Applicazione dell’imposta di bollo di € 2,00 su fatture elettroniche “senza IVA” di importo superiore a € 77,47. Bollo anche per le ricevute fiscali. Tutte le informazioni utili in questa guida per l’applicazione del bollo su fatture elettroniche e ricevute fiscali.

Uno degli aspetti collegati all’emissione di un Fattura Elettronica o di una Ricevuta Fiscale è l’applicazione dell’imposta di bollo.

Si tratta di un aspetto particolare che spesso genera errori, o dimenticanze. Per questo motivo ho deciso di dedicare questa guida ad approfondire tutti gli aspetti che riguardano il bollo su Fatture Elettroniche e su Ricevute fiscali.

Quando ci troviamo a dover emettere una Fattura o una Ricevuta Fiscale dobbiamo fare attenzione ai casi nei quali è obbligatorio apporre la Marca da Bollo nella misura fissa.

Le Fatture emesse da soggetti passivi del tributo (professionisti e imprese) sono soggette a imposta di bollo, quando non è prevista l’applicazione dell’IVA.

Per le Ricevute,  invece, soltanto quelle fiscali, emesse da operatori economici, sono soggette all’applicazione del bollo. In tutti gli altri casi, la ricevuta non fiscale non è soggetta ad applicazione dell’imposta di bollo.

In questo articolo voglio aiutarti a capire quando sei tenuto ad applicare l’imposta di bollo su Fatture Elettroniche e Ricevute Fiscali.

Ti spiegherò anche come riaddebitare il costo del bollo al tuo cliente, e le eventuali sanzioni per la mancata applicazione dell’imposta di bollo.


IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE ELETTRONICHE E RICEVUTE FISCALI

L’imposta di bollo, nella misura di € 2,00 è dovuta dagli operatori economici, nelle seguenti categorie di documenti fiscali:

  • Le Fatture, emesse in formato elettronico o cartaceo.
  • Le Ricevute Fiscali, ovvero documenti emessi per quietanza di pagamento, a liberazione di una obbligazione pecuniaria.

Questo è quanto prevede l’articolo 13 della Tariffa allegata al DPR n 642/72.

Al contrario, l’imposta di bollo non è dovuta nei seguenti casi:

  • Quando la somma dei beni o servizi venduti non supera (complessivamente) la soglia di € 77,47. Questo a meno che si tratti di ricevute o quietanze rilasciate a saldo per somma inferiore al debito originario, senza l’indicazione di questo o delle precedenti quietanze, ovvero rilasciate per somma indeterminata;
  • Per la quietanza o ricevuta apposta sui documenti già assoggettati all’imposta di bollo o esenti;
  • Per le quietanze apposte sulle bollette di vendita dei tabacchi, fiammiferi, valori bollati, valori postali e dei biglietti delle lotterie nazionali.

Vediamo, quindi, i principi che regolano l’applicazione dell’imposta di bollo su fatture e ricevute.


ALTERNATIVITÀ TRA IVA ED IMPOSTA DI BOLLO

L’imposta sul valore aggiunto (IVA) e l’imposta di bollo sono imposte tra loro alternative. Questo è quanto prevede l’articolo 6 della Tabella (allegato B) al DPR n 642/72.

Quando le fatture, le ricevute, le quietanze, le note, i conti, le lettere e i documenti di addebitamento o di accreditamento riguardano pagamenti di corrispettivi assoggettati ad IVA, gli stessi sono esenti dall’imposta di bollo.

Al contrario, nel caso in cui il documento rechi una prestazione imponibile IVA, non deve mai essere applicata l’imposta di bollo. Questo come regola generale.

Ad esempio, prendi il caso di una fattura emessa da un soggetto che applica un regime fiscale per il quale non si applica l’IVA.

Può essere il caso dei soggetti in regime forfettario. In questo caso l’imposta di bollo deve essere apposta sul documento da parte del soggetto passivo.

Stessa cosa nelle ricevute dei medici e dei soggetti che prestano attività sanitarie.

Vi è l’obbligo di applicare l’imposta di bollo, su ogni documento (ricevuta) rilasciato ai clienti se supera la soglia di € 77,47.


IN QUALI CASI NON SI APPLICA LA MARCA DA BOLLO?

In particolare, l’esenzione dell’imposta di bollo opera:

  • Quando l’IVA è esposta sul documento;
  • Quando viene riportata una dicitura che affermi che il documento è emesso con riferimento al pagamento di corrispettivi assoggettati ad IVA;
  • Per le fatture relative a esportazioni di merci (sia dirette, sia triangolari);
  • Tutte le fatture relative a operazioni intracomunitarie;
  • Per le fatture con Iva assolta all’origine. Come nel caso della cessione di prodotti editoriali;
  • Per le operazioni in reverse charge (Circolare n. 37/E/2006 Agenzia delle Entrate).

