Spesso si parla di detrazioni fiscali nel caso di famiglie con figli a carico, o di detrazioni fiscali accessibili tramite specifiche spese, come ad esempio quelle di natura medica. Nella maggior parte dei casi si può accedere ad una serie di detrazioni fiscali presentando la situazione famigliare specifica, ovvero i dati di natura anagrafica e reddituale di tutti i componenti del nucleo familiare.

Tuttavia sempre più spesso le coppie decidono di non sposarsi, e quindi di convivere, anche con figli, senza formare un nucleo familiare nel suo senso stretto. In questi casi molti si chiedono come funzionano le questioni legate al fisco, per esempio se uno dei due componenti della coppia può essere a carico fiscale dell’altro, oppure no.

In linea generale, si può dire che per i conviventi di fatto è possibile ottenere detrazioni fiscali se si tratta di particolari bonus, per esempio quelli delledilizia, oppure per i figli a carico. Al contrario, non si possono ottenere detrazioni fiscali per l’altro componente della coppia, come accade invece tra soggetti uniti civilmente. Vediamo in questo articolo quali possono essere le detrazioni fiscali per le convivenza di fatto, ovvero in mancanza di una unione di tipo civile.

Detrazioni fiscali convivenze di fatto e unioni civili

La prima distinzione da fare per individuare le detrazioni fiscali è quella tra coppie per cui è presente una unione civile o coppie in mancanza di unione civile. Nel caso in cui la coppia sia riconosciuta da un matrimonio tradizionale, oppure da una unione di tipo civile, le detrazioni fiscali possono essere richieste per ciascun componente della famiglia.

In particolare è possibile richiedere le agevolazioni fiscali per un familiare a carico nel caso in cui uno dei due soggetti stia lavorando e l’altro no, e ovviamente per i figli. Allo stesso modo è possibile chiedere diversi bonus il cui accesso è garantito presentando tutte le informazioni fiscali reddituali dell’intero nucleo familiare.

Quando è presente una unione di tipo civile è possibile accedere ad una maggiore varietà di agevolazioni e detrazioni fiscali, mentre quando l’unione civile è assente, per cui si parla di convivenza di fatto, non tutte le detrazioni fiscali sono garantite.

Attualmente è molto frequente che le coppie decidano di convivere di fatto anziché optare per il matrimonio, civile o religioso. In particolare negli ultimi anni a causa di problemi di natura economica molte coppie scelgono di risparmiare sul matrimonio, e scelgono di convivere anche nel momento in cui sono presenti dei figli.

Per diverso tempo queste convivenze sono rimaste prive di regolamentazione fiscale, tuttavia negli ultimi anni con diverse leggi si è intervenuto a favore delle convivenze di fatto, garantendo alcuni diritti e doveri fondamentali.

Detrazioni fiscali conviventi di fatto: i figli

Un primo chiarimento va fatto per quanto riguarda i figli dei conviventi di fatto. Si tratta di tutti quei figli nati da coppie non sposate, ma che sono unite da una convivenza. Per quanto riguarda le detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi che riguardano da vicino i figli, non è necessario essere sposati per poter richiederle.

L’importante è che il figlio risulti fiscalmente a carico dei genitori, per poter chiedere le agevolazioni fiscali delle detrazioni. Di fatto quindi le detrazioni per i figli a carico sono consentite sia alle coppie unite civilmente sia alle coppie conviventi di fatto.

Nel caso di conviventi di fatto la detrazione può essere suddivisa al 50% a un genitore e al 50% all’altro, oppure si può decidere per una detrazione al 100% per un genitore. Allo stesso modo di come avviene per le coppie unite civilmente, è necessario richiedere appositamente l’accesso alle detrazioni fiscali per i figli, in particolare compilando il modello 730 e indicando il codice fiscale dei figli, e tutte le informazioni salienti. Sia nel caso di coppia unita civilmente che di coppia convivente di fatto, un figlio non è più a carico fiscale dei genitori nel momento in cui diventa indipendente economicamente.

I genitori conviventi di fatto possono ancora richiedere per il 2022 l’accesso alle detrazioni fiscali per le spese di natura medica, scolastica e similari che sono sostenute per i figli a carico fino al compimento di 21 anni di età, anche se nel 2022 arriva la misura dell’assegno unico.

Detrazioni fiscali conviventi di fatto: i bonus casa

Per quanto riguarda i bonus per la casa, secondo le normative attuali, sia le coppie unite civilmente che i conviventi di fatto possono avere accesso ad una serie di bonus dedicati all’edilizia. Si tratta di detrazioni fiscali per le spese sostenute per determinati lavori di miglioramento della struttura dell’immobile in cui si vive stabilmente.

È possibile per le coppie conviventi richiedere l’accesso al Superbonus 110%, al Bonus Facciate, al Sismabonus, al Bonus Verde e al Bonus Mobili, oltre all’Ecobonus. Per tutti questi tipi di sostegni infatti lo stato garantisce l’accesso anche se non è presente una unione di tipo civile, tuttavia è necessario che i soggetti coinvolti siano conviventi nel momento in cui iniziano i lavori e nel momento in cui vengono sostenute le spese.

Le spese devono essere sostenute dai soggetti conviventi, o da uno di essi, e devono rispettare tutti i requisiti normalmente richiesti per l’accesso ai bonus. È possibile anche richiedere queste agevolazioni per immobili diversi da quelli scelti come abitazione principale, anche se è necessario specificare la possibilità di convivenza anche per questi immobili.

Per esempio è possibile richiedere le agevolazioni per immobili che sono utilizzati come seconde case dalla coppia convivente. Non è possibile invece applicare queste agevolazioni su immobili posseduti e messi in affitto a terzi, in cui non è quindi dichiarata la convivenza.

Detrazioni fiscali conviventi di fatto e Assegno Unico

La grande novità del 2022 per le famiglie italiane è costituita dalla misura dell’Assegno Unico, l’erogazione mensile a favore dei figli che viene corrisposta a tutte le famiglie italiane con figli a carico fino ai 21 anni di età.

Questo sostegno può essere richiesto da parte di tutte le coppie con figli, sono quindi ammesse al sostegno anche le coppie conviventi di fatto. L’Assegno Unico è strettamente legato alla presenza di figli, quindi può essere garantito a tutti i genitori in modo universale, indipendentemente dalla presenza dell’unione civile o meno, e indipendentemente dalla tipologia di lavoro svolto dai genitori.

L’Assegno Unico viene corrisposto anche nel caso di genitore singolo con uno o più figli a carico. Le regole per accedere all’Assegno Unico da parte di genitori conviventi di fatto sono le stesse rispetto ai genitori uniti civilmente.

Va tenuto conto che per quanto riguarda l’accesso alla misura, è richiesto, ma non obbligatorio, il valore ISEE del nucleo familiare. Per questo motivo entrambi i genitori possono presentare la propria situazione economica e patrimoniale specifica anche se si tratta di coppie conviventi.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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