Nel caso di acquisto di un terreno edificabile l’acquirente deve sostenere una serie di imposte che variano a seconda che il venditore sia un privato oppure da un’impresa. Nel caso in cui il venditore sia un privato occorre pagare l’imposta di registro pari al 9% del valore fiscale, imposta ipotecaria e catastale di 50€ ciascuna. In caso di acquisto da un impresa: la vendita è soggetta all’IVA del 22%. Inoltre, nel caso di vendita da parte di una impresa è altresì dovuta l’imposta di registro pari a 200 euro, l’imposta ipotecaria pari a 200 euro e l’imposta catastale pari a 200 euro.  

Un terreno edificabile è una zona di terreno che in base a determinate caratteristiche può essere destinata alla costruzione di edifici e abitazioni. Vediamo in questo articolo come si caratterizza un terreno edificabile dal punto di vista del fisco, e qual è la tassazione in caso di acquisto.

Terreno edificabile: le caratteristiche

Un terreno si definisce come edificabile se quest’area si presta alla costruzione di immobili, fabbricati, abitazioni di diverso tipo. Un terreno agricolo può assumere la caratteristica di terreno edificabile, se rispetta alcune condizioni. Le zone possono essere classificate da ogni singolo Comune in base alla destinazione d’uso dei terreni, che possono essere destinati puramente alla coltivazione, oppure ad essere adibiti a zone industriali, oppure a centri urbani. In base alle caratteristiche della zona, è possibile che un terreno diventi edificabile, e possa quindi essere destinato a nuove residenze a scopo abitativo.

Per determinare se un terreno è edificabile, è necessario procedere con una serie di verifiche di natura catastale, verificare la presenza di eventuali zone urbane limitrofe, controllare che non sussistano vincoli di sorta per la costruzione degli edifici.

Un terreno può facilmente diventare edificabile se è situato vicino ad una zona in cui sono presenti altri edifici, oppure vicino ad una zona urbana. Risulta facilmente edificabile inoltre se si trova nei pressi di alcuni servizi destinati all’uso urbano come acquedotti, servizi di fognatura, eccetera. Inoltre il terreno non deve essere collocato in una precisa fascia di rispetto del paesaggio, o con la presenza di cimiteri, ferrovie, impianti di diverso tipo.

L’indice di edificabilità di un terreno viene deciso per ogni singolo Comune in base alle regole del Piano Regolatore Generale, il PRG. Questo vuol dire che non è sufficiente valutare le informazioni di natura catastale per determinare se un terreno risulta edificabile oppure no. Esistono diverse tipologie di terreno, non tutte destinate allo stesso tipo di costruzione.

Terreni edificabili: quali possono essere

Tra i terreni edificabili, alcuni possono essere destinati alla costruzione di nuovi edifici residenziali, destinati all’uso abitativo, mentre altri possono essere destinati principalmente alle costruzioni di natura industriale. Generalmente si possono individuare diverse tipologie di terreno edificabile:

  • Terreni edificabili residenziali: sono destinati a costruzioni di tipo abitativo;
  • Terreni edificabili industriali: sono destinati a costruzioni di tipo industriale;
  • Terreni edificabili artigianali: in questo caso sono destinati alla produzione artigianale, con la costruzione di capannoni e edifici similari;
  • Terreni edificabili ex agricoli: si tratta di terreni che precedentemente erano adibiti all’uso in agricoltura, ma che sono riconvertiti per altri utilizzi;
  • Terreni edificabili di interesse comune: sono terreni destinati alla costruzione di edifici pubblici, come caserme, ospedali, centri sportivi, eccetera.

Per ogni zona il Comune determina la tipologia di costruzioni ammesse, e le regole da rispettare quando si decide di costruire. Possono essere quindi presenti regole specifiche che riguardano l’altezza degli edifici che si possono costruire, l’omogeneità con i colori presenti nella zona, la distanza tra gli edifici e così via.

Per ogni zona i Comuni specificano quali sono le tipologie di edifici e strutture che si possono costruire, e i Comuni forniscono su richiesta il Certificato di Destinazione Urbanistica per poter procedere con la costruzione.

