La normativa fiscale prevede l'applicazione di una ritenuta in uscita (di importo variabile a seconda dei casi) sui dividendi in uscita corrisposti da ente residente verso controllante non residente. In alcuni casi, al verificarsi dei requisiti, è possibile sfruttare le disposizioni di favore contenute nella c.d. "direttiva madre-figlia" in caso di incasso del dividendo da parte di società madre residente nella UE.

Quando una società italiana residente distribuisce dividendi a soggetti non residenti deve interrogarsi sul corretto trattamento fiscale applicabile. Le problematiche che potrebbero sorgere riguardano la ritenuta in uscita (c.d. "withholding tax") e le regole di applicazione della stessa, ma anche l'applicazione di direttive UE che, al rispetto di determinati requisiti, ne possono esentare l'applicazione.

Come vedremo possono venirsi a creare delle casistiche interessanti, dove la normativa interna e la normativa convenzionale (ove applicabile si intrecciano) fino ad arrivare alle particolari disposizioni legate all'applicazione della direttiva "madre-figlia" (direttiva n. 90/435/CE). Inoltre, deve essere tenuta in considerazione la possibilità di chiedere il ...

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