QUANDO DEVE ESSERE APPLICATA L’IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE

Viceversa, sono soggette a imposta di bollo tutte le fatture (o documenti) emessi sia in forma cartacea sia in forma elettronica che abbiano un importo complessivo superiore a € 77,47 non gravato da IVA.

Vediamo il riepilogo nella seguente tabella.

FATTISPECIEBOLLO
Operazione imponibile IVA (4%, 10%, 22%)NO
Articolo 17: Inversione Contabile “nazionale” (rottami, subappalti edilizia, cessioni di CPU e cellulari) NO
Articolo 17-ter: Split Payment (scissione dei pagamenti alla Pubblica Amministrazione) NO
L’Articolo 74: IVA assolta all’origine (editoria, ricariche telefoniche) NO
Operazioni ESENTI ex articolo 10 DPR n 633/72SI
Operazioni NON IMPONIBILI ex articolo 8, 9 e articolo 6, comma 5, DL 331/93. Esportazioni dirette e indirette, servizi internazionali, cessioni di beni intra-comuniatarie, bollette doganali.NO
Articolo 8 c) e 8 bis: esportatori abituali e operazioni assimilate a esportazioni SI
Operazioni ESCLUSE ex articolo 15: spese in nome e per conto, interessi di mora, etc… SI
Articolo 2,3,4,5,7: operazioni fuori campo IVA (ricevute per prestazioni occasionali, servizi intracomunitari resi, etc…) SI
Articolo 1 commi 54-89 L. 190/2014 e s.m.: operazioni in franchigia da IVA (regime forfettario) SI
Articolo 27 commi 1 e 2 D.L. 98/2011 : operazioni non soggette ad IVA (regime di vantaggio – minimi) SI

IL BOLLO SU FATTURE MISTE

Può accadere il caso di fatture i cui importi sono in parte soggetti ad IVA ed in parte non assoggettati.

Pensa al classico caso del professionista che inserisce in fattura il suo compenso ed anche anticipazioni effettuate in nome e per conto del cliente. In questo caso, parte della fattura è soggetta ad IVA, mentre le anticipazioni sono escluse, ex articolo 15.

In questo caso, ai fini dell’applicazione dell’imposta di bollo si deve considerare l’importo non assoggettato ad IVA.

Questo significa che se la quota di spese in nome e per conto supera la soglia di € 77,47, è necessario applicare l’imposta di bollo in fattura.

Questo è quanto prevede la Risoluzione n. 98/E/01 Agenzia delle Entrate.

IL BOLLO SU COPIE CONFORMI DI FATTURE

Talvolta può capitare che per diversi motivi (mancato recapito, perdita, o altro) sia necessario inviare nuovamente un documento precedentemente emesso.

In tal caso, la “copia conforme” segue il medesimo trattamento del documento originale: se la fattura era assoggettata a bollo, lo sarà anche la copia, se la fattura non lo era, non lo sarà neppure la copia.


PAGAMENTO DELL’IMPOSTA DI BOLLO SULLE FATTURE ELETTRONICHE

A decorrere dalle fatture elettroniche emesse dall’1.1.2019, per l’assolvimento dell’imposta di bollo di ciascun trimestre il versamento deve essere effettuato entro il giorno 20 del mese successivo.

Questo è quanto prevede l’articolo 6, comma 2, del DM 17.06.2014 (modificato ad opera del DM 28.12.2018).

FATTURE EMESSE NELTERMINE VERSAMENTO BOLLO
Primo trimestre16 Aprile
Secondo trimestre16 luglio
Terzo trimestre16 ottobre
Quarto trimestre16 febbraio n+1

A tal fine è previsto che, sulla base dei dati relativi alle fatture transitate per il SdI, l’Agenzia delle Entrate:

  • Comunica, nell’area riservata del proprio sito Internet, l’ammontare dovuto;
  • Mette a disposizione il modello F24 precompilato. Questo qualora il contribuente scelga di effettuare il versamento con tale modalità in luogo dell’addebito diretto sul c/c bancario o postale.

La messa a disposizione del calcolo del bollo su fatture e del modello F24 di pagamento si trova:

  • Nell’area riservata della Sezione “Fatture e corrispettivi”, la funzione “Pagamento imposta di bollo”;
  • Con la Risoluzione n 42/E/2019 l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento dell’imposta di bollo con il modello F24.