Acquistare un terreno edificabile: le imposte

Quanto costa comprare un terreno edificabile? I costi dei terreni edificabili vengono solitamente stabiliti in base ai metri cubi ottenibili (mc) e variano inoltre in base alla tipologia del terreno (fondiaria, edificabile o territoriale). Influisce sui costi d’acquisto anche la presenza di una serie di fattori, tra cui posizione, la rumorosità della zona e panoramicità. Pertanto è sempre opportuno richiedere la consulenza di un geometra o di un ingegnere.

Per acquistare un terreno edificabile, è necessario sostenere anche una serie di spese e provvedere al pagamento di alcune imposte specifiche, in base al soggetto che propone in vendita il terreno. Le imposte principalmente si differenziano in base all’acquisto da un soggetto privato o da un soggetto IVA:

  • Acquisto da un soggetto privato: in questo caso va pagata una imposta di registro del 9% rispetto al valore fiscale del terreno, mentre l’imposta ipotecaria e catastale ammontano a 50 euro ciascuna;
  • Acquisto da un impresa: la vendita è soggetta all’IVA del 22%. E’ altresì dovuta l’imposta di registro pari a 200 euro, l’imposta ipotecaria pari a 200 euro e l’imposta catastale pari a 200 euro.

Queste imposte vanno versate nel momento dell’acquisto di un terreno edificabile, tuttavia anche quando si è in possesso di un terreno di questo tipo, è necessario procedere al pagamento di una imposta aggiuntiva, ovvero l’IMU, una volta all’anno.

L’IMU, l’Imposta Municipale Unica, è dovuta sia quando si possiedono proprietà immobiliari, sia per aree fabbricabili e terreni agricoli. L’unica esclusione del pagamento di questa imposta ricorrente è nel caso di proprietà di una abitazione adibita a prima casa. Per tutte le altre proprietà, l’imposta va pagata.

IMU per terreni edificabili

L’IMU va corrisposta anche nel caso di possesso di terreni edificabili, e sono obbligati a versare questa somma i proprietari dei terreni, i concessionari, oppure i locatari in caso di leasing. Per il calcolo dell’IMU sui terreni edificabili, vanno presi in considerazione diversi parametri, ed è necessario rivolgersi al Comune in cui è situato il terreno.

Vanno considerate: la zona in cui è situato il terreno edificabile, l’indice di edificabilità, la destinazione d’uso del terreno specifico, i prezzi medi di mercato nella zona specifica, e così via. Per effettuare il calcolo dell’IMU per il terreno specifico, bisogna tenere presente il valore di mercato del terreno al primo giorno di gennaio di ogni anno specifico.

La formula utilizzata solitamente è questa:

“Valore di mercato al primo gennaio X % di possesso X moltiplicatore fisso X numero di mesi di possesso X aliquota / percentuale rata di acconto.”

Tutte le informazioni sono comunque accessibili al Comune di riferimento, oppure si riferiscono al periodo di possesso del terreno agricolo dal momento dell’acquisto, e dalla percentuale di possesso. La cifra derivata dal calcolo può essere saldata ogni anno in una unica soluzione, oppure in due rate differenti.

In generale è possibile anche attingere ad alcuni casi di esonero dal pagamento dell’IMU sui terreni, in base alle disposizioni specifiche. Generalmente sono i terreni agricoli a poter beneficiare maggiormente di casi di esonero dall’imposta, se destinati ad alcuni tipi di produzione specifica.

Cessione del terreno divenuto edificabile

Se l’imprenditore agricolo ceda un terreno agricolo divenuto, in un secondo momento, edificabile, va verificata l’esistenza del presupposto soggettivo IVA. Secondo l’Agenzia delle Entrate la cessione di un terreno edificabile, appartenente ad un’impresa agricola, deve essere assoggettata ad IVA qualora il terreno sia stato precedentemente destinato alla produzione agricola.

Locazione terreni edificabili

Anche in questo caso occorre effettuare una distinzione a seconda che, la locazione sia operata:

  • Soggetto IVA: è dovuta l’IVA al 22% e l’imposta di registro di 67 euro;
  • Privato: è dovuta l’imposta di registro al 2%.
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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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