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Detrazione spese universitarie 2021

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Le spese che si sostengono per l’istruzione sono detraibili nella dichiarazione dei redditi. L’art. 15, co. 1, lett. e), TUIR prevede la possibilità di detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitari presso università statali e non statali.

Pertanto, le tasse ed i contributi di iscrizione per i corsi di laurea e di formazione post laurea rientrano tra le somme che danno diritto ad una detrazione del 19%.

Le spese per la frequenza di Università statali sono interamente detraibili, mentre le spese per la frequenza di Università non statali italiane possono essere portate in detrazione per un importo non superiore a quello stabilite annualmente con Decreto del Ministero dell’Istruzione (MIUR), tenendo conto degli importi medi delle somme e contributi dovuti da università statali. I limiti da rispettare sono definiti annualmente dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca.

Il giorno 22 febbraio 2021, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Decreto del MIUR che ha previsto gli importi massimi previsti per la detrazione delle spese sostenute per Università non statali.

La detrazione spetta nella misura del 19%, delle spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea presso università statali e non statali, di corsi perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, italiani o stranieri.

La detrazione spetta per le spese sostenute per la frequenza di:

  • I corsi di istruzione universitaria;
  • Corsi universitari di specializzazione;
  • Corsi di perfezionamento;
  • Master universitari;
  • Corsi di dottorato di ricerca;
  • Istituti tecnici superiori (ITS) in quanto equiparati alle spese universitarie;
  • Corsi istituiti presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati.

Vediamo quali sono gli importi, limiti e regole per la detrazione delle spese universitarie di atenei privati nel Modello 730/2021.


Detrazione spese universitarie 2021: cosa si può detrarre?

Tra le Spese Universitarie Detraibili vi sono i costi sostenuti per l’iscrizione e la frequenza di corsi universitari e post universitari.

L’articolo 15, comma 1, lettera e) del DPR n 917/86 consente la detrazione IRPEF del 19% degli oneri e dei contributi versati in per ogni periodo di imposta. Per la frequenza di corsi universitari pubblici è prevista, quindi, la possibilità di usufruire di una detrazione da applicare sull’intero importo, senza alcun tetto di spesa.

Attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi (sia il modello 730 che il modello Redditi PF) il contribuente può ottenere un risparmio fiscale in percentuale rispetto alla spesa sostenuta.

La detrazione IRPEF si applica in relazione alle spese per la frequenza a corsi di istruzione universitaria presso:

  • Università statali. La detrazione è ammessa per l’intera quota corrisposta a titolo di spese di frequenza;
  • Università non statali. Detrazione applicabile in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca. Questo tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali.

La detrazione è ammessa per le spese sostenute per:

  • Tasse di immatricolazione ed iscrizione (anche per gli studenti fuori corso);
  • Soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • La partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea;
  • La frequenza dei Tirocini Formativi Attivi (TFA) per la formazione iniziale dei docenti istituiti, ai sensi del decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca n. 249 del 10 settembre 2010.

La detrazione spetta per le spese sostenute nel 2020.

Conservatori musicali: detrazione irpef

Il  bonus  spetta  ugualmente  per  l’iscrizione  e  la  frequenza  di  università telematiche,  purché  riconosciute  con  decreto  dal  Miur, e di conservatori musicali.

Per i Conservatori Musicali, le spese sostenute per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del DPR n 12/2015 presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati sono equiparate a quelle per l’iscrizione ai corsi universitari. Mentre le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi di formazione relativi al precedente ordinamento sono equiparate a quelle sostenute per la formazione scolastica secondaria.

Sono esclusi gli istituti musicali privati, non rientrando nell’ambito  dei conservatori pareggiati.

Non beneficiano di sconti le spese universitarie sostenute per lauree conseguite all’estero, anche se pagati a università pubblica statale.

Scuole di specializzazione per concorsi e prove di accesso a corsi universitari

Secondo l’Agenzia delle Entrate, inoltre, sono considerati corsi di istruzione universitaria anche quelli tenuti dalle scuole di specializzazione che rilasciano un diploma valido come titolo di ammissione a concorsi per l’insegnamento nella scuola.

Rientrano nell’ambito delle spese universitarie detraibili anche le spese pagate per la partecipazione alle prove di accesso ai corsi universitari a numero chiuso con test di verifica della preparazione.

Questo, sempre che siano previste dalla facoltà alla quale lo studente intende iscriversi e a condizione che siano richieste dall’ordinamento universitario.

Spese universitarie detraibili con principio di cassa

Per le spese universitarie detraibili vale il principio di cassa.

