Residenza fiscale negli Emirati 2025: test di permanenza, requisiti per persone fisiche e società, procedura certificato TRC e convenzioni Italia-UAE.
La residenza fiscale negli Emirati Arabi Uniti (UAE) richiede il rispetto di criteri oggettivi stabiliti dalla Risoluzione del Consiglio dei Ministri n. 85 del 2022, entrata in vigore il 1° marzo 2023. Ottenere lo status di residente fiscale UAE permette di accedere al regime di tassazione zero sul reddito personale, ma impone obblighi di permanenza effettiva e documentazione specifica per il rilascio del certificato di residenza fiscale (TRC).
Proprio per questa ragione molte persone fisiche e società valutano attentamente il trasferimento della loro residenza fiscale in questo stato a fiscalità privilegiata. Questa guida mira a fornire una panoramica completa delle norme vigenti e delle opportunità offerte da questa giurisdizione.
Indice degli argomenti
- I tre test di residenza fiscale negli Emirati
- Requisiti per le persone fisiche: permanenza e documentazione
- Residenza fiscale per le società: sede di direzione effettiva
- Il certificato di residenza fiscale (TRC): procedura e tempistiche
- Convenzioni fiscali e rapporto con l’Italia
- Vantaggi fiscali della residenza UAE: oltre lo zero tax
- Considerazioni operative: errori comuni e best practice
- Consulenza fiscalità internazionale
I tre test di residenza fiscale negli Emirati
La normativa emiratina identifica tre percorsi alternativi per qualificare una persona fisica come residente fiscale. Il primo test richiede una permanenza minima di 183 giorni nell’arco di 12 mesi consecutivi, allineandosi agli standard OCSE utilizzati dalla maggior parte delle giurisdizioni internazionali. Il secondo test consente di qualificarsi con soli 90 giorni di presenza fisica, a condizione che il richiedente possieda un visto di residenza valido e dimostri il proprio centro di interessi vitali (famiglia, lavoro, investimenti) negli Emirati.
Il terzo criterio, più complesso, riguarda i soggetti che hanno il “luogo di residenza abituale o principale” negli UAE e che vi concentrano i propri interessi finanziari e personali, anche senza raggiungere le soglie temporali. Questo criterio richiede una valutazione caso per caso da parte della Federal Tax Authority (FTA), che verifica dove si trovi il nucleo degli affari economici e delle relazioni familiari del richiedente.
Requisiti per le persone fisiche: permanenza e documentazione
Per le persone fisiche, la dimostrazione della residenza fiscale passa attraverso la produzione di documenti specifici alla FTA. I cittadini stranieri devono presentare il rapporto di immigrazione (immigration report) che attesti i giorni di presenza fisica negli Emirati, ottenibile dalla General Directorate of Residency and Foreigners Affairs (GDRFA). Questo documento certifica ingressi e uscite dal territorio, calcolando automaticamente i giorni di permanenza effettiva.
Ulteriore documentazione obbligatoria include l’Emirates ID (carta d’identità emiratina), il contratto di locazione registrato (Ejari per Dubai, equivalenti negli altri emirati), le utility bill intestate (bollette elettricità, acqua, telecomunicazioni) e la polizza assicurativa sanitaria valida. La mancanza di uno solo di questi elementi può comportare il rigetto della domanda di certificato TRC.
| Test di residenza | Permanenza minima | Requisiti aggiuntivi | Documenti chiave |
|---|---|---|---|
| Test 183 giorni | 183 giorni in 12 mesi | Visto residenza valido | Immigration report, Emirates ID, Ejari |
| Test 90 giorni | 90 giorni in 12 mesi | Visto + centro interessi vitali (lavoro o residenza permanente) | + contratto lavoro o licenza commerciale |
| Test interessi vitali | Nessuna soglia fissa | Residenza abituale + centro interessi finanziari/personali negli UAE | Valutazione FTA su base documentale completa |
Residenza fiscale per le società: sede di direzione effettiva
Le persone giuridiche acquisiscono la residenza fiscale UAE se costituite localmente (escluse le branch di società estere) oppure se, pur costituite all’estero, hanno la “sede di direzione effettiva” (Place of Effective Management, POEM) negli Emirati. Il concetto di POEM richiede che le decisioni strategiche di gestione vengano prese fisicamente negli UAE. In pratica, il consiglio di amministrazione deve riunirsi regolarmente nel territorio emiratino, i dirigenti chiave devono risiedere localmente e la documentazione societaria (verbali, delibere) deve essere archiviata presso l’ufficio UAE.
