Home IVA Chiusura Giornaliera di Cassa: come fare?

Chiusura Giornaliera di Cassa: come fare?

Procedura legata alla chiusura giornaliera di cassa con il registratore telematico: risvolti pratici e fiscali.

72

Tutte le informazioni utili per effettuare la chiusura giornaliera di cassa. Come effettuare la chiusura del registratore di cassa da un punto di vista fiscale. La guida.

Tutti i negozianti al dettaglio che si avvalgono per la vendita di registratori telematici di cassa sono tenuti ad effettuare la “chiusura giornaliera“.

La chiusura di cassa è disciplinata dal Decreto Ministeriale del 23.03.1983.

La chiusura giornaliera di cassa comporta l’emissione di un documento fiscale con cui vengono evidenziate informazioni molto utili ad identificare le vendite effettuate giornalmente.

Chiusura Giornaliera di Cassa

Tale documento è fondamentale per effettuare correttamente le scritture contabili e la trasmissione telematica dei corrispettivi.

In questo contributo intendo evidenziare tutti gli adempimenti che è necessario effettuare giornalmente per effettuare la chiusura giornaliera di cassa.

Cominciamo!

Il registratore telematico di cassa

Il registratore di cassa o anche più semplicemente “cassa“, è un dispositivo elettronico per calcolare e memorizzare le transazioni di vendita. Il dispositivo è legato, normalmente, ad un cassetto per immagazzinare il denaro ordinato nei vari tagli.

Il registratore telematico di cassa stampa una ricevuta per l’acquirente (c.d. “scontrino fiscale” fino al 2019 “documento commerciale” dal 2020).

Il documento commerciale è un documento cartaceo che deve contenere (ex art. 2 DM 07.12.2016):

  • Data e ora di emissione;
  • Numero progressivo;
  • Ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome dell’emittente;
  • Numero e partita IVA dell’emittente;
  • Ubicazione dell’esercizio;
  • Descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi; per i prodotti medicinali in luogo della descrizione può essere indicato il numero di autorizzazione alla loro immissione in commercio (AIC);
  • Ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato.

Il documento commerciale non è un documento valido ai fini fiscali. Infatti, a partire dal 1° gennaio 2020 i commercianti al minuto sono tenuti ad effettuare al trasmissione telematica dei corrispettivi. Questa trasmissione può avvenire giornalmente tramite il registratore telematico, o attraverso il servizio web messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Al termine di ogni giornata lavorativa gli esercenti attività di vendita al dettaglio devono effettuare la chiusura giornaliera di cassa. Sostanzialmente, si tratta di andare a stampare il riepilogo delle vendite e degli incassi della giornata. Tale documento deve essere poi verificato con gli incassi di denaro esistenti e con i pagamenti effettuati con POS.

Vediamo, quindi, le modalità per effettuare la chiusura giornaliera di cassa.

La procedura legata alla chiusura giornaliera di cassa

La chiusura giornaliera di cassa è un adempimento obbligatorio per i tutti i venditori al dettaglio. In sostanza la procedura riguarda tutti gli operatori che certificano le vendite mediante l’utilizzo di registratori di cassa (Decreto Ministeriale 23.03.1983).

Si tratta di un obbligo richiesto ai fini fiscali, e che rimane invariato anche con la certificazione telematica dei corrispettivi di vendita.

Ma, che cosa significa, praticamente, effettuare la chiusura di cassa?

Effettuare la chiusura giornaliera di cassa significa, da un punto di vista pratico, emettere uno scontrino. Ovvero, un documento in cui viene visualizzato l’ammontare complessivo dei corrispettivi del giorno.

In questo scontino riepilogativo vengono visualizzati alcuni dati importanti per verificare che importo incassato e certificato giornalmente siano allineati.

Il documento riepilogativo emesso dal registratore telematico contiene i seguenti dati:

  • La Partita IVA del negoziante emittente;
  • L’ubicazione dell’esercizio commerciale;
  • Eventuali sconti e rettifiche applicate giornalmente;
  • Rimborsi per resi di merce venduta o imballaggi cauzionati;
  • I corrispettivi in tutto o in parte non riscossi;
  • Il numero dei documenti commerciali emessi, la data e l’ora di emissione, il logotipo fiscale e il numero di matricola dell’apparecchio.

La stampa di questo documento è indispensabile per andare ad effettuare il riscontro tra gli importi incassati e quelli certificati giornalmente.

