Calcolo acconto Irpef: come risparmiare?

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Come si calcola l’acconto Irpef 2019? In questo articolo scoprirai come calcolare e versare l’acconto Irpef. Calcolo acconto Irpef con il metodo storico o il metodo previsionale. Il primo acconto per l’annualità in corso deve essere versato entro il 30 giugno e il secondo entro il 30 novembre. 

Se stai leggendo questo articolo molto probabilmente vuoi capire se e come è possibile risparmiare qualcosa nella tua dichiarazione dei redditi.

Come ogni anno, al momento della predisposizione della dichiarazione dei redditi, ci poniamo sempre alcune domande retoriche. Quanto andremo a pagare diacconto?! Sarà più o meno dello scorso anno?! E’ possibile rateizzare il pagamento?!

Se anche tu ti sei posto uno di questi quesiti può esserti utile leggere questi consigli che ti propongo. Il mio obiettivo è quello di esserti di aiuto nel capire quale sarà il tuo carico fiscale. E come potrai effettuare in tranquillità il versamento delle imposte. In particolare l’acconto Irpef e cedolare secca.

Prima di iniziare ad entrare nei farraginosi meccanismi fiscali che regolano la determinazione degli acconti Irpef (e delle relative addizionali), è bene ricordare che se quest’anno stai compilando il modello Redditi P.F. allora è necessario essere coscienti che dovrai effettuare necessariamente i versamenti delle imposte attraverso il modello F24.

Il modello Redditi, infatti, è il modello dichiarativo che devono compilare i soggetti titolari di Partita Iva. Ma più in generale tutti i soggetti che non hanno un sostituto di imposta che possa effettuare trattenute o rimborsi in busta paga.

Vediamo insieme come si determina il calcolo dell’acconto Irpef.


Calcolo Acconto Irpef e Cedolare secca

Entrando nel vivo della questione, il primo elemento che devi ricordarti è che i versamenti in acconto delle imposte sui redditi, (Irpef, o imposte sostitutive) non deve essere  necessariamente effettuato in due rate.

Rate da versare ordinariamente entro la fine del mese di giugno e del mese di novembre. Infatti, il versamento dell’acconto delle imposte sui redditi può variare, ricorrendo determinati presupposti che di seguito andrò ad analizzare.

Partiamo quindi, analizzando il meccanismo di funzionamento del calcolo acconto Irpef e cedolare secca.

Meccanismo di funzionamento delle imposte: metodo di saldo e acconti

Le imposte sui redditi si pagano ogni anno secondo il meccanismo di saldo e acconti.

Al 30 giugno di ogni anno deve essere pagato, infatti, il saldo delle imposte relative all’annualità precedente. Al 30 giugno 2019 è dovuto, infatti, il versamento del saldo delle imposte dovute per l’anno 2017.

Contestualmente deve essere pagato l’acconto dovuto per le stesse imposte per l’anno in corso. Quindi al 30 giugno 2019 dovrà essere versato il primo acconto imposte per l’anno in corso.

A novembre, invece, deve essere versato il secondo acconto relativo all’anno di imposta in corso. Quest’anno, si versa l’acconto 2019.

Il punto di partenza per la determinazione effettita di saldo e acconti delle imposte è la dichiarazione dei redditi. In particolare mi riferisco al modello Redditi PF. Ovvero il modello di dichiarazione obbligatorio per tutti i contribuenti che non svolgono attività di lavoro dipendente o non sono pensionati.

In tutti i casi in cui il contribuente non ha a disposizione un sostituto di imposta (es. datore di lavoro), in grado di trattenere o erogare ritenute fiscali, spetta al contribuente determinare e versare le proprie imposte.

E’ questo, infatti, uno dei meccanismi cardine del nostro sistema fiscale. Ovvero l’autodichiarazione da parte del contribuente.

Detto questo, vediamo quali sono i metodi consentiti per calcolare l’acconto delle imposte sui redditi.

Calcolo acconto imposte: i metodi di determinazione

In primo che devi effettuare è quello di calcolare l’importo totale che dovrai versare in acconto.

Per farlo dovrai verificare preliminarmente che il rigo differenza presente nella dichiarazione dei redditi nel quadro RN sia di segno positivo. Solo in questo caso, infatti, l’acconto Irpef per l’anno in corso è dovuto.

Una volta verificato questo, solo se l’acconto è dovuto dovrai effettuare il calcolo.

Il calcolo acconto Irpef può essere effettuato applicando uno dei due tipi di calcolo ammessi. Ossia, il metodo storico oppure il metodo previsionale.

Vediamoli in dettaglio.

Calcolo acconto Irpef: Metodo Storico

Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto Irpef per l’anno di imposta in corso occorre controllare l’importo indicato nel rigo RN33 “differenza” del modello Redditi.

Rigo relativo al periodo di imposta oggetto di dichiarazione.

Se questo importo non supera €. 51,65, non è dovuto acconto Irpef per l’anno in corso.

