Per evitare un'imprevista tassazione sui dividendi dovuta alla presunzione dell'articolo 47 del TUIR, le società devono distribuire il patrimonio netto seguendo un rigido ordine gerarchico. Come confermato dall'Agenzia delle Entrate, le riserve in sospensione d'imposta fungono da "scudo" che disinnesca questa presunzione, permettendo ai soci di incassare riserve di capitale (come il sovrapprezzo azioni) in totale esenzione fiscale, a patto di aver prima esaurito gli utili disponibili e saturato la riserva legale.
L'ordine corretto per la distribuzione delle riserve del patrimonio netto prevede i seguenti passaggi:
Accantonamento della quota necessaria al raggiungimento del limite della riserva legale. Distribuzione prioritaria dell'utile di esercizio e delle riserve di utili liberamente disponibili. Salvaguardia delle riserve in sospensione d'imposta, escluse per legge dalla presunzione di distribuzione. Distribuzione delle riserve di capitali.
La presunzione di distribuzione degli utili (art. 47 TUIR) L'articolo 47 del TUIR definisce una presunzione legale assoluta in base alla quale, indipendentemente dalle decisioni riportate nella delibera assembleare, si considerano prioritariamente distribuiti l'utile dell'esercizio e le riserve di utili. Questa norma rappresenta un fondamentale meccanismo antielusivo all'interno del sistema tributario. Il suo scopo è impedire che le società scelgano di assegnare ai soci somme esenti lasciando in azienda le poste patrimoniali tassabili. L'applicazione di questa regola scatta in automatico ogni volta che nel bilancio aziendale coesistono diverse tipologie di riserve. L'effetto diretto di questa riqualificazione normativa è l'innesco della tassazione dei dividendi percepiti da persone fisiche e società, trasformando un'operazione concepita come neutra in un immediato evento impositivo. Nella nostra attività di consulenza societaria riscontriamo frequentemente delibere di distribuzione redatte in modo superficiale, che ignorano questa gerarchia e generano inevitabili rettifiche durante i controlli dell'Agenzia delle Entrate. La differenza tra riserve di utili e riserve di capitale Il legislatore tributario introduce una netta distinzione tra le diverse componenti del patrimonio netto per determinare l'impatto fiscale in capo al percettore. Le riserve di utili derivano dall'accantonamento della ricchezza prodotta dalla gestione caratteristica dell'impresa nel corso degli esercizi. La loro ripartizione costituisce sempre materia imponibile per il socio. Al contrario, il comma 5 dell'articolo 47 del TUIR individua specifiche fattispecie che non concorrono alla formazione del reddito. Rientrano in questo perimetro di neutralità le somme distribuite attingendo a fondi costituiti con sovrapprezzi di emissione, i versamenti fatti dai soci a fondo perduto e i versamenti in conto capitale. La distribuzione di queste specifiche riserve di capitale non innesca prelievi fiscali diretti, ma produce l'effetto di rid...
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