Gli aspetti operativi legati alla chiusura giornaliera di cassa

La chiusura giornaliera di cassa deve essere effettuata, da un punto di vista operativo, non oltre le ore 24 del giorno di emissione del primo scontrino fiscale. Questo anche qualora l’attività prosegue oltre tale orario.

Nel caso in cui l’attività lavorativa comprenda più turni operativi (come ad esempio per i bar, i negozi, etc) lo scontrino di chiusura giornaliera deve essere emesso al termine del turno che si conclude prima della mezzanotte.

Se invece l’attività si protrae oltre le ore ventiquattro (ad esempio per i locali notturni) il documento riepilogativo deve essere emesso al termine dell’effettivo svolgimento dell’attività, con riferimento alla data di inizio dell’evento.

I dati del documento commerciale di chiusura vengono memorizzati in maniera indelebile nella memoria fiscale del registratore telematico di cassa. Tali dati devono essere conservati sino ad esaurimento dello spazio disponibile.

Ricordo che è necessario effettuare la chiusura giornaliera di cassa anche se l’importo dei corrispettivi e pari a zero. Mentre non è obbligatoria l’emissione nei casi di sospensione dell’attività per cause di forza maggiore (ferie, malattia, infortuni ecc.).

La chiusura fiscale giornaliera deve essere conservata dall’utente per almeno 5 anni.

Esempio di chiusura giornaliera di cassa di un BAR – Ipotizziamo un BAR che effettua la chiusura dell’attività ordinariamente alle ore 02:00 del mattino.
Gli incassi realizzati dalle hh. 24 alle hh. 2.00 del mattino del giorno seguente possono essere annotati tra i corrispettivi del giorno precedente, ovvero quello di apertura dell’attività.

Aspetti fiscali legati alla chiusura giornaliera di cassa

La procedura che consente di effettuare la chiusura giornaliera del registratore di cassa è un’operazione importante in quanto è richiesta dalla normativa fiscale.

Perché la chiusura del registratore di cassa è così importante da un punto di vista fiscale? 

La chiusura giornaliera da un punto di vista fiscale consente di determinare il volume delle vendite giornaliere effettuate dall’esercente. Sostanzialmente si tratta dello stesso volume di vendita certificato elettronicamente all’Agenzia delle Entrate dal registratore di cassa telematico.

Infatti, dal 1° gennaio 2020 i commercianti al minuto sono tenuti alla certificazione telematica dei corrispettivi giornalieri. Ne ho parlato approfonditamente in questo contributo:

Corrispettivi elettronici commercianti: guida pratica

Questo adempimento sostituisce l’obbligo di tenuta del registro dei corrispettivi, nel quale dovevano essere annotate le vendite effettuate dagli esercenti vendite al dettaglio.

Da un punto di vista fiscale la procedura di chiusura giornaliera di cassa è utile per verificare che quanto certificato dal registratore corrisponda agli effettivi incassi giornalieri.

Quindi, possiamo dire che la chiusura di cassa giornaliera rappresenta un adempimento indispensabile per compilare correttamente le scritture contabili necessarie alla determinazione delle vendite giornaliere.

Dal registratore di cassa, si determinano i corrispettivi lordi di vendita, dai quali dovrà essere scorporata l’IVA secondo le varie aliquote, stabilite in base all’oggetto venduto.

Vediamo adesso alcune particolarità che possono riguardare l’emissione di scontrini e che hanno a che vedere con la chiusura giornaliera di cassa.

Alternatività tra emissione del documento commerciale di vendita e la fattura

Un aspetto importante da conoscere è che vi è una sorta di alternatività tra l’emissione del documento commerciale e la fattura elettronica.

L’articolo 22, comma 1, n. 1 del DPR n. 633/72, stabilisce che:

per le cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, l’emissione della fattura non è obbligatoria, se non è richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione

La norma sopra citata permette ai commercianti al minuto di poter rilasciare il documento commerciale in luogo dell’emissione della fattura.

Resta fermo, però, l’obbligo di emissione della fattura nel caso in cui il cliente, anche privato, ne faccia esplicita richiesta.

La richiesta, tuttavia, deve essere effettuata non oltre il momento di effettuazione dell’operazione, così come determinata ai sensi dell’articolo 6 del DPR n. 633/72.

Quindi, nel caso della vendita al dettaglio il cliente può richiedere l’emissione della Fattura Elettronica al momento della consegna dei beni acquistati. Oppure al momento del pagamento del corrispettivo se il pagamento avviene prima della consegna dei beni.