CODICI TRIBUTO PAGAMENTO BOLLO SU FATTURE ELETTRONICHE

Con la Risoluzione n 42/E/2019 sono stati istituiti i seguenti codici tributo da utilizzare per il versamento tramite il modello F24.

CODICE TRIBUTODESCRIZIONE
2521Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – primo trimestre – art. 6, DM 17.6.2014
2522Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – secondo trimestre – art. 6, DM 17.6.2014
2523Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – terzo trimestre – art. 6, DM 17.6.2014
2524Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – quarto trimestre – art. 6, DM 17.6.2014
2525Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6, DM 17.6.2014 – SANZIONI
2526Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – art. 6, DM 17.6.2014 – INTERESSI

In particolare, ai fini in esame:

  • Deve essere utilizzata la Sezione “Erario”;
  • Quale “anno di riferimento” va indicato l’anno cui si riferisce il versamento.

Contestualmente, l’Agenzia delle Entrate rammenta che i codici tributo per il versamento dell’imposta di bollo dovuta su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari, che va assolta entro 120 giorni dalla fine del periodo d’imposta, sono i seguenti.

CODICE TRIBUTODESCRIZIONE
2501Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – art. 6, DM 17.6.2014
2502Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – art. 6, DM 17.6.2014 – SANZIONI
2503Imposta di bollo su libri, registri ed altri documenti rilevanti ai fini tributari – art. 6, DM 17.6.2014 – INTERESSI

RIADDEBITO DELL’IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE

In alcuni casi chi emette il documento non desidera sopportare il costo della bollatura, quando questa è obbligatoria.

In questi casi la procedura da adottare è quella che prevede l’addebito dell’importo del bollo nella fattura del cliente.

Il riaddebito dell’imposta di bollo è possibile. Tuttavia, questo deve essere espressamente previsto nel contratto stipulato tra le parti.

Questo significa che senza accordo tra le parti deve essere il soggetto emittente ad apporre sul documento l’imposta di bollo e nel caso, questi, ha la possibilità di richiedere al cliente il riaddebito dell’importo.

Nella fattura elettronica questo è possibile andando a modificare il file Xml per il “riaddebito bollo“.

VALORI BOLLATI E IMPOSTE DIRETTE

I costi sostenuti per l’acquisto di valori bollati e postali sono deducibili dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo,  se documentati e se correttamente indicati in Conto economico.

Al fine di poter considerare deducibile il costo del bollo è necessario avere l’apposita distinta di acquisto, con l’indicazione dei valori acquistati.

Per quanto riguarda il bollo su fatture elettroniche è necessario la quietanza di avvenuto pagamento.


SANZIONI MANCATA APPLICAZIONE IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE

Per l’omesso, insufficiente o irregolare versamento dell’imposta di bollo dovuta, si applica la sanzione amministrativa prevista dall’articolo 25 del DPR n 633/72.

Tale norma prevede:

In caso di omesso, insufficiente o irregolare versamento dell’imposta di bollo dovuta, si applica la sanzione amministrativa, per ogni fattura irregolare, di un importo da 1 a 5 volte l’imposta evasa

Ti consiglio di tenere bene a mente non soltanto le regole su quando si applica la marca da bollo sulle ricevute fiscali, ma anche su quali sono le regole riguardanti la conservazione dei documenti da esibire in caso di controlli fiscali.

Oltre a dover applicare la marca da bollo da € 2,00 su ogni fattura o ricevuta fiscale originale consegnata al cliente, è necessario:

  • Fare una fotocopia di fattura o ricevuta fiscale soggetta ad imposta di bollo da conservare per la propria contabilità;
  • Conservare e registrare in contabilità la ricevuta di acquisto dei valori bollati riferiti alle marche da bollo applicate. Questo aspetto ti permetterà di poterti dedurre fiscalmente il costo di acquisto della marca da bollo.

IMPOSTA DI BOLLO ASSOLTA IN MANIERA VIRTUALE

Per alcuni documenti ed atti, l’imposta di bollo può essere assolta in maniera virtuale. Questo avviene tramite preventiva autorizzazione bollata presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di competenza. Attualmente è prevista la presentazione di un modello telematico all’Agenzia delle Entrate.

Deve essere indicato il numero stimato di atti e documenti emessi/ricevuti nel corso dell’anno, per i quali si chiede l’autorizzazione all’assolvimento in modo virtuale.

Questo è quanto prevede l’articolo 15 del DPR n 642/72 e successivi decreti attuativi.

