Vendite occasionali su piattaforme digitali. La persona fisica che vende in modo occasionale, beni tramite piattaforme digitali non è considerata fornitore ai fini dell’obbligo di comunicazione introdotto dall’art. 13 del cd. Decreto Crescita.

A precisarlo è stata l’Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 13 del 1 giugno 2020, recante termini e modalità di trasmissione dei dati relativi alle vendite a distanza di beni che avvengono mediante l’uso di una interfaccia elettronica.

Il Decreto Crescita, ha introdotto l’obbligo di comunicazione, per i soggetti passivi, residenti e non residenti, che gestiscono le interfacce elettroniche attraverso le quali sono facilitate le vendite a distanza di beni importati o le vendite a distanza di beni all’interno dell’Unione Europea tra fornitori e acquirenti.

E’ una disposizione transitoria che cesserà la sua efficacia il 31 dicembre 2020, in vista dell’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2021, della Direttiva IVA.

Vendite occasionali su piattaforme digitali

Lo scopo della norma è di conoscere e favorire l’emersione ed il monitoraggio del volume di affari IVA delle vendite a distanza UE ed Extra-UE.

Vendite occasionali su piattaforme digitali: chi ha l’obbligo di comunicazione?

Viene fatto ampio riferimento dei soggetti passivi, distinguendo tra quelli stabiliti e non stabiliti nel territorio dello Stato.

I soggetti passivi, stabiliti, tenuti all’obbligo di comunicazione dei dati vengono individuati nei soggetti passivi IVA, inclusi quelli che, aderendo o applicando regimi speciali, non sono debitori d’imposta.

Non rientrano in tale obbligo comunicativo i soggetti in Regime Forfettario, tranne facciano acquisti in reverse charge e, quindi, risultino debitori di imposta.

Rientrano nella nozione di soggetto passivo coloro che accedono a regimi IVA che prevedono speciali meccanismi che incidono sulla determinazione della base imponibile o sull’esercizio della detrazione.

Soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello Stato

Per “soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello Stato” sono intesi, i gestori delle piattaforme che non effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi territorialmente rilevanti nel territorio dello Stato, ed anche i gestori (non stabiliti) che realizzano le predette operazioni.

Per i soggetti non stabiliti che svolgono operazioni territorialmente rilevanti, ove privi di stabile organizzazione, al fine di adempiere all’obbligo di comunicazione è necessaria l’identificazione diretta, ovvero la nomina di un rappresentante fiscale.

I soggetti passivi non stabiliti, che non effettuano operazioni territorialmente rilevanti nel territorio dello Stato, possono effettuare la richiesta all’Agenzia delle entrate di un codice fiscale.

Qualora, il soggetto non residente si trovi nella condizione di dover versare l’imposta per conto del fornitore, sarà obbligato a chiedere l’apertura della partita IVA per poter assolvere il tributo.

Vendite occasionali su piattaforme digitali: ambito oggettivo

L’obbligo di comunicazione riguarda:

  • I dati che afferiscono alle cessioni aventi ad oggetto qualsiasi bene oggetto di vendita a distanza;
  • I dati relativi alle cessioni di telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop.

L’Agenzia ha chiarito che le piattaforme possano comunicare i dati delle vendite, prescindendo dal valore della soglia prevista dallo Stato di destinazione del bene.

Sia la mancata, sia l’incompleta trasmissione dei dati deve essere verificata con riferimento a ciascun fornitore che si avvale della piattaforma.

Incompleta trasmissione dei dati

L’incompleta trasmissione dei dati riguarda la non indicazione di alcuni degli elementi previsti, i quali devono, invece, essere tutti trasmessi affinché la piattaforma non ricada nell’obbligo di versare l’IVA dovuta dai fornitori per le vendite a distanza da questi effettuate.

In questo caso, l’obbligo di versamento dell’IVA da parte della piattaforma sussiste solo ove quest’ultima non dimostri “che l’imposta è stata assolta dal fornitore”.

Trasmissione dei dati anche sostitutive della precedente

I soggetti passivi trasmettano all’Agenzia delle Entrate, entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre, i seguenti dati relativi a ciascun fornitore che ha effettuato almeno una vendita nel trimestre di riferimento:

  • Denominazione o i dati anagrafici completi, inclusa la residenza o il domicilio, nonché l’identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite facilitate dall’interfaccia elettronica, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;
  • Numero totale delle unità vendute in Italia;
  • A scelta del soggetto passivo, per le unità vendute in Italia l’ammontare dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita, in Euro.

I prezzi di vendita devono essere espressi in Euro e le interfacce elettroniche sono legittimate a operare la conversione in Euro delle valute estere secondo i loro sistemi interni.

Vendite complesse

Le vendite c.d. “complesse”, quali le vendite di pacchetti di più beni a fronte di un prezzo unitario, sono considerate transazioni uniche.

Al contrario, sono considerate vendite separate quelle aventi ad oggetto accessori (cuffie, custodia etc.) afferenti ad altri beni, quali ad esempio tablet e cellulari.

Nel caso di resi di cui la piattaforma sia a conoscenza, gli stessi dovranno essere oggetto di comunicazione sostitutiva.

Mancato invio della comunicazione sostitutiva

In caso di mancato invio della comunicazione sostitutiva, la piattaforma è considerata debitrice dell’IVA dovuta sulle cessioni dei beni dalla stessa facilitate, salvo che venga provato l’assolvimento dell’imposta da parte del fornitore.

La piattaforma non sarà considerata debitrice IVA qualora i dati comunicati risultino corretti, non essendo la stessa a conoscenza del valore dei resi.

I medesimi principi sono applicabili ai casi in cui, successivamente alla conclusione della transazione online, il pagamento non vada a buon fine (e quindi la vendita non si perfezioni).

Infine, non devono essere comunicati i dati relativi alle cessioni di beni effettuate a titolo gratuito e ai campioni omaggio, poiché non costituiscono cessioni ai fini IVA.

Vendite occasionali su piattaforme digitali: la decorrenza dell’obbligo di comunicazione

La trasmissione dei dati è effettuata entro la fine del mese successivo a ciascun trimestre, a partire da quello di entrata in vigore del provvedimento.

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