Una società costituita in Italia o in altro Paese europeo, che voglia qualificarsi come residente fiscale UAE, deve trasferire il proprio POEM negli Emirati, dimostrando alla FTA che il controllo amministrativo e operativo è effettivamente esercitato da Dubai o da altro emirato. Le autorità fiscali verificano la presenza di un ufficio fisico operativo (non una semplice casella postale), di personale locale impiegato stabilmente e di licenza commerciale valida rilasciata dal Department of Economic Development (DED) o dall’autorità della free zone.
| Criterio societario | Requisito | Verifica FTA |
|---|---|---|
| Costituzione locale | Società incorporata negli UAE (LLC, free zone, holding) | Trade license + Certificate of Incorporation |
| Sede direzione effettiva (POEM) | Gestione e controllo esercitati negli UAE | Verbali CdA, residenza amministratori, ufficio operativo |
| Ufficio fisico | Spazio adeguato all’attività | Contratto locazione + ispezione possibile |
| Licenza commerciale | Rilasciata da DED o free zone authority | Rinnovo annuale obbligatorio |
Il certificato di residenza fiscale (TRC): procedura e tempistiche
Il Tax Residency Certificate (TRC) è il documento ufficiale che attesta lo status di residente fiscale UAE. La richiesta si presenta online tramite il portale della Federal Tax Authority (EmaraTax), compilando il modulo dedicato e caricando tutta la documentazione richiesta. Per le persone fisiche, il TRC viene rilasciato per l’anno fiscale (che coincide con l’anno solare) solo dopo la chiusura dell’anno stesso, poiché la FTA deve verificare a posteriori il rispetto dei criteri di permanenza.
Le società possono richiedere il TRC anche in corso d’anno, dimostrando di soddisfare i requisiti di POEM o costituzione locale. I tempi di rilascio variano da 7 a 30 giorni lavorativi, a seconda della completezza della documentazione e della necessità di integrazioni. Il costo della pratica è contenuto (generalmente tra 50 e 200 AED, circa 13-54 euro), ma molti professionisti si avvalgono di consulenti locali per velocizzare l’iter.
Il TRC è indispensabile per accedere ai benefici delle convenzioni contro le doppie imposizioni (DTA) firmate dagli Emirati con oltre 130 Paesi. Senza il certificato, le autorità fiscali estere possono negare l’applicazione delle aliquote ridotte previste dai trattati e tassare i redditi secondo le aliquote ordinarie.
Convenzioni fiscali e rapporto con l’Italia
La Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-UAE, firmata il 22 gennaio 1995 e ratificata dalla legge n. 463/1997, prevale sulle norme interne di entrambi i Paesi ai sensi dell’art. 4 della Convenzione stessa. Quando un soggetto risulta residente fiscale sia in Italia che negli Emirati secondo i criteri interni, si applicano le tie-breaker rules della Convenzione per determinare la residenza prevalente. Per le persone fisiche, la Convenzione dà priorità al centro degli interessi vitali (legami familiari ed economici più stretti), poi alla dimora abituale, infine alla nazionalità.
Un aspetto critico per i contribuenti italiani è che gli Emirati Arabi Uniti figurano tuttora nella black list italiana ai sensi del D.M. 4 maggio 1999. Il trasferimento di residenza fiscale da Italia a UAE richiede quindi una particolare attenzione alle disposizioni antielusive dell’art. 2 del D.Lgs. n. 147/2015, che obbliga il contribuente a provare che il trasferimento è effettivo e non simulato. L’Agenzia delle Entrate può contestare il trasferimento se il soggetto mantiene il centro dei propri interessi vitali in Italia (famiglia, immobili, partecipazioni societarie) e utilizza la residenza UAE solo formalmente.