Il predetto modello va utilizzato per:

  • Compilare la dichiarazione relativa all’imposta di bollo assolta in modo virtuale relativa agli atti ed i documenti emessi nell’anno precedente e, nell’ipotesi di rinuncia all’autorizzazione, per il periodo compreso tra il primo gennaio e il giorno da cui ha effetto la rinuncia;
  • Esprimere la volontà di rinunciare all’autorizzazione;
  • Effettuare l’opzione relativa al pagamento, con modalità virtuale, dell’imposta di bollo per gli assegni circolari.

LIQUIDAZIONE DELL’IMPOSTA DI BOLLO VIRTUALE

L’Ufficio a seguito dell’autorizzazione liquiderà provvisoriamente l’imposta di bollo in base a quanto dichiarato.

La liquidazione avviene con suddivisione dell’importo totale in rate uguali da versare alla fine di ogni bimestre solare, dalla data di autorizzazione fino a fine anno.

Ad esempio: richiesta di autorizzazione a febbraio anno “n”, fatture da emettere nell’anno “n” stimate 1.000, imposta di bollo su fatture liquidata pari a € 2.000 €, 6 rate bimestrali di € 200 a partire da febbraio.

Entro il 31 gennaio di ogni anno, deve essere presentata la Dichiarazione annuale dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale.

Nella dichiarazione annuale deve essere indicato il numero e la tipologia degli atti e documenti emessi nell’anno precedente, distinti per voce di tariffa, e altri elementi utili.

Ad esempio si indicherà nella Tabella A della dichiarazione il codice 25 per fatture, ricevute, note, conti e simili documenti.

La Dichiarazione è la base di calcolo per la liquidazione definitiva a consuntivo:

  • Dell’imposta di bollo complessivamente dovuta per l’anno di riferimento e
  • Per la liquidazione provvisoria dell’anno in corso.

L’imposta definitiva a credito o a debito verrà inserita nel versamento della rata bimestrale di febbraio o di aprile.

Il versamento si effettua con modello F24 con i codici tributo 2505 per le rate bimestrali, 2506 per l’acconto, 2508 per eventuali interessi, approvati con Circolare 12/E del 2015.

Eventuali eccedenze di imposta di bollo virtuale non sono compensabili come crediti.

Come chiarito dalla Circolare 16/E del 2015, questa modalità appena descritta, non si applica alle fatture elettroniche e più in generale ai documenti elettronici rilevanti ai fini fiscali.


IMPOSTA DI BOLLO SU FATTURE E RICEVUTE: CONCLUSIONI

In questo articolo ho cercato di indicarti il funzionamento dell’imposta di bollo su fatture e ricevute fiscali.

Particolare attenzione deve essere data dal fatto che l’applicazione dell’imposta di bollo virtuale non può essere applicata sulla fattura elettronica. L’assolvimento del bollo su questo tipo di fatture ha una procedura propria.

Se hai dubbi riguardanti l’applicazione dell’imposta di bollo, lascia un commento di seguito. Ti risponderò nel più breve tempo e potrai risolvere i tuoi dubbi.

Potrai contare sulla consulenza di un professionista preparato.

93 COMMENTI

  1. Salve
    Avrei una domanda: cosa significa che si è esenti dal bollo “per le fatture con IVA assolta all’origine, come nel caso della cessione di prodotti editoriali;”?
    Caso pratico: ricevuta scritta dall’autore per ricevere il compenso dalla casa editrice a seguito della vendita del suo libro. Se la fattura è inferiore a 77.47 € l’autore non deve mettere la marca da bollo, ma se è superiore?
    Cordiali saluti

  2. Salve,
    i contribuenti minimi devono apporre la marca da bollo da €. 2 in fattura, a prescindere dall’attività esercitata. Non fa alcuna differenza se di vendono beni o se si prestano servizi. La marca da bollo è dovuta in quanto i contribuenti minimi sono esclusi dall’applicazione dell’Iva.

  3. Buongiorno la settimana scorsa ho aperto la P.Iva regime forfettario vendita al dettaglio profumi, per il primo periodo non vorrei comprare il misuratore fiscale e fare ricevute fiscali prenumerate (quelle registrate comprato da Buffetti), l’agenzia delle entrate mi ha detto che per importi superiori a 77,47euro la normativa non è chiara se apporre la marca da 2 euro o meno….. il blocchetto delle ricevute sostituisce il registratore che non ha l’obbligo di imposte aggiuntive.
    Grazie mille

  4. Salve,
    lei è un operatore economico che sta emettendo delle ricevute “fiscali” sulle quali non deve essere apposta da marca da bollo, in quanto sostituiscono la tenuta del misuratore fiscale. Su tali ricevute dovrà apporre marca da bollo solo nel caso in cui lei dovesse effettuare un’operazione esente da Iva. Nel suo caso, effettuando attività di vendita di profumi, soggetta a Iva, le ricevute che emette sono da rilasciare senza marca da bollo.

