. gentile riscontro. Cordialmente

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