addio pensione di reversibilità

L’OCSE nel suo Economic Survey destinato all’Italia al fine di facilitare la ripresa economica post-pandemica del paese, indirizza il Governo a rivedere le proprie spese, facendo dei tagli sul sistema pensioni. Nel mirino ci sono la pensione di riversibilità e Opzione donna.

La pensione di reversibilità è un sussidio pensionistico disposto a favore del coniuge o parente superstite di un pensionato defunto. Essa, dunque, è un diritto del coniuge o della persona unita civilmente con il cittadino deceduto, non direttamente del dante causa. Tra gli aventi diritto sono inclusi i coniugi divorziati nel momento in cui sono titolari di un assegno di divorzio, con alcuni precisi criteri per l’accesso. Per beneficiare della pensione di reversibilità, esistono comunque dei requisiti stringenti. 

L’osservazione effettuata dall’OCSE è che possono beneficiare della pensione di reversibilità anche individui molto lontani dall’età pensionabile, tuttavia, sarebbe auspicabile introdurre dei nuovi “paletti” al fine di considerare l’età del beneficiario della pensione. Secondo alcuni dati, rispetto agli altri paesi dell’area OCSE in cui la spesa media per le pensioni di reversibilità è di circa l’1%, in Italia la spesa media ammonta al 2,5%. 

Per maggiori approfondimenti sulla Pensione di reversibilità: “Pensione di reversibilità: quando spetta?”


Addio alla pensione di reversibilità?

L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha suggerito di effettuare alcune modifiche al nostro sistema pensionistico, in particolare sulla pensione di reversibilità e la cosiddetta Opzione donna, la quale consente alle donne di andare in pensione con 35 anni di contributi versati.

Le pensioni di reversibilità, secondo l’OCSE, sono considerate eccessivamente onerose, soprattutto qualora vengano corrisposte a chi è lontano dall’età pensionabile. La pensione di reversibilità è un sussidio pensionistico disposto a favore del coniuge o parente superstite di un pensionato defunto. Essa, dunque, è un diritto del coniuge o della persona unita civilmente con il cittadino deceduto, non direttamente del dante causa. Tra gli aventi diritto sono inclusi i coniugi divorziati nel momento in cui sono titolari di un assegno di divorzio, con alcuni precisi criteri per l’accesso. Per beneficiare della pensione di reversibilità, esistono comunque dei requisiti stringenti. 

Secondo alcuni dati, rispetto agli altri paesi dell’area OCSE in cui la spesa media per le pensioni di reversibilità è di circa l’1%, in Italiala spesa media ammonta al 2,5%. 

Cosa accadrà post Quota 100?

L’OCSE è d’accordo anche sullo stop definitivo di Quota 100, previsto per il 31 dicembre 2021 termineranno i tre anni di sperimentazione, in quanto è ritenuta essere eccessivamente onerosa.

Oltre al taglio della Quota 100 il consiglio dell’OCSE è di tagliare anche Opzione Donna, considerata eccessivamente oneroso per le casse dello Stato. Opzione Donna rivolto in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome dando la possibilità di andare in pensione con 57 anni di età per le lavoratrici dipendenti e 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti e con almeno 35 anni di contributi. 

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