  5. Salve,
    Cosa succede se solo dopo tanto tempo ci si accorge di aver omesso la marca da bollo su alcune fatture consegnate al cliente ? Come si può risolvere il problema?

  6. Salve, è sempre possibile usufruire del ravvedimento operoso, e versare l’importo delle marche da bollo omesse con sanzioni e interessi utilizzando il modello F23.

  7. Buongiorno,
    chiedevo chiarimenti sulle modalità di emissione di ricevute /fatture con marca di bollo.
    Parlando con vari professionisti (non medici, detesto quando gli stessi rilasciano la ricevuta senza bollo lasciando a me l’onere di comprare e inserirla la marca di bollo ovviamente con data posteriore alla ricevuta) ho notato c’è chi la inserisce compresa nel prezzo però scarica il costo dell’acquisto dalle spese e c’è chi indica l’importo della prestazione + costo bollo pari al prezzo concordato.
    Cioè nel primo caso fattura di 100 euro comprensivo di bollo e inserimento del bollo nella spese in dichiarazione.
    Nel secondo caso fattura di 98 euro prestazione+ 2 euro bollo= 100 prestazione. Nella dichiarazione riportano 98 senza includere ovviamente i bolli nelle spese.
    Sono ambedue corretti?

    La ringrazio dell’attenzione

    Stefano

  8. Salve, le procedure sono entrambe corrette. La cosa importante è l’applicazione della marca da bollo sul documento. Un documento rilasciato senza marca da bollo, con l’addebito al cliente delle €. 2,00 è veramente un comportamento pessimo. Il professionista può scegliere se addebitare il costo della marca al cliente, nel caso prestazione 100 + 2 di bollo, oppure scorporare dal compenso il bollo, 98 + 2 di bollo. Oppure ancora il professionista può anche decidere di emettere semplicemente il documento con la marca da bollo senza addebitare niente al cliente. Se non si addebita niente al cliente è possibile dedursi il costo della marca da bollo, altrimenti se si chiede il rimborso della marca e si addebitano i 2 euro, allora il costo della marca non può essere dedotto.

  9. Buongiorno,
    volevo sapere se il metodo che ha indicato per dedurre i costi della marca da bollo, ovvero di mettere in fattura solo l’importa della prestazione senza addebitare al cliente i 2€ della marca da bollo, è valido anche nel regime nei minimi.
    In particolare le chiedo se la seguente procedura è corretta:
    – nella descrizione della fattura inserisco solo l’importo della prestazione
    – stampo una copia dove applico la marca da bollo e la consegno al cliente
    – stampo un’altra copia dove non applico la marca da bollo, ma aggiungo in fondo la dicitura “Marca da bollo sull’originale” e la conservo nel mio archivio.

    Sempre al fine della deduzione dei costi della marca da bollo è sufficiente chiedere al tabaccaio una ricevuta dell’acquisto oppure devo espressamente richiedere una fattura fiscale dove compare la mia partita Iva?

    La ringrazio

  10. La procedura è corretta, è sufficiente farsi rilasciare una ricevuta. Solitamente si arriva già con un foglio intestato con i dati anagrafici e la partita Iva del professionista e l’importo delle marche da acquistare. Il tabaccaio mette soltanto il proprio timbro sul foglio a conferma dell’acquisto effettuato.

  11. Buonasera,
    vorrei sapere se bisogna applicare la marca da bollo anche da parte degli organizzatori di un congresso scientifico per rilasciare una ricevuta di iscrizione ai partecipanti. La quota di iscrizione è superiore ai 77,47 euro.
    Grazie per l’assistenza
    Maria Grazia

  12. Buongiorno,
    volevo sapere se, per le fatture dove è necessario applicare la marca da bollo, è possibile consegnarle tramite posta elettronica (ad esempio come allegato pdf) oppure se è obbligatorio consegnare la copia cartacea.

  13. Salve, le fatture possono essere inviate anche tramite posta elettronica, nel caso la marca da bollo deve essere non apposta fisicamente ma deve essere inserito il codice identificativo univoco indicato sulla marca da bollo.

  14. Mi scusi, ma non mi è chiara qual è la procedura corretta.
    Quando devo applicare una marca da bollo di solito creo due versioni: quella dove applico il valore bollato che consegno al cliente fisicamente e una dove aggiungo la scritta “marca da bollo sull’originale” che tengo io.
    Speravo che, per l’invio tramite posta elettronica, bastasse inviare al cliente una scansione della versione dove è stata applicata la marca da bollo.