La giurisprudenza (Cass. civ. sez. V, sent. 5 marzo 2014 n. 5102; Cass. civ. sez. VI, sent. 23 dicembre 2020 n. 29541) ha chiarito che per considerare efficace un trasferimento verso Paese black list, il contribuente deve dimostrare di aver spostato effettivamente la propria vita personale e lavorativa all’estero, con prove sostanziali (giorni di presenza, contratti locali, chiusura attività italiane). Non è sufficiente ottenere un visto di residenza e un certificato TRC senza una presenza fisica continuativa negli Emirati.
Per approfondire: Retire in Dubai: il visto per pensionati d’oro.
Vantaggi fiscali della residenza UAE: oltre lo zero tax
La residenza fiscale negli Emirati garantisce l’esenzione totale da imposte sul reddito personale per le persone fisiche, inclusi stipendi, dividendi, capital gain e redditi da investimenti. Le società, dal 1° giugno 2023, sono soggette alla Corporate Tax (CT) con aliquota del 9% sugli utili eccedenti 375.000 AED (circa 102.000 euro), mentre restano esenti le free zone qualifying income (redditi derivanti da attività conformi ai requisiti di sostanza economica delle free zone).
Ulteriori vantaggi includono l’assenza di imposte di successione e donazione, l’assenza di ritenute alla fonte su dividendi distribuiti a non residenti e la possibilità di rimpatriare capitali senza restrizioni. La stabilità politica ed economica, le infrastrutture di livello mondiale e l’accesso privilegiato ai mercati del Golfo e dell’Asia rendono gli Emirati una destinazione ideale per imprenditori, professionisti ad alto reddito e family office.
Considerazioni operative: errori comuni e best practice
Un errore frequente è confondere il visto di residenza (residence visa) con la residenza fiscale. Il primo è un permesso di soggiorno che consente di vivere negli UAE, ma non conferisce automaticamente lo status fiscale. Per essere considerati residenti fiscali, occorre rispettare i test di permanenza o interessi vitali e ottenere il certificato TRC dalla FTA.
Altro rischio è sottovalutare la necessità di documentare la permanenza fisica. L’immigration report è il documento probatorio fondamentale: ogni uscita dagli UAE interrompe il conteggio dei giorni consecutivi, rendendo necessario pianificare gli spostamenti internazionali con attenzione. Chi viaggia frequentemente per lavoro deve calcolare con precisione il proprio “UAE tax year” per non rischiare di non raggiungere la soglia minima.
Le società che trasferiscono il POEM negli Emirati devono prestare particolare attenzione alla substance. Non è sufficiente registrare una società free zone e nominare un amministratore locale di comodo: la FTA verifica che le decisioni strategiche siano effettivamente prese negli UAE, che il personale chiave risieda localmente e che l’ufficio sia operativo e proporzionato al business. Le autorità fiscali dei Paesi di origine (Italia, Germania, Francia) stanno intensificando i controlli sulle “società di comodo” costituite nelle free zone senza sostanza economica reale.
Consulenza fiscalità internazionale
La pianificazione del trasferimento di residenza fiscale negli Emirati Arabi Uniti richiede un’analisi preliminare della situazione individuale, delle convenzioni applicabili e delle norme antielusive del Paese di origine. Per i contribuenti italiani, è fondamentale valutare i rischi di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, predisponendo un dossier documentale completo che dimostri l’effettività del trasferimento.
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- Strategia difensiva verso Agenzia Entrate e compliance con black list;
- Analisi preliminare della situazione fiscale attuale e degli obblighi verso l’amministrazione italiana;
- Verifica requisiti test di residenza (183 giorni, 90 giorni, interessi vitali);
- Roadmap operativa per il trasferimento (timing, documenti, adempimenti).
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