Bonus mamme da 480 euro: oggi ultimo giorno per richiederlo, come fare domanda

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Oggi è l’ultimo giorno utile, per presentare le domande per il bonus mamme lavoratrici per il 2025. L’Inps con la Circolare n. 139 del 28 ottobre 2025 ha definito i requisiti e le modalità per accedere al bonus mamme da 40 euro mensili, introdotto dal decreto-legge n. 95/2025.


Le domande all’Inps per il nuovo bonus mamme devono essere presentate entro il 9 dicembre (il 7 cade di domenica, l’8 è un festivo). Le lavoratrici per le quali i requisiti si perfezionano successivamente a questa data, possono presentare la domanda entro il 31 gennaio 2026.

L’importo di 40 euro mensili verrà erogato dall’Inps in un’unica soluzione a dicembre 2025, pertanto la somma sarà di 480 euro annui.

Sono disponibili alcune delle FAQ sul sito dell’Inps. L’INPS, con la circolare n. 139/2025 prima e con il messaggio n. 3289/2025, ha fornito i requisiti e le istruzioni per presentare la domanda.  

Bonus mamme: i requisiti

Il bonus è riservato alle lavoratrici titolari di un reddito da lavoro per il 2025 non superiore a 40.000 euro su base annua.

Possono beneficiarne le lavoratrici dipendenti, sia del settore pubblico che privato, inclusi contratti intermittenti e in somministrazione. L’unica eccezione nel lavoro subordinato riguarda i rapporti di lavoro domestico, che sono esclusi.

Il bonus spetta anche alle lavoratrici autonome, a condizione che siano iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie. Rientrano quindi le iscritte alle casse professionali (relative ai D.Lgs. 509/1994 e 103/1996) e alla Gestione Separata Inps.

Il requisito fondamentale resta il numero di figli. Per le madri con due figli, il bonus è riconosciuto a prescindere dalla tipologia di contratto determinato o indeterminato. Il diritto spetta fino al mese in cui il figlio più piccolo compie il decimo anno di età. Per le madri con tre o più figli, il bonus spetta fino al mese in cui il figlio più piccolo compie il diciottesimo anno di età.

Per le madri con tre o più figli, il bonus non è riconosciuto se la lavoratrice è titolare di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Questo perché, come chiarisce l’INPS, tali lavoratrici beneficiano già dell’esonero totale dei contributi IVS previsto dalla Legge di Bilancio 2024. Pertanto, una madre con tre figli e un contratto a tempo determinato che venga trasformato in indeterminato a settembre 2025, riceverà il bonus da 40 euro fino ad agosto, mentre da settembre perderà il bonus ma accederà all’esonero contributivo totale.

A quanto ammonta il bonus?

L’importo è fissato in 40 euro mensili per ogni mese (o frazione) di vigenza del rapporto di lavoro o di attività autonoma nel 2025. Il tetto massimo annuo è di 480 euro.

Il bonus viene erogato dall’INPS in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2025. Per le domande presentate a ridosso della scadenza, il pagamento potrà slittare, ma avverrà comunque entro febbraio 2026.

Il bonus è esentasse, non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini Irpef e non rileva ai fini della determinazione dell’ISEE.

Come e quando presentare la domanda?

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata entro 40 giorni dalla data di pubblicazione della circolare, avvenuta il 28 ottobre 2025, entro il 9 dicembre (il 7 cade di domenica e l’8 è un festivo). Per le lavoratrici che dovessero maturare i requisiti solo successivamente a tale data, ad esempio per la nascita del secondo figlio a novembre, la finestra per l’invio resta aperta fino al 31 gennaio 2026.

La domanda può essere inoltrata tramite tre canali: Istituti di patronato, utilizzando i servizi offerti dagli stessi. Contact Center Multicanale, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile). Sito istituzionale Inps (www.inps.it), accedendo con la propria identità digitale (SPID livello 2, Cie 3.0 o Cns).

Nella domanda, la lavoratrice dovrà autodichiarare (ai sensi del D.P.R. 445/2000) il possesso di tutti i requisiti: i dati dei figli, lo stato di lavoratrice dipendente o autonoma, il rispetto del tetto di reddito e, nel caso di madre con 3+ figli, l’assenza di un rapporto a tempo indeterminato. Occore, anche indicare la modalità di pagamento prescelta, ad esempio tramite Iban.

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Dott.ssa Elisa Migliorini
Dott.ssa Elisa Migliorinihttps://www.linkedin.com/in/elisa-migliorini-0024a4171/
Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti
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