    Da quello che dice lei mi sembra di aver capito che la marca da bollo non va applicata fisicamente su nessuna versione, mi sembra un po’ strano.

  15. Il cliente deve ricevere la marca da bollo, la cosa migliore è l’invio per posta dell’originale. Gli altri sono metodi alternativi, che non sanano al 100% la procedura corretta.

  16. Buongiorno,
    volevo sapere se è possibile applicare la marca da bollo all’originale, dopo avere prodotto la fattura senza incorrere in sanzioni (regime dei minimi)

    Ringrazio per la risposta
    Cordialmente

    Cordialmente

  17. Salve, mi risulta che per i pagamenti del canone d’affitto attraverso bonifico bancario, che riporti nella causale precisamente i mesi si riferimento e gli estremi del contratto, non sia obbligatorio da parte del percettore emettere la ricevuta, in quanto il pagamento risulta già documentato dalla stessa ricevuta del bonifico. Pertanto in questo caso l’affitto non viene gravato dall’imposta di bollo di 2 euro. E’ corretto? Grazie della risposta. Marina.

  18. Quanto afferma è corretto. Tuttavia, se l’inquilino richieda la ricevuta, allora con l’emissione della stessa si rende obbligatoria l’apposizione della marca da bollo.

  19. Buongiorno,premetto che faccio poche ricevute con importo superiore a 77,47 euro ,per alcune ricevute comprai le marche (li compro a fasce di 10) ma ho dimenticato di apporle,ora non li trovo e subito sono andata a comprarle nuovamente ,vado incontro a sessioni amministrative? Ma la ricevuta che devo conservare io per la dichiarazione dei redditi non deve essere l’originale? Quella con la marca di due euro apposta … per interterci…

  20. Buongiorno,
    una delle possibilità di applicare il costo della marca al cliente è, nel caso prestazione pari a 100, scorporare dal compenso il bollo, 98 + 2 di bollo. In questa maniera il cliente paga quanto concordato e si inserisce nei redditi direttamente 98 senza detrarre gli acquisti delle marche da bollo.
    Nella Certificazione Unica che invia il cliente l’anno dopo dovrebbe essere riportato 98 o 100?
    Nel caso riporti 100, sulla mia dichiarazione dei redditi devo riportare 100 per evitare differenze o posso riportare 98?

    Grazie per la risposta

    Alessandra

  21. Grazie per la rapida risposta, quindi con l’esempio riportato il cliente certifica 100 sul CU mentre io dovrei poter inserire nella dichiarazione dei redditi 98 e non 100 senza dover allegare documentazione come la distinta di acquisto dei valori bollati.
    Grazie ancora
    Alessandra

  22. Dovendo fare una Eco Addominale, per problemi di deambulazione e nonostante varie esenzioni tra le quali V01, mi stavano prenotando per aprile 2018. Pagando, invece, dopo 4 giorni sono andato nell’ospedale della città dove vivo. Non solo la visita era 85 euro ma mi sono visto applicare altri 2 euro di bollo. Che neppure si vede sulla ricevuta. Il bollo, non è un altro sistema per il Governo, per derubare i cittadini italiani?

  23. Salve, io ho un dubbio. Su una fattura di 75€ a cui si aggiunge il contributo integrativo del 4% di 3€ per un totale di 78€ ci vuole la marca da bollo di 2€ o per l’applicazione conta solo l’importo della prestazione di 75€?
    Grazie

  24. Ho portato in dichiarazione anno 2016 alcune ricevute del dentista di 100 euro e 2 di bollo per un tot. di 102. Io ho pagato con bancomat 100 euro e non ho messo il bollo. Sul 730 mi dicono che sono stati calcolati i soli 100 euro ma in che sanzione incorro? È responsabilità mia mettere il bollo? E per le ricevute del 2017 metto il solo bollo da 2 euro o ci sono delle sanzioni da aggiungere?

  25. Buongiorno,
    grazie per questo articolo!
    Ho due quesiti (di cui uno credo di conoscerne già la risposta leggendo i vari commenti, ma ne vorrei la conferma):
    1. La fattura con la marca da bollo va consegnata al cliente e io mi posso tenere una fotocopia (fattura+marca da bollo)?

    2. E’ giusto apporre in fattura una marca da bollo con data antecedente a quella di fattura (abitualmente compro un tot. di marche da bollo e le uso man mano…)?

    Grazie per l’attenzione, buona serata.