Il metodo storico prevede che l’importo dell’acconto dovuto sia pari al 100% del rigo differenza relativo all’anno dichiarativo. In pratica con questo metodo si versa il saldo dell’anno in corso e contestualmente si versa lo stesso importo a titolo di acconto per l’annualità successiva.

Importo che è suddiviso in due tranches. Una da versare entro il 30 giugno e l’altra entro il 30 novembre.

Calcolo acconto Irpef: Metodo Previsionale

Qualora si presuma di conseguire nell’anno di imposta in corso un reddito, quindi un’imposta, inferiore rispetto all’anno oggetto di dichiarazione è possibile utilizzare il metodo previsionale.

Questo metodo prevede la possibilità di versare un acconto Irpef inferiore (rispetto a quanto dovuto con il metodo storico). Ovvero di non effettuare alcun versamento.

Ti starai chiedendo il motivo per cui ho deciso di parlarti di questi principi generali.

L’ho fatto molto semplicemente perché in alcune situazioni può essere conveniente sfruttare il metodo previsionale per risparmiare imposizione fiscale. Tutto sta nel capire quali sono i casi che possiamo utilizzare a nostro vantaggio.

Vediamo, quindi, imposta per imposta quali sono le principali opportunità da sfruttare:

Versamento dell’acconto Irpef

L’acconto Irpef, determinato con uno dei metodi sopra descritti, deve essere versato dal contribuente, con l’utilizzo del modello F24:

  • In unica soluzione entro il 30 novembre se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52;
  • In due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad €. 257,52, di cui:
    • La prima, nella misura del 40 per cento del rigo RN33, entro il 30 giugno ovvero entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
    • La seconda, nella restante misura del 60 per cento del rigo RN33, entro il 30 novembre.

A questo proposito ricordiamo che l’articolo 11 del D.L. n.76/2013 ha alzato la misura dell’acconto Irpef dal 99% al 100%.

Le vere opportunità, però, sono offerte per i soggetti che hanno immobili non locati, o per quelli che hanno scelto di assoggettare il reddito degli immobili abitativi locati alla cedolare secca.

Infatti, tutti questi soggetti possono determinare l’acconto Irpef considerando che il reddito fondiario di detti immobili  non sarà assoggettato ad Irpef.

Acconto addizionale comunale Irpef

L’acconto per l’addizionale comunale all’Irpef è dovuto nella misura del 30% dell’addizionale comunale ottenuta applicando al reddito imponibile relativo all’anno di imposta oggetto di dichiarazione l’aliquota deliberata dal comune nel quale il contribuente ha la propria residenza.

La residenza da prendere in considerazione è quella in essere alla data del 1° gennaio dell’anno di imposta in corso.

Il versamento è previsto in un’unica rata rateizzabile, da versare insieme al saldo delle imposte per l’anno di imposta oggetto di dichiarazione.

Tuttavia, occorre verificare con estrema attenzione le istruzioni ministeriali e informarsi in ordine alle specifiche delibere comunali. In particolare per le eventuali soglie di esenzione e importo dell’aliquota.

Acconto Cedolare Secca

Dal 2011 l’articolo 3 del D.Lgs. n.23/2011 ha introdotto la così detta “cedolare secca(con aliquote del 10% o del 21%) applicabile da parte delle persone fisiche titolari di redditi da locazione di immobili ad uso abitativo

Per la cedolare secca l’acconto è determinato nella misura del 95% dell’imposta versata per l’anno di imposta oggetto di dichiarazione.

Se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52 si paga in unica soluzione entro il 30 novembre. Mentre se tale importo è superiore si paga in 2 rate il 40% a giugno ed il 60% al 30 novembre.

Per approfondire: La cedolare secca sugli affitti

I versamenti dell’acconto Irpef in caso di rateazione

Tutti i contribuenti possono versare in rate mensili le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte. Ad eccezione dell’acconto di novembre che deve essere versato in un’unica soluzione.

In ogni caso il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre. Vediamo adesso quali sono le scadenze naturali del saldo e del primo acconto imposte:

  • 1° rata senza maggiorazione: 30 giugno;
  • 1° rata con maggiorazione 0,40%:  30 luglio;

Nella tabella seguente, invece, proponiamo le scadenze da rispettare, per i versamenti rateizzati.

Contribuenti non titolari di partita Iva

I contribuenti non titolari di Partita IVA possono effettuare il pagamento della prima rata entro il 30 giugno 2019 ovvero entro il 20 agosto 2019 maggiorando l’importo dovuto dello 0,40 per cento a titolo d’interesse corrispettivo. Per le rate successive si applicano gli interessi indicati nella seguente tabella:

(*) In questo caso l’importo da rateizzare deve essere preventivamente maggiorato dello 0,40 per cento

Contribuenti titolari di partita Iva

I contribuenti titolari di partita IVA possono anch’essi effettuare il pagamento della prima rata entro il 30 giugno 2019, ovvero entro il 20 agosto 2019 maggiorando l’importo dovuto dello 0,40 per cento a titolo d’interesse corrispettivo. Per le rate successive si applicano gli interessi indicati nella seguente tabella:  

Calcolo acconto Irpef: compensazione

Il contribuente ha la facoltà di compensare nei confronti dei diversi enti impositori (Stato, INPS, Enti Locali, INAIL, ENPALS) i crediti e i debiti risultanti dalla dichiarazione e dalle denunce periodiche contributive.

