Amministratori e soci SRL

La Corte di Cassazione, sezione civile, con l’ordinanza n. 1759 del 27 gennaio 2021 è intervenuta sulla questione della doppia posizione contributiva per coloro che rivestono sia la posizione di socio sia la posizione di amministratore di SRL.

Pubblicità

In particolare, la Corte di Cassazione, ha disposto che, il socio amministratore di una SRL, che svolga sia la funzione di referente e supervisione per i clienti e i fornitori ed inoltre, proceda ad assumere il personale, non è dovuta l’iscrizione alla Gestione commercianti, è, infatti, sufficiente l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Vediamo nel dettaglio quali sono le conclusioni fornite dalla Corte di Cassazione.

Amministratori e soci SRL

Caso sottoposto alla Corte di Cassazione

Il caso sottoposto al vaglio della Corte di Cassazione, riguarda il socio e amministratore di una SRL il quale ha ricevuto una cartella di pagamento avente ad oggetto il pagamento dei contributi dovuti all’Inps, gestione commercio per l’attività svolta nell’ambito della società di cui era presidente del consiglio di amministratore e amministratore e come tale già iscritto alla gestione separata presso l’INPS.

Il co. 208 dell’art. 1 I. 662/96, chiarisce la Corte che, non ha introdotto alcun principio di alternatività tra l’iscrizione alla gestione commercianti e l’iscrizione alla Gestione separata e che:

le contemporanee iscrizioni presso le due gestioni si fondano su titoli diversi: la percezione di redditi di lavoro autonomo, come amministratore della società, e la percezione di redditi di impresa, in qualità di socio che partecipa al lavoro aziendale, nel caso della gestione commercianti, sì che non può ipotizzarsi una duplicazione di contribuzione, che il legislatore ha inteso evitare con il comma 208 sopra citato

Prosegue poi la Corte, una pronuncia delle Sezioni Unite, (sentenza n. 3240 del 13/02/2010) in cui, avevano sancito che, nel caso di contemporaneo svolgimento di attività operativa e posizione di amministratore, sussisteva l’obbligo di iscrizione in un’unica gestione, ossia l’attività considerata prevalente.

Il legislatore è successivamente intervenuto, escludendo, per i rapporti di lavoro per i quali è prevista l’iscrizione alla gestione separata, la regola dell’unicità dell’iscrizione, che resta possibile solo per le attività autonome esercitate in forma d’impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti.

Nel riesaminare la questione, con sentenza n. 17076 dell’8 agosto 2011, le Sezione Unite, hanno riconosciuto all’intervento del legislatore la natura di norma effettivamente di interpretazione autentica ed hanno fornito alla questione una soluzione giuridica difforme rispetto alla precedente.

La soluzione è stata successivamente confermata nell’orientamento recepito in numerose pronunce di questa Corte secondo cui :

“In caso di esercizio di attività in forma d’impresa ad opera di commercianti, artigiani o coltivatori diretti, contemporaneo all’esercizio di attività autonoma per la quale è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata ex art. 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, ai sensi dell’art. 1, comma 208, della legge n. 662 del 1996, autenticamente interpretato dall’art. 12, comma 11, del d.l. n. 78 del 2010, conv. in legge n. 122 del 2010, non opera la “fictio iuris” dell’unificazione della contribuzione sulla base del parametro dell’attività prevalente, ma vale il principio della doppia iscrizione. Ne consegue che il socio di una società a responsabilità limitata, che svolge per la società stessa attività di lavoro autonomo, quale collaboratore coordinato e continuativo, è soggetto a doppia contribuzione, presso la gestione separata per i compensi di lavoro autonomo e presso la gestione commercianti per il reddito d’impresa”.

Esclusione doppia contribuzione

Pertanto, la regola espressa dalla norma risultante dalla disposizione interpretata (L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 208) e dalla disposizione di interpretazione autentica (D.L. 31 maggio 2010, n. 78, art. 12, comma 11) è che, l’esercizio di attività di lavoro autonomo, soggetto a contribuzione alla Gestione separata, accompagnata all’esercizio di un’attività di impresa commerciale, artigiana o agricola, non è regolato dal principio dell’attività prevalente.

Chiarisce la Corte, che sono due attività distinte e autonome.

Per quanto riguarda la fattispecie in esame, la Corte di Cassazione, chiarisce che, ciò ce, avrebbe giustificato una doppia iscrizione avrebbe dovuto essere diverso e distinto da quello di amministratore, e nella fattispecie, lo svolgimento dell’attività di supervisione, la funzione di referente per i clienti e fornitori o l’avere assunto un dipendente rientravano tutte nelle competenze dell’amministratore.

La Corte ha quindi stabilito che, l’attività svolta è quella di amministratore, per la quale vige il solo obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS.

Spetta all’INPS l’onere di provare la “partecipazione diretta all’attività materiale ed esecutiva dell’azienda” qualora voglia iscrivere il socio e amministratore di una SRL alla gestione commercianti.

Avviso importante:
Fiscomania.com ha raccolto, con ragionevole cura, le informazioni contenute in questo sito. Il materiale offerto è destinato ai lettori, solo a scopo informativo. Quanto letto non può in nessun caso sostituire una adeguata consulenza o parere professionale che rimane indispensabile. Si prega di leggere i nostri Termini e condizioni e l’informativa sulla privacy prima di utilizzare il sito. Tutto il materiale è soggetto alle leggi sul copyright. Fiscomania.com non accetta alcuna responsabilità in relazione all’utilizzo di tale pubblicazione senza la collaborazione dei suoi professionisti.

Lascia una Risposta

Scrivi il tuo commento
Inserisci il tuo nome