  26. Buon giorno a tutti. Esercizio commercio abbigliamento al dettaglio in regime forfettario. E’ chiaro che sulle fatture e ricevute fiscali superiori a 77 va applicata la marca da bollo, ma se emetto solo scontrini con il registratore di cassa? come ci si comporta con gli scontrini che superano i 77 euro? com’è la regola in questo caso?

  27. Buongiorno, ho emesso 2 fatture a fine luglio 2017 ma esse non sono mai arrivate al mio cliente. Ora mi trovo nella condizione che devo rimandarle ma non ho Marca da Bollo antecedenti. La fattura è del 28 Luglio e le marche da bollo sono di settembre…che faccio? Sono passati 2 mesi. Appongo un doppio bollo? E le rispedisco?

  28. Buongiorno,
    emetto una fattura per prestazioni esenti Iva art.10 per € 100,00, applico il dovuto bollo di € 2,00, per un totale di €102,00.
    COn quale articolo di esenzione devo registrare in contabilità gli € 2,00 del bollo?

    Grazie.

  29. Buongiorno!
    Il dentista mi ha rilasciato diverse fatture del tipo: “acconto prestazione”…200 euro + 2 di bollo…tot 202. Solo ieri mi ha specificato che spetta a me apporvi il bollo. Il problema è che le marche da bollo che acquisterei oggi riportano una data posteriore a quella delle fatture. Posso apporre le marche di oggi (pur con data successiva) e portare in detrazione le fatture o incorro in sanzioni e se si di che tipo (considerando che l’importo complessivo delle prestazioni supera i 1000 euro potrebbe comunque valerne la pena). Grazie.

  30. Non è corretto quello che dice il medico. Il bollo è a carico congiuntamente di chi emette il documento (medico) e di chi lo riceve (paziente). E’ una facoltà del paziente chiedere al medico l’applicazione del bollo sulla ricevuta. Se il medico decide di non apporre il bollo, allora sarà onere del paziente apporlo con data precedente a quella di emissione del documento. Altrimenti ci sono le sanzioni indicate nell’articolo. Sanzioni che saranno comminate ad entrambi, perché entrambi sono responsabili del pagamento del bollo.

  31. Salve,
    gestisco un sito e-commerce di vendita indiretta con regime forfettario. Con la vendita telematica non sono obbligato ad emettere fattura salvo richiesta del cliente e devo annotare tutto nel registro dei corrispettivi.
    Il bonifico e gli altri metodi di pagamento telematici possono valere anche come ricevuta di avvenuto pagamento? In questo modo posso evitare l’emissione delle ricevute e di conseguenza anche l’imposta di bollo da 2 euro.

    Grazie

  32. Gentile Dott. Migliorini,
    il mio dubbio è se il bollo contribuisce al reddito del professionista (ad es. in regime dei minimi) o se è escluso.

    Grazie
    Francesco

  33. Salve Francesco, la richiesta del rimborso del bollo in fattura deve essere fatturata dal professionista. In regime dei minimi è poi possibile portare in deduzione dal reddito il costo della marca (attraverso l’apposita certificazione). In pratica il reddito tassato è al netto del costo. In regime forfettario non ci sono costi analitici, quindi il costo è quello forfettario.

  34. Buongiorno
    associazione aps
    – emettiamo ricevute per attività istituzionali. devono essere ricevute fiscali soggette a bollo per importi >78€?
    o basta la ric non fiscale non soggetta a bollo?
    – le ricevute devono essere per forza cartacee o posso emetterla in digitale?
    – in tal caso il bollo può essere pagato con f24 come per le fatture?
    Grazie

  35. Buonasera Federico,
    ho iniziato a prendere confidenza con il sito Fatture e Corrispettivi AE. Ho inserito alcune fatture tra cui quelle emesse a Google per l’adsense ospitata nel mio sito. Ora ho un dubbio atroce. Come natura operazione ho inserito N6 e riferimento normativo art.41 DL 33/93 comma lett a). Ho fatto bene?
    Fatture come queste sono soggette a bollo? Ti ringrazio

  36. Il riferimento indicato in fattura non è corretto. Questo tipo di fatture è soggetta all’applicazione della marca da bollo. Per capire come emettere correttamente questo tipo di fatture contattami in privato. Ne parleremo insieme in call.

  37. Fino a giugno 2019 emetto ricevute fiscali per operazioni esenti applicando la marca da bollo di 2 euro; a partire da luglio dovrò inviare i corrispettivi telematici, come farò a pagare l’imposta di bollo?