Principio per cui non conta l’anno cui la spesa si riferisce, bensì quello in cui è stata materialmente sostenuta.

Non rilevano ne l’età ne la durata del corso di studio, per cui il bonus vale anche per gli studenti fuori corso o lavoratori.

Se lo studente è a carico di altri soggetti, ad esempio dei genitori, della detrazione per spese universitarie sostenute possono usufruirne questi ultimi.

Le spese devono essere ripartite tra i genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento, annotando sul documento la percentuale di ripartizione, se diversa dal 50%.

In  caso  di  coniuge  a  carico  dell’altro,  quest’ultimo  può  considerare  l’intera  spesa sostenuta.

Detrazione spese universitarie 2021: quando non si possono detrarre 

La detrazione non è prevista per:

  • I contributi pagati all’università pubblica per il riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero;
  • Spese relative all’acquisto di libri scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari e di vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza della scuola.

Importi e limiti della detrazione

A fissare il limite massimo di spesa detraibile per le università private è il decreto MIUR, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 22 febbraio 2021.

La detrazione per le spese universitarie 2021 per la frequenza di atenei non statali si applica al pagamento di tasse e contributi dovuti nei seguenti casi:

  • Frequenza dei corsi di laurea;
  • Laurea magistrale e laurea;
  • Magistrale a ciclo unico.

Per il periodo di imposta 2020 bisogna far riferimento al Decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 febbraio 2021.

Gli importi massimi stabiliti tengono conto dell’area disciplinare degli studi e del territorio in cui hanno sede le università private che le studentessa o gli studenti frequentano.

Le cifre più alte per cui è possibile beneficiare della detrazione del 19% riguardano i percorsi di studi di ambito medico di università private che si trovano al Nord. Il limite previsto è pari a 3.700 euro.

Area disciplinare corsi istruzioneNordCentroSud e isole
Medica 3.700 euro2.900 euro1.800 euro
Sanitaria 2.600 euro 2.200 euro 1.600 euro
Scientifico-tecnologica 3.500 euro2.400 euro 1.600 euro
Umanistico-sociale 2.800 euro 2.300 euro 1.500 euro

limiti sono gli stessi dello scorso anno.

Detrazione spese universitarie 2021: i limiti per i corsi post laurea delle università private

Il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale ìl 22 febbraio riporta anche i valori da considerare per le spese universitarie 2021 sostenute per la frequenza di corsi post laurea gestiti da atenei privati:

  • Corsi di dottorato;
  • Corsi di specializzazione;
  • Master universitari di primo e di secondo livello.

In tabella la cifra massima per cui è possibile beneficiare della detrazione Irpef del 19% territorio per territorio. Anche in questo caso i valori restano gli stessi dell’anno scorso e sono molto diversi da Nord a Sud.

CORSI POST-LAUREA
Spesa massima detraibileNordCentroSud e Isole
Corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e di secondo livello3.700 euro 2.900 euro1.800 euro

Agli importi indicati è necessario aggiungere l’importo della tassa regionale per il diritto allo studio.

Detrazioni corsi universitari all’estero

Per le spese per frequenza di corsi universitari all’estero, occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla medesima area disciplinare nella zona geografica in cui lo studente ha il domicilio fiscale.

Nei corsi post-laurea all’estero occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi di istruzione post laurea nella zona geografica in cui lo studente ha il domicilio fiscale.

Per i corsi di laurea svolti dalle università telematiche, le spese possono essere detratte al pari di quelle per la frequenza di altre università non statali, facendo riferimento all’area tematica del corso e, per individuare l’area geografica, si fa riferimento alla regione in cui ha sede legale l’università.

Per i corsi di studio tenuti presso sedi ubicate in regioni diverse rispetto a quella in cui l’università ha la sede legale, ai fini della detrazione occorre fare riferimento all’area geografica in cui si svolge il corso.

Spese universitarie detraibili: chiarimenti

La Circolare n 7/E/2018 ha fornito numerosi chiarimenti di interesse per il calcolo degli importi detraibili.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:

  • La detrazione si applica anche per le spese sostenute per la frequenza di corsi di perfezionamento;
  • Nel limite di spesa individuato dal Decreto Ministeriale è compresa anche l’imposta di bollo;
  • Qualora il corso di studio sia tenuto in sedi ubicate in regioni diverse rispetto a quella in cui l’Università ha la sede legale, va considerata l’area geografica in cui si svolge il corso;
  • Qualora lo studente, nel periodo di imposta:
    • Abbia cambiato facoltà o corso di studio ed abbia quindi sostenuto spese presso università site in aree geografiche diverse o per corsi appartenenti ad aree tematiche diverse, va considerato il limite di spesa detraibile più alto tra quelli applicabili previsti dal Decreto;
    • Abbia sostenuto spese per frequenza di corsi istituiti presso università sia statali che non statali, la detrazione per le spese di frequenza di università statali va calcolata sull’intero importo, mentre quelle relative a università non statali vanno ricondotte nei limiti previsti dal Decreto MIUR.

