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Centri estivi 2026: al via il Fondo da 60 milioni, come funziona?

Dott.ssa Elisa Migliorini
Dottore in Giurisprudenza | Consulente Legale
2 min di lettura

La fine della scuola si avvicina e parte la corsa ai centri estivi per milioni di studenti. I Comuni hanno tempo fino al 28 maggio per richiedere l’accesso al fondo nazionale da 60 milioni stabilizzato dalla Legge di Bilancio. Nessun nuovo bonus statale diretto, ma resta l’agevolazione INPS per i dipendenti pubblici.

Per far fronte alla necessità di alleggerire il peso economico sulle famiglie, la Legge di Bilancio 2025 (n. 199) ha potenziato e stabilizzato i fondi destinati ai Comuni per il finanziamento delle attività socio-educative.

Il Fondo da 60 milioni: come funziona e scadenze per i Comuni

La dotazione del Fondo nazionale per il 2026 ammonta a 60 milioni di euro a regime. Di questi, 59,4 milioni saranno attribuiti direttamente ai Comuni italiani (escluse le Province autonome di Trento e Bolzano), mentre la quota restante servirà per le attività di monitoraggio del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Ecco i dettagli operativi per le amministrazioni:

  • Finestra di domanda: I Comuni interessati ai fondi possono presentare la dichiarazione esclusivamente attraverso la piattaforma dedicata dall’8 al 28 maggio 2026. Non sono ammesse modalità di invio differenti.
  • Periodo delle attività: Le risorse dovranno finanziare progetti, organizzati anche in collaborazione con enti pubblici o privati, da svolgersi necessariamente tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026.
  • Possibili integrazioni: Non si esclude che ai 60 milioni iniziali possano aggiungersi nuove risorse derivanti dai residui degli anni precedenti.

Il nodo delle tempistiche

Nonostante i Comuni abbiano accolto positivamente la stabilizzazione del fondo, che evita di dover mettere a budget le iniziative alla cieca, resta la preoccupazione per i tempi di erogazione. Le procedure burocratiche (come il riparto formale proporzionato al numero di bambini residenti) richiedono settimane. L’anno scorso, ad esempio, a fronte di una spesa del Comune di Milano di oltre 6,2 milioni di euro per i centri estivi, le risorse statali hanno coperto solo il 22,6% dei costi.

Nessun nuovo Bonus per tutti: l’impatto sui costi

È fondamentale fare una precisazione: non sono in arrivo nuovi bonus statali diretti per le famiglie.

L’obiettivo del fondo, infatti, è sostenere le iniziative territoriali. Saranno i singoli Comuni a decidere come impiegare le risorse ottenute: potranno utilizzarle per aumentare i posti disponibili o per abbattere direttamente le rette dei centri estivi comunali.

Il peso economico per chi resta escluso dalle graduatorie comunali rimane notevole. Resta infatti a disposizione solo l’offerta privata, con costi spesso poco accessibili:

  • In base a uno studio del 2025, la spesa media per un centro estivo a tempo pieno in Italia si aggirava sui 173 euro a settimana.
  • In alcune strutture private a tempo pieno i costi possono arrivare a toccare anche i 700 euro.

Bonus Centri Estivi INPS: a chi spetta

In questo quadro, l’unico vero contributo economico diretto è riservato esclusivamente ai dipendenti o pensionati della Pubblica Amministrazione.

Il bonus gestito dall’INPS prevede:

  • Un rimborso spese per figli o orfani di età compresa tra i 3 e i 14 anni.
  • Un contributo che può arrivare fino a circa 100 euro a settimana, per un massimo di quattro settimane, parametrato in base all’ISEE.
  • L’erogazione avviene tramite graduatorie o presentazione delle ricevute di pagamento.

Al momento, si resta in attesa della pubblicazione del bando INPS 2026 e dell’apertura dello sportello telematico (tramite SPID, CIE o CNS) per l’invio delle domande.

Dott.ssa Elisa Migliorini

Dottore in Giurisprudenza, laureata presso l’Università di Firenze. Specializzata nell'analisi della normativa fiscale domestica, si occupa prevalentemente di disciplina IVA e diritto societario. Collabora con Fiscomania curando l'aggiornamento tecnico sulle evoluzioni legislative per imprese e professionisti

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