  38. Buongiorno, ma il bollo da 2 euro addebitato in fattura dal professionista al cliente è reddito per il professionista il quale ha dedotto il costo dell’acquisto delle marche? In caso affermativo i 2 euro devono essere assoggettati a ritenuta di acconto irpef nel caso di fattura emessa nei confronti di un soggetto passivo di imposta (società o soggetto individuale con partita iva)? Grazie

  39. Salve ,anche gli artigiani che entrano a fare parte del regime forfettario devono applicare la marca da bollo sulle ricevute fiscali, o solo i medici dentisti ossia coloro che emettono ricevute mediche ecc…

  40. Leggo tutti i giorni di bolli sulle ricevute fiscali ma nessuno cita mai questa legge:
    Art. 13. La ricevuta fiscale di cui all’articolo 8 della legge 10 maggio
    1976, n. 249, e’ esente dall’imposta di bollo.
    LEGGE 29 febbraio 1980, n. 31

  41. Ho attività alberghiera con impresa individuale e regime forfettario. Posso emettere le ricevute tramite il portale “fatture e corrispettivi” dell’AE senza acquistare alcun registratore? Quale aliquota iva devo selezionare? “Non soggette” è corretto? In questo modo avrò l’imposta di bollo maturate direttamente nell’F24 prestampato ad ogni scadenza? Grazie mille

  42. Salve, sugli scontrini elettronici (fatti con RT in regime forfettario) che superano i 77,47euro si paga comunque la marca da bollo? e se si, con quale modalità? grazie in anticipo

  43. Buongiorno, è corretto registrare contabilmente l’F24 per il pagamento dell’imposta di bollo nel conto economico in D “spese bolli” ed in A uscita di banca?
    l’F24 pagato in gennaio riferito al 2019 com è corretto registrarlo?

    Grazie

  44. Salve, sono un artigiano in regime forfettario.
    Sono passato dalle ricevute fiscali cartacee al documento commerciale generato sul sito dell’Agenzia delle entrate, come si fa a inserire l’imposta di bollo?
    L’aliquota da inserire è Esente o Non soggetta?
    Grazie mille

  45. Grazie mille per la precedente risposta Sig Federico, mi tolga un ultimo amletico dubbio….
    Sui documenti commerciali soggetti a imposta di bollo, va specificato qualcosa?
    Va creata una riga che faccia riferimento all’imposta di bollo?
    Grazie infinite

  46. Buongiorno, ho una domanda che mi assilla da giorni. ho emesso una fattura elettronica esente iva di euro 2050,0 ad un cliente estero UE .Essendo esente IVA ho correttamente imputato al cliente le spese di bollo di 2 euro.
    Ho dovuto emettere una NC di 104.50 per storno parziale di fattura.
    Non so come gestire la NC. Le spese di bollo le debbo mettere? Sono a carico mio in quanto debitore?
    Il mio programma di contabilità mi crea una fattura con un imponibile pari a 104.50 ai quali somma 2 euro di spese bollo. per un totale di 106.50 Euro.
    E’ corretto che il cliente mi paghi la differenza di 2050-104.50=1945.50 ? Se si in che conto economico registro i 2 Euro? Spese Bolli?
    altrimenti mi rimarrebbe la partita aperta per 2 Euro

    Grazie.

    Agostino

  47. Salve perfavore mi corregga se stiamo sbagliando.
    Noi facciamo poche ricevute fiscali quindi al momento di passare al telematico non abbiamo comprato il registratore fiscale ma stiamo usando la piattaforma dell’agenzia delle entrate creando direttamente lì la ricevuta… che in realtà si chiamerebbe ora documento commerciale.
    Leggendo le spiegazioni e le sue risposte agli utenti ho capito che il bollo va pagato con f24 periodico anche su questi documenti e non solo sulle fatture. Purtroppo chi ci segue non si sta rivelando molto efficiente… grazie mille della disponibilità

  48. Un professionista in regime forfettario è obbligato ad inserire la marca da bollo di 2 euro in fattura (ovviamente se l’importo della fattura è superiore ad euro 77,47) o può omettere l’indicazione e quindi l’addebito al cliente e pagare l’imposta di bolla in maniera autonoma?

  49. Buongiorno, sono in regime forfettario e compilo la fattura con il sito dell’agenzia delle entrate. Applico il bollo utilizzando la loro procedura. Ma come faccio a riaddebitarlo al cliente? E’ sufficiente che aumento di 2,00€ il totale della fattura?
    Grazie

  50. Salve, su una ricevuta per prestazione sanitaria di importo superiore a € 77,47 il professionista non applicò il dovuto bollo ma ha indicato solo il corrispettivo pagato per la prestazione. Io oggi vorrei applicare la marca che vorrei prendere dal tabaccaio ma di quanto deve essere l’importo ? Grazie

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