Verifica fiscale transfer pricing: i 3 step del controllo infragruppo

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Nell'ambito del DPR n. 600/73 non è prevista una procedura specifica per il controllo in materia di prezzi di trasferimento. Tuttavia, la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate adottano un rigido schema logico a tre step per indagare i rapporti economici con le consociate estere, partendo dalla residenza fiscale fino ad arrivare alla congruità dei prezzi applicati. Conoscere questo iter è fondamentale per predisporre una difesa efficace ed evitare pesanti sanzioni.

La fiscalità internazionale rappresenta il perimetro di rischio più critico per le imprese appartenenti a gruppi multinazionali. Nella nostra pratica professionale, assistiamo quotidianamente a una crescente attenzione da parte dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza sulle transazioni transfrontaliere. L'ordinamento tributario, e nello specifico il DPR n. 600/73, non contempla una procedura ispettiva creata ad hoc esclusivamente per verificare la disciplina dei prezzi di trasferimento. Questa apparente lacuna procedurale si traduce in una sostanziale libertà d'azione per gli organi verificatori. Il controllo sulle operazioni intercompany viene quindi assorbito all'interno delle ordinarie dinamiche di verifica fiscale. La complessità tecnica di queste ispezioni deriva dalla necessità di mappare esattamente la ripartizione globale degli utili. I verificatori non si limitano a guardare i numeri di bilancio. Il loro obiettivo primario è smontare l'architettura contrattuale del gruppo per ricalcolare la marginalità secondo il rigido principio di libera concorrenza (il cosiddetto Arm's Length Principle).

Le modalità di controllo: accesso in azienda o controlli a tavolino? L'attivazione di un controllo sui prezzi di trasferimento non segue un unico binario operativo. L'assenza di un iter normativo esclusivo permette all'Amministrazione Finanziaria di modulare l'intervento in base agli indici di rischio emersi in fase di pre-analisi. Esistono sostanzialmente tre tipologie di approccio ispettivo. I verificatori possono optare per controlli "a tavolino", avviati tramite la notifica di questionari o inviti a comparire, richiedendo l'esibizione di set documentali e specifiche informazioni tecniche. Un'altra modalità è l'accesso "istantaneo" presso i locali aziendali. In questo caso, i militari o i funzionari si limitano a prelevare massivamente la documentazione contabile e informatica, per poi analizzarla in un secondo momento presso le proprie sedi. Tuttavia, quando l'input investigativo si fonda sulla presenza di intensi rapporti economici con consociate estere (siano esse controllanti o controllate), la prassi operativa standard è un'altra. L'indagine più frequente e incisiva consiste nell'accesso fisico, ispezione e verifica generale direttamente presso la sede del contribuente. Questo approccio diretto è una scelta strategica ben precisa dell'Amministrazione Finanziaria. Le transazioni infragruppo rappresentano fenomeni complessi che non possono essere compresi analizza...

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Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionale
Dott. Federico Migliorini | Commercialista | Fiscalità Internazionalehttps://fiscomania.com/federico-migliorini/
Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.
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