Il modello di pagamento unificato F24 permette di indicare in apposite sezioni sia gli importi a credito utilizzati sia gli importi a debito dovuti. Il pagamento si esegue per la differenza tra debiti e crediti.

Per maggiori info: F24 Editabile: istruzioni di compilazione Per utilizzare in compensazione un credito di importo superiore a 5.000 (articolo 3 del decreto-legge n. 50 del 2017) è necessario richiedere l’apposizione del visto di conformità (Legge di stabilità 2014, art. 1, comma 574).

Calcolo acconto Irepf: consigli

Se hai dubbi sul calcolo acconto Irpef, contattami!

Vedremo insieme se per te è possibile risparmiare qualcosa nel calcolo del tuo acconto imposte. Sia che tu sia un privato che un soggetto dotato di partita Iva.

Non aspettare ancora!

39 COMMENTS

  1. Quello che dovrebbe fare è ricalcolare gli acconti dovuti con il metodo previsionale. Una volta fatto il calcolo potrà capire se e eventualmente di quale importo dovrà versare il secondo acconto. Naturalmente le occorre un professionista che le faccia il calcolo.

  2. Dal 730/2018 per redditi 2017 di mio figlio risulta come unica rata IRPEF (2°acconto) da pagare il 30 novembre Euro 133,00 con F24 . Quest’anno (2018) mio figlio andrà in credito, perchè i redditi per prestazioni occasionali non raggiungono i 4.800 euro e quindi potrà recuperare la ritenuta del 20%. Domanda: Utilizzando il sistema previsionale posso non pagare l’acconto a Novembre? E’ necessario ripresentare il 730/2018 rettificato?

  3. Può versare certamente l’acconto con il metodo previsionale, ma bisogna fare attenzione perché se i calcoli non sono esatti si incorre in sanzione.

  4. Buongiorno, la mia ditta individuale qest’anno, avendo dovuto imputare a costo l’intero magazzino (in applicazione del nuovo regime per cassa) ha prodotto una dichiarazione con perdita d’esercizio. Quindi zero IRPEF. Posso omettere gli acconti? Grazie per la risposta.

  5. Per rispondere bisogna vedere la dichiarazione dei redditi e l’andamento dell’azienda nell’anno in corso.

  6. Salve, la mia situazione è questa: l’anno scorso ho avuto un rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato per 6 mesi (scuola), contemporaneamente la p.iva ancora aperta come consulente per una commessa importante che mi ha generato un aumento di reddito (fatturato netto di 22mila€). a gennaio di quest’anno sono stato assunto dalla stessa azienda, ma la p.iva l’ho lasciata aperta per qualche piccolo lavoro, attualmente sono a circa 3500€ di fatturato netto. Ho rateizzato il 1° acconto di luglio, ed ora dovrei pagare circa 1000€ al 30 novembre.
    Considerando che quest’anno non ho usufruito di circa 1200€ di ritenute di acconto non versate quest’anno dalla committente (saranno versate quest’anno), e altri circa di 1000€ per quelle di quest’anno, conviene che paghi l’acconto o posso non versarlo andando a compensare a giugno, ergo, è possibile questa procedura?
    grazie

  7. Per rispondere alla sua domanda è necessario andare a simulare le imposte che dovrà pagare a saldo il prossimo anno e sottrarre quanto già versato in acconto per capire quando versare adesso di secondo acconto. La simulazione deve essere accurata altrimenti si rischiano sanzioni per acconto versato in misura non sufficiente.

  8. Sto aiutando la badante di mio padre a compilare il proprio 730 precompilato senza sostituto d’imposta e ho un dubbio sull’ammontare dell’acconto irpef 2019. Nel prospetto di liquidazione, infatti, viene calcolato in automatico senza tener conto del bonus IRPEF di euro 960,00 che è stato riconfermato per il 2019 e che le spetta sicuramente, avendo un reddito di 14 mila euro circa.
    Non mi sembra giusto farle versare un acconto di 1.300,00 euro (100% dell’imposta netta 2018), vorrei inserire un acconto ridotto cioè 340,00 euro (1.300-960).
    Cosa ne pensa?

  9. Salve Cristina, mi è impossibile risponderle, dovrei vedere la dichiarazione per poter capire se è possibile agire sull’acconto e calcolarlo con il metodo previsionale. Con queste informazioni non la posso aiutare, dovrei vedere la dichiarazione.

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