Test di ammissione

Sono detraibili anche le spese sostenute per i test di ammissione. Qualora lo studente abbia sostenuto più di un test di ammissione:

  • In università non statali situate in aree geografiche diverse o
  • Per corsi di laurea in università non statali appartenenti a diverse aree tematiche,

è necessario verificare se lo studente ha provveduto ad iscriversi ad una delle facoltà o corso per cui ha sostenuto il test:

  • Se si è iscritto, le spese sostenute per i test di ammissione rientrano nel limite relativo al corso scelto;
  • Se non si è iscritto a nessun corso,

va fatto riferimento al limite di spesa più elevato tra quelli stabiliti per i corsi e per le facoltà per le quali ha svolto il test.

Detrazione spese università private 2021: compilazione del modello 730/2021

Con la compilazione e l’invio del Modello 731/2021, sarà possibile beneficiare della detrazione delle spese per le università private sostenute nel 2020.

All’interno della dichiarazione dei redditi, bisognerà compilare i righi da E8 a E10 della sezione I, utilizzando il codice 13. Queste indicazioni dovranno essere seguite anche per la detrazione delle spese di università pubbliche.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’importo da indicare nel 730 può anche riferirsi a più anni, e non vi sono particolari limitazioni per gli studenti fuori corso.

L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 13.

Non possono essere indicate le spese sostenute nel 2020 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella sezione “Rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione – art. 51 Tuir” (punti da 701 a 706) della Certificazione Unica con il codice onere 13.

Detrazione spese universitarie 2021: quali sono i documenti necessari?

Occorre conservare tutte le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a tale titolo nel corso del 2020.

Per le spese relative ai corsi di specializzazione in psicoterapia, è necessaria l’attestazione della scuola da cui risulti l’accreditamento al MIUR.

Detrazione spese universitarie 2021: obbligo di tracciabilità dei pagamenti 

La Legge di Bilancio 2020 ha introdotto l’obbligo di pagare con strumenti tracciabili (bancomat, carte di credito, carte prepagate, bonifici bancari o postali), eccetto poche eccezioni, le spese che danno diritto alle detrazioni Irpef del 19%, tra cui vi rientra anche le detrazioni per le spese scolastiche.

Spese universitarie detraibili: conclusioni

In questo articolo ho cercato di riassumere le principali indicazioni riguardanti le spese universitarie detraibili. In particolare, si tratta di una detrazione che coinvolge tantissimi soggetti e che presenta tantissimi elementi di dettaglio.

Ti consiglio di prestare la massima attenzione a questa detrazione perché le possibilità di commettere errori sono davvero molte.

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6 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    nel caso di studente inscritto all’AIRE ove i genitori hanno residenza fiscale in Italia, è possibile detrarre dal modello Unico le spese universitarie?

    Cordialmente,

  2. Buongiorno,
    nel caso in cui i genitori desiderino portare i detrazione le spese universitarie della figlia che frequenta una scuola di specializzazione in medicina presso una università che detrae le tasse universitarie direttamente dal cedolino paga della specializzanda, quali documenti devono utilizzare?
    Da tenere presente che la figlia percepisce solo il reddito esente derivante dalla scuola di specializzazione suddetta.
    Ringrazio fin d’ora per la risposta.

  3. Buongiorno, nel caso di mio figlio, studente universitario che nel 2020 ha pagato una tassa universitaria per iscriversi a corsi singoli (per raggiungere il numero di crediti necessari all’iscrizione alla laurea magistrale), la somma versata è detraibile? Preciso che ha anche frequentato le lezioni e sostenuto gli esami.
    Ringrazio fin da ora per la risposta

  4. Come evidenziato, l’Agenzia delle Entrate fa riferimento a “tasse di immatricolazione ed iscrizione” senza escludere quelle per l’iscrizione a singoli corsi universitari. Pertanto, possiamo giungere a conclusione che sono ammesse alla detrazione IRPEF del 19% anche le spese di iscrizione al singolo corso universitario.

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