A tale proposito la C.M. n. 97/E/97 precisa che l’emissione della Fattura Elettronica può essere richiesta al momento dell’effettuazione dell’operazione, così come disciplinato dall’articolo 6 del DPR n. 633/72 (c.d. “fatturazione immediata“).

In tal caso, l’emissione della fattura, se avviene contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione, fa venire meno l’obbligo di rilascio del documento commerciale. Invece, in caso di fattura immediata emessa in un momento successivo, ma entro le ore 24 del giorno in cui è effettuata l’operazione, è necessario rilasciare anche lo scontrino (Circ. Min. 4 aprile 1997 n. 97/E).

Se la richiesta di fattura viene avanzata successivamente, il venditore che all’atto della consegna o del pagamento ha dovuto emettere scontrino può legittimamente rifiutarsi di emettere la fattura.

IL REGISTRO DEI CORRISPETTIVI

Da un punto di vista fiscale se un cliente richiede l’emissione della fattura dopo che è stato emesso lo scontrino fiscale, il registro dei corrispettivi non deve tenere conto di tale operazione. Questo, in quanto, la fattura sarà riepilogata nel tra le operazioni di vendita tramite passaggio dal Sistema di Interscambio. Questo per evitare che una stessa operazione sia iscritta due volte.

L’aspetto che deve essere sempre tenuto in considerazione è che il totale giornaliero derivante dalla chiusura giornaliera di cassa sia uguale al totale dei corrispettivi dello stesso giorno. Al netto delle fatture di vendita emesse.

Infine, ricordo che nella fattura di vendita generata da scontrino viene sempre riportato il numero e data dello scontrino fiscale.


La chiusura giornaliera di cassa: conclusioni

In questo articolo ho cercato di riepilogarti tutte le informazioni utili per effettuare correttamente la procedura legata alla chiusura giornaliera di cassa.

Si tratta di una procedura importante sia per l’azienda, per verificare la “cassa” del giorno, sia da un punto di vista fiscale, sia ai fini reddituali che IVA.

L’arrivo dei corrispettivi telematici cambia, ma non stravolge la metodologia e la procedura della chiusura di cassa. Tuttavia, se hai dei dubbi o vuoi raccontarci la tua esperienza lascia un commento di seguito.

72 COMMENTI

  1. Se dovessi prolungare la chiusura oltre i 12 giorni e non ho la possibilità di recarmi c/o la mia attività come mi comporto?

  2. Per quanto riguarda la situazione attuale che ho l’attività chiusa come si fa per la chiusura di cassa?

  3. Sono la dipendente di una lavanderia, siccome siamo stati chiusi per alcuni giorni, vista la situazione del Covid-19, domani dovrei aprire il negozio, mi può dire se dovrei fare una chiusura fiscale pari a zero per poter effettuare altre operazioni fiscale oppure non serve? Grazie mille se mi risponde

  4. Buongiorno Dottore,
    ho una lavanderia e servo dei poliambulatori che mi chiedono la fattura per le prestazioni, ma mi pagano con bonifico bancario a 30 gg fm. Io emetto fattura elettronica contestualmente alla consegna dei capi: devo fare anche lo scontrino elettronico?
    Grazie

  5. Salve, visto che siamo tutti chiusi in casa e con le attività chiuse dall’11 marzo cosa bisogna fare visto che sono passati più di 12 giorni dall’ultimo invio telematico? Si potrà emettere la prossima chiusura il primo giorno utile di riapertura? Grazie

  6. Salve! Avrei una domanda: l’invio dei corrispettivi elettronici dovrebbe semplificare la vita, visto che non si dovrebbe più fare il libro dei corrispettivi. Però invece Il commercialista continua ad averne bisogno perché non esiste un luogo Dove poter scaricare un resoconto del mese coi corrispettivi giornalieri e relative aliquote. Sul sito di AE la parte dei corrispettivi è ridicola: bisogna entrare in ciascuna operazione per visualizzare l’aliquota e non c’è modo di stampare un “riassunto” mensile
    A me sembra assurda questa cosa!
    Siete a conoscenza di qualche soluzione?
    Grazie!

  7. Purtroppo non ci sono soluzioni, la certificazione telematica dei corrispettivi è solo un adempimento aggiuntivo ma non semplifica la vita a voi commercianti al minuto perché il registro dei corrispettivi, anche se non più obbligatorio è comunque indispensabile per la tenuta della contabilità IVA.

Lascia una Risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here